Diario Cucine popolari – pagina 15

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine Popolari,

siamo a voi con una edizione specialissima di questo diario perchè vogliamo festeggiare insieme – per il momento con questa pagina –  una onorificenza  conferita a Roberto Morgantini che è in realtà, come lui stesso ha dichiarato, è una onorificenza a tutte e a tutti noi delle Cucine popolari.  Roberto Morgantini è Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il titolo è stato conferito il 29 dicembre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Vogliamo condividere questa gioia, ma vi chiediamo comprensione: è il 31 dicembre, non vogliamo disturbare e allora per festeggiare usiamo un po’ del tanto che è stato pubblicato in questi giorni.
cominciamo dalla motivazione con cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito il titolo a Roberto : “Per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva. Vicepresidente di ‘Piazza Grande’, associazione impegnata nella lotta all’emarginazione sociale, e anima storica dell’ufficio stranieri della Cgil. Nel 2015, in occasione del suo matrimonio, chiese agli amici, come regalo, una donazione per raccogliere fondi volti ad avviare una iniziativa alla quale pensava da molto tempo. Il suo sogno era quello di creare “una comunità” intorno ad una tavola: ha dato vita alle Cucine Popolari… Per ora le cucine sono tre, in zone diverse della città: ci lavorano 100 volontari, preparano 2800 pasti al mese per ospiti che sono quelli indicati e mandati dai servizi sociali comunali e dalle parrocchie, o semplicemente curiosi, o che vengono a trovare un amico… Nessun finanziamento pubblico ma una vasta rete di sostenitori, cooperative, aziende alimentari, organizzazioni e associazioni varie”.

E ora, da Bologna today del 30 dicembre, prendiamo qualche parola del nostro Roberto, pronunciata subito dopo aver ricevuto la notizia.
Come ci si sente ad essere “commendatore”?  «La richiesta era stata fatta già un paio di anni fa dalla deputata Marilena Fabbri, ma da allora tutto taceva. Poi il fulmine a ciel sereno qualche giorno fa, quando è arrivata una telefonata fra l’altro al cellulare di mia moglie. Mi cercavano dalla Presidenza del Consiglio, potete immaginare l’effetto che fa…Mi è stato chiesto di tenere il segreto fino all’arrivo del comunicato stampa ufficiale. Ed eccoci qui. Suona un po’ strana la parola commendatore, che fra l’altro ho scoperto essere gerarchicamente sopra il cavalierato. Argomenti che non avevo mai approfondito prima…»
Le è stato dato un appuntamento a Roma per il conferimento ufficiale? «Sì, la convocazione è per il mese di febbraio, quando andrò al Quirinale per la consegna direttamente dalle mani di Mattarella».
Avrà ricevuto centinaia di telefonate e messaggi: quali quelli particolarmente emozionanti? «A dire il vero un po’ tutti, ma potrei citare quelli di Prodi, dell’amico Sandro Ruotolo e quelli di mio fratello».
Festeggerà questa nomina, magari in una delle sue Cucine Popolari? «Me lo stanno chiedendo tutti…sì, faremo una festa, ma ancora non ho alcun dettaglio…mi organizzerò! ».
A che punto siamo con la prossima cucina? «Stiamo aspettando che si sblocchi un piccolo nodo con la sovrintendenza per Villa Paradiso: i volontari sono già lì tutti pronti che fremono…speriamo di partire presto. Poi ci sarà da lavorare sugli altri due quartieri, il Santo Stefano e il Borgo-Reno, dove devono ancora essere individuate le strutture ospitanti».

Il presidente Mattarella il 29 dicembre scorso ha conferito 33 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. E tra gli esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni di dedizione al bene comune, oltre a Roberto Morgantini che è stato insignito del titolo di Cavalliere, c’è anche Riccardo Muci, l’agente di polizia che il 6 agosto scorso aiutò le persone coinvolte nell’incidente sull’A14 durante il quale esplose un’autocisterna. Muci, che stava svolgendo attività di controllo del territorio come Capo pattuglia, raggiunto il luogo dell’incidente sul tratto autostradale capì subito i rischi per l’incolumità pubblica, mise in sicurezza l’area al di sotto del cavalcavia e percorse l’area interessata intimando ai presenti di allontanarsi con rapidità. Durante queste operazioni venne travolto dall’esplosione e sbalzato per diversi metri procurandosi ustioni di II e III grado. Nonostante le gravi lesioni riportate, continuò a prestare soccorso. Successivamente, all’ospedale Bufalini di Cesena venne sottoposto a intervento chirurgico a entrambe le braccia.

Per chi li avesse persi o chi volesse rivederli riportiamo qui alcuni link sul conferimento dell’onoreficenza: l’annuncio al telegiornale regionale, la reazione di Morgantini su Rete 7le congratulazioni del presidente Melli, articolo di Repubblica.

Carissime e carissimi, ci scusiamo per eventuali imprecisioni e cogliamo l’occasione per ricordare gli appuntamenti per i prossimi primi giorni del 2019.

Appuntamenti

– Martedì 1 gennaio 2019, il pranzo per ospiti delle Cucine sarà all’Italicus, anche per questo pranzo il primo piatto sarà di tortellini in brodo, parte di quelli preparati il 19 dicembre al Battiferro.

– Domenica 6 gennaio 2019, il giorno della Befana, grande pranzo solidale preparato e offerto dal Circolo Arci Benassi, Via Sergio Cavina, 4 (quartiere Savena): il pranzo saràper 250 persone, ospiti delle Cucine e di Caritas.

– Lunedi 14 gennaio 2019, ci sarà il tradizionale pranzo solidale offerto dal ristorante Diana di via Indipendenza: 70 persone (ospiti delle Cucine, Piazza grande, Caritas) potranno gustare i manicaretti preparati dagli chef. Camerieri d’eccezione saranno, come da tradizione, personaggi della cultura, della musica e dell’arte.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

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Tanti auguri di buon anno a tutti!

la redazione del

diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 14

Amiche e amici delle Cucine popolari,
fra pochi giorni è Natale e vogliamo essere insieme a voi per un augurio pieno di affetto e riconoscenza reciproci. Un bel modo per iniziare il nuovo anno, che vogliamo sperare sia più solidale e accogliente di questo che sta passando, è avere il calendario 2019 delle Cucine popolari (per sapere come averlo, continuate a leggere…).
In questa pagina del diario, oltre ai consueti aggiornamenti, alle notizie e ai tanti appuntamenti che aspettano tutte e tutti noi, vi proponiamo i pensieri delle ragazzine e dei ragazzini della scuola media Dozza che sono venuti a trovarci alle Cucine Saffi.

Ma ecco il nostro calendario
I mesi sono scanditi dalle foto delle Cucine, delle ospiti e degli ospiti, delle volontarie e dei volontari. Le foto sono di Massimo Vaggi, la grafica è di Noemi Piccioli, la stampa è stata fatta grazie al contributo di Icea e Interporto. Il calendario è disponibile in tutte le Cucine – Battiferro (Via Battiferro, 2), Saffi (Via Berti 2/8), Italicus (Via Sacco, 16)  –  e potete averlo a partire da 5 euro. E’ un’dea ottima per un regalo a voi stessi e ad amiche, amici, parenti e anche alle Cucine!

