Diario Cucine popolari – pagina 36

Vogliamo restarvi vicini, e raccontarvi quanto stiamo facendo nelle nostre tre Cucine, che continuano a fornire pasti caldi in asporto, rispettando tutte le indicazioni per la sicurezza sia dei volontari che delle e degli ospiti, che sono in aumento rispetto a prima del coronavirus. Anche nel rispetto delle nuovissime linee guida della Regione Emilia-Romagna per l’emergenza coronavirus, emesse il 26 marzo. Così come indicato dalle linee guida stiamo cercando di riorganizzare le nostre Cucine alleggerendo la presenza dei meno giovani e cercando di coinvolgere forze nuove.
Al riguardo,  vogliamo ringraziare  le “sardine” di Bologna che hanno lanciato un appello per trovare nuove e giovani forze che ci aiutino: già in tante e tanti, più di 50, hanno risposto e già da lunedì saranno nelle nostre Cucine. Per leggere l’appello delle sardine, e magari aderire, andate qui.  Anche le Parrocchie sono allertate e anche da loro arriveranno rinforzi di volontari. E ancora: la Papa Giovanni XIII ci ha detto che se abbiamo bisogno ha volontari per noi.Ma prima di raccontare in dettaglio quanto stiamo facendo, vogliamo ringraziare con tutto il cuore chi ci ha potuto e voluto mandare contributi in denaro (25 persone per un totale di 4.075 euro dopo la precedente newsletter)  e chi ci manda quotidianamente prodotti alimentari (Camst, Coop, Granarolo, Emilyeat, Cefa, ristorante Adesso Pasta Car (capofila e raccoglitore di prodotti donati anche da altri ristoranti), Arci San Lazzaro, Pigro mortadelleria, e tanti altri … Ci sono arrivate  anche mascherine protettive, perfino da un amico dalla Cina. Insomma, una partecipazione molto grossa, in questo momento così difficile tanti si ricordano di noi. E noi siamo davvero molto grati.

A tutti voi che donate, ai volontari, a tutti i nostri amici dedichiamo un momento di nostalgia: a questo link potete trovare un bel video ricco di foto delle Cucine, accompagnato dalla bella canzone scritta da Enrico Sabato e ispirata alla storia delle Cucine.

E vogliamo anche ricordare un caro amico, Gabriele Ferretti, volontario all’Italicus che un mese fa è deceduto in un incidente stradale. Le sue compagne e i suoi compagni di volontariato lo ricordano e vogliono consegnare un sentimento di profonda mancanza e tristezza anche alla sua bella famiglia e a esprimere gratitudine e commozione alla figlia Barbara che, per onorare la memoria, si è offerta di continuare il lavoro del padre nell’associazione Cristina Gavioli (di cui fa parte anche Maria, volontaria dell’Italicus). “Gabriele – scrivono –  era una persona per bene, gentile e cordiale, uno dei volontari più amati anche dagli ospiti perchè era sempre sorridente disponibile e accogliente. Una persona meravigliosa, capace di darsi con generosità. Un terribile incidente e lui ora non c’è più ma lo ricorderemo con infinito affetto”.

Ora ci permettiamo di rivolgervi un altro appello. Come sapete non possiamo fare iniziative per raccogliere fondi e quindi, se potete, fate una donazione. Il nostro numero di conto corrente: lo trovate in alto a sinistra

Ecco come operiamo
In tutte e tre le Cucine le ospiti e gli ospiti sono aumentati . Oltre a quelle e quelli che sono nostri ospiti abituali, ci sono persone senza casa, persone che andavano in punti di ristoro che sono stati chiusi. Una parte delle nostre volontarie e dei nostri volontari tradizionali non ci saranno nelle prossime settimane, ma ci saranno, per questo periodo di coronavirus, giovani forze “reclutate” dalle sardine.  Queste e questi giovani saranno comunque coordinati da volontarie e volontari esperti, saranno iscritti alla nostra associazione Civibo e saranno quindi tutte e tutti assicurati. La quota di iscrizione è pagata da Civibo.
Tutte le volontarie e i volontari, sia in cucina, che alla distribuzione, che all’accoglienza,  sono dotati di mascherine e guanti. Ci sono prodotti specifici per la pulizia delle superfici, si rispettano rigorosamente le distanze tra le persone … insomma, c’è grande attenzione al rispetto delle regole fissate dalle Autorità.

Così funzionano le tre Cucine Popolari:
Cucina Popolare Battiferro.  Aperta dal lunedì al giovedì con distribuzione di pasti caldi da asporto a partire dalle 10,30 fino alle 13,30.  Si utilizzano  i pasti già pronti che ci offre Emilyeat (anche il prossimo lunedì ne arriveranno 1200, già 2000 sono arrivati nelle scorse settimane)  ma si cucina anche, sia perchè i pasti pronti non sono sufficienti per tutti,  sia per venire incontro alle diverse esigenze delle e degli ospiti. Il Battiferro è la Cucina Popolare più grande e dunque ha una organizzazione specifica:  due turni in cucina, uno la mattina, uno al pomeriggio (questo per preparare per il giorno dopo) con due persone ogni turno, 1 persona all’accoglienza, due persone alla distribuzione. Da qualche giorno c’è anche un giovane volontario, mandato dal Quartiere, che si occupa di coloro che aspettano di entrare per prendere il pasto facendo  rispettare la distanza di oltre un metro tra le persone.
Cucina Popolare Italicus: aperta dal martedì al venerdì con gli stessi orari del Battiferro. Anche qui si utilizzano i pasti pronti che offre Emilyeat e si cucina. L’organizzazione: un unico turno in cucina  con 2 persone, 2 persone all’accoglienza.
Cucina Popolare Saffi: aperta dal martedì al venerdì dalle 11,30 alle 13,30.  Anche qui si utilizzano i pasti già pronti che  offre Emilyeat e si cucina. L’organizzazione: anche qui un unico turno in cucina con due persone, 2 persone alla distribuzione.
In tutte e tre le Cucine si distribuiscono anche alimenti che ci vengono donati (ad esempio pane, frutta, a volte latte, a volte yogurt, a volte anche cioccolatini..)

