Campagna di raccolta fondi per Cucine Popolari

IMG_0987Dal 2014 gli Empori Solidali di Case Zanardi hanno aiutato 718 famiglie bolognesi in difficoltà corrispondenti a 2589 persone di cui 1163 minori.
Dal 2015 le Cucine Popolari preparano circa 60.000 pasti all’anno per sostenere persone in condizione di fragilità economica ma anche sociale e relazionale.
In questo momento di grave emergenza sanitaria, sociale ed economica sia gli Empori Solidali che le Cucine Popolari hanno grandi difficoltà a rifornirsi degli approvvigionamenti utili a garantire alle famiglie più fragili l’aiuto necessario.
Per questo motivo saremo tutti noi cittadini ad essere solidali ed a sostenere gli Empori e le Cucine Popolari per aiutarli ad affrontare e superare questa grave emergenza.
Vi chiediamo quindi un aiuto concreto per permettere ai volontari degli Empori Solidali e delle Cucine Popolari di continuare a svolgere il loro prezioso lavoro ed a fornire beni di prima necessità e pasti a centinaia di bolognesi ogni settimana.

al link sotto per saperne di più e fare una donazione

www.ideaginger.it/cucinepopolare

 

Diario Cucine popolari – pagina 37

Prima di ogni cosa vogliamo ringraziare tutte e tutti coloro che hanno risposto ai nostri appelli e alla campagna di sottoscrizione che abbiamo lanciato assieme a Case Zanardi (che a tutt’oggi ha già raccolto oltre 45mila euro da suddividere tra Cucine Popolari e gli empori delle Case Zanardi che, come noto, provvedono ad aiutare famiglie in difficoltà distribuendo prodotti alimentari). Ricordiamo che c’è tempo per donare fino al 30 aprile, basta andare qui. Vogliamo ringraziare anche tutte le imprese che ci regalano prodotti alimentari, perfino colombe pasquali…
Siete tutte e tutti una ricchezza enorme, grazie a nome degli oltre 300 ospiti che, ogni giorno, dal lunedì al venerdì, ricevono un pasto caldo in una delle tre Cucine Popolari (Battiferro, Italicus e Saffi). Sì, confermiamo che le ospiti e gli ospiti che vengono a prendere il pasto caldo da noi sono aumentati molto: tra  50 e 60 ospiti in più al Battiferro (aperta da lunedì e giovedì), da 30 a 40 in più all’Italicus (aperta da martedì a venerdì), più di 20 ospiti in più a Saffi (aperta da martedì a venerdì).
ringraziamo moltissimo le tante e i tanti giovani che si sono offerti di fare volontariato alle Cucine, da quando gli over65enni sono forzatamente “in panchina”. Già più di una ventina sono al lavoro.
Buona Pasqua a tutti!
resistiamo insieme, e insieme rinasceremo.
Continuiamo così: nelle tre Cucine si preparano pasti caldi con primo, secondo, contorno e si distribuiscono in sacchetti con frutta, pane, a volte latte, a volte dolcetti (come colombe in questi giorni…) sempre rispettando tutte le norme che le Autorità hanno emanato per questo periodo di pandemia.Oggi le Cucine sono chiuse, ma domani, Pasquetta ci sarà una speciale sorpresa per i nostri ospiti alla Cucina del Battiferro: tortellini o ravioli, offerti da La Lanterna di Budrio, un secondo, la colomba donata da Conad e cioccolata Majani.
Prima di raccontarvi puntualmente come sta andando nelle tre Cucine dobbiamo fare altri ringraziamenti…Vogliamo farvi sapere che collaboriamo con Piazza Grande che porta cibo caldo a persone che vivono in tende (sanificate ogni giorno da Piazza Grande): prepariamo 30 pasti il martedì a Saffi e il giovedì al Battiferro, mentre il mercoledì i pasti sono preparati dal ristorante indiano.
E’ una grande gioia, una grande ricchezza avere un’amica lontana, vogliamo ringraziare Uma Wang, stilista cinese di fama internazionale, che grazie ad un amico/collega bolognese ci ha fatto arrivare direttamente da Shanghai 500 mascherine protettive per i volontari in segno di solidarietà con Bologna e l’Italia. Un gesto tanto prezioso che ci ha permesso di continuare a svolgere il nostro compito senza interruzioni.
E ancora, vogliamo ringraziare Fortitudo per il sociale che nel supermercato Conad di Via Larga fa una raccolta alimentare per famiglie bisognose che segue, quello che raccoglie in più rispetto alle esigenze di queste famiglie lo dona a noi.Vogliamo ringraziare anche Coop Alleanza 3.0 per la nuova iniziativa di “spesa sospesa” che ci vede tra i beneficiari.Grazie a progettomozambico.org, che ci sta facendo avere carichi di uova di Pasqua da distribuire ai nostri ospiti, le prime 300 sono arrivate il 8 aprile.
Infine vogliamo raccontarvi un episodio molto carino che è successo al Battiferro: un giorno un signore è passato davanti all’entrata del Battiferro vedendo tanta gente in fila. Si è fermato, ha iniziato a fare domande, è stato invitato ad entrare, gli è stato spiegato quello che stava accadendo, lui ha ascoltato con interesse e alla fine, prima di uscire, ha lasciato 200 euro. Un gran bel gesto.

