Diario Cucine popolari – pagina 19

Nessuno meglio di voi sa che le Cucine popolari sono solo molto di più di una mensa per le persone in difficoltà, sono un laboratorio di solidarietà, una cucina di relazioni, un luogo di recupero e di lotta allo spreco, una opportunità di partecipazione sempre aperta a confronti e collaborazioni.
Nelle pagine di questo Diario vi raccontiamo regolarmente quanto succede nelle tre, ormai quasi quattro, Cucine della nostra città, la grande rete di solidarietà di cui le Cucine fanno parte e che contribuiscono ad alimentare: gli ospiti, le serate, le preziose collaborazioni con le associazioni e le altre realtà di Bologna e non solo. Oggi vogliamo parlarvi dei “sospesi”, una pratica di solidarietà che nasce a Napoli, con il caffè sospeso, ma che in questi anni a Bologna sta prendendo piede assumendo tante forme diverse, dal pranzo, al panino al biglietto di teatro sospeso. Anche se non succedono direttamente dentro le cucine, le Cucine collaborano attivamente ai “sospesi” nel momento della loro distribuzione e promuovendoli tra amici e partner.

Ad oggi sono già diversi i posti in città che offrono la possibilità di fare il pranzo sospeso: la pizzeria Masaniello di via Pirandello, la Trattoria Casa mia di via Saragozza, il ristorante Pars di via Linnori, la Linea di piazza Re Enzo, il ristorante Africano Adal di via Vasari e il ristorante Il Meloncello di via Saragozza. Poi c’è Il Panino sospeso, di cui vi parleremo più tardi. Poi c’è il teatro sospeso dell’Arena del Sole che ha portato i nostri ospiti il 17 marzo a vedere il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini (su questo trovate un bell’articolo del Carlino qui e le foto qui).
Infine Roberto ci anticipa alcune interessanti e sorprendenti novità sono in arrivo nel prossimo futuro proprio in questo campo: sta lavorando per avere un sospeso anche per le squadre di basket, Virtus e Fortitudo, e per il ristorante della Camst su via Indipendenza.

Ma ora vi lasciamo agli appuntamenti e alla cronaca di quanto è successo in queste settimane.

Cosa è successo

– mercoledì 13 marzo aperitivo a Villa Paradiso, si è inaugurata la mostra fotografica “we are Savena”, e si sono festeggiati il si ai lavori della Sovrintendenza e il ritrovato gruppo di volontari!
Alcune foto quiquiqui e anche qui.

– Martedì 12 marzo il CDA della Camst al gran completo è venuto a pranzo al Battiferro, un’occasione per parlare della nostra collaborazione e di progetti futuri. Intanto un articolo sulle Cucine verrà distribuito a tutti i dipendenti Camst sul loro giornale interno, 14mila copie.

– il 17 marzo il Corriere della Sera ha presentato a Bologna, all’Antoniano, il suo inserto Buone Notizie. Nel numero dedicato alla nostra città grande è stato dato grande spazio alle nostre Cucine (gli articoli quiquiquiqui e qui).

– 21 marzo si è tenuta una riunione tra i volontari di Villa Paradiso, il rilancio del Centro passa attraverso l’apertura del bar gestito dai volontari, dalla ristrutturazione con la creazione della cucina e dal coinvolgimento delle associazioni del quartiere, per fare del Centro Sociale una Casa del quartiere.

– il 15 marzo Roberto Morgantini era a Ferrara a portare l’esperienza delle Cucine popolari a “Ferrara città aperta” (qui un lungo articolo di approfondimenti su FerraraItalia.it).

– Mercoledì 20 marzo , studenti del Fomal alla Cucina del Centro Saffi, gli studenti delcorso per operatori della ristorazione dell’Ente di formazione hanno lavorato sia in cucina che in sala: è andata benissimo, esperienza da rifare assolutamente.

