Diario cucine popolari – pagina 17

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

quest’anno abbiamo una gran voglia di festeggiare san Valentino, la festa degli innamorati.
E’ tutto merito di un amico di Roma che ci ha telefonato per commissionarci un regalo speciale a sua moglie nel giorno del sessantesimo compleanno, il 14 febbraio.
Ha detto proprio così: “Voglio dare 500 euro alle Cucine popolari. Questa cifra può corrispondere al pranzo per 30-35 persone?” Certo che sì, caro Luciano, anzi le persone che potranno avere un pranzo con 500 euro saranno molte di più perché noi siamo capaci di … moltiplicare… le possibilità di cucinare e di servire…
Quello che Luciano ci ha chiesto è solo di fare una telefonata alla moglie quel giorno. E noi lo faremo e le diremo, come ha chiesto il marito, che ci sono 60 – 70 persone che stanno pranzando assieme a lei, anche se a distanza, per festeggiarla.
Grazie Luciano, un pensiero dolcissimo sia per tua moglie che per noi.

Dunque buon san Valentino a tutti, volontarie e volontari, amiche e amici delle Cucine.
Uno speciale buon san Valentino e buon compleanno alla moglie di Luciano!

Sommario
In questa pagina del diario delle Cucine popolari:

  • un veloce resoconto delle tante cose successe nelle ultime settimane
  • un’ampia sezione dedicata agli appuntamenti
  • e infine le nostre storie, alcune brevi approfondimenti sulle attività delle Cucine
.Cos’è successo

Il 22 gennaio, le Cucine erano ospiti in diretta di Carta Bianca su Rai Tre,
per l’occasione abbiamo organizzato una speciale apertura serale dedicata alla produzione di tortellini (foto qui, i preparativi qui e per vedere il servizio di Carta Bianca cliccate qui).

Venerdì 1 febbraio, siamo stati ospiti della pizza sospesa Circolo la Fattoria, un’altra bella tradizione di buon inizio anno (tante belle foto qui e qui)

Il 4 febbraiopranzo solidale per gli amici e gli ospiti delle cucine popolari al rinomato ristorante persiano PARS, che organizza già da diversi anni questo pranzo speciale proprio nel giorno del compleanno di Sohyla Arjmand, la bellissima e gentilissima proprietaria. Grazie Sohyla e a tutta la famiglia che ci ha ospitato con generosità e passione (foto qui, servizio tv qui

L’8 febbraio alla Cucina Saffi  c’è stata una grande cena solidale a sostegno delle Cucine popolari dalla Polisportiva Masi di Casalecchio di Reno, in particolare dal gruppo di Orienteering (uno sport che si fa all’aperto con carta e bussola, dove mente e corpo collaborano  per  completare il percorso assegnato).

Il 10 febbraio erano già 4 i pasti sospesi presso la Trattoria “Casa Mia” via Saragozza 91, sono già quattro i pranzi sospesi…Avanti tutta c’è posto per tutti.

Gli appuntamenti

– mercoledì 20 febbraio alle ore 15.30 assemblea dei volontari della Cucina popolare del Battiferro. Si parlerà di quanto siamo riusciti a realizzare nel 2018 e si ragionerà insieme su come migliorare la nostra esperienza. Alle 17, dopo l’assemblea, si riunirà anche il direttivo di Civibo.

– Venerdì 22 febbraio. alle ore 21, grande spettacolo al Teatro dei 25, Via Abba 6, Bologna: “Bologna di ieri e di oggi, Bulagna d’na volta e d’incu” con Silvia Parla, Ettore Pancaldi, William Manera.
Bologna città magica, crocevia di commerci e di sapere, ma soprattutto di arte …teatro, musica, poesia. E sul palco i protagonisti la racconteranno, parleranno di alcuni dei personaggi che Bologna l’hanno vissuta (come Campana, Pasolini, Roversi, D’ursi, il Trio Lescano, Pizzi, Dalla, Guccini, Morandi), di eventi importanti e anche tragici… Sarà  un viaggio nel tempo fatto di musica, di ricordi, di racconti… Perché il sottotitolo in dialetto? Perchè sul palco ci saranno bolognesi doc e di importazione, perché ogni tanto qualche parola in dialetto scapperà, perché – dicono  – “è la nostra lingua e ci piace tenerla viva”.
Rivolgiamo un invito a partecipare: si tratta di  godere di un bello spettacolo e di dare un contributo alle Cucine popolari: il biglietto costa 12 euro e parte dell’incasso sarà devoluto proprio alle Cucine popolari, Bologna social Food.
Info e prenotazioni: 3471452077 (da lunedì a venerdì dalle 16,30 alle 18)

– sempre venerdì 22 febbraio alla Cucina popolare del Battiferro (via Battiferro, 1, Circolo Cento passi) cena di compleanno di una nostra volontaria, Carla. L’ha voluta lei e non vuole regali, ha invitato amiche e amici dicendo che la cena è a offerta libera e che il denaro raccolto sarà devoluto alle Cucine popolari e a una associazione indiana – Lafti – in Tamil Nadu, che si occupa di dare aiuto alle donne di casta bassa. “La vostra offerta per queste cause –  ha scritto Carla alle amiche e agli amici – è il miglior regalo che io possa ricevere”. Grazie Carla per il tuo prezioso lavoro volontario, per questa tua iniziativa  e… buon compleanno!

– lunedì 25 febbraio dalle ore 19 al Fondo Comini, Via Fioravanti, 68, Bologna (di fronte alle Cucine di Via Battiferro) continuano i festeggiamenti per la nomina a Commendatore di Roberto Morgantini. Siamo tutti invitati al II compleanno di “I love Bolognina” con apericena, sorprese e animazioni. Il contributo per entrare è di 5 euro. Andiamoci in tanti, festeggiamo Roberto e le Cucine popolari.

– giovedì 28 febbraio, alle ore 20, alla Cucina  del Battiferro ci sarà una cena bioorganizzata da Centro Antartide e da Cucine popolari. Sarà il bio-chef Giovanni Montanari a cucinare, con l’aiuto di volontari delle Cucine popolari e della Santa Rita Biocaseificio sociale 1964.  Questa cena sarà un’ottima occasione  per gustare buon cibo bio e per approfondire le proprie conoscenze: tra una portata e l’altra, alcuni dei più noti produttori biologici dei nostri territori guideranno all’assaggio dei loro prodotti raccontando il loro lavoro.  Dunque ottimi piatti bio, ma anche consapevolezza del valore etico e sociale del cibo. Nel corso della serata ci sarà anche il taglio spettacolare di una forma di parmigiano reggiano biologico dell’Appennino bolognese.
La quota di partecipazione è di 28 euro. Il ricavato andrà in parte a sostegno delle Cucine popolari e in parte a sostegno della campagna “Coltiviamo Humus!”, per un nuovo biologico italiano che promuove la fertilità organica del suolo, la bontà dei prodotti e relazioni produttive corrette.
Per info e prenotazioni: info@centroantartide.it, tel 051 260921

– dal 28 febbraio al 2 marzo “Bologna si prende cura, I tre giorni del welfare”. Le associazioni sono invitate a partecipare alla iniziativa che si tiene in Sala Borsa,  “Gli elementi fondamentali della solidarietà”,  in uno dei tre giorni della manifestazione.  Ci siamo anche noi, con un nostro stand,  il 1° marzo dalle ore 10 alle ore 14.  La manifestazione è organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con l’Azienda Usl di Bologna. E’ una occasione per presentare i percorsi di welfare promossi dal Comune insieme a soggetti del pubblico, del privato, e del privato sociale. In Sala Borsa  gli stand sono disposti in quattro aree, una per ogni elemento fondamentale della solidarietà richiamato dai quattro elementi fondamentali della vita: Aria, Acqua, Terra, Fuoco.  Vi aspettiamo numerosi: venite in Sala Borsa quando e quante volte volete, ma non mancate  il 1° marzo dalle 10 alle 14.

 venerdì 1 marzo a partire dalle ore 17 alla Cucina popolare del Battiferro  c’è Il regista Augusto Contento  che, con Cineparallax, produzione francese in collaborazione con le Cucine popolari, sta girando un documentario su Marco Bellocchio, sì proprio sul regista de I pugni in tasca, La Cina è vicina, Nel nome del padre, Diavolo in corpo, L’ora di religione, Buongiorno, notte …. Bellocchio,  pluripremiato anche alla carriera, ha impostato il suo cinema sulle problematiche sociali, dal fine vita, alla militanza politica, dall’acccettazione dell’autorità dello Stato e della Religione alla libertà di scelta  sulle questioni più intime come  l’educazione e la famiglia. Il primo marzo, alle 17, alla Cucina del Battiferro sarà proiettato un film di Bellocchio (quale? sarà una sorpresa). Alla proiezione seguirà un dibattito e poi una cena, durante la quale  verranno realizzate riprese e interviste che serviranno al docufilm sul grande regista. Il regista Contento, infatti, ci considera una esperienza  che ha molto a che fare con le problematiche toccate da Bellocchio. Siamo veramente commossi e restiamo quasi senza parole di fronte a tale onore. La cena sarà a offerta libera e servirà a finanzi are le Cucine . Vi aspettiamo numerosi.

