Diario Cucine popolari – pagina 21

Siamo a primavera e si avvicina il momento della assemblea annuale di Civibo, l’associazione che ha promosso e che gestisce le Cucine. Si tratta di una scadenza importante non solo perché si discute e si vota il bilancio di esercizio, ma anche perché ci si confronta sull’organizzazione, sulle modalità di miglioramento, su nuovi ambiti di attività solidale.
L’Assemblea annuale dei soci è fissata per giovedì 23 maggio, alle ore 16:00 alla Cucina del Centro Saffi.
Proprio in vista dell’Assemblea, in questa pagina del nostro diario, oltre al solito resoconto delle tante iniziative fatte e alla sezione dedicata ai prossimi appuntamenti, vogliamo soffermarci su alcune idee per nuovi progetti che sono stati presentati nel direttivo.

Vi lasciamo alla lettura e vi chiediamo, come  sempre, di seguirci e di inviarci vostri pareri: vogliamo essere un canale aperto con chi segue le Cucine per contribuire anche con questo diario alla condivisione di ciò che facciamo e anche al miglioramento delle attività.

Cosa è successo

– Sabato 20 aprile, Lorena (che ci aiuta anche per le donazioni di salmone) e Matilde, due volontarie di Clown 2.0, hanno portato alla mensa dell’Italicus oltre trenta uova di Pasqua donate loro attraverso un’iniziativa che hanno chiamato “uova sospese“.

Clown 2.0 è un’associazione di volontariato che attraverso la clownsofia (attraverso “il naso rosso”) promuove il buon umore al servizio dei minori ospedalizzati o in situazioni di disagio.
Quest’anno hanno lanciato l’iniziativa delle “Uova sospese” tra i sostenitori di Clown 2.0 ed hanno raccolto l’abbondante bottino di 30 uova, donate poi a Civibo, e distribuite ai nostri ospiti per addolcire la loro Pasqua con un bell’uovo di cioccolato.

– Martedì 23 aprile, Cucine popolari hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dal Quartiere Savena, intitolata “le parole della Liberazione“. Tre interventi, oltre all’introduzione della presidente Marzia Benassi: sulla Memoria, Robera Mira, dell’Anpi Savena, sui Diritti, Mirella Signoris, dello SPI Bologna, e sulla Solidarietà, Roberto Morgantini che ha parlato delle Cucine popolari.

– Il 25 aprile, aperitivo a Villa Paradiso, nel giardino della prossima Cucina popolare, con i volontari delle Cucine popolari e di tutte le associazioni che tengono vivo il Centro Sociale (qui le foto).


– Abbiamo celebrato il 1° maggio assieme alle lavoratrici e ai lavoratori, ai nostri ospiti, ai segretari generali di CGIL CISL UIL Landini, Furlan, Barbagallo, che quest’anno hanno partecipato alla manifestazione di Bologna (corteo numerosissimo e piazza strapiena con interventi dei tre segretari generali) e a tanti che hanno voluto restare con noi a pranzo. Volontarie e volontari delle Cucine Popolari, infatti,  hanno allestito, nel cortile di Palazzo d’Accursio, un ottimo pranzo a cui hanno partecipato otre 300 persone, tra loro una settantina di nostri ospiti, il sindaco, alcuni grandi amici delle Cucine e tanti che si sono prenotati attraverso le loro sigle sindacali. CGIL CISL UIL ci riconosceranno poi l’incasso nelle prossime settimane. Il pranzo è stato gioioso oltre che molto buono.


Altre foto quiqui,qui e qui,

– Sempre il 1° maggio, in via dei Muratori, le Cucine hanno curato il tradizionale pranzo rivolto ai soci della Cooperativa Risanamento. Una tradizione portata avanti dal vecchio presidente della Cooperativa, Sergio Mantovani, presidente per ben 12 anni, dopo quasi 30 passati da direttore dell’ufficio tecnico, di quella che risulta essere la più antica cooperativa della nostra provincia. Tradizione riproposta quest’anno dal figlio Francesco.

– 4 maggio al Teatro Manzoni: Change!
Le Cucine erano allo spettacolo del Coro Papageno, che si è esibito per la prima volta fuori dalle mura carcerarie accompagnati dal Trio del grande jazzista americao Uri Caine. Un concerto semplicemente spettacolare e carico di emozioni.

Il coro Papageno, diretto dal maestro Napolitano, è stato fondato nel 2011 da Claudio Abbado ed è composto da detenuti e da detenute della Casa Circondariale Rocco d’Amato di Bologna. Grazie ai biglietti sospesi, 50 posti erano riservati a ospiti e volontari delle Cucine Popolari.
Uno speciale ringraziamento a ad Alessandra Abbado presidente di Mozart 14, l’associazione che porta avanti i progetti educativi e sociali di Claudio Abbado
Qui foto e video della serata.

– Martedì 7 maggiotombola! al cinema Bellinzona, con Patrizio Roversi e Andrea Tolomelli.
Ve ne parliamo, perché si tratta di una bella iniziativa ma anche perché le Cucine Popolari hanno partecipato con il premio per la cinquina: un invito a pranzo per quattro persone presso le nostre Cucine.

E’ stata tombola bellissima iniziativa sia nelle intenzioni che nella realizzazione a cui abbiamo partecipato volentieri anche per far conoscere le Cucine e se, come crediamo, l’iniziativa verrà ripetuta a Bologna varrà sicuramente la pena esserci numerosi.


– Sempre il 7 maggio, presso il Battiferro, grande partecipazione alla presentazione del trailer del film documentario sulla Bolognina curato da Antonella Restrelli. C’erano tanti cittadini, tanti volontari di I love Bolognina, il presidente del Quartiere, Daniele Ara, e non è mancata una ottima cena a cura dei nostri volontari.

– Un lungo e bellissimo servizio sulle Cucine popolari è andato in onda l’8 maggio su TV 2000, all’interno del programma “Questa è vita”. Nel servizio interviste a volontari ospiti, cuochi, al presidente Melli e, in studio, a Roberto ed Elvira.
Foto qui foto e video qui.

– giovedì scorso, 9 maggio, nuove Cucine popolari nascono!
Giovanni Melli, il nostro presidente, Paola Marani e Roberto Morgantini sono andati a San Giovanni, ospiti del Circolo Arci Akkata a parlare dell’esperienza delle Cucine popolari e la possibilità che una nuova Cucina popolare nasca a San Giovanni.
Pubblichiamo qui il testo che Akkata ha diffuso dopo l’incontro:

Cucine popolari di Bologna ha incontrato il Circolo Accatà di San Giovanni Persiceto. Il progetto comune é la volontà di aprire anche a Persiceto una Cucina popolare con il sostegno e la collaborazione degli amici di Bologna.
Nella festa che si svolgerà nei prossimi due fine settimana sarà anche proposto un Pasto sospeso . Un primo passo per cominciare in tanti a creare una comunità attiva per il progetto !
l pasto sospeso è una modalità che permette a chiunque, lasciando un piccolo (o grande) contributo, di offrire una cena o un pranzo fuori a chi si trova in stato di necessità o difficoltà economica.
Abbiamo deciso di sperimentare questa iniziativa anche all’interno della nostra festa. Nel menu troverete, in alto a destra, la sezione “pasto sospeso”: la cifra che deciderete di lasciare verrà utilizzata per offrire la cena, l’ultima sera della festa, a persone che non potrebbero permettersela.
Ci sembra un atto semplice, di solidarietà, di aiuto concreto, applicabile in tante altre realtà (il teatro sospeso, il libro sospeso, il concerto sospeso…). Questo quindi potrebbe essere solo l’inizio.
Come capiamo chi ne ha realmente bisogno? Nel corso di questi anni abbiamo collaborato con varie realtà che si occupano di sociale, che seguono singoli o famiglie in stato di necessità. Ecco, chiederemo a loro di individuare i destinatari di questi pasti sospesi.
Rendete anche voi migliore questa festa, offrite un pasto sospeso!
Grazie a Morgantini, Melli, Marani per aver segnato questa bella strada e per continuare sostenendoci
– sempre il 9 maggio, alla Cucina del centro Saffi, si è parlato di migranti con la presentazione del libro di Enrico Gurioli: Migranti gente che sbarca. Oltre all’autore c’erano don Giovanni Nicolini, e il giornalista Massimo Gagliardi (qui tante belle foto della serata)

– il 10 aprile, come anche lo scorso anno, Franco Bottari ha festeggiato il suo compleano invitando gli amici alla Cucine di via Saffi, lo abbiamo ringraziato con questa bella torta.

– l’11 maggio, giornata di raccolta alimentare, anche le Cucine partecipano, fino a sera eravamo al Centro Lame (qui le foto)

Gli appuntamenti

– Il 15 maggio, Roberto Morgantini sarà al Festival del Fundraising a Lazise sul lago di Garda. Lui e le Cucine partecipano come finalisti al premio Italian Fundraising Award.
Un altro prezioso riconoscimento che arriva alle Cucine popolari.

– Lunedì 22 maggio, al Bassotto, di via Ugo Bassi, alle ore 11:00, la Camst terrà una conferenza stampa per annunciare, in collaborazione con le Cucine popolari, il pranzo sospeso, ovvero la possibilità di lasciare un pranzo pagato per chi ne ha bisogno, in alcune delle sue mense e dei i suoi ristoranti.

– Mercoledì 22 maggio, promossa dalle Cucine Popolari (associazione CIVIBO), si terrà la prima conversazione su “La relazione fra donne e cibo. Una storia plurisecolaree fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. Sarà con noi alla Cucina Popolare Saffi (Centro sociale Saffi, via Berti 2/8) Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna.
Si tratta del primo incontro di un piccolo ciclo, che vedrà un secondo appuntamento il 19 di giugno.
Alla conversazione seguirà poi un aperitivo preparato dalle volontarie e dai volontari della Cucina Saffi.

– Sabato 25 e domenica 26 maggio 2019, dalle 10 alle 17, a Villa Paradiso il mercato del baratto, come ogni anno organizzato da Armonie in collaborazione con tutte le associazioni che partecipano alla vita del Centro sociale Villa Serena, comprese le Cucine naturalmente.

– Sabato 1 giugno, dalle 18:30 alle 22:30, la comunità islamica di Bologna invita la cittadinanza alla terza edizione del Ramadan in città. Parte del ricavato della serata sarà devoluto alle nostre Cucine.

– Dopo la magnifica esperienza dello scorso anno, domenica 2 giugno dovrebbe tenersi, salvo intoppi burocratici, la seconda edizione del pranzo di solidarietà offerto dal Ristorante Meloncello, sotto le arcate del portico di San Luca.