– 19 marzo al Battiferro, per la festa del papà, un enorme cuore di tagliatelle, 100 uova e 10 kg di farina, dedicato ai tanti papà soli senza famiglia/senza soldi/senza amore.
E’ opera delle nostre amiche sfogline dell’Accademia della Sfoglia che nella loro Missione Solidale Matterello hanno raccolto fondi per le Cucine per il secondo anno di seguito e nel giorno della festa del papà ci hanno consegnato un assegno da 1.200€ (tante belle foto qui e qui)

– mercoledì’ 27 marzo al Battiferro (foto qui)

– Sempre il 27 marzo, l’Associazione Cafè Philosophique è venuta al Battiferro per incontrarci, abbiamo pensato che si ragionasse meglio con lo stomaco pieno e n’è uscita una Cena Solidale molto partecipata (qui le foto). Riportiamo qui le righe di ringraziamento della Presidente dell’associazione:

Cara Paola …a te a Roberto e a Giovanni Melli il ringraziamento mio non solo, ma di tutto il nostro gruppo, per la stupenda serata che ci avete fatto vivere in vostra compagnia.  Avete condiviso con noi la vostra bellissima esperienza di vita con parole che hanno toccato il cuore di tutti, e con i fatti tangibili del vostro operare…  Sono certa che potranno nascere altre belle esperienze insieme e mi adopererò perche ciò possa avvenire … un grande abbraccio.
Giovanna

– Nei giorni scorsi sono arrivate  alle Cucine la bellezza 100.000 capsule di caffè, sono un dono di Co.Ind. ditta di Castel Maggiore legata a Coop Alleanza. Si tratta di un contatto attivato da Acabo, acronimo per “aiuta chi aiuta Bologna”, un gruppo di amici che hanno scelto di fare solidarietà restando dietro le quinte, facendo volontariato e aiutando chi già opera sul terreno. Ringraziamo Co.Ind. e Acabo.
Le capsule dei caffè non resteranno tutte alle Cucine, abbiamo già iniziato a distribuirle un po’ a tutta la rete di solidarietà con cui siamo in contatto. Inoltre abbiamo coinvolto il carcere di Bologna e Ferrara per farle avere ai detenuti. Qui è doveroso aprire una parentesi: chi arriva in carcere si trova spesso a non avere nulla, ma proprio nulla, una volta entrato, così le direttrici dei due penitenziari, con cui siamo in contatto attraverso il Garante dei detenuti, ci hanno fatto una lista di prodotti di prima necessità che raccolgono per i detenuti più poveri: igiene intima, sapone, shampo, dentifrici, spazzolini, bustine di zucchero e caffè.
Domenica 31 marzo, al quartiere Savena, Si parlerà della nuova cucina a Villa Paradiso

– Sabato 6 aprile, alle 18:00, nel teatro del Centro Sociale Saffi concerto del Gruppo Emiliano, seguito da cena solidale. Tortelloni, tonnè di lombo, tortino di castagne al cioccolato alla modica cifra di 15€. Prenotare al numero 335 7781663.

Anticipazioni

– Il 25 Aprile organizzeremo un pranzo speciale con Amnesty International Ciro Asicone 

– il 1 maggio, le Cucine prepareranno in collaborazione con Cgil Cisl e Uil un pranzo per 300 persone nel cortile di Palazzo d’Accursio.

Le nostre storie

Il “panino sospeso” ha cominciato subito a volare
Ci sono già diversi “sospesi” in città, come abbiamo annunciato nelle righe di apertura di questo Diario.  Vogliamo raccontare una delle prime esperienze, e ne parliamo con due amici straordinari delle Cucine Popolari, Antonio Desè e Raffaele Marseglia, pugliesi arrivati a Bologna rispettivamente 20 e 5 anni fa, che sono i titolari de Il Panino, un locale a due passi da via Indipendenza (praticamente di fronte all’ex cinema Capitol). Prima di sentire il racconto di Antonio, dobbiamo subito ringraziare un altro amico grandissimo delle Cucine Popolari, Michele Ammendola, titolare della pizzeria Masaniello al Pilastro, che per primo a Bologna ha portato i “sospesi” ed è praticamente il babbo della iniziativa de Il Panino.