Per chi vuole seguire il suo esempio e degli altri 498 donatori che hanno partecipato alla sottoscrizione che abbiamo aperto, Cucine popolari insieme a Case Zanardi, questo è il link per donare che abbiamo attivato per questa emergenza.
Come sta andando
Cominciamo con il dire che gli over 65enni in panchina sono sì contenti delle nuove linfe che hanno vivificato le Cucine ma, bisogna confessare, manca a loro molto l’esperienza umana sul campo. Il presidente di Civibo Giovanni Melli dice: “In panchina si sta scomodi, vorrei essere con le ragazze e i ragazzi in cucina, ma non si può. Voglio comunque ringraziare tutte e tutti e spero che presto ci potremo trovare  assieme. Sì, il mio apporto continuo a darlo da casa, sono in stretto contatto con tutti, sono contento e grato della risposta di tante e tanti giovani volontari.”
Roberto Morgantini, anche lui in prima linea da casa, sottolinea che nella sottoscrizione lanciata assieme a Case Zanardi “le donazioni non sono solo di singole persone ma anche di associazioni che operano nella nostra città e che sono solidali con le Cucine Popolari e con Case Zanardi. E’ un movimento di solidarietà molto importante e noi, mi permetto di parlare anche a nome delle Case Zanardi con cui operiamo in rete e non solo in questa occasione della sottoscrizione, vogliamo esprimere a tutte e a tutti il nostro più sentito grazie: i vostri contributi ci permetteranno di continuare a sostenere chi più ha bisogno anche in questo momento così complicato”.

Prima di “entrare” nelle tre Cucine, sentiamo anche  Roberto Morotti, uno dei quattro “fondatori” delle Sardine,  che hanno lanciato per noi l’appello per giovani volontari: “in poco tempo oltre 500 giovani hanno risposto alla richiesta di disponibilità ad essere volontari alle Cucine Popolaripiù di una ventina sono già al lavoro nelle  3 Cucine Popolari, a tutti comunque –  ha raccontato Roberto –  è stata mandata una email per dire che saranno ricontattati (secondo l’ordine di risposta all’appello) se ci sarà bisogno per le Cucine o per altre iniziative di solidarietà. Al riguardo, Roberto ha annunciato che insieme ad Auser e a Don’t panic (una rete di associazioni) le Sardine stanno organizzando un telefono amico per persone sole. “Penso che potremo partire la prossima settimana e questa sarà un’altra occasione per fare volontariato. Siamo in tanti e tante disponibili, se ci sono associazioni che hanno bisogno di volontari possono scriverci a questo indirizzo email:  6000sardine@gmail.com

Claudia Pugliese è una giovane volontaria, da poco inserita nella Cucina Popolare Saffi. E’ in cassa integrazione, per questo ha potuto rispondere al nostro appello, ecco le sue parole: “Seguivo le Cucine Popolari sul profilo Facebook da due o tre anni, quando ho visto l’annuncio per la  ricerca di giovani volontari, visto che ho esperienze di volontariato alle spalle e che al momento ero in cassa integrazione, ho subito accettato l’invito. Ho cominciato l’8 aprile a Saffi, sono stata accolta con grande attenzione, è molto bello poter contribuire nel dare una mano in una situazione di emergenza. Mi rendo anche conto che l’emergenza è diversa a seconda di qual è la situazione di partenza. Per chi non ha casa o per chi non ha soldi per mangiare l’emergenza che stiamo vivendo è certamente molto più pesante e le Cucine Popolari sono molto importanti. Sì, penso di continuare per tutto il tempo in cui potrò”.

Come va al Battiferro
Michele Baratta, in questo tempo in cui volontarie e volontari over65enni sono “in panchina”, già volontario al Battiferro da tempo, essendo un giovane lavoratore in smart working, ora è alla Cucina Popolare del  Battiferro  tutti i giorni da due settimane,  ha accolto tutte e tutti i nuovi volontari (in gran parte dal “bacino” delle Sardine ma non solo), cura assieme ad altri l’ organizzazione dei turni  e di quant’altro utile: “Ragazze e ragazzi hanno portato una grande energia – ha detto – ovviamente c’era bisogno di accoglierli, di presentare la nostra maniera di lavorare … siamo contenti, loro sono molto felici di poter dare una mano. Voglio però dire che tutti noi  non vediamo l’ora di rivedere i pilastri delle Cucine che ora debbono stare in panchina“.
Al Battiferro, come nelle altre Cucine, le ospiti e gli ospiti sono molto aumentati  sono tra le 50 e le 60 persone in più ogni giorno;  per fare un esempio: il lunedì si erogano più di 190 pasti (circa un 40-50 persone prendono anche il cibo per la cena).

Come va all’Italicus
All’Italicus, come ci racconta Luciano Tabarroni, è stata messa in piedi una organizzazione che lavora con turni bisettimanali.  Sono 8 squadre (ogni squadra ha 2 in cucina e 2 alla distribuzione) che entrano in servizio ogni quindici giorni. “Ci sono ovviamente anche qui ragazze e ragazze in turno, anche loro tesserati e assicurati, in ogni squadra ci sono due ‘esperti’ storici”. A Italicus, dice Luciano, stanno  anche pensando all’ipotesi di portare il pasto a domicilio per venire incontro a chi non può recarsi alle Cucine e per contribuire ad evitare possibili assembramenti. Anche qui sono aumentati le ospiti e gli ospiti: circa 40 persone in più ogni giorno.