– venerdì 8 marzo: l’8 marzo è la Giornata internazionale della donna. La Cucina popolare del Centro Saffi ha organizzato una bella iniziativa e una buona cena, “noi non discriminiamo nessuno, ma la serata è dedicata alle donne (specie quelle combattive)”, si legge nel volantino. Il titolo della “performance” è: Le donne e le parole dal facciaffronto allo strascino, da Napoli a Bologna e ritorno. Francesca Ciampi e Elisa Dorso invitano a seguirle in un percorso accidentato, ma divertente, che culminerà con la scena finale de La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone commentata e tradotta dal napoletano al bolognese.
Seguirà una deliziosa cena a buffet, preparata dai cuochi della Cucina, per la modica cifra di 15 euro.

– sabato 9 marzo alla Cucina Saffi ci sarà una cena solidale della Rete per la pace(che sarà a Bologna sabato 9 e domenica 10 per la sua assemblea nazionale). La cena è offerta a  una quarantina di nostri ospiti e a una trentina di partecipanti alla Rete che, come sappiamo, riunisce tante realtà, Acli, Agesci, Libera, AssopacePalestina, Cgil, Nexus, Rete degli studenti medi, tanti Tavoli per la pace …. . La Rete per la pace intende agire per costruire una politica di pace ed è nella organizzazione della Marcia  Perugia – Assisi.

Le nostre storie

Il gruppo di ascolto alla Cucina popolare dell’Italicus
Ne aveva parlato in uno dei primi diari il presidente e supercuoco Giovanni Melli. Ora possiamo dire che l’esperienza si è consolidata ed ha anche un nome:  La ruota, un gruppo di ascolto, formato da ospiti e volontari (compreso il presidente) della Cucina popolare Italicus, che si incontra ogni 15 giorni, il martedì,  dopo il pranzo. Chi lo desidera, parla, racconta di sé, dei propri dolori, delle proprie esperienze e “dopo un anno, – dice  il presidente – , le persone che lo frequentano (8-12 persone di cui 5-6 assidui fin dall’inizio) sono riuscite anche a condividere, a creare relazioni. Questo – continua Giovanni – è quello che noi cerchiamo di favorire sempre. Non vogliamo infatti essere solo una mensa, vogliamo essere un luogo dove le persone possono sentirsi a casa, scambiare due parole, liberarsi dei pesi dell’esperienza, costruire relazioni e, perché no, costruire anche nuove amicizie”.
La ruota funziona così: chi lo desidera si ferma – ogni 15 giorni dopo il pranzo del martedì – per prendere un caffè insieme, per mangiare un biscottino, per ascoltare e parlare, se lo vuole. C’è un coordinatore del gruppo, c’è un’assistente sociale, c’è il presidente, ci sono volontari e ospiti, tutte e tutti possono raccontare, tutte e tutti sono insieme e possono sviluppare relazioni. Ci sono solo poche ma precise regole: non si può interrompere né commentare quello che qualcuno dice, si può intervenire con la propria esperienza dicendo magari come si è reagito diversamente per un analogo accadimento. Il senso di tutto ciò è allargare sempre di più la capacità di accoglienza e di “scacciare” la voglia di giudicare.

Aspettando il pranzo alla Cucina popolare del Battiferro: intanto la lettura, poi …
Ogni giorno di apertura (dal lunedì al giovedì) alla Cucina del Battiferro le ospiti e gli ospiti cominciano ad arrivare presto, molto prima del mezzogiorno, e stanno seduti nel piccolo atrio ad aspettare l’ora del pranzo. E questo ha fatto maturare un’altra idea tra le vulcaniche e i vulcanici volontari: la lettura, a partire dai quotidiani. Il lunedì mattina due volontarie, dalle 11, si mettono a disposizione delle/degli ospiti che sono già arrivati per il pranzo del mezzogiorno, li fanno accomodare in una saletta adiacente alla sala mensa e, assieme, leggono la Repubblica e il Corriere della sera. “L’iniziativa è appena partita –  dice Sonia (che assieme a Laura ha ideato l’iniziativa) – stiamo sperimentando. Vedremo come va. Per ora abbiamo capito che le persone ospiti sono molto interessate alle questioni sociali, come la pensione ad esempio. Se manifesteranno un altro tipo di interesse, che so fare una torta assieme! non leggeremo più i giornali ma faremo torte… Quello che voglio dire è che anche con questa iniziativa intendiamo favorire il gruppo, le relazioni”.

Fare comunità significa anche aiutare ad imparare l’italiano
Il bisogno delle Cucine popolari di fare comunità, lo diciamo sempre, non si esprime solo con il fornire un pasto a persone in difficoltà. Certo, il pasto è centrale nel nostro impegno (e speriamo presto di parlarvi della nuova Cucina che aprirà a Villa Paradiso), ma ci teniamo molto anche a  promuovere accoglienza, relazioni, scambio di esperienze. E così, quando una volontaria ci ha parlato di una ragazza che aveva bisogno di imparare meglio l’italiano, un altro volontario si è subito reso disponibile.  Accoglie questa ragazza a casa per la lezione, e subito, questa lezione si è trasformata in uno scambio dove ciascuno impara qualcosa dall’altro.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potetecancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter. Per iscriversi cliccate qui e inserite il vostro indirizzo e-mail, riceverete una mail di conferma con un link da cliccare per completare la vostra iscrizione .

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 16

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

ecco il primo diario del 2019: buon anno a tutte e a tutti e speriamo che questo 2019 sia un anno di solidarietà e di accoglienza, ovunque: singole persone, Associazioni e Istituzioni, a cominciare da quelle dello Stato.
Come abbiamo scritto nel diario “veloce” del 31 dicembre scorso, Roberto Morgantini è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, un riconoscimento molto importante arrivato dal presidente Mattarella. Più sotto potrete approfondire questo lieto evento: ci sono servizi e foto che riportiamo per chi li avesse perduti.

Oltre a piccoli resoconti su eventi e ad appuntamenti per i prossimi giorni, in questa pagina del diario troverete un approfondimento su Coop Alleanza, che, insieme a Conad e Despar, è uno dei nostri importantissimi benefattori della grande distribuzione.
L’occasione è stata la cena dei Consigli di zona di Coop che abbiamo ospitato in dicembre al Battiferro. Ci ha permesso di parlare con soci e dirigenti Coop di spreco alimentare volontariato e impegno civile, tutti temi di contatto con le Cucine popolari che hanno reso forte la nostra collaborazione.

Regali di Natale
Natale è tempo di regali e di feste, e in questo mese, appena passato, sono state tante le le feste e i doni che hanno arricchito la vita delle Cucine.

Il commendatore Roberto Morgantini
Il dono sicuramente più inatteso è stato il conferimento al nostro Roberto del titolo di Commendatore della Repubblica. Lo sapete ne abbiamo già parlato, ma la notizia non si è spenta qui.
Giovedì 17 la Cucina del Centro Saffi ha festeggiato per prima il neo Commendatore (qui trovate alcune foto). Vi riportiamo in sintesi le parole di Sandra Soster per l’occasione:
Siamo tutti molto felici di questo riconoscimento a Roberto, finalmente una cosa buona e giusta in tempo avari di buone notizie. Ci hai detto che non avresti mai realizzato tutto questo se non avessi avuto tante persone attorno a te, a partire da tua moglie, passando dai volontari, fino agli ospiti, per cui tutti noi saremmo commendatori. E invece no. Perché è piuttosto vero che senza di te noi tutti non saremmo quinoi tutti non saremmo in questa impresa se non ci fosse stato tu e non ci fossi continuamente tu.
Perché tu sei una continua fonte di idee, perché non molli mai, rilanci sempre.
Per gli altri, siccome sei educato, capisci che ogni tanto hanno bisogno di una vacanza. ma a te stesso no la concedi mai. E’ così fin da quando eri giovane, ma ora è molto peggio perché le Cucine sono la tua creatura prediletta e il primo motorie di questa realtà molto complessa sei sempre tu.
Ognuno di noi ti conosce e ti è grato per qualcosa
Tra tutte quelle ricevute riportiamo le congratulazioni del nostro Vescovo, Matteo Zuppi, arrivate dalla pagina facebook molto informale del Vescovo, #zuppichefacose:
Caro Roberto Morgantini sarai pure diventato Commendatore, ma il Vescovo resto sempre io !
Vi segnaliamo anche un’altra pagina comparsa da poco su facebook: le avventure di Morgantiniun fumetto dedicato al nostro Roberto (I testi sono dello scrittore Danilo Masotti, i disegni dell’illustratore Mauro Squiz Daviddi)

– Queste feste hanno visto anche l’arrivo alle Cucine di una donazione insolitamente importante: 5 mila euro in prodotti alimentari più altri 5 mila euro in buoni acquisto. La donazione è arrivata da Coop Alleanza a Piazza Grande. Piazza Grande con un grande gesto di solidarietà ha deciso di girare la donazione a noi. Ringraziamo quindi Coop e Piazza Grande per i doni che vedremo senza indugio di trasformare in piatti caldi da donare a nostra volta alle persone in difficoltà.