Le nostre storie

Sarà giovedì 23 maggio alle ore 16:00, presso la Cucina Popolare Saffi  l’annuale assemblea dei soci Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine Popolari, assemblea convocata per discutere e votare il bilancio di esercizio 2018 e per parlare dell’organizzazione e del futuro: lo ha deciso il direttivo di Civibo, riunitosi lo scorso 10 aprile.  Del bilancio e degli sviluppi organizzativi delle Cucine parleremo nelle prossime  pagine di questo diario.
Ora vogliamo condividere alcune idee che sono state discusse nel direttivo per allargare lo sguardo dell’associazione a nuovi progetti. Come ha ricordato il presidente di Civibo Giovanni Melli l’obiettivo è sempre quello di rivitalizzare il contesto sociale del territorio della città  partecipando ad iniziative che coinvolgono reti di associazioni che condividono con le Cucine gli obiettivi di aiuto sociale alle persone fragili e a rischio di esclusione sociale.
Nel direttivo si è cominciato a ragionare su alcuni progetti che presentiamo per sommi capi essendo ancora in elaborazione.
Il primo riguarda il portineriato sociale. E’ un progetto che coinvolge diverse associazioni della Bolognina (compreso Civibo con la Cucina del Battiferro) che si strutturano in rete per essere punti di ascolto e di accoglienza per i diversi bisogni. La Cucina del Battiferro potrà  ricevere dalla rete la segnalazione di persone che potrebbero essere accolte a mangiare e, da parte sua, potrà  segnalare agli ospiti che vengono a mangiare le attività delle altre associazioni della rete.
Il secondo:  progetto Savena. Come noto,  a Villa Paradiso sarà aperta la 4° Cucina Popolare (i lavori sono già a buon punto) e Civibo intende partecipare a questo progetto rivolto alle associazioni del Quartiere Savena per la realizzazione della casa comunità Villa Paradiso (dove ci sarà anche la Cucina). Già volontarie e volontari di Civibo stanno rivitalizzando Villa Paradiso garantendo l’apertura del bar, in questo progetto la proposta è l’animazione di una settimana di attività che coinvolgano nonni e nipoti.
Il terzo è il progetto presentato dalla Cassa di Risparmio di Bologna per la costruzione di una rete integrata tra tutte le associazioni e gli enti che forniscono aiuti alimentari alle persone fragili,per ottimizzare le risorse alimentari raccolte  o donate mettendo in campo azioni concrete di contrasto allo spreco alimentare. Oltre alle Cucine popolari  –  che per un anno sperimenterà, il martedì pomeriggio alla Cucina del Battiferro, il trattamento di eccedenze alimentari da pre-trattare e da mettere poi a disposizione di tutta la rete –  sono coinvolti la mensa di Padre Marella, la mensa della Caritas, la rete degli empori, Casa Zanardi, scuole alberghiere.
Il quarto progetto riguarda laboratori di cittadinanza e prevede l’adesione di Civibo alla rete di associazioni che intende realizzare laboratori rivolti alla formazione di una nuova consapevolezza di cittadinanza. In elaborazione una proposta specifica di Civibo.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione, attenzione perché abbiamo un nuovo numero di conto corrente:
Associazione Civibo – BPER agenzia 9 – IBAN IT94X0538702409000003067519 – BPMOIT22XXX
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 20

Torniamo a scrivervi alla vigilia di Pasqua e delle altre feste della primavera che riempiono il nostro calendario e riempiranno le nostre giornate nelle prossime settimane.
Questa pagina del nostro diario è dedicata ai tanti appuntamenti programmati per il 25 aprile e il Primo maggio, si tratta di un grande sforzo per le volontarie e i volontari delle Cucine in queste giornate di festa.
Buona Pasqua un grande grazie tutti fin da ora!
Sempre in questa pagina del nostro diario trovate anche la cronaca di cosa è successoalle Cucine e, in fondo, nella sezione che abbiamo chiamato le nostre storie, il racconto di uno dei nostri ospiti e volontari, un giovane africano arrivato tre anni e mezzo fa su un barcone, una storia di liberazione dalla povertà e di riscatto per se e per la propria famiglia, una storia una che non è ancora terminata…

Siccome la primavera oltre che tempo di rinascita e di liberazione è tempo di dichiarazione dei redditi, vi ricordiamo di donare il vostro 5×1000 a CIVIBO, l’associazione delle Cucine popolari.

Cosa è successo 
– venerdì 29 marzo, bella cena di solidarietà per Associazione Cristina Gavioli. Un ringraziamento a tutte le volontarie ed i volontari per la riuscita (qui alcune foto della serata).

sabato 30 e domenica 31 marzo alla Cucina Popolare Saffi (grazie alla gentile concessione del Centro sociale Saffi) si è tenuta l‘assemblea nazionale di Assopace Palestina. Oltre 100 i partecipanti, un po’ stretti, cena per oltre 80 e pranzo per circa 70 preparati dalle volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Bel clima, interessantissimo confronto, saluti  e interventi da Moni Ovadia (in video), dall’ex sindaco di Valparaiso,Sergio Vuskovic con Leonardo Barcelo, entrambi perseguitati da Pinochet, di Naila Ayesh e Jamal Zakaout, moglie e marito, leader palestinesi e protagonisti del film Nalia and the uprising, sul ruolo delle donne nella prima intifada, e infine di Yasmeen Al Najjar, giovane palestinese che ha perso la gamba dx a 3 anni.

Yasmeen vive con una protesi ma questo non le ha impedito di scalare il Kilimanjaro, è a Bologna per cambiare la protesi, lo farà a Budrio in un centro specializzato, grazie agli sforzi di Assopace e della Regione Emilia-Romagna che sostiene i costi. Yasmeen è la prima donna al mondo, palestinese, ad aver scalato il Kilimanjaro e ora vuole andare sull’Everest, trovate la sua storia raccontata dal Corriere qui.
… insomma un bel week end e ottima ospitalità dalle Cucine Popolari.

– il 3 aprile alla Cucine energia e tanti freschi sorrisi al Battiferro con le ragazze e i ragazzi della Fondazione Gualandi a favore dei sordi che hanno preparato e servito il pranzo (qui trovate le foto)

– martedì 9 aprile sono venuti a trovarci al Battiferro i ragazzi della Cooperativa la Paranza, un gruppo di giovani napoletani del rione Sanità che dedicandosi alla cura dei beni comuni, riaprendo al pubblico le catacombe di San Gennaro, è riuscita a crearsi un lavoro e un futuro. Erano a Bologna per la presentazione del libro Vico Esclamativo – voci dal rione Sanità, scritto da Chiara Nicoletti. Un’esperienza preziosa, un’amicizia da approfondire.
Giovedì 11 aprile, al Battiferro,  Circolo 100 Passi, cena di solidarietà con l’Africa, organizzata dall’Associazione Gocce, Aiuti per l’Africa. A preparare anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Grande partecipazione, ottimi cibi con anche la presenza del Vescovo Monsignor Agapiti Ndorobo e di Padre Salutaris (tanzaniani) che si trovano in questo mese in Italia.

Venerdì 12 aprile sono stati consumati i 10 pasti sospesi pagati da clienti del ristorante A Casa mia di Ciro Ascione. A goderne sono stati ospiti delle Cucine Popolari Saffi e Battiferro.

– L’11 aprile al Battiferro hanno servito come camerieri otto dipendenti di intesa San Paolo, questo grazie ad un accordo aziendale che permette lori di prestare una giornata lavorativa presso associazioni di volontariato. Grazie di avere scelto noi!
– Venerdì 12 aprile, una delegazione delle Cucine Popolari è andata all’Interporto a visitare i magazzini della Camst che sono grandicelli: per fare un esempio, è arrivato un treno, non un tir, proprio un treno, di acqua minerale… La visita è stata l’occasione per un incontro ai vertici e per proporre, da parte delle Cucine, un sospeso da farsi nei self service Camst Bass’otto (Via Ugo Bassi)  e C’entro di Via Indipendenza. La Camst si è dimostrata assolutamente d’accordo e ha già messo una persona a lavorarci.

– Continua l’avventura dei sospesi, questa volta palando di Basket. Martedì 16 è venuto alle Cucine Popolari il presidente della Fortitudo, Christian Pavani, per parlare di un “biglietto sospeso” per andare a vedere le partite di Basket. Stesso discorso in corso con i rappresentanti della Virtus che verranno da noi la prossima settimana.

Gli appuntamenti
– il 25 aprile, nell’ambito delle iniziative per celebrare la Festa di Liberazione dal nazifascismo, a Villa Paradiso (via Emilia Levante, 138) dove avrà sede la 4° Cucina Popolare, si terrà un incontro “Donne e resistenza” con inizio alle  17:00. All’incontro, a cui interviene l’Anpi del Quartiere Savena, ci saranno letture di storie di donne nella resistenza e canzoni della lotta partigiana. A seguire un ottimo rinfresco preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari un aperitivo offerto dalla associazione i 94 Savena.

– il 25 aprile si celebra in tutto il Paese la Festa di Liberazione dal nazifascismo, e ci saremo anche noi delle Cucine Popolari.  Alle 12 alla Cucina popolare Saffi (via Berti 2/8), presso il Centro sociale Saffi, è organizzato un grande pranzo a cui partecipano anche circa 40 attivisti di Amnesty International assieme ai nostri ospiti abituali.  Alla sera, la cena, a cui partecipano gli attivisti di Amnesty,  sarà preparata da un cuoco di eccezione, Circo Ascione, titolare del ristorante A Casa Mia, amico delle Cucine Popolari e di Amnesty international (con Amnesty è stato nell’agosto del 2018 a Lampedusa a cucinare per i migranti). Festeggiamo quindi i partigiani, la libertà riconquistata e anche l’amicizia e la collaborazione tra le Cucine e Amnesty che il 25 aprile riunisce in un incontro nazionale a Bologna i suoi attivisti.

– il 1° maggio, la Festa dei Lavoratori, le Cucine Popolari festeggiano insieme a Cgil, Cisl, Uil che tengono la manifestazione nazionale in Piazza Maggiore a Bologna a cui partecipano quindi i tre segretari generali: Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) Carmelo Barbagallo (Uil). Cgil, Cisl, Uil  garantiscono poi il pranzo, preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari,  per 300 persone nel cortile di Palazzo d’Accursio: 50 saranno ospiti delle Cucine Popolari e 250 saranno le persone che si possono prenotare alle segreterie delle varie categorie di lavoratori di Cgil, Cisl, Uil (il costo del pranzo per i paganti è di 15 euro).

– sempre il 1° maggio per festeggiare i lavoratori di ieri, di oggi e di domani, ci sarà un pranzo alla Sala Sandro Pertini, Via Muratori 4/2, con lasagne al ragu’ di cinghiale, secondo a sorpresa, acqua vino e dolce,  preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari. Il costo è di 15 euro.

– Giovedì 9 maggio alle ore 18:00, presso la Cucina del Centro Saffi, ospitiamo lapresentaizone del libro di Enrico Gurioli Migranti, Gente che sbarca, insieme al’autore ne parleranno don Giovani Nicolini, parroco della Dozza, e Massimo Gagliardi, giornalista. A seguire cena solidale mediterranea, alla cifra di 15€.

Grazie fin da ora a tutte e a tutti: viva la Resistenza, viva la Liberazione e viva il Primo Maggio!

