Diario Cucine popolari – pagina 49

Arriverà il momento in cui potremo rilassarci un po’ ma ancora non ce lo possiamo permettere, dobbiamo ancora avere pazienza.  Anche noi non vediamo l’ora che la pandemia se ne vada, che ci si possa toccare, abbracciare, stare vicini. Ci manca tanto. Manca senz’altro a tutte e a tutti voi che ci leggete. Intanto andiamo avanti. Tutte e tutti pensando anche a chi ha più bisogno.
Le Cucine Popolari continuano il loro lavoro sempre in asporto, sempre con numeri elevatissimi. Ringraziamo le tante persone e le tante ditte che ci offrono il loro aiuto con denaro o con prodotti, ringraziamo le tante e i tanti volontari che ogni giorno lavorano e le tante e i tanti che si aggiungono offrendo disponibilità in questi difficili mesi.

Siamo consapevoli del fatto che siamo solo una parte di coloro che cercano di dare una mano alle persone più in difficoltà.  Ed essendo una parte, siamo anche consapevoli della necessità di fare rete, di avere scambi per migliorare e rispondere meglio ai bisogni. Stiamo quindi cercando di consolidare al meglio le relazioni con le altre Associazioni che si occupano di offrire cibo, Antoniano e Caritas in primis, e, insieme a loro, con il Comune di Bologna e i Servizi sociali. Non è sempre facile, ma lo facciamo con convinzione consapevoli, appunto, di essere solo una parte di quella che deve diventare una rete strutturata di solidarietà. Ci aspettano ancora settimane, mesi, difficili e vogliamo che le persone non si sentano sole nè abbandonate.

In questa pagina del diario trovate la cronaca delle ultime settimane, i vostri contributi, le vostre lettere, le novità e anche gli appuntamenti, perchè nonostante tutto le Cucine continuano a fornare idee e opportunità di partecipazione, come la raviolata di solidarietà organizzata dall’Associazione delle sfogline di Alessandra Spisni.

E ora, sorridiamo un po': ebbene sì, abbiamo avuto una visita speciale, un arrivo da oltre oceano, come potete vedere da questi scatti (…beh sì , fotomontaggi … ) volontarie e volontari sono insieme  niente di meno che a Bernie Sanders, uno dei leader del Partito Democratico degli Stati Uniti, con i suoi guanti rustici che hanno fatto tanto parlare la stampa chiacchierona.

Come sta andando nelle tre Cucine Popolari, il rapporto con le altre associazioni e con il Comune
Sul fronte delle volontarie e dei volontari siamo davvero in una buona situazione: sono tante e tanti che si propongono di venire in una delle tre Cucine già attive (Battiferro, Italicus e Saffi) a prestare la loro opera volontaria. Le ospiti e gli ospiti che vengono a ritirare il pasto sono sempre in un numero elevatissimo e se ne aggiungono sempre di nuovi: sono sempre intorno ai 500 i pasti che consegniamo ogni giorno.
In specifico al Battiferro i pasti sono tra i  270 e i 300 al giorno. Con la pandemia è cambiata molto l’utenza:  tante e tanti ospiti tradizionali non vengono, moltissimi sono nuovi e molti sono stranieri anche giovani: persone che hanno perso un lavoro precario, che lavoravano in nero o sono in difficolta per tanti altri motivi.

Anche all’Italicus i numeri sono raddoppiati –  si viaggia intorno ai 90 – 100 pasti al giorno, e anche lì ci sono molti nuovi ospiti, la cui  gran parte proviene dall’Est Europa. Stessa situazione a Saffi dove i pasti sono 100 e oltre ogni giorno e ci sono tanti nuovi ospiti in buona parte stranieri.