Antonio racconta che il locale Il Panino è stato aperto da suo zio con un socio il 3 marzo 2014. Nel 2017 lo zio è morto. “Raffaele ed io – dice Antonio –  abbiamo preso in mano l’attività e la gestiamo così come hanno fatto mio zio e il suo socio.  Non abbiamo cambiato nulla, abbiamo solo aggiunto una iniziativa che abbiamo potuto intraprendere grazie al rapporto che abbiamo con Roberto Morgantini e Michele Ammendola, che per primo ha portato “il sospeso” a Bologna, inaugurando questa bella iniziativa di solidarietà con la “pizza sospesa”.
Spieghiamo cosa si intende per sospeso: l’idea è nata a Napoli con “il caffè sospeso”: una persona entra nel locale (anche la biglietteria del teatro..) può pagare per sé (se vuole) o anche solo per un “sospeso”, cioè per qualcuno che potrà usufruire del caffè, del panino, della pizza, del pranzo, del teatro… grazie a qualcuno/a che non conosce e che ha pagato per lui/lei. E’ una bella iniziativa che, a Bologna, si affianca a quella delle Cucine Popolari e ne condivide lo spirito: essere un punto di riferimento per chi ha bisogno.
“Noi conosciamo Michele, il quale,  con il suo entusiamo, ci ha coinvolto grazie alla amicizia con Roberto Morgantini.  – dice Antonio  – Abbiamo approfondito cosa significano “il sospeso” e l’economia etica e siamo partiti, con grande partecipazione, il 21 febbraio 2018”.

L’iniziativa è partita subito bene grazie alle conoscenze di Roberto e anche di Michele”, aggiunge Antonio citando tanti articoli e servizi giornalistici (Repubblica, il Resto del Carlino, la Rai, … ).  “Abbiamo anche un altro grande amico comune che era con noi il giorno dell’inaugurazione, il giornalista “di strada” Sandro Ruotolo. Il passa parola è partito subito e di panini sospesi ne abbiamo fatti tanti, non c’è stato bisogno di tanta pubblicità, l’iniziativa si è subito radicata e qualcuno viene anche solo per fare il sospeso, senza consumare nulla”.

Ma come vengono distribuiti “i panini sospesi”? “La fruibilità è una parte importante di questa iniziativa – spiega Antonio – Non diamo direttamente il panino alle persone, a volte sì, ma è raro.  Con Roberto Morgantini li portiamo direttamente nei luoghi dove sono i senza tetto, i migranti, nelle strutture di rifugio notte o di emergenza freddo, a Iperbole, l’associazione di servizio sociale del Comune. Oggi in bacheca ci sono già più di 35 “panini sospesi, quando saranno 40 chiameremo Roberto, il quale ci dirà chi ha più bisogno e, insieme, li porteremo”.
“Ci ha convinto subito  l’idea che si potesse fare solidarietà e crescere come azienda – spiega ancora Antonio -. Perché è chiaro, noi vendiamo comunque, e cresciamo.  L’economia etica comprende questa idea di far crescere l’azienda nel territorio e al contempo fare solidarietà; dunque si tratta di una buona cosa anche noi.  L’iniziativa è in mano al cliente, noi mettiamo “lo strumento” per regalare un pasto, un sorriso. Siamo molto contenti per questo”.
Il “panino sospeso” ha da poco compiuto un anno. Siamo curiosi di sapere come è andata. “E’ andata bene, in un anno abbiamo fatto un centinaio di sospesi. E continiamo… . Mo’ devo scrivere a Roberto – dice Antonio in chiusura – per sapere dove portiamo questi che sono già in bacheca.”
Per chi vuole approfondire i “sospesi” della città cliccare qui.

 Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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la redazione del
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Demetrio Collina e Marta Fin