Le nostre storie
E’ arrivato da lontano ed è stato con noi
In questo Diario raccontiamo la storia di un ragazzo che è arrivato in Italia dalla Guinea attraverso il mar Mediterraneo. E’ stato volontario alle Cucine Popolari del Battiferro. E’ una persona disponibile e gentile. In queste settimane non ha fatto volontariato perché è nel periodo di prova per un lavoro che lo impegna tutti i giorni. Se lo confermeranno, ne saremo solo felici. Vi proponiamo la sua storia così come ce l’ha raccontata. Una piccola premessa: non è il primo africano arrivato dal mare che viene alle Cucine, ce ne sono stati altri, anche per periodi con borsa lavoro; le Cucine infatti collaborano con Comune, Parrocchie, Associazioni e si sono sempre mostrate disponibili ad accogliere persone  anche come volontari o per borse lavoro. Ma ora sentiamo il nostro amico della Guinea.“Sono arrivato in Italia, in Sicilia. Il viaggio è durato poco meno di un anno.  Ero minorenne quando sono arrivato, avevo 17 anni, ora di anni ne ho quasi 22. Sono partito dalla Guinea, avevo pochi soldi, ho deciso di andare in Mali perché amici mi avevano detto che da lì si poteva passare per venire in Italia. Poi, con un autobus, sono arrivato in Burkina Faso  dove mi sono fermato perché non avevo soldi e senza soldi, mi dissero, non si poteva passare e andare in Niger, la tappa seguente. Un amico mi ha aiutato e in tre su una moto siamo arrivati in Niger dove abbiamo trovato un lavoro: scaricare il carbone. Dopo aver guadagnato un po’ di soldi con il lavoro, dalla capitale del Niger sono andato ad Agadez, dove inizia il deserto (e dove inizia un tratto di rotta nel deserto chiamato “la strada verso l’inferno” che tutti i migranti sono costretti ad affrontare per raggiungere la Libia, ndr). Sono stato lì alcuni giorni, ho fatto qualche lavoretto, alcuni amici mi hanno aiutato per i soldi e ho potuto salire su un pick-up dove eravamo in 17, strettissimi, avevamo cibo e acqua. Se c’erano altri guineani? No, solo io, altri venivano dal Gambia, dalla Nigeria, …no, non erano tutti minori. Dopo una settimana nel deserto, siamo riusciti ad arrivare in Libia, a Gatron, poi siamo andati a Sabah, poi a Trables dove è stata dura, non avevo soldi, ho iniziato a  cercare lavoro, una volta che ero uscito dal posto dove ero nascosto per cercare lavoro la polizia libica mi ha preso.
In Libia è dura, ti fanno lavorare e ti dicono zitto, non hai i soldi, se parli prendono la pistola… alcuni ti aiutano, altri ti vendono alla polizia e alcuni ancora ti prendono in barca, ma puoi essere ripreso dalla polizia e riportato in galera. La prima volta che ho cercato di venire in Italia  è successo questo: eravamo in un luogo vicino al mare da una settimana, in attesa di poter partire. Finalmente, un giorno, abbiamo preso la barca e siamo partiti. Quasi subito sono spuntati i libici, ci hanno preso tutti e portato in galera. Sì, hanno aspettato che uscisse la barca e poi sono venuti a prenderci, alcuni si erano buttati in acqua ma ci hanno ripreso tutti e portato in prigione: è stata dura, ho passato lì 6 mesi, da mangiare solo pane duro, per la doccia c’erano solo dei bidoni, bisognava fare i nostri bisogni lì dove stavamo e qualcuno doveva poi svuotare in altro posto, dovevamo stare lì e basta, capitava di dormire la sera e la mattina dopo vedere qualcuno vicino morto. I libici dicevano “prendetelo e buttatelo, poi tornate in prigione”.  Sono riuscito a scappare andando a lavorare di giorno. Funziona così: libici vanno alla prigione per cercare lavoratori per tutta la giornata,  prendono prigionieri la mattina e li riportano la sera. Io mi sono offerto, sono andato a lavorare, ho detto di avere fame, sono entrato in un posto per prendere cibo e sono riuscito a scappare. Sono andato a Tripoli, ho cercato soldi di nuovo, finalmente sono riuscito a partire con una barca dove eravamo in 137. Abbiamo passato un giorno in mare, poi verso le 6 di mattina del giorno dopo, in acque internazionali, abbiamo visto i salvatori, la nave, e in un altro giorno siamo arrivati in Sicilia.  Era l’8 dicembre 2015.
Mi hanno portato subito a Bologna
 con il pullman, con altri minori, ma non ce ne erano di quelli che erano con me in mare.  Ci hanno portato in via Mattei (dove c’è il Centro di accoglienza, ndr), c’erano persone di tante nazionalità, non solo africane. Mi hanno accolto, mi hanno fatto andare a scuola, sono stato lì cinque o sei mesi, poi  mi hanno trasferito a Casa Merlani, verso San Ruffillo, in un Centro di accoglienza. Sono stato lì tre mesi, sono andato a scuola, poi mi hanno trasferito in via Saragozza in un’altra comunità, e ancora dopo una famigia, all’interno del progetto Vesta (famiglie che accolgono i migranti minori, ndr), mi ha accolto in casa a Malalbergo.  Sono stato con loro un anno, ho finito la scuola e ho ottenuto il diploma di terza media. Sono  poi tornato a Bologna, ho cominciato a frequentare la scuola per diventare elettricista al Villaggio del fanciullo, ho fatto anche il tirocinio poi è scaduto il contratto e non me l’hanno rinnovato. Sono rimasto senza lavoro e ho il permesso di soggiorno scaduto. Mi hanno detto che dovrei tornare in Guinea per fare il passaporto oppure che dovrei avere un contratto.  Ma come faccio ad andare in Africa senza documenti per andare a prendere il passaporto?  Sono arrivato alle Cucine Popolari grazie a una signora che mi ha ospitato, nel progetto Vesta. Mi ha detto: fino a che non hai casa, non hai lavoro e stai fuori e dormi fuori, vieni qui a fare volontariato,  starai un po’ di tempo al caldo. Io soffrivo, fuori faceva freddo, pioveva, andavo in autostazione, ma lì non potevamo nemmeno sederci, dicevano di stare in piedi, se no di uscire: “non potete stare a sedere qua”, dicevano. Dormivo in autobus, ogni tanto prendevo la multa, non avevo i soldi per mangiare, pensa per pagare il biglietto…
Ora va un po’ meglio, ho avuto un lavoro per tre mesi e, due settimane fa, da Camelot, ho avuto una casa, un monolocale che poi dovrò dividere con un altro. Sono contento,  mi hanno salvato, anche se il lavoro sarà solo per tre mesi. Se non l’avessi avuto, come avrei fatto anche solo per comprare qualcosa da mangiare… Un po’ alla volta sto risolvendo i problemi.
In Africa ho lasciato mio padre, un fratello, una sorella che ora aiuto a studiare, due fratellini piccoli (che hanno un’altra mamma). Sì, sono stato bene alle Cucine, mi sono sentito accettato, mi hanno aiutato. Se tornerò a fare un po’ di volontariato, se potrò? Certo, come no. Qui ho trovato amici”.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione sul nostro conto corrente: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.
la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 19

Nessuno meglio di voi sa che le Cucine popolari sono solo molto di più di una mensa per le persone in difficoltà, sono un laboratorio di solidarietà, una cucina di relazioni, un luogo di recupero e di lotta allo spreco, una opportunità di partecipazione sempre aperta a confronti e collaborazioni.
Nelle pagine di questo Diario vi raccontiamo regolarmente quanto succede nelle tre, ormai quasi quattro, Cucine della nostra città, la grande rete di solidarietà di cui le Cucine fanno parte e che contribuiscono ad alimentare: gli ospiti, le serate, le preziose collaborazioni con le associazioni e le altre realtà di Bologna e non solo. Oggi vogliamo parlarvi dei “sospesi”, una pratica di solidarietà che nasce a Napoli, con il caffè sospeso, ma che in questi anni a Bologna sta prendendo piede assumendo tante forme diverse, dal pranzo, al panino al biglietto di teatro sospeso. Anche se non succedono direttamente dentro le cucine, le Cucine collaborano attivamente ai “sospesi” nel momento della loro distribuzione e promuovendoli tra amici e partner.

Ad oggi sono già diversi i posti in città che offrono la possibilità di fare il pranzo sospeso: la pizzeria Masaniello di via Pirandello, la Trattoria Casa mia di via Saragozza, il ristorante Pars di via Linnori, la Linea di piazza Re Enzo, il ristorante Africano Adal di via Vasari e il ristorante Il Meloncello di via Saragozza. Poi c’è Il Panino sospeso, di cui vi parleremo più tardi. Poi c’è il teatro sospeso dell’Arena del Sole che ha portato i nostri ospiti il 17 marzo a vedere il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini (su questo trovate un bell’articolo del Carlino qui e le foto qui).
Infine Roberto ci anticipa alcune interessanti e sorprendenti novità sono in arrivo nel prossimo futuro proprio in questo campo: sta lavorando per avere un sospeso anche per le squadre di basket, Virtus e Fortitudo, e per il ristorante della Camst su via Indipendenza.

Ma ora vi lasciamo agli appuntamenti e alla cronaca di quanto è successo in queste settimane.

Cosa è successo

– mercoledì 13 marzo aperitivo a Villa Paradiso, si è inaugurata la mostra fotografica “we are Savena”, e si sono festeggiati il si ai lavori della Sovrintendenza e il ritrovato gruppo di volontari!
Alcune foto quiquiqui e anche qui.

– Martedì 12 marzo il CDA della Camst al gran completo è venuto a pranzo al Battiferro, un’occasione per parlare della nostra collaborazione e di progetti futuri. Intanto un articolo sulle Cucine verrà distribuito a tutti i dipendenti Camst sul loro giornale interno, 14mila copie.

– il 17 marzo il Corriere della Sera ha presentato a Bologna, all’Antoniano, il suo inserto Buone Notizie. Nel numero dedicato alla nostra città grande è stato dato grande spazio alle nostre Cucine (gli articoli quiquiquiqui e qui).

– 21 marzo si è tenuta una riunione tra i volontari di Villa Paradiso, il rilancio del Centro passa attraverso l’apertura del bar gestito dai volontari, dalla ristrutturazione con la creazione della cucina e dal coinvolgimento delle associazioni del quartiere, per fare del Centro Sociale una Casa del quartiere.

– il 15 marzo Roberto Morgantini era a Ferrara a portare l’esperienza delle Cucine popolari a “Ferrara città aperta” (qui un lungo articolo di approfondimenti su FerraraItalia.it).

– Mercoledì 20 marzo , studenti del Fomal alla Cucina del Centro Saffi, gli studenti delcorso per operatori della ristorazione dell’Ente di formazione hanno lavorato sia in cucina che in sala: è andata benissimo, esperienza da rifare assolutamente.