Insomma la pandemia ha messo in ginocchio e sta ancora – non sappiamo per quanto – mettendo in ginocchio tante persone, tante famiglie. Noi cerchiamo di far fronte alle richieste, siamo sempre molto oltre il doppio del numero di pasti che servivamo quando si poteva stare a tavola.
Se è sempre importante fare rete, in una situazione del genere lo è ancora di più perchè i bisogni sono cresciuti moltissimo e c’è bisogno che cresca anche il contributo di tutte e tutti quelli che possono. E allora siamo impegnati a cercare di consolidare questa rete: da tempo siamo in contatto, e ci confrontiamo spesso, con le altre associazioni che distribuiscono pasti, Antoniano e Caritas in primis, e, insieme a loro, ci rapportiamo con il Comune di Bologna per arrivare a migliorare lo scambio di informazioni tra noi in modo da migliorare, per quanto possibile, la risposta ai bisogni che temiamo, anche se speriamo di sbagliarci, siano destinati ancora a crescere a causa della pandemia.

La terribile situazione dei migranti in Bosnia: dobbiamo fare qualcosa
Le foto che tutte e tutti abbiamo visto sui giornali sono terrificanti, pare impossibile che ancora si debbano vedere esseri umani in quelle condizioni: bambini, uomini, donne tra neve, gelo, mine, paura, privi dei servizi più elementari come acqua e luce e qualcosa per scaldarsi … . Eppure è vero, anche se è assolutamente disumano.
Il racconto di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che è andato nel campo di Lipia in Bosnia in missione con altri tre eurodeputati, è straziante : “Sembra Auschwitz, ho pianto”.  E’ uno scempio dei diritti umani più elementari che si consuma a pochi passi da noi, bisogna reagire perchè l’indifferenza non diventi complicità. Ma sicuramente le nostre lettrici e i nostri lettori sanno già tutto.  Vogliamo solo dirvi come anche noi delle Cucine Popolari stiamo cercando di contribuire a una iniziativa di soccorso, di cui fanno parte CGIL CISL UIL, le Sardine, tante associazioni, tante persone.  Una prima nave già carica di aiuti il 13 febbraio, siamo in attesa di capire se ne partirà una seconda e come possiamo concretamente contribuire.

Il punto sulla prossima Cucina Popolare Villa Paradiso
è da un po’ che non vi aggiorniamo sui tempi di apertura della quarta Cucina, quella che aprirà a Villa Paradiso, nel quartiere Savena, e oggi siamo in grado di darvi qualche buona notizia e una previsione sempre più affidabile di quando si riuscirà ad aprire.
Intanto possiamo annunciare che la cucina e i locali in cui saranno serviti i pranzi sono pronti. Altra buona notizia è che si sta formando uno solido gruppo di volontari, ci sono già una trentina di volontari, nuovi e tutti del quartiere, che sono pronti a prendere servizio nei vari ruoli. Parte di loro sono già stati impegnati nella consegna degli alimentari alle famiglie in difficoltà del Savena (abbiamo avuto modi di parlarvi di questa in collaborazione con l’Emporio Zanardi nelle ultime newsletter). Altro momento importante è stato il pranzo (purtroppo da asporto) organizzato all’Arci Benassi in ricordo Napoleone, è uno degli appuntamenti che le Cucine portano avanti ormai da anni, ne parliamo qui sotto, e da quest’anno è legato ad un gruppo di volontari del quartiere.
Come sapete Villa Paradiso nasce seguendo il nuovo modello di “casa di quartiere” promosso dal Comune di Bologna, per cui le associazioni del territorio costruiscono una rete di collaborazione e insieme condividono lo spazio. Ora che i locali sono pronti, prima di aprire, come Cucine dobbiamo costruire un modello adatto per la realtà di Villa Paradiso e per la situazione creata dalla Pandemia.
In  collaborazione con il quartiere avvieremo contatti con i servizi sociali e le parrocchie per stabilire criteri e modalità di accesso degli ospiti della nuova mensa. Poi ci sono gli accordi da prendere con i Centro sociale con cui condivideremo buona parte degli spazi. Infine è necessario coordinarsi con le altre associazioni ospiti di Villa Paradiso per arrivare a una gestione comunitaria della struttura con l’obbiettivo di riallacciare il rapporto con il tessuto sociale di tutto quartiere e valorizzare tutte le realtà associative del territorio, andando quindi oltre all’attività della semplice Cucina.
E’ una sfida impegnativa ma pandemia permettendo speriamo di partire prima dell’estate, per ora solo con l’asporto, in seguito vedremo.