Come va a Saffi
Saffi, dice Sandra Soster,  le ospiti e gli ospiti sono aumentati – circa 20 persone in più tutti i giorni di apertura. L’aumento è iniziato subito dopo l’ordinanza che ha stabilito la chiusura anche di bar, ristoranti… Sì, assieme a Battiferro contribuiamo a preparare pasti per persone che sono in tenda, 30 pasti il martedì. Si tratta di una delle tante iniziative di solidarietà che partono dal basso. Anche qui a Saffi sono inseriti giovani (anche qui ovviamente tesserati e assicurati) e di questo siamo tanto contenti. Vania Zanotti, che segue i turni, sottolinea (in un messaggio a volontarie e volontari): “in tutti noi c’è la voglia di tornare… Questa nostra assenza forzata ha però un elemento di positività: le Cucine Popolari vengono conosciute da ragazze e ragazzi che vivono direttamente un’esperienza così imortante per le persone in difficoltà… in qualche modo si sta investendo sul futuro delle Cucine che dovrà prevedere sempre più integrazione tra generazioni”.

Saluti da Perugia
Prima di lasciarvi vi riportiamo la lettera che ci ha inviato in questi giorni Taifour, un caro amico delle Cucine Popolari trasferitosi da qualche tempo a Perugia (dove ha aperto un ristorante). A presto Taifour!

Ciao carissimo Morgantini e tutti i tuoi cari amici di Bologna
ho visto il filmato sulla cucina popolare ho pianto per la gioia. Che orgoglio di uomo sei Roby. In torno a te quanti donne ed uomini con grande umanità con Grande cuore ❤ ❤  non sono mai stanchi di fare del bene con grande volontà, sono fiero ad orgoglioso di voi.
Guardando il filmato chiuso a casa a Perugia stamattina non riesco credere, questo incredibile sogno d’avanti i miei occhi. Vedo Giovanni M. tra le pentole, vedo Morgan con grande ☺ in sala. Sento Sandra e Pasquale. Vedo Sabri di sostegno in cucina, vedo Domenico serioso e geloso della tua sala.
Vedo tutto lo staff dei 3 posti delle Cucine popolari. Da oggi ho imparato a non dire mense, invece sono trattorie popolari come diceva una del nostro staff nel intervista.
Mando le mie stime a tutti quanti, perché con lo spazio non riesco a nominare a tutti perché siamo in tanti, non vedo l’ora a venire a mangiare un piatto di pasta condita con grande amore.
Vi auguro tutto il bene e continuate con i vostri valori. Sperando in fretta si torni alla normalità.
Scrivo da lontano con tutto il cuore con voi.
Taifour
Come contribuire alle Cucine popolari
– donate attraverso il crowdfunding di emergenza, Cucine popolari  e Empori solidali di Case Zanardi.
– fate una donazione
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. Basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.Fate conoscere le Cucine popolari
Se volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti,  dite loro di iscriversi alla newsletter. Per iscriversi basta andare a questo link e inserite il proprio indirizzo e-mail, riceverete una mail di conferma con un link su cui cliccare per completare l’iscrizione.
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potete cancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci:
info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Volontario Cucine Popolari

loghiPRIMA DELL’ADESIONE, ALCUNE INFO IMPORTANTI :
-Stiamo cercando volontari tra i 18 e i 65 anni in buona salute, la vostra tutela è la cosa che ci sta più a cuore! Se le adesioni saranno superiori al bisogno, verrà data priorità ai più giovani.
-I DPI vi saranno forniti, ma di questi tempi sono sempre più difficili da reperire, quindi se avete guanti in lattice monouso o mascherine potete portarli.
-Non è fondamentale saper cucinare e avere l’attestato HACCP, le cose da fare sono sempre tante!
-Vi verrà fornito un documento che attesta il vostro servizio presso le Cucine, che insieme all’autocertificazione vi consentirà di arrivare alle cucine senza prendere multe, in caso di controlli. Non è un lasciapassare per andare dovunque a tutte le ore, funziona solo per il tragitto da casa vostra alle cucine e ritorno!
– I servizi sono: da LUN a GIO via del battiferro, da MAR a VEN via L.Berti e da MAR a VEN in via Sacco, puoi indicare le tue disponibilità nel form.
– L’orario in cui presterai servizio ti sarà indicato in seguito, seconda del compito che svolgerai, in ogni caso sarà non prima delle 9 di mattina e non oltre le 14).
– A fine turno, è previsto il pasto anche per i volontari.
– Se hai dubbi o indicazioni, puoi scriverli nell’ultimo campo (NOTE)
– Non vi preoccupate se non vi contattiamo immediatamente, vi arriverà una mail di conferma Domenica 29/03

Grazie!

Sardine di Bologna

Modulo al link sotto

Modulo adesione

Diario Cucine popolari – pagina 36

Vogliamo restarvi vicini, e raccontarvi quanto stiamo facendo nelle nostre tre Cucine, che continuano a fornire pasti caldi in asporto, rispettando tutte le indicazioni per la sicurezza sia dei volontari che delle e degli ospiti, che sono in aumento rispetto a prima del coronavirus. Anche nel rispetto delle nuovissime linee guida della Regione Emilia-Romagna per l’emergenza coronavirus, emesse il 26 marzo. Così come indicato dalle linee guida stiamo cercando di riorganizzare le nostre Cucine alleggerendo la presenza dei meno giovani e cercando di coinvolgere forze nuove.
Al riguardo,  vogliamo ringraziare  le “sardine” di Bologna che hanno lanciato un appello per trovare nuove e giovani forze che ci aiutino: già in tante e tanti, più di 50, hanno risposto e già da lunedì saranno nelle nostre Cucine. Per leggere l’appello delle sardine, e magari aderire, andate qui.  Anche le Parrocchie sono allertate e anche da loro arriveranno rinforzi di volontari. E ancora: la Papa Giovanni XIII ci ha detto che se abbiamo bisogno ha volontari per noi.Ma prima di raccontare in dettaglio quanto stiamo facendo, vogliamo ringraziare con tutto il cuore chi ci ha potuto e voluto mandare contributi in denaro (25 persone per un totale di 4.075 euro dopo la precedente newsletter)  e chi ci manda quotidianamente prodotti alimentari (Camst, Coop, Granarolo, Emilyeat, Cefa, ristorante Adesso Pasta Car (capofila e raccoglitore di prodotti donati anche da altri ristoranti), Arci San Lazzaro, Pigro mortadelleria, e tanti altri … Ci sono arrivate  anche mascherine protettive, perfino da un amico dalla Cina. Insomma, una partecipazione molto grossa, in questo momento così difficile tanti si ricordano di noi. E noi siamo davvero molto grati.