– 19 marzo al Battiferro, per la festa del papà, un enorme cuore di tagliatelle, 100 uova e 10 kg di farina, dedicato ai tanti papà soli senza famiglia/senza soldi/senza amore.
E’ opera delle nostre amiche sfogline dell’Accademia della Sfoglia che nella loro Missione Solidale Matterello hanno raccolto fondi per le Cucine per il secondo anno di seguito e nel giorno della festa del papà ci hanno consegnato un assegno da 1.200€ (tante belle foto qui e qui)

– mercoledì’ 27 marzo al Battiferro (foto qui)

– Sempre il 27 marzo, l’Associazione Cafè Philosophique è venuta al Battiferro per incontrarci, abbiamo pensato che si ragionasse meglio con lo stomaco pieno e n’è uscita una Cena Solidale molto partecipata (qui le foto). Riportiamo qui le righe di ringraziamento della Presidente dell’associazione:

Cara Paola …a te a Roberto e a Giovanni Melli il ringraziamento mio non solo, ma di tutto il nostro gruppo, per la stupenda serata che ci avete fatto vivere in vostra compagnia.  Avete condiviso con noi la vostra bellissima esperienza di vita con parole che hanno toccato il cuore di tutti, e con i fatti tangibili del vostro operare…  Sono certa che potranno nascere altre belle esperienze insieme e mi adopererò perche ciò possa avvenire … un grande abbraccio.
Giovanna

– Nei giorni scorsi sono arrivate  alle Cucine la bellezza 100.000 capsule di caffè, sono un dono di Co.Ind. ditta di Castel Maggiore legata a Coop Alleanza. Si tratta di un contatto attivato da Acabo, acronimo per “aiuta chi aiuta Bologna”, un gruppo di amici che hanno scelto di fare solidarietà restando dietro le quinte, facendo volontariato e aiutando chi già opera sul terreno. Ringraziamo Co.Ind. e Acabo.
Le capsule dei caffè non resteranno tutte alle Cucine, abbiamo già iniziato a distribuirle un po’ a tutta la rete di solidarietà con cui siamo in contatto. Inoltre abbiamo coinvolto il carcere di Bologna e Ferrara per farle avere ai detenuti. Qui è doveroso aprire una parentesi: chi arriva in carcere si trova spesso a non avere nulla, ma proprio nulla, una volta entrato, così le direttrici dei due penitenziari, con cui siamo in contatto attraverso il Garante dei detenuti, ci hanno fatto una lista di prodotti di prima necessità che raccolgono per i detenuti più poveri: igiene intima, sapone, shampo, dentifrici, spazzolini, bustine di zucchero e caffè.
Domenica 31 marzo, al quartiere Savena, Si parlerà della nuova cucina a Villa Paradiso

– Sabato 6 aprile, alle 18:00, nel teatro del Centro Sociale Saffi concerto del Gruppo Emiliano, seguito da cena solidale. Tortelloni, tonnè di lombo, tortino di castagne al cioccolato alla modica cifra di 15€. Prenotare al numero 335 7781663.

Anticipazioni

– Il 25 Aprile organizzeremo un pranzo speciale con Amnesty International Ciro Asicone 

– il 1 maggio, le Cucine prepareranno in collaborazione con Cgil Cisl e Uil un pranzo per 300 persone nel cortile di Palazzo d’Accursio.

Le nostre storie

Il “panino sospeso” ha cominciato subito a volare
Ci sono già diversi “sospesi” in città, come abbiamo annunciato nelle righe di apertura di questo Diario.  Vogliamo raccontare una delle prime esperienze, e ne parliamo con due amici straordinari delle Cucine Popolari, Antonio Desè e Raffaele Marseglia, pugliesi arrivati a Bologna rispettivamente 20 e 5 anni fa, che sono i titolari de Il Panino, un locale a due passi da via Indipendenza (praticamente di fronte all’ex cinema Capitol). Prima di sentire il racconto di Antonio, dobbiamo subito ringraziare un altro amico grandissimo delle Cucine Popolari, Michele Ammendola, titolare della pizzeria Masaniello al Pilastro, che per primo a Bologna ha portato i “sospesi” ed è praticamente il babbo della iniziativa de Il Panino.

Antonio racconta che il locale Il Panino è stato aperto da suo zio con un socio il 3 marzo 2014. Nel 2017 lo zio è morto. “Raffaele ed io – dice Antonio –  abbiamo preso in mano l’attività e la gestiamo così come hanno fatto mio zio e il suo socio.  Non abbiamo cambiato nulla, abbiamo solo aggiunto una iniziativa che abbiamo potuto intraprendere grazie al rapporto che abbiamo con Roberto Morgantini e Michele Ammendola, che per primo ha portato “il sospeso” a Bologna, inaugurando questa bella iniziativa di solidarietà con la “pizza sospesa”.
Spieghiamo cosa si intende per sospeso: l’idea è nata a Napoli con “il caffè sospeso”: una persona entra nel locale (anche la biglietteria del teatro..) può pagare per sé (se vuole) o anche solo per un “sospeso”, cioè per qualcuno che potrà usufruire del caffè, del panino, della pizza, del pranzo, del teatro… grazie a qualcuno/a che non conosce e che ha pagato per lui/lei. E’ una bella iniziativa che, a Bologna, si affianca a quella delle Cucine Popolari e ne condivide lo spirito: essere un punto di riferimento per chi ha bisogno.
“Noi conosciamo Michele, il quale,  con il suo entusiamo, ci ha coinvolto grazie alla amicizia con Roberto Morgantini.  – dice Antonio  – Abbiamo approfondito cosa significano “il sospeso” e l’economia etica e siamo partiti, con grande partecipazione, il 21 febbraio 2018”.

L’iniziativa è partita subito bene grazie alle conoscenze di Roberto e anche di Michele”, aggiunge Antonio citando tanti articoli e servizi giornalistici (Repubblica, il Resto del Carlino, la Rai, … ).  “Abbiamo anche un altro grande amico comune che era con noi il giorno dell’inaugurazione, il giornalista “di strada” Sandro Ruotolo. Il passa parola è partito subito e di panini sospesi ne abbiamo fatti tanti, non c’è stato bisogno di tanta pubblicità, l’iniziativa si è subito radicata e qualcuno viene anche solo per fare il sospeso, senza consumare nulla”.

Ma come vengono distribuiti “i panini sospesi”? “La fruibilità è una parte importante di questa iniziativa – spiega Antonio – Non diamo direttamente il panino alle persone, a volte sì, ma è raro.  Con Roberto Morgantini li portiamo direttamente nei luoghi dove sono i senza tetto, i migranti, nelle strutture di rifugio notte o di emergenza freddo, a Iperbole, l’associazione di servizio sociale del Comune. Oggi in bacheca ci sono già più di 35 “panini sospesi, quando saranno 40 chiameremo Roberto, il quale ci dirà chi ha più bisogno e, insieme, li porteremo”.
“Ci ha convinto subito  l’idea che si potesse fare solidarietà e crescere come azienda – spiega ancora Antonio -. Perché è chiaro, noi vendiamo comunque, e cresciamo.  L’economia etica comprende questa idea di far crescere l’azienda nel territorio e al contempo fare solidarietà; dunque si tratta di una buona cosa anche noi.  L’iniziativa è in mano al cliente, noi mettiamo “lo strumento” per regalare un pasto, un sorriso. Siamo molto contenti per questo”.
Il “panino sospeso” ha da poco compiuto un anno. Siamo curiosi di sapere come è andata. “E’ andata bene, in un anno abbiamo fatto un centinaio di sospesi. E continiamo… . Mo’ devo scrivere a Roberto – dice Antonio in chiusura – per sapere dove portiamo questi che sono già in bacheca.”
Per chi vuole approfondire i “sospesi” della città cliccare qui.

 Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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Scriveteci
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la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 18

Eccoci con una nuova pagina diario delle Cucine popolari: non possiamo che iniziare dallaconsegna del titolo di Commendatore della Repubblica da parte del capo dello StatoSergio Mattarella al nostro Roberto Morgantini, anima instancabile delle Cucine Popolari.
Roberto è tornato da Roma contento, pensiamo anche orgoglioso e, ci ha detto, anche un po’ emozionato. “E’ stata una bella esperienza: ho sentito tante storie di solidarietà, tutte molto semplici e questo è ciò che le fa ancora più belle. Il presidente Mattarella è stato grande, ho sentito il suo calore e la sua partecipazione. L’ho invitato a Bologna e non è detto che ciò non accada. Mi ha detto: Bologna? non si sa, magari …e io, tornato a casa, gli ho già scritto una lettera formale di invito“.

Per chi ha voglia di rivedere video e foto, ecco una breve carrellata link: la cerimonia descritta da Repubblica, il video della nomina, le foto della consegna qui e qui, , ifesteggiamenti al ritorno, le Avventure di Morgantini, l’incontro dei due super eroi Mattarella e Morgantini.

La rete delle Cucine popolari è arrivata sino al Quirinale ma abbiamo tante altre cose da raccontare e da annunciare, vi invitiamo a leggerci sempre e a scriverci: i vostri suggerimenti sono per noi preziosi. Nelle prossime righe parliamo di cervedi camionche arrivano pieni di regali culinari, parliamo di Auser e di multinazionali, e di ciò che si sta facendo per l’apertura della nuova Cucina Popolare di Villa Paradiso, di ciò che è successo e di ciò che succederà.

Ma prima vogliamo riportare alcuni stralci di una bellissima lettera di Luciano, l’amico di Roma che per festeggiare il 60° compleanno della moglie Lucilla ci ha donato 500 euro chiedendo che gli ospiti pranzassero con la moglie nel giorno del compleanno, anche se “a distanza”.
La lettera si apre citando l’articolo 2 della Costituzione: “Quando ho conosciuto le Cucine Popolari e la loro straordinaria esperienza ho pensato che Roberto e gli altri magnifici volontari stavano giorno dopo giorno  mettendo in pratica quel principio costituente, stavano mettendo il combustibile nella “macchina Costituzione” di cui parlava Calamandrei. Il progetto delle Cucine Popolari mi è subito piaciuto, combattere solitudine ed emarginazione promuovendo l’incontro, il dialogo, la convivialità, mi è sembrata una grande intuizione. Su questo non credo ci siano parole più belle di quelle di Enzo Bianchi: “convivialità a tavola significa spazio, tessuto, mosaico di parole scambiate … lì tutti sono uguali, con le stesse possibilità di prendere cibo e di intervenire con la parola: bambini e vecchi, uomini e donne, invitanti e invitati. L’uno parla, l’altro ascolta mentre si mangia: parole che si intrecciano fino a superare ogni diffidenza”. Così quando ho iniziato a pensare al regalo da donare a mia moglie in occasione  del suo sessantesimo compleanno mi sono venute subito in mente le Cucine Popolari. … Donare una sorta di “pasti sospesi” alle Cucine Popolari mi è sembrato il regalo giusto… Quando ha ricevuto la comunicazione da Roberto, Lucilla si è commossa e mi ha detto “mi hai fatto il più bel regalo di sempre. Proprio quello che desideravo”.

Cosa è successo

– 28 febbraio al Battiferro grandiosa e gustosa cena bio organizzata da Centro Antartide e da Cucine popolari per promuovere la Rete Humus: cibo sano, nutriente ma anche consapevolezza del valore etico e sociale del cibo. Durante la serata anche lo spettacolare del taglio di una forma di parmigiano, qui il video.

– Il’1 marzo le Cucine hanno partecipato con un loro stand in Sala Borsa ai “tre giorni del welfare”, manifestazione sulle politiche sociali organizzata dal Comune di Bologna, qui le foto.