All’Arci Benassi un pranzo in asporto nel nome di Napoleone, storico ristorante a Savena
Per forza non c’è stata una grande tavolata con tante persone assieme: c’è la pandemia e anche l’ormai tradizionale pranzo solidale nel nome di Ezio Neri, noto come Napoleone, il titolare del ristorante nel quartiere Savena, si è dovuto offrire in asporto.  “Solidarietà”, questo è stato il nome che del “pranzo” che si è offerto al circolo Arci Banassi, circolo amato da Napoleone, organizzato dal circolo stesso insieme a Cucine Popolari e Caritas. “E’  un modo per rmanere vicini a chi viveva già in condizioni precarie priama della pandemia, un modo di ricordare la figura straordinaria dell’amico Napoleone. Bologna ha un cuore grande, proprio come quello di Ezio”, ha detto Morgantini. E’ stata una bella giornata, una giornata da ricordare ancora. Chi vuole, può vedere l’intervento di Morgantini, e non solo,  in questo video:

Gli orti popolari con le Sardine, grazie anche a Caab, per le Cucine Popolari
La primavera sembra lontana? no, non è tanto lontana. E’ già ora di preparare i terreni per le prossime semine e trapianti. Fatevi sotto, c’è posto. Di cosa stiamo parlando? Degli Orti popolari in zona Pilastro. Erano terreni incolti, grazie a volontarie e volontari delle Sardine, ad altre cittadine e altri cittadini, in collaborazione con Caab sono diventati orti produttivi che forniscono un po’ di verdura fresca alle Cucine Popolari.  Gli orti sono 35, misurano ognuno 25 metri quadrati, in ogni appezzamento lavorano due volontari. “Il patto – ha detto Giulia Trappoloni delle Sardine a Repubblica – è che metà del raccolto sia donato alle Cucine Popolari (l’altra metà a chi coltiva l’orto, ndr). In questo modo una decina di cassette di verdura arriva sempre a loro. Non copriamo ovviamente le necessità delle Cucine, ma nel nostro piccolo diamo un grande contributo”. Un contributo, che ci arriva con regolarità, utile e soprattutto molto importante perchè dimostra che la solidarietà  è patrimonio di tante e di tanti, giovani e meno giovani, che si mettono insieme per dare una mano a chi è più in difficoltà.
Chi vuole partecipare a questa esperienza si affretti, mandi una e-mail a:  6000sardinebo@gmail.com  indicando nell’oggetto Orti Popolari, scrivendo il proprio nome e cognome ed, eventualmente, indicando un’amica o un’amico con cui  condividere l’orto. Sarà inviato un questionario da compilare, senza il quale non si accede all’iscrizione.
Qui sotto la presentazione dell’iniziativa curata da èTv.

Una mattinata di impegno civico per ripulire aree nel Quartiere Navile
C’erano anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari, insieme persone di I love Bolognina, Civicamente Lame e Ripuliamoci e ai rappresentanti del Quartiere Navile, a partire dal suo presidente Daniele Ara, il pomeriggio di sabato 6 febbraio e la mattina di domenica 7 febbraio per cancellare scritte e scarabocchi dai muri, e per pulire aree ad alta frequentazione e promuovere così decoro urbano. 
Grazie ragazze e ragazzi!