Cos’è successo
– il 15 dicembre
 presso la Cucina al Battiferro c’è stata la festa di Natale dei ragazzi del Bo-Ca Junior (foto qui)
– Il 16 dicembre alla libreria Ubik di via Irnerio c’è stato un interessante pomeriggio di cultura: assieme a Roberto Morgantini e ad altre amiche e amici,  sono stati presentatidagli autori due libri “Buonanotte piccoli umarells” di Danilo Masotti e “Luis e Bologna” di Luis Gutierrez. Nell’occasione è stato anche presentato il bellissimo calendario 2019 delle Cucine popolari (foto quiqui, e qui).

– Il 17 dicembre al Battiferro c’è stata una cena solidale, preparata da volontarie e volontari delle Cucine con la guida di Bruno Gubellini, offerta da Icea, un istituto che si occupa di certificazione biologica di 16mila aziende in Italia e di 4mila aziende all’estero. Il cibo donato (carne, formaggio, pane, verdura, frutta, dolce.. tutto biologico) oltre che per la serata, a cui hanno partecipato 30 persone di Icea e oltre 70 ospiti delle Cucine,  basterà per altre 100 persone: una bella scorta!
(Belle facce bellissime foto qui, e qui)

– Sempre il 17 dicembre gli ospiti della Cucina popolare Saffi hanno pranzato al ristorante “A casa mia” (in via Saragozza) invitati dal proprietario e cuoco Ciro Ascione: in 45 hanno potuto godere del cibo preprato da questo grande chef, amico delle Cucine popolari.

– Il 18 dicembre alla Cucina  Saffi, abbiamo dato un affettuosissimo saluto ad Alessandra e a Valerio, instancabili cuoca e magazziniere prima del Battiferro poi del Saffi. Sono tra quelli che hanno permesso alle Cucine di nascere e spiccare il volo tre anni e mezzo fa, ora si prendono una meritata pausa.  Il loro è un arrivederci.

– Il 19 dicembre  una ventina di valorose signore e anche di valorosi signori –  volontarie e volontari delle tre cucine popolari (Battiferro, Saffi, Italicus), della Parrocchia di San Cristoforo e del Circolo 100 Passi del Pd (che ospita la Cucina in via Battiferro) –hanno passato l’intero pomeriggio, fino a tardi, a fare tortellini. Parte del ripieno è stato donato dal ristorante “stellato” Amerigo di Savignano; in totale sono stati fatti oltre 50 kg di tortellini che saranno utilizzati per il pranzo del 26 dicembre alle cucine del  Battiferro e di  Saffi e per il pranzo del 1° gennaio alla cucina dell’Italicus. Quelli che restano saranno tenuti gelosamente in frigo e sempre, ovviamente,  consumati nelle mense delle Cucine (foto quiquiqui).

I prossimi appuntamenti

– Sabato 22 dicembre per ospiti,  amiche e amici delle Cucine popolari grande pranzo prenatalizio dentro alla Chiesa dei Servi, in Strada Maggiore, dietro al mercatino di Santa Lucia.

– Martedì 25 dicembre, il giorno di Natale,  grande pranzo solidale presso il Centro commerciale Conad di  via Larga 10, a cui sono invitati anche ospiti delle Cucine popolari.

– Mercoledì 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano, al Battiferro e a  Saffi , pranzo solidale con tortellini in brodo per tutti: ospiti, volontarie, volontari, amiche e amici delle Cucine. I tortellini sono una parte di quelli preparati al Battiferro il 19 dicembre.

– Martedì 1 gennaio 2019, il pranzo per ospiti delle Cucine sarà all’Italicus, anche per questo pranzo il primo piatto sarà di tortellini in brodo, parte di quelli preparati il 19 dicembre al Battiferro.

– Domenica 6 gennaio 2019, il giorno della Befana, grande pranzo solidale preparato e offerto dal Circolo Arci Benassi, Via Sergio Cavina, 4 (quartiere Savena): il pranzo saràper 250 persone, ospiti delle Cucine e di Caritas.

– Lunedi 14 gennaio 2019, ci sarà il tradizionale pranzo solidale offerto dal ristorante Diana di via Indipendenza: 70 persone (ospiti delle Cucine, Piazza grande, Caritas) potranno gustare i manicaretti preparati dagli chef. Camerieri d’eccezione saranno, come da tradizione, personaggi della cultura, della musica e dell’arte.

Ed ora qualche racconto

La 1° B della scuola secondaria Dozza è venuta a servire alla Cucina del centro Saffi: vi riportiamo le riflessioni raccolte da ragazze e ragazzi.

Un odore: di calore e cibo delizioso
Un colore: verde speranza per tutti
Un suono: le posate che sbattevano
Un sapore: le persone che mi hanno raccontato una storia della loro vita
Un sentimento: aiutare il prossimo
Una parola: solidarietà
Un pensiero: la tana dei Wesley dove tutti hanno riparo
 (Marco)
– L’odore era buono, anzi superbuono. C’era un baccano ma almeno era divertente. Vorrei dire che lì è rimasto un pezzo del mio cuore, per aiutarli!  (Sohela).
 Mi hanno colpito i colori delle tovaglie, bianco, grigio e oro. Avevano una stampa a cuori.Sentivo l’odore delle cotolette che friggevano, del cibo che veniva preparato in anticipo. E’ bello pensare che c’è un posto dove le persone un po’ più sfortunate possono trovare compagnia e buon cibo (Ilaria)
– Ho pensato che fosse una bella stanza dove accogliere tanti ospiti bisognosi…Ho portato da mangiare a persone molto simpatiche e gentili, ci hanno fatto domande sulla nostra scuola. Mi sono sentito utile. A volte basta anche un piccolo gesto per aiutare qualcuno meno fortunato di noi. (Gabriele)
– C’era un buon odore di cibo e si sentiva il brusio delle chiacchiere e il tintinnio delle forchette sui piatti. Ho provato eccitazione e disagio, non vedevo l’ora di iniziare ma avevo paura di fare qualche sbaglio. Mi è piaciuto conoscere gente che non fa la mia vita.  (Mia)
– Ci ha accolti con un gran sorriso la signora Sandra. Io ero molto agitato perché ero fra quelli che servivano a tavola. Ho notato che gli ospiti gradivano molto il pollo, infatti è finito in fretta. Un bellissimo posto pieno di vivacità, questa è stata un’uscita pazzesca ed emozionante (Sara)
– Mi è rimasto: il colore rosso che è quello dell’amore; il suono della felicità, della convivenza e delle risate; il sapore della libertà; il sentimento della fraternità e della solidarietà; la parola uguaglianza; il pensiero che noi siamo molto fortunati e che ci sono persone che lo sono meno, che dobbiamo aiutare gli altri e stare tutti insieme, che ci sono cose più importanti di noi stessi (Fabio)
– Sinceramente quando portavo quei piatti profumati mi veniva l’acquolina in bocca(Valentina)
– L’odore della voglia di aiutare gli altri è inconfondibile, e inconfondibile è il sapore di fare del bene e di non far sentire sole le persone. Il rumore di tutte quelle persone che chiacchieravano mi rendeva felice perché voleva dire che dopo un po’ di fatica si ottiene sempre un risultato. Il sapore di quel cibo era diverso dagli altri perché era stato fatto con impegno senza una ricompensa, non come un lavoro ma come un piacere (Michele)
– Questa uscita mi ha fatto capire quanto è bello condividere e soprattutto quanto sono fortunata ad avere una famiglia bella e unita come la mia, in confronto ad alcuni che non ce l’hanno nemmeno (Angelica)
– Mi ricordo il colore rossiccio del ragù, l’odore della torta al cioccolato e il suono delle pentole che si scontravano in cucina. E la parola “Ascoltate” perché non stavamo mai zitti(Madalina)
– Un sentimento bellissimo per me è stata la persona che ha spiegato molto bene e con un bel sorriso mi ha lasciato un bel pensiero (Matteo)
– Aiuto, Felicità, Generosità, Dispiacere per chi non è fortunato nella vita. Speranza (Arcadi)
– Il tempo è volato. Dopo questa giornata ho pensato che ci sono persone che devono essere aiutate. Ed è giusto farlo (Giacomo)
– C’era un odore di cibo buono fatto con amore e il sentimento che tutti erano i benvenuti, dovevano essere rispettati e che tutto si ricambiava. Questa gita mi ha fatto pensare alle persone povere e a come è ridotto il mondo… è come se noi giovani vivessimo in una bolla (Cristina)
– Il verde perché nella vita bisogna sempre sperare. La gentilezza nel servire gli altri. Il sentimento della gioia (Ilaria)
– Sentivo le chiacchiere degli ospiti, o meglio non capivo nulla, sentivo solo suoni a caso.Non è stato così facile come pensavo, anzi è stato difficile ma quando ci siamo seduti a mangiare RELAX totale, nessun rumore sgradevole e il cibo veramente buono (Ivan)