– Questo Natale ha anche visto la nascita di una nuova, splendida iniziativa, il biglietto sospeso all’Arena del Sole: fino al 5 gennaio era infatti possibile, con soli 8 euro, donare una serata indimenticabile a un bisognoso di teatro! (qui le informazioni sull’iniziativa dell’Arena del sole)

– E’ arrivata la nuova lavastoviglie della Cucina del Saffi, bellissima e super efficiente. Vogliamo ringraziare ancora la nostra città per la splendida risposta al nostro appello:  ci ha permesso di raccogliere i fondi necessari con una velocità straordinaria. Ecco la lavastoviglie in tutto il suo splendore.

– Solidarietà in rete: Emergency Bologna ci ha donato i prodotti alimentari rimasti nel negozio nataliziograzie! (foto qui).

– Bethel Italiaente di beneficenza che promuove raccolte alimentari, ci ha fatto avere circa 1000 vasetti di yogurt, frutto di una donazione di Parmalat (qui la foto con l’arrivo degli yogurt).

Cosa è successo in questo mese di feste

– Sabato 22 dicembre si è tenuto nella Chiesa dei Servi il grande pranzo pre-natalizioorganizzato insieme a Caritas. C’era il vescovo Zuppi, c’era Alessandro Bergonzoni, c’era Andrea Mingardi e c’era il Coro i Vecchioni di Mariele (un coro di ex bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano) che ha accompagnato il pranzo cantando (qui e qui le foto).

– 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano tortellini per tutti al Battiferro, (qui un bel servizio di TRC).

– Capodanno alle Cucine del Centro sociale Italicus (foto qui e qui).

– Sempre il giorno di Capodanno, le Cucine hanno aderito alla Marcia per la pace. Oltre al Sindaco, al Vescovo e a Romano Prodi, anche Roberto Morgantini è intervenuto in piazza per leggere un breve messaggio di Alessandro Bergonzoni che ha aderito ma non ha potuto essere presente (foto qui e qui).

– Si è tenuto il 12 gennaio, invece che nel giorno della Befana, come vorrebbe la tradizione, il pranzo solidale  all’Arci Benassi (foto qui e qui). Il pranzo per 250 persone, organizzato da Arci, Caritas, Piazza Grande e Cucine popolari, è dedicato al ricordo di Ezio Neri.
Meglio conosciuto come Napoleone, Ezio Neri è stato forse il primo a Bologna a organizzare i pranzi solidali nel proprio locale. Sin dall’inizio degli anni ’80, insieme all’amico Lucio Dalla apriva le porte della pizzeria di via Arno alle persone in difficoltà, ai senza dimora, ai più bisognosi nel giorno dell’Epifania per un pranzo di festa .
Una tradizione, quella dei pranzi solidali, che si è poi allargata a tanti altri ristoranti e realtà cittadine.

– lunedì 14 gennaio, si è tenuto il pranzo solidale al Diana con autorità e personalità cittadine a fare da camerieri. Questo è il nono anno. Ringraziamo il proprietario Eros Palmirani e tutto il personale del Diana, presente nel giorno di chiusura. Hanno aiutato a servire ai tavoli il Prefetto, Patrizia Impresa, gli assessori comunali Aitini e Lepore, il professore Andrea Sergé, Paolo Mengoli, Eraldo Tura, Danilo Masotti, Zap, Gian Marco Basta e Stefano Bonaga.
A questi link i servizi di èTv e TRC, le foto qui e qui, guardatele perché sono veramente belle.

– Il 16 gennaio, richiamata dalla fresca nomina a Commendatore di Morgantini, è andato in onda su Agorà, Rai 3, un servizio sulle Cucine in diretta dal Battiferro. Qui trovate il video qui le foto della visita a di Rai 3 sulle Cucine.

 il 16 gennaioHey Joe e Teatro dell’Argine sono stati  a pranzo al Battiferro (foto qui)

 il 17 gennaio alla Cucina di via Saffi, Fabio grande rocker e liutaio bolognese attacca Hey Joe con la chitarra anteguerra che ha pazientemente e stupendamente restaurato (qui il video).

Appuntamenti

– il 28 gennaio Roberto Morgantini sarà oratore ufficiale a Sasso Marconi all’Istituto Ferrarini in occasione delle cerimonie legate alla celebrazione del giorno della memoria.

– il 4 febbraio come ogni anno gli ospiti delle Cucine saranno invitati al ristorante Pars per un pranzo solidale.

– il 16 febbraio giornata di raccolta alimentare presso i punti vendita di Conad: raccolta di beni di prima necessità per sostenere gli Empori Solidali di Case Zanardi, il Banco di Solidarietà di Bologna, le Cucine Popolari e la Mensa dell’Antoniano. Qui tutte le informazioni per partecipare come volontario.

I soci Coop a cena al Battiferro
Da tempo pensavamo di dedicare un po’ di spazio sul diario ai nostri fornitori, infatti difficilmente le Cucine popolari potrebbero esistere se la nostra società non producesse così tanti scarti alimentari, e del resto la riduzione degli sprechi e la trasformazione degli scarti in risorse è una delle missioni delle Cucine.
Con dirigenti e soci di Coop Alleanza abbiamo parlato del felice incontro con le Cucine popolari, del progetto Buon fine, di volontariato e di come combattere la solitudine e l’isolamento di questa società.

Parliamo con Daniela Mariangeli, della direzione politiche sociali di Coop
Queste è la cena dei nostri Consigli di zona e dei volontari di Ausilio. I Consigli di zona sono gli organismi territoriali legati ai punti vendita e raggruppano i volontari coop: svolgono attività con le istituzioni, con le scuole, attività di solidarietà o sull’ambiente. I soci nei Consigli sono un po’ le nostre sentinelle sul territorio, ci segnalano se ci sono esigenze particolari o opportunità di collaborazione.

Qui alla Cucina del Battiferro abbiamo organizzato due cene, per poter avere tutti i soci. In questa cena ci sono quelli di Bologna est fino a Imola, il 20 dicembre un’altra cena c’è stata un’altra cena con la parte ovest Bologna fino a Sasso Marconi e San Giovanni in Persiceto”

“Per noi era importante venire qui alle Cucine come coronamento di “Buon fine”, il progetto Coop che dona prodotti in prossimità di scadenza alle Cucine e ad altre onlus. Noi di solito vediamo la parte relativa al punto vendita, vediamo dei numeri, tot donato che si trasforma in tot pasti, però manca l’esperienza diretta di come i prodotti vengono poi cucinati e donati. Quindi l’obbiettivo della cena e della serata era far vedere come effettivamente uno scarto diventa una risorsa.”

Oltre a Buon fine ogni anno Coop organizza due raccolte alimentari e una raccolta di materiale didattico per la scuola. Tre appuntamenti all’anno durante i quali i nostri volontari, con i volontari di Civibo e quelli delle varie associazioni sul territorio, raccolgono i prodotti a lunga conservazione.

Il ritiro dei prodotti Buon fine è quotidiano. Ogni punto vendita ha abbinata un’associazione o una onlus, a seconda della vicinanza territoriale, della tipologia e della dimensione.
Abbiamo quantificato il donato sia in chili sia nel valore economico, ma lo abbiamo anche tramutato in numero di pasti. Abbiamo calcolato a quanto corrisponde un pasto per una persona adulta in calorie e quindi abbiamo tradotto il prodotto donato in numero di pasti.

I numeri  li da’ Giorgio Benassi, responsabile sostenibilità Coop
In un anno il valore delle donazioni a Bologna è di circa 2 milioni di euro. Tradotto sono quasi 2 mila persone in difficoltà che ogni giorno, a Bologna e provincia, mangiano grazie a Coop Alleanza. A livello nazionale il numero di pasti che si fanno con i prodotti di Coop Alleanza, da Udine fino a Palermo, è di circa 15 mila ogni giorno. Vuol dire che si sono circa 15 mila persone in difficoltà che grazie a Coop hanno un pasto garantito tutti i giorni.

Il progetto “Buon fine” è nato qui a Bologna, al Centro Nova, nel 2003. Si chiamava “Brutti ma buoni” ma il principio era lo stesso. Riguardava i prodotti confezionati invenduti, poi è stato allargato al fresco.
Nel 2003 siamo partiti con una sperimentazione che non pensavamo ci avrebbe portato così lontano. Noi stessi non avevamo la percezione di quante cose buttavamo via, mentre con questo progetto abbiamo iniziato a misurare le cose che ogni giorno vengono buttate. Dati alla mano abbiamo capito che stavano sbagliando qualcosa. Quindi il progetto ci ha aiutato sia ad aiutare gli altri sia a rendere più razionale ed efficiente il nostro modo di gestire i punti vendita.
Abbiamo poi esteso questo sistema di gestione a tutti i supermercati di Bologna, con l’ eccezione di alcuni punti vendita più piccoli che non sono tali da permettere di creare una relazione continuativa con le Onlus.