A tutti voi che donate, ai volontari, a tutti i nostri amici dedichiamo un momento di nostalgia: a questo link potete trovare un bel video ricco di foto delle Cucine, accompagnato dalla bella canzone scritta da Enrico Sabato e ispirata alla storia delle Cucine.

E vogliamo anche ricordare un caro amico, Gabriele Ferretti, volontario all’Italicus che un mese fa è deceduto in un incidente stradale. Le sue compagne e i suoi compagni di volontariato lo ricordano e vogliono consegnare un sentimento di profonda mancanza e tristezza anche alla sua bella famiglia e a esprimere gratitudine e commozione alla figlia Barbara che, per onorare la memoria, si è offerta di continuare il lavoro del padre nell’associazione Cristina Gavioli (di cui fa parte anche Maria, volontaria dell’Italicus). “Gabriele – scrivono –  era una persona per bene, gentile e cordiale, uno dei volontari più amati anche dagli ospiti perchè era sempre sorridente disponibile e accogliente. Una persona meravigliosa, capace di darsi con generosità. Un terribile incidente e lui ora non c’è più ma lo ricorderemo con infinito affetto”.

Ora ci permettiamo di rivolgervi un altro appello. Come sapete non possiamo fare iniziative per raccogliere fondi e quindi, se potete, fate una donazione. Il nostro numero di conto corrente: lo trovate in alto a sinistra

Ecco come operiamo
In tutte e tre le Cucine le ospiti e gli ospiti sono aumentati . Oltre a quelle e quelli che sono nostri ospiti abituali, ci sono persone senza casa, persone che andavano in punti di ristoro che sono stati chiusi. Una parte delle nostre volontarie e dei nostri volontari tradizionali non ci saranno nelle prossime settimane, ma ci saranno, per questo periodo di coronavirus, giovani forze “reclutate” dalle sardine.  Queste e questi giovani saranno comunque coordinati da volontarie e volontari esperti, saranno iscritti alla nostra associazione Civibo e saranno quindi tutte e tutti assicurati. La quota di iscrizione è pagata da Civibo.
Tutte le volontarie e i volontari, sia in cucina, che alla distribuzione, che all’accoglienza,  sono dotati di mascherine e guanti. Ci sono prodotti specifici per la pulizia delle superfici, si rispettano rigorosamente le distanze tra le persone … insomma, c’è grande attenzione al rispetto delle regole fissate dalle Autorità.

Così funzionano le tre Cucine Popolari:
Cucina Popolare Battiferro.  Aperta dal lunedì al giovedì con distribuzione di pasti caldi da asporto a partire dalle 10,30 fino alle 13,30.  Si utilizzano  i pasti già pronti che ci offre Emilyeat (anche il prossimo lunedì ne arriveranno 1200, già 2000 sono arrivati nelle scorse settimane)  ma si cucina anche, sia perchè i pasti pronti non sono sufficienti per tutti,  sia per venire incontro alle diverse esigenze delle e degli ospiti. Il Battiferro è la Cucina Popolare più grande e dunque ha una organizzazione specifica:  due turni in cucina, uno la mattina, uno al pomeriggio (questo per preparare per il giorno dopo) con due persone ogni turno, 1 persona all’accoglienza, due persone alla distribuzione. Da qualche giorno c’è anche un giovane volontario, mandato dal Quartiere, che si occupa di coloro che aspettano di entrare per prendere il pasto facendo  rispettare la distanza di oltre un metro tra le persone.
Cucina Popolare Italicus: aperta dal martedì al venerdì con gli stessi orari del Battiferro. Anche qui si utilizzano i pasti pronti che offre Emilyeat e si cucina. L’organizzazione: un unico turno in cucina  con 2 persone, 2 persone all’accoglienza.
Cucina Popolare Saffi: aperta dal martedì al venerdì dalle 11,30 alle 13,30.  Anche qui si utilizzano i pasti già pronti che  offre Emilyeat e si cucina. L’organizzazione: anche qui un unico turno in cucina con due persone, 2 persone alla distribuzione.
In tutte e tre le Cucine si distribuiscono anche alimenti che ci vengono donati (ad esempio pane, frutta, a volte latte, a volte yogurt, a volte anche cioccolatini..)

E ora lasciamo la parola al presidente Giovanni Melli, a Roberto Morgantini, a Paola Marani, Luciano Tabarroni e Sandra Soster (questi ultimi tre  coordinano le tre Cucine Battiferro, Italicus, Saffi) e a un cuoco, Andrea Rigotti, che sta al Battiferro. Andrea ha 58 anni, è titolare di un negozio (è anche arrotino), di solito fa il volontario il lunedì poichè la moglie, insegnante, è libera il mattino del lunedì e lo puo’ sostituire in negozio, ora il negozio e la scuola sono chiusi e lui è presente al Battiferro per più giorni.