E ora lasciamo la parola al presidente Giovanni Melli, a Roberto Morgantini, a Paola Marani, Luciano Tabarroni e Sandra Soster (questi ultimi tre  coordinano le tre Cucine Battiferro, Italicus, Saffi) e a un cuoco, Andrea Rigotti, che sta al Battiferro. Andrea ha 58 anni, è titolare di un negozio (è anche arrotino), di solito fa il volontario il lunedì poichè la moglie, insegnante, è libera il mattino del lunedì e lo puo’ sostituire in negozio, ora il negozio e la scuola sono chiusi e lui è presente al Battiferro per più giorni.

Giovanni Melli
Siamo una delle poche realtà che continuano a fornire un pasto completo e caldo. C’è un grande impegno di volontarie e volontari per fare quanto possibile per continuare ad essere un punto fermo per i tanti che vengono da noi. Stiamo adottando tutte le precauzioni possibili per salvaguardare questo bene essenziale.

Roberto Morgantini
Siamo davvero grati ai tanti che ci danno una mano in questi giorni, la solidarietà in questa situazione è tanta e noi possiamo continuare proprio grazie a questa solidarietà. Grazie anche alle sardine che ci sono vicine anche con giovani volontarie e volontari in cucina e in distribuzione. Abbiamo anche  Colombe da distribuire per Pasqua! Ringraziamo di cuore tutti e tutte.  Gli ospiti sono aumentati, ci sono tante persone in più che non hanno altre possibilità di avere un pasto caldo. E il bisogno di contributi, anche in denaro, aumenta. Ancora grazie. Ce la faremo, insieme.

Paola Marani
Al Battiferro ci siamo organizzati con due turni perchè diversamente non riuscivamo a tenere il ritmo. Le persone ospiti sono aumentate, anche qui, come nelle  due Cucine, ci sono persone, molte senza casa, che vengono perchè non hanno altri posti dove avere un pasto caldo.  Vogliamo ringraziare il Quartiere Navile che ci ha inviato un ragazzo, un volontario, che ci aiuta nel far rispettare le distanze tra le persone in attesa di entrare a prendere il pasto. Con il Quartiere abbiamo anche un’altra iniziativa: il giovedì, un operatore mandato dai Servizi sociali, viene nella nostra dispensa a prendere cibo da portare a casa di alcune famiglie bisognose. Una iniziativa è in corso da parte del Comune: da quello che abbiamo inteso, oltre ad offrire ospitalità ai senza fissa dimora, provvederà a garantire loro il pasto. Questo servirà a tornare ai nostri numeri di ospiti abituali, sempre importanti.

Paola (che è vicepresidente di Civibo) ha scritto alle volontarie e ai volontari per raccontare le indicazioni contenute nelle linee guida della Regione, per dire della nuova e temporanea organizzazione “con l’augurio – ha scritto nel ringraziare tutte e tutti per la disponibilità – di ritrovarci al più presto insieme nella normalità“.

Luciano Tabarroni
A Italicus siamo “privilegiati” per l’asporto: c’è il portico,  le ospiti e gli ospiti possono aspettare al riparo. Abbiamo messo dei tavoli sotto il portico, due persone si occupano di distribuire i pasti. I pasti pronti li forniamo a chi ha la possibilità di scaldare a casa. Per gli altri cuciniamo noi. Anche da noi in cucina ci sono due persone e un solo turno.  L’affluenza è aumentata: molti punti che distribuivano cibo caldo sono chiusi. Il venerdì, giorno in cui Battiferro è chiusa,  anche qui a Italicus, come a Saffi, ci sono molti più ospiti rispetto agli altri giorni.

Sandra Soster
Anche a  Saffi, ovviamente, l’organizzazione è rigorosa rispetto alle indicazioni delle Autorità.  Sempre ci sono due persone in cucina, due persone alla distribuzione e 1 persona all’accoglienza. Siamo molto attenti e cerchiamo di esporre il meno possibile ogni volontaria e volontario e ogni ospite.
Anche da noi le ospiti e gli ospiti sono aumentati. Ci sono persone che vivono per strada o in dormitori del piano freddo. Venendo meno bar, ristoranti, punti di distribuzione di cibo, che magari a fine turno distribuivano quello che restava, queste persone arrivano da noi. Molti nuovi ospiti sono stranieri, per lo più nordafricani. Il venerdì, quando la Cucina del Battiferro è chiusa, l’afflusso è ancora più importante.

Andrea Rigotti
Anche al Battiferro vengono più ospiti, persone nuove, non iscritte. Non so esattamente chi siano, penso che ci siano anche persone che non hanno casa, che magari se la cavavano con qualche soldo raccolto con l’elemosina, ora sono qui, diversamente  non potrebbero mangiare. Siamo organizzati. Usiamo i pasti che ci arrivano già pronti e cuciniamo. Siamo tutte e tutti molto protetti, siamo consapevoli di essere uno dei pochi punti dove si può avere un pasto caldo. Sappiamo che dobbiamo proteggerci e proteggere ospiti per poter continuare ad essere presenti.

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione,
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. Basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.
– Stiamo cercando volontari sotto i 65 anni di età, è possibile presentarsi a questo link, lasciate nome cognome e riferimenti, verrete ricontattati.

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la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.