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

 

Diario Cucine popolari – pagina 13

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

il nuovissimo Calendario 2019 delle Cucine popolari da regalare a Natale, due vecchi compagni dell’elementari che si rincontrano alle Cucine dopo oltre 50 anni, uno scrittore egiziano ospite delle Cucine e la proposta di un gemellaggio Atene, con “O allos anthropos”, Atene social food.
Queste le storie della tredicesima pagina del diario delle Cucine popolari, oltre ai consueti aggiornamenti, notizie e tantissimi appuntamenti.

Un regalo specialissimo a voi stessi e … alle Cucine
Grande novità di quest’anno, abbiamo un nuovissimo calendario delle Cucine popolari. 12 mesi di foto e facce delle Cucine fatte da Massimo Vaggi (grafica di Noemi Piccioli, casa editrice Pendragon) e stampato grazie ai contributi di ICEA e di Interporto. Costa 5€ e sarà disponibile in tutte le Cucine a partire dalla prossima settimana.
Un’idea per i regali di Natale da fare a amici e parenti e per contribuire alle Cucine!

Cos’è successo 
– Dopo la serata a Villa Paradiso, Fauso Carpani, cantautore dialettale, amante e grande conoscitore della nostra città, è venuto a trovarci anche al Centro Saffi, giovedì 22 a pranzo, e al Battiferro, giovedì 29 sempre a pranzo.

– E’ stata un successo, venerdì 23 novembre a Villa paradiso, la cena per raccogliere fondi per il progetto Mediterranea saving humans, (qui le foto della cena). Si è mangiato tanto (dai primi con lasagne preparate da Ciro Ascione (lo chef di Casa Mia) e i tortelloni, finendo con le torte…) e si è fatto il pienone, un buon segno per il gruppo di volontari della Cucina che nascerà al quartiere Savena. La prossima iniziativa è prevista per il 12 dicembre con Cantieri meticci.

Domenica 25 novembre è stata una giornata importante per la Cucina di via Saffi: ha spento la sua prima candelina. C’erano praticamente 80 persone, tra Centro sociale, amici delle Cucine e il presidente di Quartiere, Lorenzo Cipriani.

– Nel frattempo sempre alla Cucina di via Saffi ha preso servizio un gruppo di nuovi volontariSei studenti ospiti allo studentato di via Berti, nella stessa struttura del Centro Saffi, che vengono a turno, due al giorno, ad aiutare alla Cucina. Una bella iniezione di freschezza!

– Mercoledì 28 novembre La Repubblica in un inserto su Bologna, ha dedicato un interessantissimo articolo alle nostre Cucine: “Babbo Natale? vive a Bologna” (qui il link all’articolo).

Amici e sostenitori
Il mese i dicembre è un mese di cene e feste sociali:
– l’11 dicembre al Battiferro si tiene una grande cena solidale di Protezione Civile e di VOLABO, i nostri ospiti e quelli delle associazioni.
– Venerdì 14 dicembrepranzo con i ragazzi del Boca, associazione sportiva vicina al Battiferro, e del Centro sociale Fondo Comini.
– Il 18 dicembre cena con un centinaio di associati di Icea.

– Altre 3 cene sociali si terranno al centro Saffi: la cena di ANLADI, onlus che si occupa di salute e bambini nei paesi in via di sviluppo, una cena prenatalizia per 50 avvocati e professionisti, e infine una cena per un gruppone di dipendenti del Comune.

I prossimi appuntamenti

– Martedì 11 dicembre, ore 12, presso l’Orto Seminare Coesione all’Ospedale Maggiore, nel giardino dell’Edificio C, ci sarà l’Accensione dell’Albero del Dono e un rinfresco augurale di Buone Feste. Come ricorderete il progetto Seminare coesione, promosso dall’associazione Andromeda, ha realizzato tre orti in tre differenti ospedali cittadini, orti che riforniscono le Cucine popolari. Sempre in collaborazione con Andromeda, alle ore 20, alla Cucina di via Battiferro 2, cena della solidarietà (prenotazione obbligatoria al 3357456877).

– Mercoledì 12 dicembre alle ore 20:00 spettacolo di Cantieri Meticci durante la cena a Villa Paradiso, per prenotazioni chiamare 328 5636392.

– Giovedì 13 dicembre le Cucine partecipano alla festa per i 25 anni di Piazza Grande, che si tiene al TPO, (qui il volantino): alle ore 18:00 tavola rotonda sul tema emarginazione, alle 20:00 cena accompagnata dall’orchestra senza spine.

– Martedì 18 dicembre alla Cucina di via Saffi, una cena di saluto per Sandra e Valerio, instancabili cuoca e magazziniere prima del Battiferro poi del Saffi. Sono tra quelli che hanno permesso alle Cucine di nascere e spiccare il volo tre anni e mezzo fa, Sandra è stata anche una delle prime interviste di questo diario, ora si prendono una meritata pausa, il loro è un arrivederci.

– Nel pomeriggio di mercoledì il 19 dicembre al Battiferro le tre Cucine più la parrocchia di San Cristoforo e il circolo del PD mettono insieme i propri volontari per tirare la sfoglia e chiudere i tortellini per il pranzo solidale del 26 dicembre.

– Sabato 22 dicembre, per tutti gli ospiti e gli amici delle Cucine grande cena prenatalizia dentro alla Chiesa dei Servi, in Strada Maggiore, dietro al mercatino di Santa Lucia.

– Martedì 25 dicembre, grande pranzo solidale di Natale presso il centro commerciale Conad di via Larga 10.

– Mercoledì 26, pranzo solidale di Santo Stefano al Battiferro con tortellini in brodo per tutti: ospiti, volontari e amici. I tortellini saranno prodotti dai nostri volontari, il ripieno è offerto dal ristorante Amerigo di Savigno.

Ed ora un po’ di storie…

Classe V 1963
Alla fine degli anni ‘50 Maurizia e Giancarlo sono due bambini della media borghesia bolognese che frequentano la scuola elementare Marconi in via Laura Bassi. Sono in una classe mista di circa 25 alunni mediamente benestanti, anche se non mancano i figli di operai che sono costretti ad una vita di sacrifici per consentire ai loro figli una vita scolastica più lunga della loro.
Il  loro maestro è, nel ricordo, una figura fondamentale della loro infanzia: Maurizia lo ricorda paterno ed autorevole, Giancarlo sente ancora  la sua severità ed una certa durezza. Sono comunque anni in cui la vita della comunità scolastica fa sentire a Maurizia il piacere della condivisione e anche Giancarlo ricorda come la scuola sia stato il luogo determinante nella crescita del suo rapporto con gli altri.