Un team di Sfoglini solidali per una raviolata XXL
Prenderà il via il prossimo 11 febbraio, l’ha chiamata “raviolata della solidarietà”  ed è organizzata dalla Associazione delle sfogline di via del Partigiano 7 a Bologna, capeggiata dall’amica e famosa cuoca Alessandra Spisni.
Ci piace assai lo slogan: “Sfoglini! Mattarelli in mano. Contiamo su di voi.” (si noti il maschile, non è un refuso). Si tratta della produzione di ravioli, per tre giovedì, l’11, il 18 e il 25 febbraio, che saranno poi cucinati e serviti agli ospiti delle nostre Cucine. 
L’idea è quella di preparare 350 pasti caldi per Cucine Popolari, ci saranno 120 mani a prestare l’opera sui tre giorni. Tra gli Sfoglini solidale diversi ospiti d’eccezione: Mattia Sartori, Gianni Morandi, Rita Ghedini, Marina Biagi, Danilo Masotti, Stefano Bonaga, Irene Enriques, Alessandro Bergonzoni, Stefano Nikolic Virtus, Ass. Matteo Lepore, Ass. Marco Lombardo.

Il pane donato a Italicus dal Panificio Idice
Carlo Rossi e la moglie Matilde De Donno sono volontari alla Cucina Popolare Italicus. Carlo già da tempo, vedendo che spesso all’Italicus non c’era il pane e bisognava  acquistarlo, si è messo in contatto con il Panificio Idice, ha parlato con la signora Rita Strazzari di quello che facciamo con le Cucine Popolari, girandole anche questo nostro diario. “La signora Rita, il marito e la figlia sono stati da subito sensibili e felici di poter dare un contributo percependo le particolari difficoltà di questo momento e, dall’inizio di novembre, hanno iniziato a donarci ogni settimana circa 20 chili di ottimo e freschissimo pane e, a volte, anche pizza e crescenta”, ha detto Carlo. Tutte e tutti noi delle Cucine Popolari ringraziamo ancora Carlo, Matilde, e tutta la famiglia del Panificio per la loro generosità: anche le nostre ospiti e i nostri ospiti li ringraziano insieme a noi.

Emil Banca per le Cucine popolari
Un gradito contatto ed un utile contributo ci è arrivato dai giovani di Emil Banca che hanno promosso una raccolta di prodotti (anche), queste le loro parole, sotto la foto dei loro doni:

Sono tante le realtà sensibili all’aumento delle famiglie delle nostre comunità che, per effetto della pandemia, hanno necessità di rivolgersi alle mense e agli empori solidali: una crescente richiesta di aiuto a cui vogliamo contribuire a dare risposta anche attraverso la donazione di prodotti alimentari alle Cucine Popolari – Bologna Social Food e ad altre realtà del territorio che aiutano chi ha più bisogno.
L’invito, per chi può donare, è di unirsi a noi per sostenerne il prezioso servizio di solidarietà.
#ilcuorenelterritorio #bancadelterritorio #bancadicomunità Roberto Morgantini
Homo homini lupus? lettera di Luisa 
Riceviamo e volentieri ripubblichiamo le considerazioni di Luisa Brunori, volontaria e amica delle Cucine, con la quale abbiamo tante idee in cantiere:

Da un po’ di tempo sto frequentando le Cucine Popolari istituite da CIVIBO dove Roberto Morgantini è l’ispiratore.
E’ una situazione davvero incredibile che ci mostra come Hobbes avesse torto estremo con quella sua dichiarazione sugli esseri umani, sulla umanità dove gli uomini sono lupi per gli altri: “homo homini lupus”   Un pensiero ancora presente e inconsapevole, purtroppo, nel sistema economico neoliberista.
Le Cucine Popolari sono un luogo in cui si respira l’umanità, l’umanità si fa concretezza nell’aiuto e nella felicità di chi riceve e di chi dona… che bellezza!
Quanta creatività e quanta gioia! Quanto impegno e quanto entusiasmo
Grazie Roberto. Sei stato capace di attivare il meglio di tutti costoro che, con te, hanno saputo riconoscere il loro bisogno di umanità e di reciprocità.
Questo è il mondo che ci può aiutare a vivere bene con la soddisfazione di sapere che gli altri sono come ciascuno di noi bisognosi di affetto e di riconoscimento; bisognosi di sentirsi capaci di essere utili reciprocamente per goderci insieme la bellezza del creato do ve siamo tutti fratelli! Grazie Roberto! Ti abbraccio. Luisa
Mario, volontario Italicus, racconta la sua esperienza e il suo grazie al padre
Il padre, Franco, è titolare della ditta Secom igiene & ambiente – una ditta del mantovano che si occupa di prodotti per l’igiene dei bagni delle comunità, industrie, scuole.. e per la detergenza professionale (carta monouso, tovaglio, piatti monouso biocompostabili) – ha donato materiale utile alla Cucina Popolare Italius. Il figlio Mario, volontario alle Cucina Italicus ha inviato questa lettera, che potremmo considerare la prima di una rubrica “genitori e figli alle Cucine Popolari“.
“Io sono Mario. Sono nato nell’anno di Chernobyl, dell’apertura del maxiprocesso, dell’acquisto del Milan da parte di Berlusconi, dello scandalo del vino al metanolo, della prima connessione a Internet italiana, della prima vittima accertata della “mucca pazza” (una vacca, appunto), di quando, a Bologna, si conclude il processo d’appello per l’Italicus (la strage del treno Italicus il 4 agosto 1984, 12 morti, 48 feriti, ndr ). Lui, mio padre, è Franco. Nato quando nasce il “Rock and Roll”, nell’anno della prima radio-trasmissione di “Sanremo” e dell’indipendenza della Libia dall’Italia (sui ’50, wikipedia è più scarna che sugli ’80). Io mi disperdo in tante cose, e una di queste cose è la cucina. Cucina pure lui: cucinava anche quando ero un pischello (come cucinavano mia mamma e mia nonna). E nel ’77 (l’anno di Guerre Stellari, della morte di Elvis, della Costituente spagnola e dei Dire Straits) mette su una ditta che si chiama, più o meno “Servizi e Comunità”. E quindi è stato lui a convincere me, indietro nel tempo, a fare quello che faccio. Ed è stato lui di sua sponte a propormi la donazione alla mensa dell’Italicus: io l’avevo pensato, ma manco gliel’ho detto che l’avevo pensato. Ma lui l’ha fatto perchè ci crede, perchè forse vede che provo anch’io a portare avanti quei “Servizi e Comunità” che ha portao avanti lui, anche se non ho preso in mano la sua ditta: che è meglio così, che non è il mio mestiere. E quindi, così… Scrivo queste parole su di lui (che non gli ho detto che le scrivevo), non so come la prenda, ma credo che gli facciano piacere: perchè non ci siamo mai dette alcune di queste cose. E quindi così… Ti saluto: “Servizi e Comunità”. Che è poi quella cosa che facciamo io, mio padre, quelli dell’Italicus e tutti quelli che ci credono almeno un po’ e che fanno qualcosa per gli altri. “Servizi e Comunità”. Che poi queste parole ti rimangono nella fibra. E adesso immagino un aereo che si tira dietro la scritta “Servizi e Comunità”. E magari c’è Carlo che guida. “Servizi e Comunità”: ecco cos’è stato. Mario
Grazie di cuore a tutti e due: figlio e padre. 
Giovanna ci ha lasciato, il ricordo di Roberto Morgantini
Giovanna Carboni è stata con noi per tanto tempo, una nostra cara volontaria, solare, sorridente, aperta, gentilissima. Se ne è andata per una malattia contro la quale ha combattuto con tantissimo coraggio e il sorriso sulle labbra.  La vogliamo tenere con noi, nei nostri cuori, nei nostri pensieri con tantissimo affetto. Ecco il ricordo di Roberto Morgantini:
“Abbiamo iniziato il nuovo anno carichi di speranze e di ottimistiche aspettative, ma purtroppo, a solo pochi giorni del 2021, siamo stati spenti nel nostro entusiasmo dalla scomparsa della nostra cara Giovanna. Giovanna, per chi ha avuto la fortuna di conoscerla, era un’amica schietta, una donna sincera, una “compagna” con la quale condividere e costruire – giorno dopo giorno – un futuro migliore, una società più giusta e inclusiva. E Giovanna questo futuro aveva deciso di costruirlo proprio alle Cucine Popolari, con il suo operato di volontaria. La bellezza di questa donna si arricchiva con il suo sorriso che riusciva a infondere serenità a chiunque lo incrociasse. Ci mancherai GIovanna, mancherai alla famiglia delle Cucine, mancherai agli ospiti che ci chiederanno: “dov’è andata la volontaria con quel bel sorriso?” Gli risponderemo che sei andata a fare la volontaria in altri posti, a tavole sconosciute. Alle Cucine conserveremo il tuo amore, il tuo sorriso e la dedizione verso gli altri e continuerai a far parte della nostra famiglia”.
Il fratello di GIovanna, Claudio, a chi gli ha chiesto e gli chiede come ricordare la sorella, ha proposto, per chi vuole e può, di fare una donazione alle Cucine Popolari. Grazie di cuore a te, alla tua generosità, al bene che tu e noi abbiamo per Giovanna.