Ogni volta che la normativa permette di donare, c’è tutto l’impegno della Coop nel farlo.
La normativa nazionale che riguarda il risparmio alimentare è estremamente rigorosa, attribuisce una grande responsabilità al donatore, dice: tu puoi donare quasi tutto, però ti assumi la responsabilità di quello che succede fino al consumo, fino a che l’utente finale consuma il prodotto. E’ importante perché per noi la dignità della persona che riceve i prodotti è altrettanto importante di quella che li compera, non è che Coop si sta disfando di prodotti, sono prodotti che noi doniamo nel vero senso della parola.

Oggi sono quasi 50 le realtà con cui collaboriamo su Bologna e provincia. Tutto il territorio in cui c’è Coop Alleanza è coperto. Tra queste anche alcune associazioni che gestiscono canili o strutture per animali.

Infine parliamo con Roberta Ballotta, presidente del Consiglio di zona Savena.
Siamo venuti volentieri qui alle Cucine, personalmente conosco bene questo progetto, a suo tempo sono stata anche io tra le persone che hanno donato. Quando aprirà la Cucina a Villa Paradiso conto di andare una volta alla settimana a dare una mano, mio marito dice sempre che faccio da mangiare per una caserma.

Nella nostra zona ci sono tre associazioni che ricevono i prodotti di Buon fine, poi abbiamo un percorso sulla lettura delle etichette alimentari e lavoriamo molto sul tema della solitudine che secondo noi è un tema di grande terrificante sia per le persone anziane, sia per chi ha perso il lavoro, persone che non arrivano a fine mese. Le relazioni sono molto importanti, anche fermarsi a giocare a carte, per dire una stupidaggine, ha un grande valore, per tutti.

In tutta la mia zona, che oltre a Savena copre i punti vendita Coop sino ad Ozzano e Pianoro,  è attivo il progetto Ausilio, un progetto nato 25 anni fa.  Lo conosco bene perché sono stata tra i promotori. Quando facemmo 28 anni fa una ricerca sul territorio, emerse che già allora la solitudine era tra i grandi problemi degli anziani: persone che fanno fatica ad uscire di casa perché sole o perché abitano in case vecchie senza ascensore. Il progetto era quello di formare un gruppo di volontari per portare la spesa gratis agli anziani soli. Partimmo con cinque amici/utenti ai quali portare la spesa. Adesso nella mia zona siamo una settantina di volontari e portiamo la spesa una novantina di amici/utenti, delle volte arriviamo anche a120. Siamo organizzati dal lunedì al venerdì e consegniamo la spesa anche per Natale, anche il 24 dicembre. Invece che fare la palestra o la zumba portiamo su e giù le spese.

Abbiamo un rapporto con questi amici/utenti, come li chiamiamo noi, perché alla fine fai amicizia. Io ad esempio sono una telefonista e faccio sempre due chiacchiere: come stai? è venuto tuo figlio? di cosa hai bisogno?  Quando posso li vado anche a trovare. È bello e loro ti accolgono come se tu lo fossi l’ospite più gradito del mondo.
Consegniamo la spesa normalmente a persone che hanno più di 75 anni che non hanno nessuno, che sono disabili o che non escono, poi delle volte a chi lo chiede consegniamo anche un libro, sempre nell’ambito dei progetti di Coop c’è il progetto semina libro. A volte, quando facciamo delle iniziative, andiamo a prendere quelle persone le portiamo fuori con noi.
Sono i servizi sociali dei Comuni che ci danno i nominativi, oppure sono le persone stesse che vengono a sapere del servizio e telefonano al numero verde di Coop. Poi, dopo una piccolissima indagine, partiamo. Noi consegniamo la spesa gratuitamente, i nostri amici/utenti la pagano, ma è anche un occasione per allacciare una relazione, fare delle chiacchiere, scherzare un po’ e ogni tanto passare anche dei messaggi di educazione alimentare.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potetecancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter. Per iscriversi cliccate qui e inserite il vostro indirizzo e-mail, riceverete una mail di conferma con un link da cliccare per completare la vostra iscrizione .

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 15

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

siamo a voi con una edizione specialissima di questo diario perchè vogliamo festeggiare insieme – per il momento con questa pagina –  una onorificenza  conferita a Roberto Morgantini che è in realtà, come lui stesso ha dichiarato, è una onorificenza a tutte e a tutti noi delle Cucine popolari.  Roberto Morgantini è Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il titolo è stato conferito il 29 dicembre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Vogliamo condividere questa gioia, ma vi chiediamo comprensione: è il 31 dicembre, non vogliamo disturbare e allora per festeggiare usiamo un po’ del tanto che è stato pubblicato in questi giorni.
cominciamo dalla motivazione con cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito il titolo a Roberto : “Per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva. Vicepresidente di ‘Piazza Grande’, associazione impegnata nella lotta all’emarginazione sociale, e anima storica dell’ufficio stranieri della Cgil. Nel 2015, in occasione del suo matrimonio, chiese agli amici, come regalo, una donazione per raccogliere fondi volti ad avviare una iniziativa alla quale pensava da molto tempo. Il suo sogno era quello di creare “una comunità” intorno ad una tavola: ha dato vita alle Cucine Popolari… Per ora le cucine sono tre, in zone diverse della città: ci lavorano 100 volontari, preparano 2800 pasti al mese per ospiti che sono quelli indicati e mandati dai servizi sociali comunali e dalle parrocchie, o semplicemente curiosi, o che vengono a trovare un amico… Nessun finanziamento pubblico ma una vasta rete di sostenitori, cooperative, aziende alimentari, organizzazioni e associazioni varie”.

E ora, da Bologna today del 30 dicembre, prendiamo qualche parola del nostro Roberto, pronunciata subito dopo aver ricevuto la notizia.
Come ci si sente ad essere “commendatore”?  «La richiesta era stata fatta già un paio di anni fa dalla deputata Marilena Fabbri, ma da allora tutto taceva. Poi il fulmine a ciel sereno qualche giorno fa, quando è arrivata una telefonata fra l’altro al cellulare di mia moglie. Mi cercavano dalla Presidenza del Consiglio, potete immaginare l’effetto che fa…Mi è stato chiesto di tenere il segreto fino all’arrivo del comunicato stampa ufficiale. Ed eccoci qui. Suona un po’ strana la parola commendatore, che fra l’altro ho scoperto essere gerarchicamente sopra il cavalierato. Argomenti che non avevo mai approfondito prima…»
Le è stato dato un appuntamento a Roma per il conferimento ufficiale? «Sì, la convocazione è per il mese di febbraio, quando andrò al Quirinale per la consegna direttamente dalle mani di Mattarella».
Avrà ricevuto centinaia di telefonate e messaggi: quali quelli particolarmente emozionanti? «A dire il vero un po’ tutti, ma potrei citare quelli di Prodi, dell’amico Sandro Ruotolo e quelli di mio fratello».
Festeggerà questa nomina, magari in una delle sue Cucine Popolari? «Me lo stanno chiedendo tutti…sì, faremo una festa, ma ancora non ho alcun dettaglio…mi organizzerò! ».
A che punto siamo con la prossima cucina? «Stiamo aspettando che si sblocchi un piccolo nodo con la sovrintendenza per Villa Paradiso: i volontari sono già lì tutti pronti che fremono…speriamo di partire presto. Poi ci sarà da lavorare sugli altri due quartieri, il Santo Stefano e il Borgo-Reno, dove devono ancora essere individuate le strutture ospitanti».

Il presidente Mattarella il 29 dicembre scorso ha conferito 33 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. E tra gli esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni di dedizione al bene comune, oltre a Roberto Morgantini che è stato insignito del titolo di Cavalliere, c’è anche Riccardo Muci, l’agente di polizia che il 6 agosto scorso aiutò le persone coinvolte nell’incidente sull’A14 durante il quale esplose un’autocisterna. Muci, che stava svolgendo attività di controllo del territorio come Capo pattuglia, raggiunto il luogo dell’incidente sul tratto autostradale capì subito i rischi per l’incolumità pubblica, mise in sicurezza l’area al di sotto del cavalcavia e percorse l’area interessata intimando ai presenti di allontanarsi con rapidità. Durante queste operazioni venne travolto dall’esplosione e sbalzato per diversi metri procurandosi ustioni di II e III grado. Nonostante le gravi lesioni riportate, continuò a prestare soccorso. Successivamente, all’ospedale Bufalini di Cesena venne sottoposto a intervento chirurgico a entrambe le braccia.

Per chi li avesse persi o chi volesse rivederli riportiamo qui alcuni link sul conferimento dell’onoreficenza: l’annuncio al telegiornale regionale, la reazione di Morgantini su Rete 7le congratulazioni del presidente Melli, articolo di Repubblica.