È proprio parlando di questo che, circa 60 anni dopo, Maurizia e Giancarlo si riconoscono e si ritrovano insieme nella mensa delle Cucine popolari del Battiferro. La loro vita è stata diversa: Maurizia ha potuto studiare e diplomarsi;  Giancarlo a 14 anni ha iniziato a lavorare. Entrambi hanno mantenuto quella curiosità e disponibilità nei confronti del prossimo che oggi li ha fatti ritrovare, da pensionati, impegnati in una sfida comune: nella squadra dei volontari delle Cucine popolari a preparare un pasto per chi si trova in una situazione di bisogno.
Possiamo proprio dire che le Cucine hanno contribuito a un momento magico: deve essere stato bellissimo per due persone che non si erano mai più viste dopo la scuola elementare ritrovarsi…, ritrovarsi e riconoscersi la medesima voglia e il medesimo bisogno di sentirsi utili e partecipi di una comunità solidale.

Scrittore in cerca di un editore
Ossama Karaman è un nostro ospite da tempo: ogni giorno di apertura, dal lunedì al giovedì, viene a mangiare al Battiferro. E’ schivo, parla poco, ma è entrato in contatto con Paola Stefani, una volontaria che ha fatto l’insegnante di lingue e la traduttrice, chiedendole di leggere i suoi racconti… il perché lo scriveremo tra poco…
Da questo scambio con Paola lo abbiamo conosciuto meglio:  Ossama e’ un giornalista e scrittore egiziano, laureato all’Università de Il Cairo in letteratura araba e mondiale, in Egitto ha pubblicato 3 libri di racconti, da cinque anni è in Italia, a Bologna, dove opera  come volontario nell’associazione Cantieri Meticci (dove ora il direttore è Pietro Floridia, già Itc e Teatro dell’Argine) e in Arte migrante, facendo l’attore e insegnando arabo: “mi piace questo lavoro contro il razzismo e contro il fascismo”, dice. Ha fatto domanda per un dottorato all’Università di Bologna in Letteratura comparata, vive in una casa del Comune. Ha 5 figli in Egitto ormai grandi, tre femmine e due maschi. Gli chiedo quanti anni ha e, sorridendo con uno sguardo molto dolce, mi dice:  “7000 anni, il tempo dell’Egitto”. Ha 71 anni, ed ecco il motivo dello scambio con Paola: sta cercando un editore per 24 racconti, tutti scritti in Egitto tra gli anni ’90 e il 2010, altri 9 li ha scritti qui a Bologna “ma questi 9 vorrei che fossero nel mio V° libro, ora devo occuparmi di pubblicare il IV°”, dice.

“Paola – dice Ossama – ha fatto un grande lavoro, mi ha anche aiutato per la grammatica, per lo stile giusto. Di che cosa parlano i miei racconti? raccontano storie che riguardano tutto il genere umano, non ci sono nomi, trattano i problemi di tutti: amore, politica… siamo tutti sulla stessa barca. Raccontano esperienze di vita che riguardano anche il rapporto con il potere, la violenza del potere.  Alcuni sono ambientati a Il Cairo, uno anche a Parigi. Ci sono storie lunghe come spazio che occupano nelle pagine ma concentrate nel tempo, storie brevissime come lampi di luce.”  Paola interviene con tatto e competenza: “Sono storie di persone contemporanee – dice – racconti brevi che alternano angoscianti storie di sopraffazione al ricordo di momenti lontani nel tempo, a dialoghi d’amore e al sogno. La narrazione passa dalla prima, alla seconda, alla terza persona, come se il protagonista vivesse e contemporaneamente si guardasse vivere, in una trama di emozioni ed immagini surreali che restano nella memoria.”
Viene voglia di leggerli (e Ossama ha promesso di portarmeli, ndr) oltre che di vederli pubblicati. Dice Ossama: “Sto cercando un editore, anche con l’aiuto degli amici di Cantieri Meticci e di Arte Migrante. I racconti sono già stati tradotti da una mia amica, Diana Marchesi, anche lei di Cantieri Meticci, e da un altro amico, Luca Calistri. Sì, insegno arabo e Diana sta ancora studiando con me, anche se ha già studiato per anni e conosce l’arabo classico meglio degli arabi”.

Le Cucine popolari si gemellano con Atene?
Kostas Polyclironopoulos è uno straordinario personaggio che da 8 anni con i suoi volontari, sette giorni su sette, feste comprese, cucina e condivide circa un migliaio di piatti al giorno per le strade di Atene, con senzatetto, rifugiati, persone povere e sole ma anche con studenti e passanti in genere. Produce anche lui Social Food. A metà tra padre Marella e Roberto Morgantini (cui assomiglia un po’), ma di formazione assolutamente anarchica, era un pubblicitario che ha perso il lavoro con la grande crisi e ha fondato l’associazione “O allos anthropos” cioè “l’altro uomo” libero e forte che è in ciascuno di noi e che con la solidarietà mutualistica può venire fuori, per creare davvero la società degli uguali.
Non è certo l’unica realtà di Atene che offre pasti a chi ne ha bisogno: la Municipalità ne produce altri 1.000 e 90 chiese ortodosse, Caritas e varie altre associazioni tra cui Solidarity for all diretta emanazione del partito Syritsa quasi altrettanti. Con più di 40.000 rifugiati su 800.000 abitanti e le conseguenze sociali della grande crisi le situazioni di bisogno sono molto diffuse. Ma in questo caso la condivisione del cibo tra poveri e no e il coinvolgimento attivo delle persone a fare i volontari a loro volta nelle varie attività che l’associazione promuove è veramente molto simile al nostro progetto. All’interno di questo volontariato è nato anche l’esatto equivalente della nostra “Piazza grande”, la rivista venduta per strada che si chiama “Skhedia”, la scialuppa di salvataggio.

Kostas conosceva già la nostra esperienza, ama molto Lucio Dalla e non gli sfugge affatto la ricaduta politica dell’azione sociale. “Prima c’era Alba Dorata per le strade, ora ci siamo noi…” ammette sornione. Uno scambio di magliette e di pubblicazioni, un rapporto fraterno che può diventare un gemellaggio.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il Calendario 2019, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. Costa 5€ e lo trovate a partire dalla prossima settimana in tutte le Cucine.

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La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina, Marta Fin,
Paola Marani e Sandra Soster

 

Diario Cucine popolari – pagina 12

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

alcuni giorni fa le Cucine hanno pubblicato su Facebook un annuncio con cui chiedevamo aiuto per sostituire la lavastoviglie della Cucina del Centro Saffi, in via Berti. Si tratta di uno strumento professionale, indispensabile ma anche piuttosto costoso, per cui valeva la pena fare un appello pubblico. E’ bastato un quarto d’ora per ricevere la prima donazione, da parte di un prete. Altre sono seguite, più o meno generose, vi diciamo solo che hanno contribuito Stefano Benni, Manutencoop, il garante dei detenuti, un lavoratore dell’aeroporto e altri ancora. Una donazione molto generosa è arrivata da una signora anonima.
Grazie di cuore a tutti voi. Sì è trattato di una risposta eccezionale, una splendida espressione di fiducia e di condivisione del nostro progetto.


