Diario delle Cucine popolari – pagina 5

 

Indovina chi viene a pranzo

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Metti una sera a cena

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Diario delle Cucine popolari – pagina 4

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

avevamo pensato di dedicare questa quarta pagina del nostro diario agli ospiti delle Cucine e alle loro storie. Infondo, ci siamo detti, sono loro la nostra ragione d’essere, è per loro che le Cucine sono nate ed esistono. Poi ci siamo accorti che prima ancora di raccontare le loro storie, di ascoltare le loro voci, era necessario fare un passaggio sul progetto da cui sono nate le Cucine e dire qualcosa sul contesto nel quale si inseriscono e in cui agiscono in collaborazione dinamica con attori sociali, servizi pubblici e soggetti privati.
Giovanni Melli, presidente di CIVIBO, ci è venuto incontro regalandoci una metafora bellissima: “le Cucine popolari sono come un aliante“, progettate come una organizzazione agile e leggera, che una volta portata in quota da un aereo a motore resta in volo grazie alla sua struttura essenziale e aerodinamica, in grado di sfruttare le correnti ascensionali per restare in quota.
In questa pagina del diario delle Cucine popolari
Troverete quindi, un’intervista a Giovanni Melli, presidente di Civibo, cuoco, volontario e colonna portante delle Cucine. Poi vi presenteremo la novità delle “colazioni solidali” rese possibili dalla collaborazione con Granarolo. Poi potete dare un’occhiata alla densa pagina di appuntamenti nel periodo do feste e ricorrenze che ci aspetta le Cucine non si risparmieranno, trafeste del 25 aprile e del 1 maggio ci scappa anche un ristorante da guida Michelin. Tra le cose fatte, una mini rassegna con i link a due bei servizi televisivi dedicati a noi, andati in onda sulla Rai. In chiusura, come al solito, come contribuire alle Cucine e come iscriversi o cancellarsi dall’elenco del diario.
5×1000
Prima di iniziare, visto che siamo nella stagione della dichiarazione dei redditi, vi ricordiamo che è possibile donare il vostro 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico. Questa scelta non comporta una spesa per te perché è una quota d’imposta a cui rinuncia lo Stato.

La parola al Presidente 
Le cucine popolari sono come un aliante portato in alto da un propulsore (Roberto Morgantini con il suo matrimonio), che resta e plana in aria grazie alle correnti ascensionali: i volontari, i donatori di derrate alimentari,  gli amici che vengono a mangiare e lasciano un po’ di denaro, tanti sostenitori, anche ‘famosi’ come Benni, Bergonzoni …”
Con questa allegoria si presenta Giovanni Melli, il presidente di Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine popolari.
Giovanni, presidente di Civibo da quasi un anno, ma anche cuoco, ma anche sostegno amicale soprattutto di chi è più in difficoltà, volontario o ospite che sia, è arrivato al progetto delle Cucine subito dopo le prime riunioni del gruppo di Piazza grande, assieme ad Alessandra.
“Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di cucinare e di saper organizzare una cucina. In più – dice Giovanni – io venivo da tante esperienze di volontariato, anche di dirigente di associazioni di volontariato, compreso il Forum del Terzo settore, l’Auser. Oggi, grazie al propulsore e ai tanti aiuti, siamo in volo, anzi, ci espandiamo. Siamo a tre mense e, all’orizzonte, bisogna dire un po’ lontano, cominciamo a intravedere anche un’altra mensa. Inoltre, stiamo per sperimentare, alla mensa dell’Italicus, anche l’offerta di una prima colazione. Il nostro motto è sempre quello: il riuso contro lo spreco. Le derrate alimentari che ci vengono donate vanno preparate e consumate in fretta perché sono vicine alla scadenza. Se non le usassimo, gran parte andrebbe a finire nel pattume”.