Carissime e carissimi, ci scusiamo per eventuali imprecisioni e cogliamo l’occasione per ricordare gli appuntamenti per i prossimi primi giorni del 2019.

Appuntamenti

– Martedì 1 gennaio 2019, il pranzo per ospiti delle Cucine sarà all’Italicus, anche per questo pranzo il primo piatto sarà di tortellini in brodo, parte di quelli preparati il 19 dicembre al Battiferro.

– Domenica 6 gennaio 2019, il giorno della Befana, grande pranzo solidale preparato e offerto dal Circolo Arci Benassi, Via Sergio Cavina, 4 (quartiere Savena): il pranzo saràper 250 persone, ospiti delle Cucine e di Caritas.

– Lunedi 14 gennaio 2019, ci sarà il tradizionale pranzo solidale offerto dal ristorante Diana di via Indipendenza: 70 persone (ospiti delle Cucine, Piazza grande, Caritas) potranno gustare i manicaretti preparati dagli chef. Camerieri d’eccezione saranno, come da tradizione, personaggi della cultura, della musica e dell’arte.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potetecancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter, basta cliccare qui, inserite il vostro indirizzo e-mail, vi arriverà una mail con un link da cliccare per confermare l’iscrizione alla newsletter.

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

Tanti auguri di buon anno a tutti!

la redazione del

diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 14

Amiche e amici delle Cucine popolari,
fra pochi giorni è Natale e vogliamo essere insieme a voi per un augurio pieno di affetto e riconoscenza reciproci. Un bel modo per iniziare il nuovo anno, che vogliamo sperare sia più solidale e accogliente di questo che sta passando, è avere il calendario 2019 delle Cucine popolari (per sapere come averlo, continuate a leggere…).
In questa pagina del diario, oltre ai consueti aggiornamenti, alle notizie e ai tanti appuntamenti che aspettano tutte e tutti noi, vi proponiamo i pensieri delle ragazzine e dei ragazzini della scuola media Dozza che sono venuti a trovarci alle Cucine Saffi.

Ma ecco il nostro calendario
I mesi sono scanditi dalle foto delle Cucine, delle ospiti e degli ospiti, delle volontarie e dei volontari. Le foto sono di Massimo Vaggi, la grafica è di Noemi Piccioli, la stampa è stata fatta grazie al contributo di Icea e Interporto. Il calendario è disponibile in tutte le Cucine – Battiferro (Via Battiferro, 2), Saffi (Via Berti 2/8), Italicus (Via Sacco, 16)  –  e potete averlo a partire da 5 euro. E’ un’dea ottima per un regalo a voi stessi e ad amiche, amici, parenti e anche alle Cucine!

Cos’è successo
– il 15 dicembre
 presso la Cucina al Battiferro c’è stata la festa di Natale dei ragazzi del Bo-Ca Junior (foto qui)
– Il 16 dicembre alla libreria Ubik di via Irnerio c’è stato un interessante pomeriggio di cultura: assieme a Roberto Morgantini e ad altre amiche e amici,  sono stati presentatidagli autori due libri “Buonanotte piccoli umarells” di Danilo Masotti e “Luis e Bologna” di Luis Gutierrez. Nell’occasione è stato anche presentato il bellissimo calendario 2019 delle Cucine popolari (foto quiqui, e qui).

– Il 17 dicembre al Battiferro c’è stata una cena solidale, preparata da volontarie e volontari delle Cucine con la guida di Bruno Gubellini, offerta da Icea, un istituto che si occupa di certificazione biologica di 16mila aziende in Italia e di 4mila aziende all’estero. Il cibo donato (carne, formaggio, pane, verdura, frutta, dolce.. tutto biologico) oltre che per la serata, a cui hanno partecipato 30 persone di Icea e oltre 70 ospiti delle Cucine,  basterà per altre 100 persone: una bella scorta!
(Belle facce bellissime foto qui, e qui)

– Sempre il 17 dicembre gli ospiti della Cucina popolare Saffi hanno pranzato al ristorante “A casa mia” (in via Saragozza) invitati dal proprietario e cuoco Ciro Ascione: in 45 hanno potuto godere del cibo preprato da questo grande chef, amico delle Cucine popolari.

– Il 18 dicembre alla Cucina  Saffi, abbiamo dato un affettuosissimo saluto ad Alessandra e a Valerio, instancabili cuoca e magazziniere prima del Battiferro poi del Saffi. Sono tra quelli che hanno permesso alle Cucine di nascere e spiccare il volo tre anni e mezzo fa, ora si prendono una meritata pausa.  Il loro è un arrivederci.

– Il 19 dicembre  una ventina di valorose signore e anche di valorosi signori –  volontarie e volontari delle tre cucine popolari (Battiferro, Saffi, Italicus), della Parrocchia di San Cristoforo e del Circolo 100 Passi del Pd (che ospita la Cucina in via Battiferro) –hanno passato l’intero pomeriggio, fino a tardi, a fare tortellini. Parte del ripieno è stato donato dal ristorante “stellato” Amerigo di Savignano; in totale sono stati fatti oltre 50 kg di tortellini che saranno utilizzati per il pranzo del 26 dicembre alle cucine del  Battiferro e di  Saffi e per il pranzo del 1° gennaio alla cucina dell’Italicus. Quelli che restano saranno tenuti gelosamente in frigo e sempre, ovviamente,  consumati nelle mense delle Cucine (foto quiquiqui).

I prossimi appuntamenti

– Sabato 22 dicembre per ospiti,  amiche e amici delle Cucine popolari grande pranzo prenatalizio dentro alla Chiesa dei Servi, in Strada Maggiore, dietro al mercatino di Santa Lucia.

– Martedì 25 dicembre, il giorno di Natale,  grande pranzo solidale presso il Centro commerciale Conad di  via Larga 10, a cui sono invitati anche ospiti delle Cucine popolari.

– Mercoledì 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano, al Battiferro e a  Saffi , pranzo solidale con tortellini in brodo per tutti: ospiti, volontarie, volontari, amiche e amici delle Cucine. I tortellini sono una parte di quelli preparati al Battiferro il 19 dicembre.

– Martedì 1 gennaio 2019, il pranzo per ospiti delle Cucine sarà all’Italicus, anche per questo pranzo il primo piatto sarà di tortellini in brodo, parte di quelli preparati il 19 dicembre al Battiferro.

– Domenica 6 gennaio 2019, il giorno della Befana, grande pranzo solidale preparato e offerto dal Circolo Arci Benassi, Via Sergio Cavina, 4 (quartiere Savena): il pranzo saràper 250 persone, ospiti delle Cucine e di Caritas.

– Lunedi 14 gennaio 2019, ci sarà il tradizionale pranzo solidale offerto dal ristorante Diana di via Indipendenza: 70 persone (ospiti delle Cucine, Piazza grande, Caritas) potranno gustare i manicaretti preparati dagli chef. Camerieri d’eccezione saranno, come da tradizione, personaggi della cultura, della musica e dell’arte.

Ed ora qualche racconto

La 1° B della scuola secondaria Dozza è venuta a servire alla Cucina del centro Saffi: vi riportiamo le riflessioni raccolte da ragazze e ragazzi.