Giovanni Melli
Siamo una delle poche realtà che continuano a fornire un pasto completo e caldo. C’è un grande impegno di volontarie e volontari per fare quanto possibile per continuare ad essere un punto fermo per i tanti che vengono da noi. Stiamo adottando tutte le precauzioni possibili per salvaguardare questo bene essenziale.

Roberto Morgantini
Siamo davvero grati ai tanti che ci danno una mano in questi giorni, la solidarietà in questa situazione è tanta e noi possiamo continuare proprio grazie a questa solidarietà. Grazie anche alle sardine che ci sono vicine anche con giovani volontarie e volontari in cucina e in distribuzione. Abbiamo anche  Colombe da distribuire per Pasqua! Ringraziamo di cuore tutti e tutte.  Gli ospiti sono aumentati, ci sono tante persone in più che non hanno altre possibilità di avere un pasto caldo. E il bisogno di contributi, anche in denaro, aumenta. Ancora grazie. Ce la faremo, insieme.

Paola Marani
Al Battiferro ci siamo organizzati con due turni perchè diversamente non riuscivamo a tenere il ritmo. Le persone ospiti sono aumentate, anche qui, come nelle  due Cucine, ci sono persone, molte senza casa, che vengono perchè non hanno altri posti dove avere un pasto caldo.  Vogliamo ringraziare il Quartiere Navile che ci ha inviato un ragazzo, un volontario, che ci aiuta nel far rispettare le distanze tra le persone in attesa di entrare a prendere il pasto. Con il Quartiere abbiamo anche un’altra iniziativa: il giovedì, un operatore mandato dai Servizi sociali, viene nella nostra dispensa a prendere cibo da portare a casa di alcune famiglie bisognose. Una iniziativa è in corso da parte del Comune: da quello che abbiamo inteso, oltre ad offrire ospitalità ai senza fissa dimora, provvederà a garantire loro il pasto. Questo servirà a tornare ai nostri numeri di ospiti abituali, sempre importanti.

Paola (che è vicepresidente di Civibo) ha scritto alle volontarie e ai volontari per raccontare le indicazioni contenute nelle linee guida della Regione, per dire della nuova e temporanea organizzazione “con l’augurio – ha scritto nel ringraziare tutte e tutti per la disponibilità – di ritrovarci al più presto insieme nella normalità“.

Luciano Tabarroni
A Italicus siamo “privilegiati” per l’asporto: c’è il portico,  le ospiti e gli ospiti possono aspettare al riparo. Abbiamo messo dei tavoli sotto il portico, due persone si occupano di distribuire i pasti. I pasti pronti li forniamo a chi ha la possibilità di scaldare a casa. Per gli altri cuciniamo noi. Anche da noi in cucina ci sono due persone e un solo turno.  L’affluenza è aumentata: molti punti che distribuivano cibo caldo sono chiusi. Il venerdì, giorno in cui Battiferro è chiusa,  anche qui a Italicus, come a Saffi, ci sono molti più ospiti rispetto agli altri giorni.

Sandra Soster
Anche a  Saffi, ovviamente, l’organizzazione è rigorosa rispetto alle indicazioni delle Autorità.  Sempre ci sono due persone in cucina, due persone alla distribuzione e 1 persona all’accoglienza. Siamo molto attenti e cerchiamo di esporre il meno possibile ogni volontaria e volontario e ogni ospite.
Anche da noi le ospiti e gli ospiti sono aumentati. Ci sono persone che vivono per strada o in dormitori del piano freddo. Venendo meno bar, ristoranti, punti di distribuzione di cibo, che magari a fine turno distribuivano quello che restava, queste persone arrivano da noi. Molti nuovi ospiti sono stranieri, per lo più nordafricani. Il venerdì, quando la Cucina del Battiferro è chiusa, l’afflusso è ancora più importante.

Andrea Rigotti
Anche al Battiferro vengono più ospiti, persone nuove, non iscritte. Non so esattamente chi siano, penso che ci siano anche persone che non hanno casa, che magari se la cavavano con qualche soldo raccolto con l’elemosina, ora sono qui, diversamente  non potrebbero mangiare. Siamo organizzati. Usiamo i pasti che ci arrivano già pronti e cuciniamo. Siamo tutte e tutti molto protetti, siamo consapevoli di essere uno dei pochi punti dove si può avere un pasto caldo. Sappiamo che dobbiamo proteggerci e proteggere ospiti per poter continuare ad essere presenti.

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione,
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. Basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.
– Stiamo cercando volontari sotto i 65 anni di età, è possibile presentarsi a questo link, lasciate nome cognome e riferimenti, verrete ricontattati.

Fate conoscere le Cucine popolari
Se volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrate questa email e dite loro di iscriversi alla newsletter. Per iscriversi basta cliccare qui e inserite il proprio indirizzo e-mail, riceverete una mail di conferma con un link da cliccare per completare l’iscrizione.
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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 35

Da quando è scoppiata l’emergenza virus, le possibilità di incontrarci, vederci, scambiare due chiacchiere tra noi e con le ospiti e gli ospiti delle Cucine, si son ridotte drasticamente, ci mancano, ma non per questo la solidarietà si ferma. Proprio in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo la nostra missione è ancora più importante, fondamentale per tante persone. Come confermato dalla capo area per il welfare del nostro Comune, Adele Mimmi:

… in questi giorni di grande difficoltà per tutti, ma in particolare per le persone e le famiglie che fanno riferimento ai servizi di mensa garantito da realtà come la vostra …, è necessaria la continuità del servizio, adottando le misure di precauzione previste.
Si tratta di persone in prevalenza in carico dei servizi sociali e per le famiglie a cui, con la chiusura delle scuole, è venuta meno anche la refezione scolastica.
Ringrazio ancora per la vostra preziosa presenza e fattiva disponibilità…

… e infattile Cucine popolari non si fermano.