– Alla Cucina del Battiferro, il tardo pomeriggio del 1° marzo è stato dedicato al cinema, con il regista Augusto Contento che sta girando un documentario sul significato del cinema di Marco Bellocchio,  improntato, con enorme maestria, sull’impegno civile e sociale. Alle 17,30 si è proiettato uno spezzone del film di Bellocchio Buongiorno Notte. A seguire uno scambio con i volontari e anche con alcuni ospiti su ciò  che hanno significato il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro per le singole esperienze soggettive e per i cambiamenti nel Paese. Dibattito interessante a cui è seguita la cena molto apprezzata.   foto qui.

– La sera del 4 marzo al Centro sociale Fondo Comini si è festeggiato il secondo compleanno di We love Bolognina, si è approfittato dell’occasione per festeggiare Roberto Morgantini alla vigilia del suo viaggio a Roma per andare al Quirinale, qui il video di TRC dedicato alla serata, qui le foto.- Pienone in via Berti per la Festa della donna. Ringraziamo Francesca Ciampi e Elisa Dorso per la performance coinvolgente. Cuochi e camerieri esclusivamente uomini, guidati dal grande chef, Giovanni Melli (qui le foto di cena e spettacolo).

– Il 9 marzo, Roberto Morgantini e Mattia Fontanella, di Coop Alleanza, hanno consegnato la lettera di solidarietà al Vescovo Zuppi condivisa in rete da centinaia di Cittadini. La raccolta di firme è partita dopo la rivelazione delle minacce ricevute dal Vescovo per la sua posizione sull’apertura di una moschea a Bologna. Trovate la notizia, la lettera e la mail per aderire a questo link.

– il 9 marzo, alla sera, alla Cucina Popolare Saffi c’è stata una bella cena per la Rete della pace che ha fatto la sua assemblea nazionale a Bologna.

– l’11 marzo la Cucina Popolare del Battiferro  ha visto tra i camerieri quattro studenti (1 ragazza e 3 ragazzi) del Liceo Laura Bassi. Hanno servito gli ospiti e sono stati poi a mangiare e a chiacchierare con i volontari e le volontarie dopo il servizio.

– In questi giorni sta partendo la collaborazione tra le Cucine e la Scuola media dei Salesiani in Bolognina. Il presidente Melli ha partecipato ad un incontro con gli studenti delle terze e presto sarà messa in calendario la visita degli studenti al Battiferro.

– Nel frattempo stiamo organizzando degli incontri rivolti agli ospiti per spiegare come ottenere il reddito di cittadinanza. Sono diverse infatti le difficoltà che si possono incontrare nell’ottenimento, introdotte dal Governo con l’intento di escludere i cittadini stranieri, e ci pare doveroso fare in modo che un provvedimento di contrasto alla povertà arrivi a che ne ha realmente bisogno.

Appuntamenti

– Mercoledì 13 marzo alle 17:00 a Villa Paradiso, aperitivo e mostra fotografica “we are Savena”. Si festeggia la recente approvazione da parte della Sovrintendenza dei lavori per la nuova Cucina, e parte l’apertura del bar del Centro un’ora, dalle 14,30 alle 17,30, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

– venerdì 15 marzo ci sarà una trasferta a Ferrara  di Roberto Morgantini e Paola Marani. Andranno a parlare dell’esperienza di Cucine Popolari nel corso di un evento “Ferrara città aperta”, organizzato da Assemblee civiche di Ferrara, a partire dalle 20,30, Sala Macchine Factory Grisu, in via  Poledrelli.

– mercoledì 20 marzo, alla Cucina Popolare Saffi saranno gli studenti del Centro di formazione professionale Fomal a cucinare e a servire agli ospiti. Cinque studenti, compreso lo chef, saranno in cucina, 10 in sala a servire agli ospiti. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività di tirocinio, in questo caso da farsi in una realtà di solidarietà, in una mensa dedicata a chi ha più bisogno.

 mercoledì 27 marzo, alla Cucina Popolare del Battiferro si terrà un incontro di “Cafè Philosophique“, associazione fondata, tra gli altri, da Paola Cenacchi, primaria anatomopatologa al Policlinico Sant’Orsola, che ci ha contattato  per tenere uno degli incontri mensili che il club fa da tempo nella Cucina del Battiferro. L’associazione è interessata a conoscerci e a finanziarci: per chi parteciperà, la cena prevede un contributo di 30 euro che sarà donato alle Cucine. Il presidente Giovanni Melli sarà in cucina e, dopo cena, in sala a portare il proprio saluto.

– venerdì 29 marzo al Battiferro, si tiene una cena di raccolta fondi con l’Associazione Cristina Gavioli. Si tratta di un’Associazione che organizza laboratori creativi e percorsi di autonomia rivolti a persone con disagio mentale in collaborazione con strutture pubbliche, private, famiglie e scuole.
La collaborazione con le Cucine è nata grazie a Maria Pirri, volontaria alla Cucina dell’Italicus ma anche dell’Associazione Gavioli, e la cena servirà a finanziare una breve vacanza, una settimana o un week end lungo al mare, per gli utenti dell’associazione.
La quota è di 20€, bevande incluse, ​prenotare al 338 8968029 entro il 25 marzo.


– 30 e 31 marzo si terrà a Bologna l’assemblea nazionale di Assopace Palestina, impegnata nel sostegno non violento dei diritti del popolo palestinese. L’assemblea sarà alla Cucina Popolare Saffi, in via Lodovico Berti 2/8 per gentile concessione del Centro sociale Saffi. Prevista anche la presenza di Naila Ayesh e Jamal Zakout, due donne palestinesi impegnate, in modi diversi, nella resistenza popolare non violenta per la libertà del loro popolo e della loro terra.Le nostre storie

Una cerva per le Cucine
Quasi non ci si crede. Abbiamo una cerva per le tre Cucine, già tagliata a pezzi e messa nel  freezer al Battiferro. Il merito è di una volontaria, Patrizia Santoli, la quale, attraverso un suo carissimo amico, Virgilio Donati, responsabile Zona caccia agli ungulati, nell’area di Camugnano le ha trovato un cacciatore, Paolo Gotta, che ha cacciato la cerva. “Bisogna fare un passo indietro – dice Patrizia – e ricordare che c’è un controllo molto accurato riguardo a questi ungulati. Sono in un numero eccessivo e a Paolo era stato assegnato l’abbattimento di un esemplare. Ecco come ci è arrivata la cerva che pesa più di 70 kg”. “La carne è ottima – continua Patrizia – è stata controllata dall’Azienda Usl, tutto il percorso è documentato. Mi è stata consegnata da operatori dell’Urca, gentilissimi. Il nostro presidente e cuoco Giovanni Melli e il nostro volontario cuoco Andrea Rigotti hanno poi preparata per fare ragù e spezzatino e così fare felici i nostri ospiti”.
Ma come hai fatto? Chiediamo a Patrizia. “Virgilio Donati è un amico di famiglia, gli ho raccontato la nostra avventura delle Cucine e lui è stato ben felice di darci una mano. Ma mi muovo anche in altre direzioni: ho mandato molte email ai responsabili di Monterenzio e anche da lì sono arrivati regali: cinghiali ad esempio, attraverso l’amico Aleotti. Mi sono specializzata: in cervi (da questa volta), in cinghialima anche in salmoni“. Come? Chiediamo. “Sì, – dice Patrizia – ho una amica veterinaria che lavora in una ditta di import export di salmoni, la quale, quando hanno salmoni in eccesso, mi telefona. Quando succede, io e altri volontari partiamo con il furgone refrigerato che ci ha donato Granarolo alla volta di Verona per ritirare i salmoni. Siamo già stati a Verona tre volte: 4.500 kg di salmone la prima volta, 2.500 la seconda, 2000 la terza. Per intenderci, 4.500 kg di salmone corrispondono a 6000 euro, non male come regalo”.
Patrizia, oltre a procurarci questi bellissimi regali (la carne e il pesce sono le materie prime più costose e quando sono regalate sono una manna), presta la sua opera di volontariato alla Cucina Popolare che all’apertura era in Via Larga e ora è all’Italicus in Via Sacco. “Mi trovo molto bene – dice – abbiamo un po’ di carenza di volontari in cucina. Se per caso ci sono candidature… La nostra Cucina funziona così: il lunedì prepariamo le basi, da martedì a venerdì apriamo la Cucina agli ospiti.”
Ma non basta, Patrizia è anche impegnata nella nuova Cucina che aprirà a Villa Paradiso. Il bar del Centro sociale (dove sarà la Cucina) era chiuso per mancanza di volontari e così Patrizia e altri si sono offerti di  “prendere in mano” il bar per tenerlo aperto e favorire così la vita del Centro sociale. “Siamo al bar in turni di due, e garantiamo l’apertura dalle 14,30 alle 17,30 dal lunedì al venerdì”.

Auser è uno dei pilastri delle Cucine:  cibo, logistica, volontari
“Arriva un po’ di tutto: pasta, latte, olio, tonno, fagioli, giovedì scorso sono arrivati due pallet pieni, non ho ancora  capito il tipo di regolarità, ma da qui in avanti dovrebbero arrivare quantitativi di cibo da una ditta che li cede ad Auser nazionale, la quale li fa avere a noi delle Cucine.” Di questa importante novità ce ne parla Stefano Marcacci, volontario di Auser, associazione di invecchiamento attivo che ha sedi in tutta Italia, lui è di Auser Bologna e volontario delle Cucine Popolari. Questa è la genesi di questo nuovo regalo: Auser nazionale ha deciso di donare alle Cucine Popolari l’eccedenza di cibo che arriva ad Auser dalla Dussman, una grossissima multinazionale di servizi con sedi in tutta Europa e in tutta Italia. In base alla legislzione nazionale, quando una ditta partecipa ad appalti per mense nel Pubblico, deve avere uno sponsor che garantisce il ritiro dell’eccedenza del cibo che prepara. “Dussman – dice Stefano – ha scelto Auser nazionale, Auser nazionale ci ha chiesto un rapporto sulle Cucine Popolari, l’abbiamo mandato spiegando anche che tanti nostri associati sono qui a fare volontariato, che abbiamo una collaborazione molto stretta, che il presidente delle Cucine (Civibo) Giovanni Melli è anche socio di Auser ed è stato presidente regionale di Auser, che siamo stati tra i fondatori delle Cucine, che siamo praticamente noi ad occuparci della logistica… e Auser nazionale ha fatto la sua scelta”. Giovanni spiegache, in futuro, saranno le eccedenze del cibo per le Caserme militari ad arrivare alle Cucine.
Questa  novità ci permette di parlare con Stefano di Auser Bologna e della sua collaborazione con le Cucine.
Auser di Bologna ha la pretesa di avere messo in campo, attraverso le conoscenze di ognuno nel momento in cui lavorava, la possibilità di avere un rapporto con il mercato ortofrutticolo e con altre realtà che possono donare cibo. Siamo praticamente noi quelli che tutti i martedì vanno a prendere frutta e verdura a Villa Pallavicini, dove arriva la frutta e la verdura dell’Agea”. “Occorre ricordare – continua Stefano – che nelle altre regioni questa “eccedenza” di frutta e verdura viene distrutta, in Emilia-Romagna non si distrugge niente ma si divide tra le associazioni che si occupano di povertà.  Abbiamo inoltre allacciato una serie di contatti con magazzini della provincia dove andiamo regolarmente. Ad esempio andiamo in un magazzino a Calderara, vicino all’aeroporto, che fa movimentazione pallet e una o due volte al mese possiamo avere una camionata di derrate: vino, birra, pomodoro, olio, tutte cose a lunga conservazione. Altro esempio: il mercoledì pomeriggio andiamo a prendere delle patate in un magazzino di Minerbio… Sono iniziative che nascono da passa parola: amici danno indicazioni, si va a farsi conoscere, si fanno accordi  e si parte. Prossimamente devo andare a prendere 12 mila galline vive.”  Come? Dodicimila galline vive? “Sì, dobbiamo andare a Serramazzoni per il ritiro quando saranno pronte, ma intanto abbiamo organizzato tutta la filiera come abbiamo già fatto per le 4500 che siamo andati a prendere  a Castel Nuovo Rangone mesi fa: il macello per la preparazione, noi per l’imballaggio secondo le regole previste: cassetta a norma, tracciabilità della carne, lo scudettino per ogni gallina da riporre in un sacchetto che può anche essere surgelato. La volta scorsa in una mattina abbiamo sistemato 4500 galline a Castel Nuovo Rangone in un magazzino che ci ha trovato un pastore evangelico. Il giorno dopo abbiamo distribuito tutte le galline confezionate alle tre Cucine Popolari e ad altre associazioni con cui siamo in rete”.