Un odore: di calore e cibo delizioso
Un colore: verde speranza per tutti
Un suono: le posate che sbattevano
Un sapore: le persone che mi hanno raccontato una storia della loro vita
Un sentimento: aiutare il prossimo
Una parola: solidarietà
Un pensiero: la tana dei Wesley dove tutti hanno riparo
 (Marco)
– L’odore era buono, anzi superbuono. C’era un baccano ma almeno era divertente. Vorrei dire che lì è rimasto un pezzo del mio cuore, per aiutarli!  (Sohela).
 Mi hanno colpito i colori delle tovaglie, bianco, grigio e oro. Avevano una stampa a cuori.Sentivo l’odore delle cotolette che friggevano, del cibo che veniva preparato in anticipo. E’ bello pensare che c’è un posto dove le persone un po’ più sfortunate possono trovare compagnia e buon cibo (Ilaria)
– Ho pensato che fosse una bella stanza dove accogliere tanti ospiti bisognosi…Ho portato da mangiare a persone molto simpatiche e gentili, ci hanno fatto domande sulla nostra scuola. Mi sono sentito utile. A volte basta anche un piccolo gesto per aiutare qualcuno meno fortunato di noi. (Gabriele)
– C’era un buon odore di cibo e si sentiva il brusio delle chiacchiere e il tintinnio delle forchette sui piatti. Ho provato eccitazione e disagio, non vedevo l’ora di iniziare ma avevo paura di fare qualche sbaglio. Mi è piaciuto conoscere gente che non fa la mia vita.  (Mia)
– Ci ha accolti con un gran sorriso la signora Sandra. Io ero molto agitato perché ero fra quelli che servivano a tavola. Ho notato che gli ospiti gradivano molto il pollo, infatti è finito in fretta. Un bellissimo posto pieno di vivacità, questa è stata un’uscita pazzesca ed emozionante (Sara)
– Mi è rimasto: il colore rosso che è quello dell’amore; il suono della felicità, della convivenza e delle risate; il sapore della libertà; il sentimento della fraternità e della solidarietà; la parola uguaglianza; il pensiero che noi siamo molto fortunati e che ci sono persone che lo sono meno, che dobbiamo aiutare gli altri e stare tutti insieme, che ci sono cose più importanti di noi stessi (Fabio)
– Sinceramente quando portavo quei piatti profumati mi veniva l’acquolina in bocca(Valentina)
– L’odore della voglia di aiutare gli altri è inconfondibile, e inconfondibile è il sapore di fare del bene e di non far sentire sole le persone. Il rumore di tutte quelle persone che chiacchieravano mi rendeva felice perché voleva dire che dopo un po’ di fatica si ottiene sempre un risultato. Il sapore di quel cibo era diverso dagli altri perché era stato fatto con impegno senza una ricompensa, non come un lavoro ma come un piacere (Michele)
– Questa uscita mi ha fatto capire quanto è bello condividere e soprattutto quanto sono fortunata ad avere una famiglia bella e unita come la mia, in confronto ad alcuni che non ce l’hanno nemmeno (Angelica)
– Mi ricordo il colore rossiccio del ragù, l’odore della torta al cioccolato e il suono delle pentole che si scontravano in cucina. E la parola “Ascoltate” perché non stavamo mai zitti(Madalina)
– Un sentimento bellissimo per me è stata la persona che ha spiegato molto bene e con un bel sorriso mi ha lasciato un bel pensiero (Matteo)
– Aiuto, Felicità, Generosità, Dispiacere per chi non è fortunato nella vita. Speranza (Arcadi)
– Il tempo è volato. Dopo questa giornata ho pensato che ci sono persone che devono essere aiutate. Ed è giusto farlo (Giacomo)
– C’era un odore di cibo buono fatto con amore e il sentimento che tutti erano i benvenuti, dovevano essere rispettati e che tutto si ricambiava. Questa gita mi ha fatto pensare alle persone povere e a come è ridotto il mondo… è come se noi giovani vivessimo in una bolla (Cristina)
– Il verde perché nella vita bisogna sempre sperare. La gentilezza nel servire gli altri. Il sentimento della gioia (Ilaria)
– Sentivo le chiacchiere degli ospiti, o meglio non capivo nulla, sentivo solo suoni a caso.Non è stato così facile come pensavo, anzi è stato difficile ma quando ci siamo seduti a mangiare RELAX totale, nessun rumore sgradevole e il cibo veramente buono (Ivan)

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potetecancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter, basta cliccare qui, inserite il vostro indirizzo e-mail, vi arriverà una mail con un link da cliccare per confermare l’iscrizione alla newsletter.

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

 

Diario Cucine popolari – pagina 13

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

il nuovissimo Calendario 2019 delle Cucine popolari da regalare a Natale, due vecchi compagni dell’elementari che si rincontrano alle Cucine dopo oltre 50 anni, uno scrittore egiziano ospite delle Cucine e la proposta di un gemellaggio Atene, con “O allos anthropos”, Atene social food.
Queste le storie della tredicesima pagina del diario delle Cucine popolari, oltre ai consueti aggiornamenti, notizie e tantissimi appuntamenti.

Un regalo specialissimo a voi stessi e … alle Cucine
Grande novità di quest’anno, abbiamo un nuovissimo calendario delle Cucine popolari. 12 mesi di foto e facce delle Cucine fatte da Massimo Vaggi (grafica di Noemi Piccioli, casa editrice Pendragon) e stampato grazie ai contributi di ICEA e di Interporto. Costa 5€ e sarà disponibile in tutte le Cucine a partire dalla prossima settimana.
Un’idea per i regali di Natale da fare a amici e parenti e per contribuire alle Cucine!

Cos’è successo 
– Dopo la serata a Villa Paradiso, Fauso Carpani, cantautore dialettale, amante e grande conoscitore della nostra città, è venuto a trovarci anche al Centro Saffi, giovedì 22 a pranzo, e al Battiferro, giovedì 29 sempre a pranzo.

– E’ stata un successo, venerdì 23 novembre a Villa paradiso, la cena per raccogliere fondi per il progetto Mediterranea saving humans, (qui le foto della cena). Si è mangiato tanto (dai primi con lasagne preparate da Ciro Ascione (lo chef di Casa Mia) e i tortelloni, finendo con le torte…) e si è fatto il pienone, un buon segno per il gruppo di volontari della Cucina che nascerà al quartiere Savena. La prossima iniziativa è prevista per il 12 dicembre con Cantieri meticci.

Domenica 25 novembre è stata una giornata importante per la Cucina di via Saffi: ha spento la sua prima candelina. C’erano praticamente 80 persone, tra Centro sociale, amici delle Cucine e il presidente di Quartiere, Lorenzo Cipriani.

– Nel frattempo sempre alla Cucina di via Saffi ha preso servizio un gruppo di nuovi volontariSei studenti ospiti allo studentato di via Berti, nella stessa struttura del Centro Saffi, che vengono a turno, due al giorno, ad aiutare alla Cucina. Una bella iniezione di freschezza!

– Mercoledì 28 novembre La Repubblica in un inserto su Bologna, ha dedicato un interessantissimo articolo alle nostre Cucine: “Babbo Natale? vive a Bologna” (qui il link all’articolo).

Amici e sostenitori
Il mese i dicembre è un mese di cene e feste sociali:
– l’11 dicembre al Battiferro si tiene una grande cena solidale di Protezione Civile e di VOLABO, i nostri ospiti e quelli delle associazioni.
– Venerdì 14 dicembrepranzo con i ragazzi del Boca, associazione sportiva vicina al Battiferro, e del Centro sociale Fondo Comini.
– Il 18 dicembre cena con un centinaio di associati di Icea.

– Altre 3 cene sociali si terranno al centro Saffi: la cena di ANLADI, onlus che si occupa di salute e bambini nei paesi in via di sviluppo, una cena prenatalizia per 50 avvocati e professionisti, e infine una cena per un gruppone di dipendenti del Comune.

I prossimi appuntamenti

– Martedì 11 dicembre, ore 12, presso l’Orto Seminare Coesione all’Ospedale Maggiore, nel giardino dell’Edificio C, ci sarà l’Accensione dell’Albero del Dono e un rinfresco augurale di Buone Feste. Come ricorderete il progetto Seminare coesione, promosso dall’associazione Andromeda, ha realizzato tre orti in tre differenti ospedali cittadini, orti che riforniscono le Cucine popolari. Sempre in collaborazione con Andromeda, alle ore 20, alla Cucina di via Battiferro 2, cena della solidarietà (prenotazione obbligatoria al 3357456877).

– Mercoledì 12 dicembre alle ore 20:00 spettacolo di Cantieri Meticci durante la cena a Villa Paradiso, per prenotazioni chiamare 328 5636392.

– Giovedì 13 dicembre le Cucine partecipano alla festa per i 25 anni di Piazza Grande, che si tiene al TPO, (qui il volantino): alle ore 18:00 tavola rotonda sul tema emarginazione, alle 20:00 cena accompagnata dall’orchestra senza spine.

– Martedì 18 dicembre alla Cucina di via Saffi, una cena di saluto per Sandra e Valerio, instancabili cuoca e magazziniere prima del Battiferro poi del Saffi. Sono tra quelli che hanno permesso alle Cucine di nascere e spiccare il volo tre anni e mezzo fa, Sandra è stata anche una delle prime interviste di questo diario, ora si prendono una meritata pausa, il loro è un arrivederci.

– Nel pomeriggio di mercoledì il 19 dicembre al Battiferro le tre Cucine più la parrocchia di San Cristoforo e il circolo del PD mettono insieme i propri volontari per tirare la sfoglia e chiudere i tortellini per il pranzo solidale del 26 dicembre.

– Sabato 22 dicembre, per tutti gli ospiti e gli amici delle Cucine grande cena prenatalizia dentro alla Chiesa dei Servi, in Strada Maggiore, dietro al mercatino di Santa Lucia.

– Martedì 25 dicembre, grande pranzo solidale di Natale presso il centro commerciale Conad di via Larga 10.

– Mercoledì 26, pranzo solidale di Santo Stefano al Battiferro con tortellini in brodo per tutti: ospiti, volontari e amici. I tortellini saranno prodotti dai nostri volontari, il ripieno è offerto dal ristorante Amerigo di Savigno.

Ed ora un po’ di storie…

Classe V 1963
Alla fine degli anni ‘50 Maurizia e Giancarlo sono due bambini della media borghesia bolognese che frequentano la scuola elementare Marconi in via Laura Bassi. Sono in una classe mista di circa 25 alunni mediamente benestanti, anche se non mancano i figli di operai che sono costretti ad una vita di sacrifici per consentire ai loro figli una vita scolastica più lunga della loro.
Il  loro maestro è, nel ricordo, una figura fondamentale della loro infanzia: Maurizia lo ricorda paterno ed autorevole, Giancarlo sente ancora  la sua severità ed una certa durezza. Sono comunque anni in cui la vita della comunità scolastica fa sentire a Maurizia il piacere della condivisione e anche Giancarlo ricorda come la scuola sia stato il luogo determinante nella crescita del suo rapporto con gli altri.