Tuttavia, ci permettiamo di ricordarvi che le Cucine, per restare aperte, hanno bisogno, se potete,  anche del vostro contributo. Le spese, in particolare per le utenze, fanno sì che ci sia bisogno di un costante flusso di entrate. Come sapete abbiamo scelto di non ricorrere a finanziamenti pubblici e in più con il coronavirus non possiamo fare le nostre consuete iniziative per raccogliere fondi.
– Vi chiediamo, se nelle vostre disponibilità, di fare una donazione.
– Vi chiediamo di ricordarvi di noi in occasione della denuncia dei redditi (quando si farà), e di devolvere alle Cucine il 5 per mille. Basta indicare sul modello 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372.
Grazie davvero di cuore già da ora per quanto potrete fare.

Ora vi raccontiamo come funzioniamo in queste difficili settimane. Il direttivo e il presidente di Civibo Giovanni Melli si riuniscono ogni qualvolta c’è bisogno per decidere assieme il da farsi.
Vi proponiamo la lettera che, dopo il decreto del Governo 11 marzo 2020, il presidente Melli ha mandato a tutte e a tutti i volontari.

Al termine di una giornata un pò caotica è bene mettere un pò di ordine esplicitando alcune direttive or   ganizzative per ottemperare alle prescrizioni che sono state emanate dal Governo. In primo luogo va chiarita la natura della nostra attività; per questo ci siamo mossi rivolgendoci agli Assessori comunali competenti per avere indicazioni specifiche per le cucine popolari in relazione all’ultimo decreto. Tali indicazioni ci sono state fornite con una mail firmata dalla responsabile dei servizi sociali. Nel merito ci viene riconosciuto che il servizio che svolgiamo ha rilevanza sociale e che le Istituzioni pubbliche sono impossibilitate a mettere in campo misure alternative. Ciò significa che spetta a noi valutare se abbiamo tutte le condizioni, rispettando la salute delle volontarie e dei volontari, la loro libertà e le loro preoccupazioni, per garantire la prosecuzione del servizio ottemperando a tutte le norme di sicurezza.
La nostra valutazione è di garantire il servizio adottando tutte le misure precauzionali possibili.
Ricordiamo ad ogni volontario di portare sempre con sè la dichiarazione firmata dal Presidente riguardante l’attività di volontariato presso le Cucine Popolari e l’auto-dichiarazione riguardante le motivazioni della mobilità personale che nella fattispecie deve riferisi ad inderogabile attività di lavoro volontario presso le Cucine popolari.
Ulteriori  disposizioni organizzative:
All’esterno ed all’interno della mensa occorre mettere un cartello richiamando a tutti, ospiti e volontari le prescrizioni di tutela personale dettate dal Governo, in particolare lavarsi spesso le mani, mantenere la distanza di un metro.
Per  volontari/e: portare i guanti e mettersi il grembiule. Le mani vanno lavate anche con i guanti.
Nell’organizzazione della mensa occorre ridurre il numero delle volontarie e dei volontari all’essenziale per evitare affollamento.
Sulla base delle condizioni logistiche di ogni mensa va organizzato il servizio di asporto dei pasti diluito in un arco maggiore di tempo per evitare il più possibile affollamento. A tal fine è opportuno che un volontario controlli e regoli l’afflusso degli ospiti.
Vista la situazione in continuo movimento la Presidenza dell’Associazione unitamente ai responsabili delle mense e della gestione dei volontari sono impegnati a tener monitorate le condizioni operative sulla base di quanto ci viene indicato dalle autorità sanitarie ed Amministrative. Ogni cambiamento vi verrà  comunicato  tempestivamente ed in modo ufficiale per evitare confusione.
Occorre che ciascuno si attenga ai turni di attività che gli vengono assegnati da chi ha la responsabilità di gestione dei volontari di ogni mensa. Questo è necessario per evitare inutili affollamenti.
Infine vi comunico che stiamo continuamente sollecitando l’Ausl per la consegna di mascherine che per il momento non sono disponibili per la nostra attività. Comunque ne stiamo cercando. Non sono indispensabili ma ci rendiamo conto che tranquillizzano.
Vi ringrazio ancora una volta per il votro impegno e soprattutto per la vostra sensibilità sociale.
Il Presidente Giovanni  Melli

La solidarietà e l’accoglienza dunque non si fermano e, anche l’ultimo decreto del Governo (DPCM 11 marzo 2020 che stabilisce la chiusura di tutti i negozi e i locali, garantita apertura di alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccai, edicole, benzinai ) ci permette di continuare ad andare avanti.
Certo, seguendo ciò che il Governo, la Regione e il Comune ci indicano come obblighi e non come semplici indicazioni. Sono indicazioni e obblighi importanti, di cui siamo grati perchè davvero siamo chiamati, ognuno e ognuna, a fare ciò che viene chiesto per cercare di fermare questa pandemia.

Le nostre tre Cucine,  Battiferro, Italicus e Saffi,  sono quindi aperte le nostre e i nostri ospiti continuano a venire numerosi. In base delle nuove regole non possiamo mettereli a tavola (almeno fino al 3 aprile, poi si vedrà quali saranno le indicazioni), a tutte e a tutti diamo il pranzo da portare viaSi inizia alle 10,30. Niente assembramenti. Distanza di almeno un metro tra persone. Max due ospiti dentro la sala dove sono posti tavoli per tenere a distanza tutti, volontari e ospiti. Il pranzo viene consegnato in contenitori in alluminio forniti da noi, poi messo in un sacchetto con anche  frutta, pane, e via.