Per chi ha fame ma non ha i denti
Prima di lasciarvi vogliamo anche raccontare un’altra iniziativa a cui stiamo lavorando assieme a Claudio, il fratello della nostra Giovanna che ci ha lasciato, all’Università di Bologna, a Marina Orlandi, vedova di Marco Biagi: un ambulatorio “per chi ha fame ma non ha i denti”. Siamo ancora lontani dal risultato ma abbiamo iniziato a ragionarci, a cercare un locale dove mettere “le poltrone” per le/i pazienti. Obiettivo di “per chi ha fame ma non ha i denti” è quello di raccogliere la disponibilità di un gruppo di medici dentisti e di odontotecnici per realizzare un ambulatorio dentistico dove le nostre ospiti e i nostri ospiti con problemi ai denti possano andare. Vi saremo più precisi non appena avremo qualche novità.


Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione, questo è il nostro numero di conto corrente: EMILBANCA IBAN: IT39 C 07072 02408 031000 182464, in questo periodo in cui non è possibile organizzare iniziative di autofinanzimento, stiamo andando avanti grazie alle vostre donazioni. Grazie!
– regalate o regalatevi il disco degli Alzheimer Rock Band, il ricavato delle offerte va interamente alle Cucine popolari: potete averne una copia recandovi in una delle tre Cucine Popolari Battiferro, Italicus, Saffi, oppure telefonando ad Andrea al numero: 334 7573535.
– regalate o regalatevi il libro “Storie per non dimenticare“, in due versioni, una per grandi e piccini , l’altra per i grandi (; i proventi che arriveranno all’autore Luca De Poli saranno poi interamente devoluti a Cucine Popolari e a Banco Alimentare
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari, non è ancora tempo di dichiarazioni dei redditi ma ricordate, questo è il nostro codice fiscale da indicare nella casella del 5×1000: CIVIBO: 91372820372;
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza;
– siamo sempre alla ricerca di volontari. Se siete interessati scriveteci indicateci nome e cognome, numero di telefono, la zona di Bologna in cui abitate e il vostro tipo di disponibilità. Vi metteremo in contato con i responsabili dei volontari delle varie Cucine.

Fate conoscere le Cucine popolari
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, rispondete a questa mail o scriveteci a questo indirizzo: diario.cucine.popolari@gmail.com.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi il fotografo Andrea Fabbri Cossarini, il disegnatore Ermanno Marco Mari, Susanna Zucchini, volontaria all’Italicus, che raccoglie i contributi che da Italicus arrivano.