Dunque, oltre a questa importante collaborazione per il cibo, quale apporto fornisce Auser alle Cucine?
“Beh, un po’ in tutti i settori, ad esempio la logistica è in capo a Auser, camerieri, cuochi, il presidente stesso, Giovanni Melli, è di Auser. Ecco penso che più della metà dei volontari sia di Auser”.
Voi siete con noi dall’inizio. “Siamo tra i fondatori. Io  – dice Stefano – mi occupo della logistica, gestisco i camion, sia dell’Auser, che della Parrocchia, che delle Cucine”.
Torniamo alle 12mila galline… “Saranno preparate e poi saranno distribuite come l’altra volta in tutta la provincia di Bologna alle associazioni. Le galline che restano, perché stavolta sono tante, le porteremo al Banco Alimentare con cui abbiamo già un accordo, i volontari le surgeleranno e ce le ridaranno man mano che serviranno.”
Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

 

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

un ringraziamento ai fotografi: Mariagrazia de Siena e Andrea Fabbri Cossarini, e a Ermanno Marco Mari per le china “amici delle Cucine popolari”

Diario cucine popolari – pagina 17

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

quest’anno abbiamo una gran voglia di festeggiare san Valentino, la festa degli innamorati.
E’ tutto merito di un amico di Roma che ci ha telefonato per commissionarci un regalo speciale a sua moglie nel giorno del sessantesimo compleanno, il 14 febbraio.
Ha detto proprio così: “Voglio dare 500 euro alle Cucine popolari. Questa cifra può corrispondere al pranzo per 30-35 persone?” Certo che sì, caro Luciano, anzi le persone che potranno avere un pranzo con 500 euro saranno molte di più perché noi siamo capaci di … moltiplicare… le possibilità di cucinare e di servire…
Quello che Luciano ci ha chiesto è solo di fare una telefonata alla moglie quel giorno. E noi lo faremo e le diremo, come ha chiesto il marito, che ci sono 60 – 70 persone che stanno pranzando assieme a lei, anche se a distanza, per festeggiarla.
Grazie Luciano, un pensiero dolcissimo sia per tua moglie che per noi.

Dunque buon san Valentino a tutti, volontarie e volontari, amiche e amici delle Cucine.
Uno speciale buon san Valentino e buon compleanno alla moglie di Luciano!

Sommario
In questa pagina del diario delle Cucine popolari:

  • un veloce resoconto delle tante cose successe nelle ultime settimane
  • un’ampia sezione dedicata agli appuntamenti
  • e infine le nostre storie, alcune brevi approfondimenti sulle attività delle Cucine
.Cos’è successo

Il 22 gennaio, le Cucine erano ospiti in diretta di Carta Bianca su Rai Tre,
per l’occasione abbiamo organizzato una speciale apertura serale dedicata alla produzione di tortellini (foto qui, i preparativi qui e per vedere il servizio di Carta Bianca cliccate qui).

Venerdì 1 febbraio, siamo stati ospiti della pizza sospesa Circolo la Fattoria, un’altra bella tradizione di buon inizio anno (tante belle foto qui e qui)

Il 4 febbraiopranzo solidale per gli amici e gli ospiti delle cucine popolari al rinomato ristorante persiano PARS, che organizza già da diversi anni questo pranzo speciale proprio nel giorno del compleanno di Sohyla Arjmand, la bellissima e gentilissima proprietaria. Grazie Sohyla e a tutta la famiglia che ci ha ospitato con generosità e passione (foto qui, servizio tv qui

L’8 febbraio alla Cucina Saffi  c’è stata una grande cena solidale a sostegno delle Cucine popolari dalla Polisportiva Masi di Casalecchio di Reno, in particolare dal gruppo di Orienteering (uno sport che si fa all’aperto con carta e bussola, dove mente e corpo collaborano  per  completare il percorso assegnato).

Il 10 febbraio erano già 4 i pasti sospesi presso la Trattoria “Casa Mia” via Saragozza 91, sono già quattro i pranzi sospesi…Avanti tutta c’è posto per tutti.

Gli appuntamenti

– mercoledì 20 febbraio alle ore 15.30 assemblea dei volontari della Cucina popolare del Battiferro. Si parlerà di quanto siamo riusciti a realizzare nel 2018 e si ragionerà insieme su come migliorare la nostra esperienza. Alle 17, dopo l’assemblea, si riunirà anche il direttivo di Civibo.

– Venerdì 22 febbraio. alle ore 21, grande spettacolo al Teatro dei 25, Via Abba 6, Bologna: “Bologna di ieri e di oggi, Bulagna d’na volta e d’incu” con Silvia Parla, Ettore Pancaldi, William Manera.
Bologna città magica, crocevia di commerci e di sapere, ma soprattutto di arte …teatro, musica, poesia. E sul palco i protagonisti la racconteranno, parleranno di alcuni dei personaggi che Bologna l’hanno vissuta (come Campana, Pasolini, Roversi, D’ursi, il Trio Lescano, Pizzi, Dalla, Guccini, Morandi), di eventi importanti e anche tragici… Sarà  un viaggio nel tempo fatto di musica, di ricordi, di racconti… Perché il sottotitolo in dialetto? Perchè sul palco ci saranno bolognesi doc e di importazione, perché ogni tanto qualche parola in dialetto scapperà, perché – dicono  – “è la nostra lingua e ci piace tenerla viva”.
Rivolgiamo un invito a partecipare: si tratta di  godere di un bello spettacolo e di dare un contributo alle Cucine popolari: il biglietto costa 12 euro e parte dell’incasso sarà devoluto proprio alle Cucine popolari, Bologna social Food.
Info e prenotazioni: 3471452077 (da lunedì a venerdì dalle 16,30 alle 18)

– sempre venerdì 22 febbraio alla Cucina popolare del Battiferro (via Battiferro, 1, Circolo Cento passi) cena di compleanno di una nostra volontaria, Carla. L’ha voluta lei e non vuole regali, ha invitato amiche e amici dicendo che la cena è a offerta libera e che il denaro raccolto sarà devoluto alle Cucine popolari e a una associazione indiana – Lafti – in Tamil Nadu, che si occupa di dare aiuto alle donne di casta bassa. “La vostra offerta per queste cause –  ha scritto Carla alle amiche e agli amici – è il miglior regalo che io possa ricevere”. Grazie Carla per il tuo prezioso lavoro volontario, per questa tua iniziativa  e… buon compleanno!

– lunedì 25 febbraio dalle ore 19 al Fondo Comini, Via Fioravanti, 68, Bologna (di fronte alle Cucine di Via Battiferro) continuano i festeggiamenti per la nomina a Commendatore di Roberto Morgantini. Siamo tutti invitati al II compleanno di “I love Bolognina” con apericena, sorprese e animazioni. Il contributo per entrare è di 5 euro. Andiamoci in tanti, festeggiamo Roberto e le Cucine popolari.

– giovedì 28 febbraio, alle ore 20, alla Cucina  del Battiferro ci sarà una cena bioorganizzata da Centro Antartide e da Cucine popolari. Sarà il bio-chef Giovanni Montanari a cucinare, con l’aiuto di volontari delle Cucine popolari e della Santa Rita Biocaseificio sociale 1964.  Questa cena sarà un’ottima occasione  per gustare buon cibo bio e per approfondire le proprie conoscenze: tra una portata e l’altra, alcuni dei più noti produttori biologici dei nostri territori guideranno all’assaggio dei loro prodotti raccontando il loro lavoro.  Dunque ottimi piatti bio, ma anche consapevolezza del valore etico e sociale del cibo. Nel corso della serata ci sarà anche il taglio spettacolare di una forma di parmigiano reggiano biologico dell’Appennino bolognese.
La quota di partecipazione è di 28 euro. Il ricavato andrà in parte a sostegno delle Cucine popolari e in parte a sostegno della campagna “Coltiviamo Humus!”, per un nuovo biologico italiano che promuove la fertilità organica del suolo, la bontà dei prodotti e relazioni produttive corrette.
Per info e prenotazioni: info@centroantartide.it, tel 051 260921

– dal 28 febbraio al 2 marzo “Bologna si prende cura, I tre giorni del welfare”. Le associazioni sono invitate a partecipare alla iniziativa che si tiene in Sala Borsa,  “Gli elementi fondamentali della solidarietà”,  in uno dei tre giorni della manifestazione.  Ci siamo anche noi, con un nostro stand,  il 1° marzo dalle ore 10 alle ore 14.  La manifestazione è organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con l’Azienda Usl di Bologna. E’ una occasione per presentare i percorsi di welfare promossi dal Comune insieme a soggetti del pubblico, del privato, e del privato sociale. In Sala Borsa  gli stand sono disposti in quattro aree, una per ogni elemento fondamentale della solidarietà richiamato dai quattro elementi fondamentali della vita: Aria, Acqua, Terra, Fuoco.  Vi aspettiamo numerosi: venite in Sala Borsa quando e quante volte volete, ma non mancate  il 1° marzo dalle 10 alle 14.

 venerdì 1 marzo a partire dalle ore 17 alla Cucina popolare del Battiferro  c’è Il regista Augusto Contento  che, con Cineparallax, produzione francese in collaborazione con le Cucine popolari, sta girando un documentario su Marco Bellocchio, sì proprio sul regista de I pugni in tasca, La Cina è vicina, Nel nome del padre, Diavolo in corpo, L’ora di religione, Buongiorno, notte …. Bellocchio,  pluripremiato anche alla carriera, ha impostato il suo cinema sulle problematiche sociali, dal fine vita, alla militanza politica, dall’acccettazione dell’autorità dello Stato e della Religione alla libertà di scelta  sulle questioni più intime come  l’educazione e la famiglia. Il primo marzo, alle 17, alla Cucina del Battiferro sarà proiettato un film di Bellocchio (quale? sarà una sorpresa). Alla proiezione seguirà un dibattito e poi una cena, durante la quale  verranno realizzate riprese e interviste che serviranno al docufilm sul grande regista. Il regista Contento, infatti, ci considera una esperienza  che ha molto a che fare con le problematiche toccate da Bellocchio. Siamo veramente commossi e restiamo quasi senza parole di fronte a tale onore. La cena sarà a offerta libera e servirà a finanzi are le Cucine . Vi aspettiamo numerosi.