L’organizzazione delle volontarie e dei volontari è adeguata alla nuova – e speriamo il più breve possibile – modalità di operare  con le persone necessarie (e che possano stare ad adeguata distanza l’una dall’altra)  in cucina (dove ci sono comunque due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio), all’accoglienza e alla distribuzione. Come altre misure i precauzione tutte e tutti indossano guanti a perdere e continuano a lavarsi spesso le mani anche con i guanti.   I piani di appoggio su cui si mettono i cibi vanno sanificati con soluzioni alcoliche (alcol normale). Come si legge nella lettera del presidente Melli,  l’Ausl ha detto che le mascherine non sono per ora disponibili per la nostra attività, noi continuiamo comunque a chiederle, chi le ha le indossa. Il presidente Melli, intanto, ne ha trovate 200 che già da mercoledì saranno disponibili per volontarie e volontari.
Ovviamente, tutte le volontarie e volontari devono  sentirsi liberi di partecipare o meno alle attività, comunicando tempestivamente eventuali assenze e  sapendo che tutti siamo attenti a non mettere in pericolo la salute di ciascuno. Chi ha problemi di salute è invitato a non prendersi rischi inutili venendo in servizio.
Tutte queste regole seguono quanto indicato dalle Autorità. Sono state condivise e approvate dal direttivo di Civibo (l’associazione che gestisce le Cucine Popolari) e dal gruppo di volontarie e volontari che segue l’organizzazione.

Intanto le Cucine continuano a fare notizia. Qui sopra trovate un articolo uscito oggi su Repubblica Bologna.
E’ uscito in rete un bel video dedicato alle Cucine da Tiziana di Masi, attrice e autrice del Tg del Volontariato, che da anni dedica il suo lavoro a descrivere la società italiana. A dire il vero contiene alcune imprecisioni, licenze poetiche (non siamo aperti la domenica ma sempre nei giorni da lunedì a venerdì a seconda della Cucine, e non abbiamo lasciato a casa i volontari sopra i 65 anni bensì abbiamo ridotto il numero dei volontari per turno, permettendo di rimanere a casa a tutte le persone a rischio) ma il messaggio e il calore che trasmette ci sono piaciuti lo stesso e ve lo proponiamo con piacere: qui il link al video

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione,
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. Basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.
– non è il momento migliore neppure per volontari, ma scrivete pure a info@civibo.it, vi faremo sapere se sorgono specifiche esigenze.

Fate conoscere le Cucine popolari
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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 34

In questo diario le maestre delle scuole Acri che hanno accompagnato  le loro bimbe e i loro bimbi di V elementare alla Cucina del Battiferro ci hanno mandato un bel resoconto dell’esperienza. Lo potete leggere più sotto nella parte del Diario dedicata alle nostre storie.  Noi, lo sapete, possiamo continuare in questa emozionante avventura grazie alle tante e ai tanti che con il lavoro volontario o con donazioni di prodotti, di macchinari, di denaro, ci sostengono. A questo proposito ci permettiamo di ricordare che, in sede di dichiarazione dei redditi, se volete potete devolvere il 5 per mille a Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine Popolari:  basta scrivere il codice fiscale di CIVIBO 91372820372. Sappiamo che sarete numerosi e vi ringraziamo moltissimo. Ora, prima di lasciarvi alla lettura degli appuntamenti, dei resoconti e dell’approfondimento dedicato all’avventura di volontari speciali, le bimbe e i bimbi delle scuole Acri,  ci prendiamo qualche riga  per  ringraziare una volontaria che ci ha inviato una bella lettera con la quale ci parla del volontariato, dei suoi impegni familiari che non le permettono di stabilire a priori le sue presenze, e di come è orgogliosa di essere parte delle Cucine : “Sono Norma… l’anarchica delle Cucine … così chiamata perchè non riesco a dare un calendario preciso alle mie presenze … stare con voi mi piace, peccato poterlo fare poco … “. Grazie Norma, siamo sicuri che se potrai starai con noi anche di più di quello che già  fai.
E ora, buona lettura a tutte e a tutti. Grazie di essere con noi.

COSA È SUCCESSO

Martedì 4 febbraio, festa grande alla Cucina Popolare Italicus (in Via Sacco): Giuliana, un’ospite delle Cucine ha voluto festeggiare il suo compleanno insieme a volontarie e volontari e a tutta la comunità di Italicus.
“Giuliana è una persona speciale e ci fa spesso – dice Patrizia la volontaria che ci ha segnalato la festa –  gli gnocchi o i tortelloni. Naturalmente noi le diamo la materia prima, ma tutto il lavoro manuale è un regalo che fa a tutta la comunità. Per la sua festa ci ha preparato ottime lasagne e una tradizionale zuppa inglese, noi abbiamo aggiunto un bel polpettone e un piccolo regalo fatto davvero col cuore”. Tanti auguri Giuliana anche dalla redazione della newsletter.

– Sempre martedì 4, ma al Battiferro, abbiamo avuto la visita degli alunni e delle alunne di quinta delle scuole Acri. Le maestre ci hanno scritto una bella lettera su questa esperienza, la trovate più giù nella sezione dedicata alle nostre storie.

– Venerdì 7 Febbraio, faccie sorridenti e sala piena al Battiferro per il concerto jazz degli “Street life quintet”, con cena solidale. Tante belle foto qui, un video qui.