Abbiamo deciso di dedicare l’apertura di questa pagina del nostro diario alla risposta, generosa, al nostro appello per una nuova lavastoviglie, perché è la dimostrazione della quantità di energie e di risorse, umane e materiali, che sono disponibili a costruire qualcosa di buono per tutti noi.
In un periodo di spaesamento come quello che stiamo vivendo, nel quale l’individualismo e l’egoismo sembrano aver creato intorno a noi un deserto di relazioni popolato da diffidenza e paure, le Cucine stanno lavorando su un tessuto di valori e solidarietà ancora solido che pare aver bisogno solo di organizzazione e fiducia.

In pochi anni le Cucine popolari stanno diventando un esempio prezioso di welfare generativo, capace di mettere in rete risorse, coinvolgere realtà e attori diversi, e rispondere a molteplici esigenze, in primo luogo di cibo, ma anche di socialità, di dignità e di partecipazione.
Tra i riconoscimenti alle Cucine che vogliamo elencare c’è anche la cittadinanza onoraria conferita a Roberto Morgantini dal suo Comune natale, Villadossola, nella val d’Ossola, in Piemonte.
Villadossola è stata protagonista, durante la seconda guerra mondiale, di una delle prime insurrezioni contro i nazifascisti dopo l’armistizio, l’8 novembre del ’43. Ogni anno, in questi giorni, si tiene una cerimonia per ricordare la Repubblica partigiana dell’Ossola e quest’anno, proprio questo sabato, l’oratore ufficiale della commemorazione sarà il nostro Roberto che parlerà anche delle nostre Cucine.

Per questo motivo, dopo gli aggiornamenti e gli appuntamenti, nello spazio che normalmente dedichiamo alle interviste e agli approfondimenti, vi riportiamo alcuni passaggi del discorso che Roberto terrà questo sabato 10 novembre a Villadossola.

 

 

 

 

Ospiti e ospiti speciali

Il 6 novembre è venuto a trovarci, Stefano Benni, grande amico delle Cucine, avendo modo di verificare la situazione della famosa lavastoviglie (…e donare). E’ sempre un piacere averlo con noi (foto qui e qui).

L’8 novembre prima al Battiferro poi in via Berti, è venuto Moni Ovadia, poi ospite della CGIL al cinema Galliera (foto quiqui e qui) Attore, cantante, musicista, scrittore di origine ebraica, nato a Plovdiv, in Bulgaria ma cresciuto in Italia, anche Moni Ovadia è un grande amico di Bologna e delle Cucine popolari, ha voluto essere presente e portare un saluto alla cena Bologna abbraccia Borgo Panigale, il 21 settembre scorso.

Donazioni e finanziamenti
Oltre a quanto già detto, riportiamo tra le donazioni: 40 kg di roastbeef donateci dalla Conad, e imprecisati kg di mortadella, donateci dalla Mutua Salsamentari in occasione del Mortadella Day (qui le foto).

Iniziative e appuntamenti
Caldarroste a offerta libera, alle 20:00 di sabato 10 novembre a Villa Paradiso (qui il volantino).Nel pomeriggio, alle 15:30 è possibile partecipare alla passeggiata, con lezione di nordic walking, e all’incontro del progetto lettura organizzate da Armonie e M’over walking asd (qui il volantino). Le due iniziative sono parte delle azioni di rilancio del Centro sociale Villa Paradiso, che dal prossimo anno ospiterà la Cucina popolare del quartiere Savena.

Lunedì 12 e martedì 20 novembre, al Battiferro si terranno le due cene sociali di Coop Alleanza 3.0. Cene sociali, feste, anniversari, anche questo è un modo per contribuire alle Cucine popolari.
Coop è da lungo tempo uno dei partner più generosi di Cucine popolari. Le due cene di questo mese saranno l’occasione per tornare ad incontrare tutte le persone che in Coop collaborano e aiutano le Cucine.

Mercoledì 13 novembre, ore 17:30, al Battiferro, l’Istituto Cattaneo, nell’ambito delle giornate sulle disuguaglianze, organizza un incontro sul tema “L’accoglienza dei migrnati va cambiata?” (qui il volantino), ne discutono Stefano Allievi (Università di Padova), Giancarlo Blangiardo (ISMU), Mario Morcone (Consiglio Italiano Rifugiati) e Andrea Stuppini (AUSL Bologna), conduce Pier Giorgio Ardeni, presidente dell’Istituto Cattaneo. A seguire cena etnica solidale, il contributo per la cena andrà alle Cucine popolari.

Martedì 20 novembre, un gruppo di studenti della residenza ERGO di via Berti verrà a farci visita alla Cucina del Centro Saffi, sono interessati a diventare volontari e stiamo pensando a nuove forme di collaborazione.

Venerdì 23 l’Associazione filippina, Liwanag, organizza al Battiferro una cena di solidarietà per raccogliere fondi per le zone colpite dal tifone Mangkhut, che si è abbattuto sulla costa nordorientale delle Filippine

DALLA RESISTENZA ALLE CUCINE POPOLARI
Come anticipato vi proponiamo alcuni estratti dal discorso che Roberto Moragantini terrà alla commemorazione della Repubblica partigiana dell’Ossola a VIlladossola, questa domenica.
Si parla di Resistenza, Costituzione e Cucine popolari.
sono nato e cresciuto in questa Valle dell’Ossola, le mie radici sono immerse in questa terra sapiente e segnate dagli eventi della resistenza che ha visto come protagonisti, operai, contadini, uomini, donne ,giovani, intellettuali imprenditori con idee politiche diverse,  ma unite contro l’occupazione nazista ed il fascismo, per conquistare libertà e giustizia, Nonostante la mia bolognesità adottiva, le mie radici sono qui in questa terra della Val D’Ossola.
Tornarci, ogni volta, è un arricchimento del cuore e della mente: si riaffacciano i ricordi, riemergono le voci dei miei cari, rivedo le strade della mia gioventù e i volti di quanti a casa, a scuola, in piazza, raccontavano l’allegria della repubblica partigiana  e poi l’amaro della sconfitta, ma poi ancora la resistenza e la liberazione, e di come la Repubblica fosse non solo contro il fascismo ed il nazismo ma per la costruzione di una nuova società ed una nuova cultura.

Da anni nel mio piccolo, cerco – con molteplici sforzi e numerose peripezie – di mettere assieme tutte le pagine che negli anni ho raccolto dalla scuola di vita di mio padre e di mia madre,di mia sorella, di mio fratello,  dalla mia attività di sindacalista e da tutto il panorama di solidarietà e volontariato che ho conosciuto a Bologna. Ho capito che l’antifascismo non può essere un sentimento da catechismo scolastico da tramandare alle nuove generazioni. L’antifascismo è una ricerca incessante, uno strumento scientifico che va approfondito e configurato alle nuove problematiche che hanno, nel loro gene, i batteri del fascismo. La “nuova Resistenza” non si combatte sulle montagne in clandestinità, bisogna intraprenderla per le strade delle nostre città, nei luoghi pubblici, sui posti di lavoro, negli autobus, tra i banchi di scuola con le armi della condivisione, della cultura, del confronto democratico, della vicinanza concreta ai bisogni delle persone.