– venerdì 8 marzo: l’8 marzo è la Giornata internazionale della donna. La Cucina popolare del Centro Saffi ha organizzato una bella iniziativa e una buona cena, “noi non discriminiamo nessuno, ma la serata è dedicata alle donne (specie quelle combattive)”, si legge nel volantino. Il titolo della “performance” è: Le donne e le parole dal facciaffronto allo strascino, da Napoli a Bologna e ritorno. Francesca Ciampi e Elisa Dorso invitano a seguirle in un percorso accidentato, ma divertente, che culminerà con la scena finale de La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone commentata e tradotta dal napoletano al bolognese.
Seguirà una deliziosa cena a buffet, preparata dai cuochi della Cucina, per la modica cifra di 15 euro.

– sabato 9 marzo alla Cucina Saffi ci sarà una cena solidale della Rete per la pace(che sarà a Bologna sabato 9 e domenica 10 per la sua assemblea nazionale). La cena è offerta a  una quarantina di nostri ospiti e a una trentina di partecipanti alla Rete che, come sappiamo, riunisce tante realtà, Acli, Agesci, Libera, AssopacePalestina, Cgil, Nexus, Rete degli studenti medi, tanti Tavoli per la pace …. . La Rete per la pace intende agire per costruire una politica di pace ed è nella organizzazione della Marcia  Perugia – Assisi.

Le nostre storie

Il gruppo di ascolto alla Cucina popolare dell’Italicus
Ne aveva parlato in uno dei primi diari il presidente e supercuoco Giovanni Melli. Ora possiamo dire che l’esperienza si è consolidata ed ha anche un nome:  La ruota, un gruppo di ascolto, formato da ospiti e volontari (compreso il presidente) della Cucina popolare Italicus, che si incontra ogni 15 giorni, il martedì,  dopo il pranzo. Chi lo desidera, parla, racconta di sé, dei propri dolori, delle proprie esperienze e “dopo un anno, – dice  il presidente – , le persone che lo frequentano (8-12 persone di cui 5-6 assidui fin dall’inizio) sono riuscite anche a condividere, a creare relazioni. Questo – continua Giovanni – è quello che noi cerchiamo di favorire sempre. Non vogliamo infatti essere solo una mensa, vogliamo essere un luogo dove le persone possono sentirsi a casa, scambiare due parole, liberarsi dei pesi dell’esperienza, costruire relazioni e, perché no, costruire anche nuove amicizie”.
La ruota funziona così: chi lo desidera si ferma – ogni 15 giorni dopo il pranzo del martedì – per prendere un caffè insieme, per mangiare un biscottino, per ascoltare e parlare, se lo vuole. C’è un coordinatore del gruppo, c’è un’assistente sociale, c’è il presidente, ci sono volontari e ospiti, tutte e tutti possono raccontare, tutte e tutti sono insieme e possono sviluppare relazioni. Ci sono solo poche ma precise regole: non si può interrompere né commentare quello che qualcuno dice, si può intervenire con la propria esperienza dicendo magari come si è reagito diversamente per un analogo accadimento. Il senso di tutto ciò è allargare sempre di più la capacità di accoglienza e di “scacciare” la voglia di giudicare.

Aspettando il pranzo alla Cucina popolare del Battiferro: intanto la lettura, poi …
Ogni giorno di apertura (dal lunedì al giovedì) alla Cucina del Battiferro le ospiti e gli ospiti cominciano ad arrivare presto, molto prima del mezzogiorno, e stanno seduti nel piccolo atrio ad aspettare l’ora del pranzo. E questo ha fatto maturare un’altra idea tra le vulcaniche e i vulcanici volontari: la lettura, a partire dai quotidiani. Il lunedì mattina due volontarie, dalle 11, si mettono a disposizione delle/degli ospiti che sono già arrivati per il pranzo del mezzogiorno, li fanno accomodare in una saletta adiacente alla sala mensa e, assieme, leggono la Repubblica e il Corriere della sera. “L’iniziativa è appena partita –  dice Sonia (che assieme a Laura ha ideato l’iniziativa) – stiamo sperimentando. Vedremo come va. Per ora abbiamo capito che le persone ospiti sono molto interessate alle questioni sociali, come la pensione ad esempio. Se manifesteranno un altro tipo di interesse, che so fare una torta assieme! non leggeremo più i giornali ma faremo torte… Quello che voglio dire è che anche con questa iniziativa intendiamo favorire il gruppo, le relazioni”.

Fare comunità significa anche aiutare ad imparare l’italiano
Il bisogno delle Cucine popolari di fare comunità, lo diciamo sempre, non si esprime solo con il fornire un pasto a persone in difficoltà. Certo, il pasto è centrale nel nostro impegno (e speriamo presto di parlarvi della nuova Cucina che aprirà a Villa Paradiso), ma ci teniamo molto anche a  promuovere accoglienza, relazioni, scambio di esperienze. E così, quando una volontaria ci ha parlato di una ragazza che aveva bisogno di imparare meglio l’italiano, un altro volontario si è subito reso disponibile.  Accoglie questa ragazza a casa per la lezione, e subito, questa lezione si è trasformata in uno scambio dove ciascuno impara qualcosa dall’altro.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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Scriveteci
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Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 16

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

ecco il primo diario del 2019: buon anno a tutte e a tutti e speriamo che questo 2019 sia un anno di solidarietà e di accoglienza, ovunque: singole persone, Associazioni e Istituzioni, a cominciare da quelle dello Stato.
Come abbiamo scritto nel diario “veloce” del 31 dicembre scorso, Roberto Morgantini è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, un riconoscimento molto importante arrivato dal presidente Mattarella. Più sotto potrete approfondire questo lieto evento: ci sono servizi e foto che riportiamo per chi li avesse perduti.

Oltre a piccoli resoconti su eventi e ad appuntamenti per i prossimi giorni, in questa pagina del diario troverete un approfondimento su Coop Alleanza, che, insieme a Conad e Despar, è uno dei nostri importantissimi benefattori della grande distribuzione.
L’occasione è stata la cena dei Consigli di zona di Coop che abbiamo ospitato in dicembre al Battiferro. Ci ha permesso di parlare con soci e dirigenti Coop di spreco alimentare volontariato e impegno civile, tutti temi di contatto con le Cucine popolari che hanno reso forte la nostra collaborazione.

Regali di Natale
Natale è tempo di regali e di feste, e in questo mese, appena passato, sono state tante le le feste e i doni che hanno arricchito la vita delle Cucine.

Il commendatore Roberto Morgantini
Il dono sicuramente più inatteso è stato il conferimento al nostro Roberto del titolo di Commendatore della Repubblica. Lo sapete ne abbiamo già parlato, ma la notizia non si è spenta qui.
Giovedì 17 la Cucina del Centro Saffi ha festeggiato per prima il neo Commendatore (qui trovate alcune foto). Vi riportiamo in sintesi le parole di Sandra Soster per l’occasione:
Siamo tutti molto felici di questo riconoscimento a Roberto, finalmente una cosa buona e giusta in tempo avari di buone notizie. Ci hai detto che non avresti mai realizzato tutto questo se non avessi avuto tante persone attorno a te, a partire da tua moglie, passando dai volontari, fino agli ospiti, per cui tutti noi saremmo commendatori. E invece no. Perché è piuttosto vero che senza di te noi tutti non saremmo quinoi tutti non saremmo in questa impresa se non ci fosse stato tu e non ci fossi continuamente tu.
Perché tu sei una continua fonte di idee, perché non molli mai, rilanci sempre.
Per gli altri, siccome sei educato, capisci che ogni tanto hanno bisogno di una vacanza. ma a te stesso no la concedi mai. E’ così fin da quando eri giovane, ma ora è molto peggio perché le Cucine sono la tua creatura prediletta e il primo motorie di questa realtà molto complessa sei sempre tu.
Ognuno di noi ti conosce e ti è grato per qualcosa
Tra tutte quelle ricevute riportiamo le congratulazioni del nostro Vescovo, Matteo Zuppi, arrivate dalla pagina facebook molto informale del Vescovo, #zuppichefacose:
Caro Roberto Morgantini sarai pure diventato Commendatore, ma il Vescovo resto sempre io !
Vi segnaliamo anche un’altra pagina comparsa da poco su facebook: le avventure di Morgantiniun fumetto dedicato al nostro Roberto (I testi sono dello scrittore Danilo Masotti, i disegni dell’illustratore Mauro Squiz Daviddi)

– Queste feste hanno visto anche l’arrivo alle Cucine di una donazione insolitamente importante: 5 mila euro in prodotti alimentari più altri 5 mila euro in buoni acquisto. La donazione è arrivata da Coop Alleanza a Piazza Grande. Piazza Grande con un grande gesto di solidarietà ha deciso di girare la donazione a noi. Ringraziamo quindi Coop e Piazza Grande per i doni che vedremo senza indugio di trasformare in piatti caldi da donare a nostra volta alle persone in difficoltà.

– Questo Natale ha anche visto la nascita di una nuova, splendida iniziativa, il biglietto sospeso all’Arena del Sole: fino al 5 gennaio era infatti possibile, con soli 8 euro, donare una serata indimenticabile a un bisognoso di teatro! (qui le informazioni sull’iniziativa dell’Arena del sole)

– E’ arrivata la nuova lavastoviglie della Cucina del Saffi, bellissima e super efficiente. Vogliamo ringraziare ancora la nostra città per la splendida risposta al nostro appello:  ci ha permesso di raccogliere i fondi necessari con una velocità straordinaria. Ecco la lavastoviglie in tutto il suo splendore.

– Solidarietà in rete: Emergency Bologna ci ha donato i prodotti alimentari rimasti nel negozio nataliziograzie! (foto qui).

– Bethel Italiaente di beneficenza che promuove raccolte alimentari, ci ha fatto avere circa 1000 vasetti di yogurt, frutto di una donazione di Parmalat (qui la foto con l’arrivo degli yogurt).

Cosa è successo in questo mese di feste

– Sabato 22 dicembre si è tenuto nella Chiesa dei Servi il grande pranzo pre-natalizioorganizzato insieme a Caritas. C’era il vescovo Zuppi, c’era Alessandro Bergonzoni, c’era Andrea Mingardi e c’era il Coro i Vecchioni di Mariele (un coro di ex bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano) che ha accompagnato il pranzo cantando (qui e qui le foto).

– 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano tortellini per tutti al Battiferro, (qui un bel servizio di TRC).