– Gran pienone, venerdì 14 febbraio, alla cena di solidarietà con la comunità cinese: 150-200 persone per condannare i recenti episodi legati alla paura della diffusione del corona virus, e per dare testimonianza diretta di “solidarietà e la tenerezza tra i popoli”. Presenti, oltre ai rappresentanti della comunità cinese, i rappresentanti delle istituzioni: Elly Schlein, neo eletta e vicepresidente e in Regione, Matteo Lepore e Claudio Mazzanti assessori in Comune di Bologna, Daniele Ara, presidente del Quartiere Navile di Bologna.
Per una cronaca dettagliata della serata vi rimandiamo all’articolo di Repubblica Bologna.
Qui, tante foto della serata.

– Giovedì 20 febbraio, ‘Buttami in pentola’ a Castelmaggiore
Siamo arrivati anche a Castelmaggiore per presentare il libro che raccoglie ricette  molto interessanti per riciclare gli avanzi o per fare ottimi pranzi o cene con ciò che si trova in frigo. “Buttami in pentola, La cucina degli avanzi per trasformare le zucche in carrozze”, è infatti il libro, curato da Bruno Damini, che abbiamo realizzato –  grazie al contributo di cuoche e cuochi di ristoranti e trattorie e delle Cucine Popolari – per fornire spunti  per cucinare senza sprechi e per raccogliere fondi per la vita delle Cucine. Sabato 20 febbraio, al teatro Biagi D’Antona di Castelmaggiore,  l’autore  Bruno Damini, il giornalista Aldo Balzanelli e Roberto Morgantini hanno presentato al pubblico il libro che è poi stato acquistato in alcune copie.
Abbiamo ancora copie del libro, chi non l’ha ancora comprato si faccia avanti, lo può trovare in tutte e tre le Cucine Popolari: Battiferro. Italicus, Saffi.

Festa di compleanno per Cristina al Battiferro
Cristina Comini
, una amica delle Cucine Popolari, ha festeggiato il suo compleanno assieme a più di 100 amiche e amici al Battiferro con una bella cena preparata da volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Tutti hanno versato un contributo che è andato interamente alle Cucine.

LE NOSTRE STORIE

Volontari speciali al Battiferro con doni per le ospiti e gli ospiti
Il grande giorno è arrivato! Il 4 febbraio finalmente i bambini delle classi 5 C e  5 D delle scuole Acri hanno realizzato un loro desiderio: quello di fare i volontari alle Cucine Popolari del Battiferro; non solo ma anche di condividere il pranzo con gli ospiti.  Alle 11,30 del mattino partiti da scuola  si sono diretti in fila indiana  al Battiferro, portando piccole scatole di doni, doni preparati a seguito di un’iniziativa proposta e accolta da tutti. Il calendario dell’Avvento al contrario: in sostanza dal primo dicembre non si sono aperte finestrelle e mangiato cioccolatini ma si sono impegnati a mettere in scatola un pensiero, un oggetto, qualcosa di loro per chiudere il 25 la scatola da regalare a persone in difficoltà e non solo. La maestra, volontaria alle Cucine, ha pensato di coinvolgere il grande Morgantini nell’impresa, per far sì che questi bambini potessero non solo portare i doni ma anche condividere una giornata di volontariato.

L’arrivo alle Cucine è stato emozionante, meravigliosa l’accoglienza dei bambini da parte dei volontari presenti in sala e in cucina. Giancarlo il grande cuoco del giorno che esce dal suo “regno” per incontrarci!! Grazie a Paola e Michele per la cura con cui hanno spiegato ai bambini come sistemarsi tra i tavoli.
Dopo un inizio incerto e forse un pochino “caotico” per tutti, grazie anche alla pazienza di tutti volontari e ospiti il pranzo si è svolto secondo le consuete modalità. Direi quasi meglio: in effetti devo dire, da volontaria, che soprattutto gli ospiti hanno dimostrato grande pazienza e disponibilità verso i “piccoli camerieri”. Quello che a volte con gli adulti viene chiesto con “fretta” con i bambini è diventata attesa e comprensione per tempi un pochino più lunghi. Super!
Dimenticavo di dire che al pranzo hanno partecipato anche alcuni genitori degli alunni, pagando chiaramente, chissà se solo per sostenere le Cucine o per farsi servire dai figli!!!! A parte gli scherzi è stato veramente un piacere accogliere pure loro, sono certa torneranno ora che hanno avuto modo di provare la super cucina dei cuochi.
A scuola si usano tanto le parole: solidarietà, aiuto, condivisione, fratellanza si studia pure una materia come “Cittadinanza”, ma ciò che gli scolari hanno vissuto attivamente tra e con i volontari e gli ospiti è valso più di anni di studio e teoria: praticare per imparare a vivere. Conoscere tramite il contatto e l’esperienza umana per comprendere che non esiste diversità e che tutti siamo poveri se non sappiamo donare.
Grazie di cuore dalle maestre Cristiana, Michela e Pina!

PS:  i bambini a scuola hanno riflettuto sull’esperienza e hanno prodotto dei pensieri, li abbiamo raccolti in un grande poster colorato che abbiamo portato alle Cucine! (trovate le foto del poster qui)

Come contribuire alle Cucine popolari
– comperate il libro delle Cucine, “Buttami in pentola”, potete rivolgervi ad una delle nostre 3 cucine.
– diventate volontari, scrivete a info@civibo.it, lasciate numero di telefono e la zona di Bologna in cui abitate, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– fate una donazione,
– organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti;
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ ancora tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.