È proprio parlando di questo che, circa 60 anni dopo, Maurizia e Giancarlo si riconoscono e si ritrovano insieme nella mensa delle Cucine popolari del Battiferro. La loro vita è stata diversa: Maurizia ha potuto studiare e diplomarsi;  Giancarlo a 14 anni ha iniziato a lavorare. Entrambi hanno mantenuto quella curiosità e disponibilità nei confronti del prossimo che oggi li ha fatti ritrovare, da pensionati, impegnati in una sfida comune: nella squadra dei volontari delle Cucine popolari a preparare un pasto per chi si trova in una situazione di bisogno.
Possiamo proprio dire che le Cucine hanno contribuito a un momento magico: deve essere stato bellissimo per due persone che non si erano mai più viste dopo la scuola elementare ritrovarsi…, ritrovarsi e riconoscersi la medesima voglia e il medesimo bisogno di sentirsi utili e partecipi di una comunità solidale.

Scrittore in cerca di un editore
Ossama Karaman è un nostro ospite da tempo: ogni giorno di apertura, dal lunedì al giovedì, viene a mangiare al Battiferro. E’ schivo, parla poco, ma è entrato in contatto con Paola Stefani, una volontaria che ha fatto l’insegnante di lingue e la traduttrice, chiedendole di leggere i suoi racconti… il perché lo scriveremo tra poco…
Da questo scambio con Paola lo abbiamo conosciuto meglio:  Ossama e’ un giornalista e scrittore egiziano, laureato all’Università de Il Cairo in letteratura araba e mondiale, in Egitto ha pubblicato 3 libri di racconti, da cinque anni è in Italia, a Bologna, dove opera  come volontario nell’associazione Cantieri Meticci (dove ora il direttore è Pietro Floridia, già Itc e Teatro dell’Argine) e in Arte migrante, facendo l’attore e insegnando arabo: “mi piace questo lavoro contro il razzismo e contro il fascismo”, dice. Ha fatto domanda per un dottorato all’Università di Bologna in Letteratura comparata, vive in una casa del Comune. Ha 5 figli in Egitto ormai grandi, tre femmine e due maschi. Gli chiedo quanti anni ha e, sorridendo con uno sguardo molto dolce, mi dice:  “7000 anni, il tempo dell’Egitto”. Ha 71 anni, ed ecco il motivo dello scambio con Paola: sta cercando un editore per 24 racconti, tutti scritti in Egitto tra gli anni ’90 e il 2010, altri 9 li ha scritti qui a Bologna “ma questi 9 vorrei che fossero nel mio V° libro, ora devo occuparmi di pubblicare il IV°”, dice.

“Paola – dice Ossama – ha fatto un grande lavoro, mi ha anche aiutato per la grammatica, per lo stile giusto. Di che cosa parlano i miei racconti? raccontano storie che riguardano tutto il genere umano, non ci sono nomi, trattano i problemi di tutti: amore, politica… siamo tutti sulla stessa barca. Raccontano esperienze di vita che riguardano anche il rapporto con il potere, la violenza del potere.  Alcuni sono ambientati a Il Cairo, uno anche a Parigi. Ci sono storie lunghe come spazio che occupano nelle pagine ma concentrate nel tempo, storie brevissime come lampi di luce.”  Paola interviene con tatto e competenza: “Sono storie di persone contemporanee – dice – racconti brevi che alternano angoscianti storie di sopraffazione al ricordo di momenti lontani nel tempo, a dialoghi d’amore e al sogno. La narrazione passa dalla prima, alla seconda, alla terza persona, come se il protagonista vivesse e contemporaneamente si guardasse vivere, in una trama di emozioni ed immagini surreali che restano nella memoria.”
Viene voglia di leggerli (e Ossama ha promesso di portarmeli, ndr) oltre che di vederli pubblicati. Dice Ossama: “Sto cercando un editore, anche con l’aiuto degli amici di Cantieri Meticci e di Arte Migrante. I racconti sono già stati tradotti da una mia amica, Diana Marchesi, anche lei di Cantieri Meticci, e da un altro amico, Luca Calistri. Sì, insegno arabo e Diana sta ancora studiando con me, anche se ha già studiato per anni e conosce l’arabo classico meglio degli arabi”.

Le Cucine popolari si gemellano con Atene?
Kostas Polyclironopoulos è uno straordinario personaggio che da 8 anni con i suoi volontari, sette giorni su sette, feste comprese, cucina e condivide circa un migliaio di piatti al giorno per le strade di Atene, con senzatetto, rifugiati, persone povere e sole ma anche con studenti e passanti in genere. Produce anche lui Social Food. A metà tra padre Marella e Roberto Morgantini (cui assomiglia un po’), ma di formazione assolutamente anarchica, era un pubblicitario che ha perso il lavoro con la grande crisi e ha fondato l’associazione “O allos anthropos” cioè “l’altro uomo” libero e forte che è in ciascuno di noi e che con la solidarietà mutualistica può venire fuori, per creare davvero la società degli uguali.
Non è certo l’unica realtà di Atene che offre pasti a chi ne ha bisogno: la Municipalità ne produce altri 1.000 e 90 chiese ortodosse, Caritas e varie altre associazioni tra cui Solidarity for all diretta emanazione del partito Syritsa quasi altrettanti. Con più di 40.000 rifugiati su 800.000 abitanti e le conseguenze sociali della grande crisi le situazioni di bisogno sono molto diffuse. Ma in questo caso la condivisione del cibo tra poveri e no e il coinvolgimento attivo delle persone a fare i volontari a loro volta nelle varie attività che l’associazione promuove è veramente molto simile al nostro progetto. All’interno di questo volontariato è nato anche l’esatto equivalente della nostra “Piazza grande”, la rivista venduta per strada che si chiama “Skhedia”, la scialuppa di salvataggio.

Kostas conosceva già la nostra esperienza, ama molto Lucio Dalla e non gli sfugge affatto la ricaduta politica dell’azione sociale. “Prima c’era Alba Dorata per le strade, ora ci siamo noi…” ammette sornione. Uno scambio di magliette e di pubblicazioni, un rapporto fraterno che può diventare un gemellaggio.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potete cancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter, basta cliccare qui, inserite il vostro indirizzo e-mail, vi arriverà una mail con un link da cliccare per confermare l’iscrizione alla newsletter.

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere a questo indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina, Marta Fin,
Paola Marani e Sandra Soster

 

Diario Cucine popolari – pagina 12

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

alcuni giorni fa le Cucine hanno pubblicato su Facebook un annuncio con cui chiedevamo aiuto per sostituire la lavastoviglie della Cucina del Centro Saffi, in via Berti. Si tratta di uno strumento professionale, indispensabile ma anche piuttosto costoso, per cui valeva la pena fare un appello pubblico. E’ bastato un quarto d’ora per ricevere la prima donazione, da parte di un prete. Altre sono seguite, più o meno generose, vi diciamo solo che hanno contribuito Stefano Benni, Manutencoop, il garante dei detenuti, un lavoratore dell’aeroporto e altri ancora. Una donazione molto generosa è arrivata da una signora anonima.
Grazie di cuore a tutti voi. Sì è trattato di una risposta eccezionale, una splendida espressione di fiducia e di condivisione del nostro progetto.


Abbiamo deciso di dedicare l’apertura di questa pagina del nostro diario alla risposta, generosa, al nostro appello per una nuova lavastoviglie, perché è la dimostrazione della quantità di energie e di risorse, umane e materiali, che sono disponibili a costruire qualcosa di buono per tutti noi.
In un periodo di spaesamento come quello che stiamo vivendo, nel quale l’individualismo e l’egoismo sembrano aver creato intorno a noi un deserto di relazioni popolato da diffidenza e paure, le Cucine stanno lavorando su un tessuto di valori e solidarietà ancora solido che pare aver bisogno solo di organizzazione e fiducia.

In pochi anni le Cucine popolari stanno diventando un esempio prezioso di welfare generativo, capace di mettere in rete risorse, coinvolgere realtà e attori diversi, e rispondere a molteplici esigenze, in primo luogo di cibo, ma anche di socialità, di dignità e di partecipazione.
Tra i riconoscimenti alle Cucine che vogliamo elencare c’è anche la cittadinanza onoraria conferita a Roberto Morgantini dal suo Comune natale, Villadossola, nella val d’Ossola, in Piemonte.
Villadossola è stata protagonista, durante la seconda guerra mondiale, di una delle prime insurrezioni contro i nazifascisti dopo l’armistizio, l’8 novembre del ’43. Ogni anno, in questi giorni, si tiene una cerimonia per ricordare la Repubblica partigiana dell’Ossola e quest’anno, proprio questo sabato, l’oratore ufficiale della commemorazione sarà il nostro Roberto che parlerà anche delle nostre Cucine.