Dal 2015, la mia “brigata partigiana” si chiama: Cucine Popolari, combatte tutti giorni a suon di pentole e piatti, la fame ma soprattutto la solitudine di centinaia di persone afflitte da mancanza di lavoro, di restrizioni economiche e sociali, sfidano i giorni per sopravvivere, per recuperare un piatto di minestra e un po’ di compagnia. Con l’aiuto di numerosi volontari e con il coinvolgimento di diverse associazioni laiche e religiose, ad oggi, siamo riusciti a garantire, in tre diversi quartieri della città, l’opportunità per queste persone di ricevere – non in una modalità elemosinata, bensì familiare e  conviviale –  un piatto caldo e un po’ di normalità. Ai nostri tavoli si innescano straordinarie relazioni, si creano opportunità, si confrontano le vicissitudini  e si comprende quanta bellezza c’è nella diversità e di come la traiettoria del futuro può avere una strada agevole se solo si ha voglia di ascoltare e scoprire “l’altro” lontano dai pregiudizi e dalla stupida retorica. La mia, la “nostra” Resistenza, perché la difesa dei diritti e della libertà non si fa da soli, si combatte tutti assieme, è finalizzata a ridare non tanto la speranza, che quella devono promuoverla  la politica o la fede per chi ne ha una, quanto piuttosto la DIGNITA’. E’ questo il principio che ogni giorno mi dà coraggio e forza di riprendere la Costituzione tra le mani e di dirmi: “tutto quello che è scritto qui dentro va difeso e tutelato”, e lo faccio alle Cucine Popolari, pensando alla mia famiglia, a questa terra, a queste valli , alla possibilità di pensare che un altro mondo è possibile e che un uomo può sentirsi tale solo se ha dignità.
La straordinarietà di questo esperimento è la partecipazione attiva dei cittadini alle Cucine Popolari: in poco tempo sono sorte squadre di volontari con storie diverse, nazionalità diverse, motivazioni diverse, professioni diverse, tutte unite dalla voglia di tendere la mano a chi è rimasto indietro, a chi ha perso l’immaginazione del futuro, smarrendo per sempre la dignità, perché da soli non si va da nessuna parte.

Concludo, ringraziandovi ancora per avermi fatto sentire parte di questa speciale famiglia che rappresenta, come ANPI, un vero patrimonio per la cultura antifascista e per la memoria storica e democratica dell’Italia, con una frase che Sandro Pertini rilasciò in occasione del 40° anniversario della Repubblica dell’Ossola: «la Repubblica dell’Ossola è ben più di un lontano episodio consegnato ai libri di storia. Essa vive nel perenne patrimonio ideale della nostra gente, simbolo incorruttibile di generosità e di riscatto». A tutti noi la responsabilità di non solo custodirne i suoi valori, ma di realizzarli.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online, a questo link.

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La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina e Marta Fin

Diario delle Cucine Popolari pagina 11

Care volontarie, cari volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

le attività delle Cucine sono ormai tornate a pieno regime e abbiamo tantissime cose da raccontarvi. Anche la nostra redazione è tornata a pieno organico, per cui, dopo due numeri senza interviste, torna nel nostro diario la sezione dedicata agli approfondimenti: il primo è su Villa Paradiso, per fare il punto sulla apertura, attesa per inizio 2019, della quarta Cucina popolare, la Cucina del quartiere Savena, il secondo su una giornata di formazione per le/i volontarie/i.
Intanto però, vogliamo farvi sapere che i delegati dello SPI CIGL, nei giorni scorsi, hanno approvato all’unanimità una mozione con la quale chiedono al Comune di Bologna di conferire il Nettuno d’Oro a Roberto Morgantini: “Da anni si adopera per l’integrazione dei cittadini stranieri e attraverso le Cucine popolari combatte la povertà e la solitudine delle persone svantaggiate”. Siamo molto felici per Roberto ma aggiungiamo che, nel caso arrivasse, si tratterebbe di un grande riconoscimento per tutte le Cucine popolari.

Passiamo a un veloce resoconto di quello che bolle in pentola (o salta in padella) sul fronte donazioni, sul fronte ospiti, sul fronte volontari, iniziative e appuntamenti.

Ospiti e ospiti speciali
– I nostri ospiti, e in particolare quelli del Battiferro, hanno preso l’abitudine di arrivare sempre prima dell’ora di pranzo. Un folto gruppo si presenta sin dalle 10 di mattina e aspetta.. così qualcuno tra i nostri volontari, un insegnate qualificato, si è proposto per far fare ginnastica ai nostri ospiti, in quella ora e più di attesa. L’attività è pronta e dovrebbe partire a breve, vi terremo aggiornati.
– è partita una collaborazione con la biblioteca Casa di Khaoula e la biblioteca Lame-Cesare Malservisi. Primo passo il bookcrossing, un angolo di libri da sfogliare o da portare con sé, per ospiti e volontari delle Cucine, è subito all’ingresso della Cucina del Battiferro.
– il 9 ottobre sono stati ospiti al Battiferro due palestinesi di Gaza, il regista Stefano Savona e Luisa Morgantini. Il pomeriggio del 9 i due gazawi, Luisa Morgantini e il regista Sefano Savona hanno presentato e poi assistito alla proiezione  di “La Strada di Samouni, un bellissimo documentario dello stesso Savona, con inserti di animazione, che ha aperto il Terra di tutti Film Festival, al Lumiere.
 l’11 ottobre a pranzo sono venuti a trovarci al Battiferro Giovanni Cacioppo, attore a cabarettista, e Danilo Masotti, scrittore, blogger e girnalista (fotofoto e video)

Donazioni e finanziamenti
– Il 1 ottobre i rappresentanti di CGIL CILS e UIL Bologna ci hanno consegnato il ricavato del pranzo solidale del Primo Maggio (foto)
– qualche giorno fa è arrivato al Battiferro un carico di 720 uova omaggio dell’azienda Ferruzzi Uova di Russi, un’altra azienda che fa solidarietà e che ha deciso di sostenerci. Grazie mille.
– Nella vasta rete della solidarietà delle Cucine è entrata anche un’azienda di Padova, che ci ha fatto avere 2000 buste di salmone, non abbiamo il nome, ma grazie anche a loro.
– sabato 13 è stata giornata di colletta alimentare, i nostri volontari erano all’Ipercoop Centro Lame (fotofoto e foto).

Iniziative
– Si è concluso il love Bolognina festival, tre giornate, 28, 29 e 30 settembre, dedicate a partecipazione e solidarietà. Le Cucine hanno partecipato con uno stand e con tanti volontari e amici. (fotofotofoto e foto).
– Alla cucina Saffi, lunedì 1 ottobre, tanta gente e atmosfera calda alla presentazione del libro Kinshasa. Una storia di adozione, scritto dal nostro volontario Massimo Vaggi. Con lui c’erano altri due scrittori, Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elisabetta Gualmini. Si è parlato di adozioni in Congo dai diversi punti di vista dei protagonisti coinvolti e si è cenato alla grande con un pranzo preparato da un grande cuoco: Ciro Ascione del ristorante Casa mia, anch’egli amico e volontario delle cucine (foto e foto dell’incontro, foto della cucina).
– sabato 6 ottobre a Villa Paradiso c’è stata una serata dedicata a Odette Righi con il cantautore bolognese Fausto Carpani, ma ne parleremo dopo (qui le foto).
– mercoledì 10 ottobre, il gruppo “Per una città aperta, senza paura” ha organizzato una cena al Battiferro, iniziativa dedicata a promuovere la cultura e le politiche dell’accoglienza, per una Bologna aperta al mondo e al futuro. E’ stata serata molto partecipata, c’erano Amelia Frascaroli, Matteo Lepore, Sergio Lo Giudice, Teresa Marzocchi e tanti altri. Chi è interessato ad aderire, o vuole più informazioni può scrivere a: bolognacittaapertasenzapaura@gmail.com. Ringraziamo per il generoso incasso donato alle Cucine.