– Capodanno alle Cucine del Centro sociale Italicus (foto qui e qui).

– Sempre il giorno di Capodanno, le Cucine hanno aderito alla Marcia per la pace. Oltre al Sindaco, al Vescovo e a Romano Prodi, anche Roberto Morgantini è intervenuto in piazza per leggere un breve messaggio di Alessandro Bergonzoni che ha aderito ma non ha potuto essere presente (foto qui e qui).

– Si è tenuto il 12 gennaio, invece che nel giorno della Befana, come vorrebbe la tradizione, il pranzo solidale  all’Arci Benassi (foto qui e qui). Il pranzo per 250 persone, organizzato da Arci, Caritas, Piazza Grande e Cucine popolari, è dedicato al ricordo di Ezio Neri.
Meglio conosciuto come Napoleone, Ezio Neri è stato forse il primo a Bologna a organizzare i pranzi solidali nel proprio locale. Sin dall’inizio degli anni ’80, insieme all’amico Lucio Dalla apriva le porte della pizzeria di via Arno alle persone in difficoltà, ai senza dimora, ai più bisognosi nel giorno dell’Epifania per un pranzo di festa .
Una tradizione, quella dei pranzi solidali, che si è poi allargata a tanti altri ristoranti e realtà cittadine.

– lunedì 14 gennaio, si è tenuto il pranzo solidale al Diana con autorità e personalità cittadine a fare da camerieri. Questo è il nono anno. Ringraziamo il proprietario Eros Palmirani e tutto il personale del Diana, presente nel giorno di chiusura. Hanno aiutato a servire ai tavoli il Prefetto, Patrizia Impresa, gli assessori comunali Aitini e Lepore, il professore Andrea Sergé, Paolo Mengoli, Eraldo Tura, Danilo Masotti, Zap, Gian Marco Basta e Stefano Bonaga.
A questi link i servizi di èTv e TRC, le foto qui e qui, guardatele perché sono veramente belle.

– Il 16 gennaio, richiamata dalla fresca nomina a Commendatore di Morgantini, è andato in onda su Agorà, Rai 3, un servizio sulle Cucine in diretta dal Battiferro. Qui trovate il video qui le foto della visita a di Rai 3 sulle Cucine.

 il 16 gennaioHey Joe e Teatro dell’Argine sono stati  a pranzo al Battiferro (foto qui)

 il 17 gennaio alla Cucina di via Saffi, Fabio grande rocker e liutaio bolognese attacca Hey Joe con la chitarra anteguerra che ha pazientemente e stupendamente restaurato (qui il video).

Appuntamenti

– il 28 gennaio Roberto Morgantini sarà oratore ufficiale a Sasso Marconi all’Istituto Ferrarini in occasione delle cerimonie legate alla celebrazione del giorno della memoria.

– il 4 febbraio come ogni anno gli ospiti delle Cucine saranno invitati al ristorante Pars per un pranzo solidale.

– il 16 febbraio giornata di raccolta alimentare presso i punti vendita di Conad: raccolta di beni di prima necessità per sostenere gli Empori Solidali di Case Zanardi, il Banco di Solidarietà di Bologna, le Cucine Popolari e la Mensa dell’Antoniano. Qui tutte le informazioni per partecipare come volontario.

I soci Coop a cena al Battiferro
Da tempo pensavamo di dedicare un po’ di spazio sul diario ai nostri fornitori, infatti difficilmente le Cucine popolari potrebbero esistere se la nostra società non producesse così tanti scarti alimentari, e del resto la riduzione degli sprechi e la trasformazione degli scarti in risorse è una delle missioni delle Cucine.
Con dirigenti e soci di Coop Alleanza abbiamo parlato del felice incontro con le Cucine popolari, del progetto Buon fine, di volontariato e di come combattere la solitudine e l’isolamento di questa società.

Parliamo con Daniela Mariangeli, della direzione politiche sociali di Coop
Queste è la cena dei nostri Consigli di zona e dei volontari di Ausilio. I Consigli di zona sono gli organismi territoriali legati ai punti vendita e raggruppano i volontari coop: svolgono attività con le istituzioni, con le scuole, attività di solidarietà o sull’ambiente. I soci nei Consigli sono un po’ le nostre sentinelle sul territorio, ci segnalano se ci sono esigenze particolari o opportunità di collaborazione.

Qui alla Cucina del Battiferro abbiamo organizzato due cene, per poter avere tutti i soci. In questa cena ci sono quelli di Bologna est fino a Imola, il 20 dicembre un’altra cena c’è stata un’altra cena con la parte ovest Bologna fino a Sasso Marconi e San Giovanni in Persiceto”

“Per noi era importante venire qui alle Cucine come coronamento di “Buon fine”, il progetto Coop che dona prodotti in prossimità di scadenza alle Cucine e ad altre onlus. Noi di solito vediamo la parte relativa al punto vendita, vediamo dei numeri, tot donato che si trasforma in tot pasti, però manca l’esperienza diretta di come i prodotti vengono poi cucinati e donati. Quindi l’obbiettivo della cena e della serata era far vedere come effettivamente uno scarto diventa una risorsa.”

Oltre a Buon fine ogni anno Coop organizza due raccolte alimentari e una raccolta di materiale didattico per la scuola. Tre appuntamenti all’anno durante i quali i nostri volontari, con i volontari di Civibo e quelli delle varie associazioni sul territorio, raccolgono i prodotti a lunga conservazione.

Il ritiro dei prodotti Buon fine è quotidiano. Ogni punto vendita ha abbinata un’associazione o una onlus, a seconda della vicinanza territoriale, della tipologia e della dimensione.
Abbiamo quantificato il donato sia in chili sia nel valore economico, ma lo abbiamo anche tramutato in numero di pasti. Abbiamo calcolato a quanto corrisponde un pasto per una persona adulta in calorie e quindi abbiamo tradotto il prodotto donato in numero di pasti.

I numeri  li da’ Giorgio Benassi, responsabile sostenibilità Coop
In un anno il valore delle donazioni a Bologna è di circa 2 milioni di euro. Tradotto sono quasi 2 mila persone in difficoltà che ogni giorno, a Bologna e provincia, mangiano grazie a Coop Alleanza. A livello nazionale il numero di pasti che si fanno con i prodotti di Coop Alleanza, da Udine fino a Palermo, è di circa 15 mila ogni giorno. Vuol dire che si sono circa 15 mila persone in difficoltà che grazie a Coop hanno un pasto garantito tutti i giorni.

Il progetto “Buon fine” è nato qui a Bologna, al Centro Nova, nel 2003. Si chiamava “Brutti ma buoni” ma il principio era lo stesso. Riguardava i prodotti confezionati invenduti, poi è stato allargato al fresco.
Nel 2003 siamo partiti con una sperimentazione che non pensavamo ci avrebbe portato così lontano. Noi stessi non avevamo la percezione di quante cose buttavamo via, mentre con questo progetto abbiamo iniziato a misurare le cose che ogni giorno vengono buttate. Dati alla mano abbiamo capito che stavano sbagliando qualcosa. Quindi il progetto ci ha aiutato sia ad aiutare gli altri sia a rendere più razionale ed efficiente il nostro modo di gestire i punti vendita.
Abbiamo poi esteso questo sistema di gestione a tutti i supermercati di Bologna, con l’ eccezione di alcuni punti vendita più piccoli che non sono tali da permettere di creare una relazione continuativa con le Onlus.

Ogni volta che la normativa permette di donare, c’è tutto l’impegno della Coop nel farlo.
La normativa nazionale che riguarda il risparmio alimentare è estremamente rigorosa, attribuisce una grande responsabilità al donatore, dice: tu puoi donare quasi tutto, però ti assumi la responsabilità di quello che succede fino al consumo, fino a che l’utente finale consuma il prodotto. E’ importante perché per noi la dignità della persona che riceve i prodotti è altrettanto importante di quella che li compera, non è che Coop si sta disfando di prodotti, sono prodotti che noi doniamo nel vero senso della parola.

Oggi sono quasi 50 le realtà con cui collaboriamo su Bologna e provincia. Tutto il territorio in cui c’è Coop Alleanza è coperto. Tra queste anche alcune associazioni che gestiscono canili o strutture per animali.

Infine parliamo con Roberta Ballotta, presidente del Consiglio di zona Savena.
Siamo venuti volentieri qui alle Cucine, personalmente conosco bene questo progetto, a suo tempo sono stata anche io tra le persone che hanno donato. Quando aprirà la Cucina a Villa Paradiso conto di andare una volta alla settimana a dare una mano, mio marito dice sempre che faccio da mangiare per una caserma.

Nella nostra zona ci sono tre associazioni che ricevono i prodotti di Buon fine, poi abbiamo un percorso sulla lettura delle etichette alimentari e lavoriamo molto sul tema della solitudine che secondo noi è un tema di grande terrificante sia per le persone anziane, sia per chi ha perso il lavoro, persone che non arrivano a fine mese. Le relazioni sono molto importanti, anche fermarsi a giocare a carte, per dire una stupidaggine, ha un grande valore, per tutti.

In tutta la mia zona, che oltre a Savena copre i punti vendita Coop sino ad Ozzano e Pianoro,  è attivo il progetto Ausilio, un progetto nato 25 anni fa.  Lo conosco bene perché sono stata tra i promotori. Quando facemmo 28 anni fa una ricerca sul territorio, emerse che già allora la solitudine era tra i grandi problemi degli anziani: persone che fanno fatica ad uscire di casa perché sole o perché abitano in case vecchie senza ascensore. Il progetto era quello di formare un gruppo di volontari per portare la spesa gratis agli anziani soli. Partimmo con cinque amici/utenti ai quali portare la spesa. Adesso nella mia zona siamo una settantina di volontari e portiamo la spesa una novantina di amici/utenti, delle volte arriviamo anche a120. Siamo organizzati dal lunedì al venerdì e consegniamo la spesa anche per Natale, anche il 24 dicembre. Invece che fare la palestra o la zumba portiamo su e giù le spese.

Abbiamo un rapporto con questi amici/utenti, come li chiamiamo noi, perché alla fine fai amicizia. Io ad esempio sono una telefonista e faccio sempre due chiacchiere: come stai? è venuto tuo figlio? di cosa hai bisogno?  Quando posso li vado anche a trovare. È bello e loro ti accolgono come se tu lo fossi l’ospite più gradito del mondo.
Consegniamo la spesa normalmente a persone che hanno più di 75 anni che non hanno nessuno, che sono disabili o che non escono, poi delle volte a chi lo chiede consegniamo anche un libro, sempre nell’ambito dei progetti di Coop c’è il progetto semina libro. A volte, quando facciamo delle iniziative, andiamo a prendere quelle persone le portiamo fuori con noi.
Sono i servizi sociali dei Comuni che ci danno i nominativi, oppure sono le persone stesse che vengono a sapere del servizio e telefonano al numero verde di Coop. Poi, dopo una piccolissima indagine, partiamo. Noi consegniamo la spesa gratuitamente, i nostri amici/utenti la pagano, ma è anche un occasione per allacciare una relazione, fare delle chiacchiere, scherzare un po’ e ogni tanto passare anche dei messaggi di educazione alimentare.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

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