Per questo motivo, dopo gli aggiornamenti e gli appuntamenti, nello spazio che normalmente dedichiamo alle interviste e agli approfondimenti, vi riportiamo alcuni passaggi del discorso che Roberto terrà questo sabato 10 novembre a Villadossola.

 

 

 

 

Ospiti e ospiti speciali

Il 6 novembre è venuto a trovarci, Stefano Benni, grande amico delle Cucine, avendo modo di verificare la situazione della famosa lavastoviglie (…e donare). E’ sempre un piacere averlo con noi (foto qui e qui).

L’8 novembre prima al Battiferro poi in via Berti, è venuto Moni Ovadia, poi ospite della CGIL al cinema Galliera (foto quiqui e qui) Attore, cantante, musicista, scrittore di origine ebraica, nato a Plovdiv, in Bulgaria ma cresciuto in Italia, anche Moni Ovadia è un grande amico di Bologna e delle Cucine popolari, ha voluto essere presente e portare un saluto alla cena Bologna abbraccia Borgo Panigale, il 21 settembre scorso.

Donazioni e finanziamenti
Oltre a quanto già detto, riportiamo tra le donazioni: 40 kg di roastbeef donateci dalla Conad, e imprecisati kg di mortadella, donateci dalla Mutua Salsamentari in occasione del Mortadella Day (qui le foto).

Iniziative e appuntamenti
Caldarroste a offerta libera, alle 20:00 di sabato 10 novembre a Villa Paradiso (qui il volantino).Nel pomeriggio, alle 15:30 è possibile partecipare alla passeggiata, con lezione di nordic walking, e all’incontro del progetto lettura organizzate da Armonie e M’over walking asd (qui il volantino). Le due iniziative sono parte delle azioni di rilancio del Centro sociale Villa Paradiso, che dal prossimo anno ospiterà la Cucina popolare del quartiere Savena.

Lunedì 12 e martedì 20 novembre, al Battiferro si terranno le due cene sociali di Coop Alleanza 3.0. Cene sociali, feste, anniversari, anche questo è un modo per contribuire alle Cucine popolari.
Coop è da lungo tempo uno dei partner più generosi di Cucine popolari. Le due cene di questo mese saranno l’occasione per tornare ad incontrare tutte le persone che in Coop collaborano e aiutano le Cucine.

Mercoledì 13 novembre, ore 17:30, al Battiferro, l’Istituto Cattaneo, nell’ambito delle giornate sulle disuguaglianze, organizza un incontro sul tema “L’accoglienza dei migrnati va cambiata?” (qui il volantino), ne discutono Stefano Allievi (Università di Padova), Giancarlo Blangiardo (ISMU), Mario Morcone (Consiglio Italiano Rifugiati) e Andrea Stuppini (AUSL Bologna), conduce Pier Giorgio Ardeni, presidente dell’Istituto Cattaneo. A seguire cena etnica solidale, il contributo per la cena andrà alle Cucine popolari.

Martedì 20 novembre, un gruppo di studenti della residenza ERGO di via Berti verrà a farci visita alla Cucina del Centro Saffi, sono interessati a diventare volontari e stiamo pensando a nuove forme di collaborazione.

Venerdì 23 l’Associazione filippina, Liwanag, organizza al Battiferro una cena di solidarietà per raccogliere fondi per le zone colpite dal tifone Mangkhut, che si è abbattuto sulla costa nordorientale delle Filippine

DALLA RESISTENZA ALLE CUCINE POPOLARI
Come anticipato vi proponiamo alcuni estratti dal discorso che Roberto Moragantini terrà alla commemorazione della Repubblica partigiana dell’Ossola a VIlladossola, questa domenica.
Si parla di Resistenza, Costituzione e Cucine popolari.
sono nato e cresciuto in questa Valle dell’Ossola, le mie radici sono immerse in questa terra sapiente e segnate dagli eventi della resistenza che ha visto come protagonisti, operai, contadini, uomini, donne ,giovani, intellettuali imprenditori con idee politiche diverse,  ma unite contro l’occupazione nazista ed il fascismo, per conquistare libertà e giustizia, Nonostante la mia bolognesità adottiva, le mie radici sono qui in questa terra della Val D’Ossola.
Tornarci, ogni volta, è un arricchimento del cuore e della mente: si riaffacciano i ricordi, riemergono le voci dei miei cari, rivedo le strade della mia gioventù e i volti di quanti a casa, a scuola, in piazza, raccontavano l’allegria della repubblica partigiana  e poi l’amaro della sconfitta, ma poi ancora la resistenza e la liberazione, e di come la Repubblica fosse non solo contro il fascismo ed il nazismo ma per la costruzione di una nuova società ed una nuova cultura.

Da anni nel mio piccolo, cerco – con molteplici sforzi e numerose peripezie – di mettere assieme tutte le pagine che negli anni ho raccolto dalla scuola di vita di mio padre e di mia madre,di mia sorella, di mio fratello,  dalla mia attività di sindacalista e da tutto il panorama di solidarietà e volontariato che ho conosciuto a Bologna. Ho capito che l’antifascismo non può essere un sentimento da catechismo scolastico da tramandare alle nuove generazioni. L’antifascismo è una ricerca incessante, uno strumento scientifico che va approfondito e configurato alle nuove problematiche che hanno, nel loro gene, i batteri del fascismo. La “nuova Resistenza” non si combatte sulle montagne in clandestinità, bisogna intraprenderla per le strade delle nostre città, nei luoghi pubblici, sui posti di lavoro, negli autobus, tra i banchi di scuola con le armi della condivisione, della cultura, del confronto democratico, della vicinanza concreta ai bisogni delle persone.

Dal 2015, la mia “brigata partigiana” si chiama: Cucine Popolari, combatte tutti giorni a suon di pentole e piatti, la fame ma soprattutto la solitudine di centinaia di persone afflitte da mancanza di lavoro, di restrizioni economiche e sociali, sfidano i giorni per sopravvivere, per recuperare un piatto di minestra e un po’ di compagnia. Con l’aiuto di numerosi volontari e con il coinvolgimento di diverse associazioni laiche e religiose, ad oggi, siamo riusciti a garantire, in tre diversi quartieri della città, l’opportunità per queste persone di ricevere – non in una modalità elemosinata, bensì familiare e  conviviale –  un piatto caldo e un po’ di normalità. Ai nostri tavoli si innescano straordinarie relazioni, si creano opportunità, si confrontano le vicissitudini  e si comprende quanta bellezza c’è nella diversità e di come la traiettoria del futuro può avere una strada agevole se solo si ha voglia di ascoltare e scoprire “l’altro” lontano dai pregiudizi e dalla stupida retorica. La mia, la “nostra” Resistenza, perché la difesa dei diritti e della libertà non si fa da soli, si combatte tutti assieme, è finalizzata a ridare non tanto la speranza, che quella devono promuoverla  la politica o la fede per chi ne ha una, quanto piuttosto la DIGNITA’. E’ questo il principio che ogni giorno mi dà coraggio e forza di riprendere la Costituzione tra le mani e di dirmi: “tutto quello che è scritto qui dentro va difeso e tutelato”, e lo faccio alle Cucine Popolari, pensando alla mia famiglia, a questa terra, a queste valli , alla possibilità di pensare che un altro mondo è possibile e che un uomo può sentirsi tale solo se ha dignità.
La straordinarietà di questo esperimento è la partecipazione attiva dei cittadini alle Cucine Popolari: in poco tempo sono sorte squadre di volontari con storie diverse, nazionalità diverse, motivazioni diverse, professioni diverse, tutte unite dalla voglia di tendere la mano a chi è rimasto indietro, a chi ha perso l’immaginazione del futuro, smarrendo per sempre la dignità, perché da soli non si va da nessuna parte.

Concludo, ringraziandovi ancora per avermi fatto sentire parte di questa speciale famiglia che rappresenta, come ANPI, un vero patrimonio per la cultura antifascista e per la memoria storica e democratica dell’Italia, con una frase che Sandro Pertini rilasciò in occasione del 40° anniversario della Repubblica dell’Ossola: «la Repubblica dell’Ossola è ben più di un lontano episodio consegnato ai libri di storia. Essa vive nel perenne patrimonio ideale della nostra gente, simbolo incorruttibile di generosità e di riscatto». A tutti noi la responsabilità di non solo custodirne i suoi valori, ma di realizzarli.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online, a questo link.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, potete cancellare l’iscrizione qui sotto cliccando unsubscribe.
Se invece volete far conoscere le Cucine agli amici e ai parenti, inoltrategli questa email e ditegli di iscriversi alla newsletter, basta cliccare qui, inserite il vostro indirizzo e-mail, vi arriverà una mail con un link da cliccare per confermare l’iscrizione alla newsletter.

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere a questo indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina e Marta Fin