Appuntamenti:
– sabato 27 ottobre c’è il secondo appuntamento del corso di formazione sulla relazione d’aiuto per i nostri volontari (più sotto trovate un resoconto della prima giornata)
– questa sera, sabato 20 ottobre, a Villa Paradiso, alle ore 17:00: “Bologna è una vecchia signora, capace d’amore…” ritratti di donne bolognesi con Maria Rosa Bedini (qui il volantino)
– lunedì 22 mattina, i rappresentanti di Cucine popolari e Piazza grande sono invitati alla riapertura del ristorante Diana, dopo il trasloco in via Volturno. Il Diana è uno dei ristoranti che ogni anno, a inizio anno, offre un pranzo solidale con gli ospiti delle Cucine popolari, della mensa Caritas e di Piazza grande. Il prossimo anno per il Diana sarà l’ottavo o il nono anno di pranzi solidali.
– lunedì 22 ottobre a pranzo al Batiferro avremo ospite il regista palestinese Mohammed Bakri. Bakri è attualmente sotto processo in Israele per aver raccontato con la telecamera il massacro del 2002 nel campo profughi di Janin in Cisgiordania (Napoli, cittadinanza onoraria al regista Bakri)
– mercoledì 24 ottobre si festeggia il compleanno della mortadella e quest’anno, in piazza Maggiore, davanti alla Basilica di San Petronio, sarà registrato il nuovo Guinnes dei primati per la mortadella più grande. I promotori hanno deciso di devolvere quello che resterà della mortadella di un quintale e mezzo alle Cucine popolari e alle altre mense per i poveri di Bologna.
– il 27 ottobre Coop Consumatori organizzerà un convegno tra i cooperatori al Battiferro.
– sabato 27 e domenica 28, a Villa Paradiso, dalle 10 alle 17, si tiene “la mercatina dell’usato e del riuso” organizzata dall’associazione Armonie (volantino)
– martedì 30 ottobre, festeggiamo a pranzo con i nostri ospiti il primo anniversario delle Cucine del Centro Saffi.


La Cucina popolare del Savena a Villa Paradiso
L’occasione per parlare della nuova Cucina a Villa Paradiso è stata la serata organizzata in onore di Odette Righi, il 6 ottobre scorso. Abbiamo incontrato tutti i soggetti coinvolti nel rilancio del Centro Sociale: Quartiere, Ancescao, Associazione Armonie, Auser e Cucine Popolari.
Lasciamo al loro la parola per parlarci dei progetti che girano attorno a Villa Paradiso e per raccontarci la storia di Odette che ha molto da dirci su questi temi.

Denis Costa è il presidente del Centro Sociale da dieci anni, in questo periodo ne ha viste tante ma soprattutto ha visto il pubblico dei frequentatori del Centro diminuire lentamente, andarsene via per l’età.
Tutti i centri sociali che hanno una cucina stanno in piedi, noi non abbiamo una cucina e infatti stiamo morendo. Questo ci siamo detti con il direttivo del Centro e allora abbiamo iniziato a cercare… abbiamo iniziato a chiedere, in Quartiere, in Comune. Alla fine con Lepore, circa un anno fa, ho conosciuto Roberto e da lì è partito tutto, è partito il progetto, che poi è stato scritto, poi riscritto, e ora dovrebbe partire. Noi siamo pronti. Vogliamo che i lavori partano il più presto possibile, speriamo entro fine anno, manca solo una firma, il resto è tutto a posto.
Per il momento andiamo avanti con con il bar e i gruppi che ospitiamo: il gruppo dei filippini, il corso di pittura, la Cigil. Ma aspettiamo la cucina e le Cucine per rivitalizzare tutto. Poi ricominceremo con le feste che eravamo abituati a fare 1° maggio, 25 aprile, il ballo, il karaoke, ecc.

Marzia Benassi, presidente del Quartiere Savena
Dobbiamo creare un luogo in cui le associazioni lavorino in rete, quindi Auser, Cucine popolari, Centro sociale, Armonie e tutti coloro che intendo partecipare per rivitalizzare Villa Paradiso costruendo insieme progetti intergenerazionali e interculturali.Questo lavoro è per rilanciare i Centri sociali, che sono realtà importantissime per la vita del Quartiere. Il Comune ha investito risorse per la ristrutturazione dello spazio che permetterà di avere anche una cucina che darà ulteriore vitalità al processo di rigenerazione.

Teresa Ganzerla, dell’Associazione Armonie
Armonie è un’associazione di donne nata nel 1994 e che ha sede a Villa Paradiso dal 2002. La mission dell’associazione è il contrasto e la prevenzione della violenza maschile sulle donne che si concretizza con un lavoro sugli stereotipi di genere, l’educazione alle differenze, la valorizzazione del ruolo delle donne nella quotidianità e nella storia, con laboratori di autodifesa in sede, nelle scuole, nel quartiere.
La situazione di Villa Paradiso in questi anni è diventata complicata e uno dei punti dolenti è la gestione di questo bel giardino, una delle ricchezze del Centro, ma in particolare la sera, le nostre socie più di una volta si sono trovate in situazioni pericolose a causa di frequentazioni che rendono insicuro l’uso del giardino. Con l’arrivo delle Cucine popolari ci aspettiamo che si rimetta in moto la partecipazione e vi sia una nuova generazione di volontarie/i a rivitalizzare il Centro. Rispetto alla cucina a noi piacerebbe organizzare un corso di cucina per le donne insieme a incontri su salute e alimentazione. Il progetto Cucine popolari è un’ opportunità da cogliere in pieno per il Centro sociale, per noi e per il quartiere in generale. 


A Roberto Morgantini abbiamo chiesto se si è già formato un gruppo di volontari.
I volontari sono moltissimi, c’è una passione per questo centro che si nota, c’è la richiesta di partecipare e di promuovere il rilancio di Villa Paradiso. Perché il tema è quello di immergersi nella vita del quartiere, rilanciare questo centro. Bisogna far sapere che qualcosa sta cambiando in positivo.
Attualmente siamo in attesa di una firma per iniziare i lavori, la firma dei Beni Culturali. Tutti fremono, tutti ci chiedono quando si parte. Per questo le due, tre iniziative che stiamo facendo, quella di questa sera su Odette Righi, una il 20 ottobre, con Maria Rosa Bedini, poi quella di Armonie sul baratto, servono per tenere alta la tensione e preparare l’apertura. Perché la risposta dei volontari c’è ma è chiaro che più gente c’è, più volontari si presentano, e meglio è.

Un altro nodo della rete che collaborerà a Villa Paradiso e al successo della Cucina al Savena, è la Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù di Don Massimo Ruggiano.
Ogni venerdì dalle 15 alle 17 è aperto, presso la nostra parrocchia, un centro d’ascolto della Caritas. Vengono badanti che hanno perso il lavoro, famiglie in difficoltà, distribuiamo cibo una volta alla settimana o ogni due settimane. Queste sono le prime persone a cui abbiamo pensato da mandare alle Cucine a Villa Paradiso. Poi ci sono le persone sole, quelle che non escono, pensiamo di raggiungerle nel nuovo anno quando passiamo nelle case per le benedizioni.
Per molti anni è stato attivo in Parrocchia un gruppo di volontari che raccoglieva cibo e portava dei panini al dormitorio di via Sabatucci una volta al mese. Quella esperienza si è esaurita ma la voglia di fare rimane e avendo la Cucina così vicina… lo dirò a Messa, lo diremo ai gruppi di giovani, sono sicuro che ci saranno volontari che vorranno aiutare. 

Giulia Tedeschi, consigliera del Quartiere Savena
L’obbiettivo del Quartiere e di chi fino ad oggi ha fatto vivere questo Centro sociale è quello di dare un nuovo volto a questo spazio, perché possa diventare un luogo di aggregazione per i cittadini, quelli che vivono nelle vie qui vicine, e per tutto il quartiere. Perché sentiamo che c’è un grande bisogno di ritornare ad incontrarsi, come questa sera, in cui c’è una festa di compleanno di bambini, c’è Roberto Morgantini con le Cucine che presto apriranno, ci sono i volontari di Ancescao, c’è Auser, c’è Fausto Carpani.  


Luigi Pasquali, operatore di Auser
Noi di Auser cerchiamo di dare una mano con i nostri volontari o in cucina o a prendere le materie prime dai fornitori. Molti dei nostri volontari sono persone che passano dalle Cucine, a volte come utenti a volte come volontari, perché la caratteristica di Auser è questa, di avere volontari di tutte le categorie sociali.
Odette Righi era una utente Auser. Una nostra volontaria, Antonella, andava a farle compagnia in un periodo difficile della sua vita: aveva perso una gamba e si era chiusa in casa, per cui andava sollecitata a mettere la sua conoscenza al servizio delle persone. Odette è stata una delle animatrici della grande esperienza delle scuole bolognesi, quella che andava a cercare i bambini nelle case dei poveri per convincerli a tornare a scuola, poi è stata poetessa e poi tante altre cose. In età matura, molto matura, ha ritirato fuori questa sua storia, valorizzandola nel modo giusto è stata anche premiata con la Turrita d’oro della città di Bologna.
C’è una generazione di persone che ha contribuito a costruire un sistema di welfare, un sistema di partecipazione nella città. Lo ha costruito facendo le lotte sindacali, impegnandosi nelle istituzioni di quartiere… è un’impegno che ha fatto maturare cose positive, per cui per loro ancora oggi è importante continuare a portare un loro contributo. Molti volontari di Auser hanno questa ispirazione. Quella di continuare un impegno di politica, di lotta di emancipazione sociale, facendo i volontari.
Questa è la filosofia di Auser e vale per tutte le persone che stanno ai margini. Oggi Auser non ha solo pensionati, ha anche persone che hanno perso il lavoro, persone che soffrono delle marginalità e l’attività di volontariato è un modo per farli uscire per rimetterli in un contesto di socializzazione. Da qui capisci anche una complementarietà con le Cucine popolari, perché sui temi della socializzazione e dello stare assieme ci troviamo in particolare sintonia.

Fausto Carpani è un cantautore bolognese, è a Villa Paradiso su invito di Auser per ricordare l’amica Odette Righi, ci intrattiene con il suo repertorio di canzoni in dialetto e ci parla della Bologna di un tempo. A lui abbiamo chiesto di parlarci di Odette.
E’ stata una grande educatrice, una maestra, mi pare di ricordare che insieme a Bruno Ciari inventarono il doposcuola. Poi era scrittricepoetessa e soprattutto era stata una staffetta partigiana.
Era il periodo in qui la scuola era diventata il centro della pedagogia e anche dall’estero venivano a visitare quello che facevano.
Poi lei insieme ad altri fondò l’Archiginesi, istituto culturale dialettale, che per diversi anni fece delle cose egregie. Ricordo che dentro l’Istituto Cavazza fecero una serie di spettacoli ai quali parteciparono praticamente tutti coloro che facevano il dialetto. Io allora non facevo assolutamente niente, ero tra il pubblico, andavo ad assistere a questi spettacoli e mi servì come sprone, anni dopo anche io partecipavo a questi spettacoli.
L’avevo conosciuta prima come scrittrice, quando comprai il libro il Pratello, lì cerano dei racconti memorabili. 
Scrisse un libro di favole, delle bellissime poesie, delle poesie sulla guerra
Un’altra cosa bellissima che fece era una raccolta di tantissime cose dialettali per i bambini, compresa la serenata di Sganapino che ho cantato prima.

Formazione dei Volontari
OGNUNO E’ UN SOGGETTO, COSTRUIAMO IL NOI:  BELLA GIORNATA DI FORMAZIONE
Essere consapevoli che esiste un vissuto diverso dal proprio, cercare il confronto senza prevaricare, avere una comunicazione assertiva che sa guardare le risorse e non i deficit delle persone, rispettare senza annullarsi nell’altro ma avere per l’altro/a la stessa cura che si ha per se stessi.  Potrebbe essere questa una sintesi del “prendersi cura”, obiettivo di tutte/i  volontarie/i che cucinano, servono a tavola, accolgono gli ospiti, seguono il magazzino, le donazioni e gli acquisti.  E’ quanto è  stato “rinfrescato” durante l’interessante giornata di formazione sulla relazione tenuta dalla psicologa Evelina Villa, sabato 12 ottobre alla cucina del Battiferro (a cui hanno partecipato volontarie e volontari di tutte e tre le cucine, Battiferro, Saffi, Italicus). Evelina – che  ha saputo coinvolgere con dolcezza  i circa 40 presenti  con simulazioni e discussioni che tralasciamo per ragioni di spazio –  ha fornito interessanti “strumenti” per  arrivare al “prendersi cura”: riconoscimento  di sé (e anche a volte della propria rabbia per superarla), intelligenza sociale (capacità di ragionare insieme), pensiero democratico (riconoscere il pensiero dell’altro pari al proprio e avere capacità di ascolto), comunicazione assertiva (esprimere le proprie emozioni e pensieri senza distruggere l’altro, senza aggressività).
Ecco, per chi ha seguito con grande partecipazione la formazione si è dimostrato importante ricordare che c’è sempre qualcosa in più da scoprire nell’altro/a, che bisogna evitare di fare un capro espiatorio della persona scomoda che ha atteggiamenti difficili da accettare, che le/gli ospiti sono persone, proprio come tutte e tutti.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione. Questo è il nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Andando sul nostro sito, www.civibo.it, in alto a sinistra, potete scegliere di fare una donazione periodica usando PayPal.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online, a questo link.
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La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina e Marta Fin

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Diventa anche tu volontario per un giorno!

Sabato 13 ottobre 2018 alcuni punti vendita Coop Alleanza 3.0 di Bologna e Castenaso ospiteranno una raccolta di beni di prima necessità per sostenere gli Empori Solidali di Case Zanardi, il Banco di Solidarietà Bologna, le Cucine Popolari – Bologna Social Food, la Mensa di Antoniano onlus e l’Opera Padre Marella.
Aiutaci a distribuire materiale informativo sulla raccolta, raccogliere i prodotti donati oppure impegnarti nella logistica. Sarà un’esperienza utile alla comunità e piacevole. Conoscerai nuove persone e potrai coinvolgere amici, parenti e colleghi a partecipare con te condividere insieme questa iniziativa che ha l’obiettivo di dare una speranza e uno stimolo in più ad alcune persone che si trovano in difficoltà socio-economica.
Contattaci allo 051-6352911 o tramite mail a info@auserbologna.it per dare la tua disponibilità e diventare volontario per un giorno.