IMG_0920“Il ruolo del presidente? E’ quello di tenere insieme – dice Giovanni – una realtà che si sta rapidamente ingrandendo e che proprio per questo ha bisogno di rivedere continuamente la sua capacità organizzativa, il come affrontare problematiche, responsabilità, modalità di relazione. Civibo non vuole essere un assemblaggio di disponibilità volontarie e basta. Vogliamo condividere un pensiero comune, vogliamo caratterizzare l’associazione come un ‘noi’ che sta in questa società. Non siamo muti e ciechi: vediamo la disgregazione che ha prodotto questa società ‘chi ce la fa, bene, gli altri possono restare indietro’; vediamo gli esiti negativi della crisi. Tuttavia, non ci interessa essere i tenutari della riserva indiana di chi non deve rompere … rivendichiamo un welfare dei diritti per tutti, che produca inclusione. Non vogliamo sostituici al welfare pubblico, cosa che sarebbe deleteria e che non fa parte della nostra cultura laica, vogliamo integrarci e produrre qualcosa in più in quello spazio che sta tra la persona e la rete dei servizi. La cultura che ci sforziamo di affermare come ‘noi’ associativo è quella della cittadinanza attiva responsabile. Abbiamo ricevuto tanto nella nostra vita. Io, ad esempio, sono il primo di 9 figli e ho ricevuto dal welfare, dalla realtà del paese in cui vivevo, dal padrone della fabbrica dove lavorava mio padre… Abbiamo ricevuto, perché non restituire qualcosa alla società?”
“Tra poco – continua Giovanni – presenteremo il bilancio 2017 con il dettaglio delle entrate e delle uscite, il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di arrivare a produrre un vero e proprio bilancio sociale, con il quale rendere conto anche dell’impatto sociale del nostro lavoro. La mole organizzativa è diventata imponente e ci basiamo esclusivamente sul volontariato. Siamo arrivati a un punto in cui, per andare oltre, abbiamo bisogno di una rete organizzativa un po’ più solida. Vogliamo anche riuscire a ringraziare più tempestivamente chi dona. Vogliamo migliorare ancora la relazione con gli  ospiti, i donatori, i Quartieri e le Parrocchie che ci inviano le persone. Questa newsletter è già una nuova modalità di relazione, ma vogliamo andare avanti”.

Ogni giorno in media al Battiferro si distribuiscono 130 pasti, al Saffi 35-40, all’Italicus 40-42 con punte  oltre 60 il venerdì (quando è l’unica cucina aperta), ma ‘chi sono’ gli ospiti?
“Il nostro gruppo di riferimento, fin dall’inizio – racconta Giovanni – è stato quello delle persone fragili, le persone che, temporaneamente, hanno problemi perché hanno perso il lavoro, perché non lo trovano, perché hanno avuto una malattia, perché sono sole: per loro non c’è nulla nella rete dei servizi.  Non ci siamo rivolti alle persone che appartengono alla cosiddetta “bassa soglia”, la povertà estrema, poiché quelle hanno comunque una rete di servizi pubblici, se pur piccola. L’idea è stata quella di progetti individualizzati a tempo, ‘mi metto di fianco a te, ti aiuto a fare un tratto di strada, dopo di che se riesci a tornare sopra il pelo dell’acqua, vai…’. In realtà, un po’ per la disperazione, un po’ per il passaparola perché, dicono, da noi si mangia bene, il tempo di frequenza delle persone ‘fragili’ si è dilatato e sono arrivate anche persone di ‘bassa soglia’, che ora rappresentano il 18-20% dei nostri ospiti, di cui la metà stranieri. In generale, l’età media degli ospiti è oltre i 50 anni, poi ci sono anche bambini e genitori. Circa il 40% è costituito da stranieri. C’è poi circa l’8% costituito da persone, per lo più anziane, che vivono sole: ricordiamoci che la solitudine non voluta è peggio di una malattia nel senso che fa crollare la qualità della vita… ecco, noi pensiamo che una mensa di comunità debba occuparsi anche di queste persone”.

12010598_1061169890568642_4437506868731409168_o“Ma scontiamo ancora un limite – dice Giovanni – : quello di non riuscire a fare rete con altre iniziative.  Ad esempio, con Case Zanardi (spazi di aiuto per chi rischia di scivolare nella povertà, dove ci sono, tra l’altro, empori della solidarietà) potremmo essere in rete e dare risposte diverse, in momenti diversi. Una persona potrebbe avere la possibilità di farsi da mangiare ma non avere le materie prime e in quel caso potrebbe andare al mercatino delle Case Zanardi, nel momento in cui dovesse trovarsi ad avere problemi maggiori, potremmo entrare in campo noi. Costruire questa rete è uno dei nostri obiettivi per il prossimo futuro. ““Vogliamo continuare a puntare sulla relazione, non solo sull’offerta di cibo. In questo senso, – continua Giovanni – per ora solo all’Italicus, stiamo sperimentando un ‘gruppo di ascolto’ per connettere tra loro ospiti, volontari, assistenti sociali. Io stesso ne faccio parte. Ogni 15 giorni, il martedì, dopo pranzo, ci riuniamo e parliamo, ci raccontiamo. Partecipano 8-10 persone, non sono poche per una mensa che ha in media 40-42 ospiti al giorno. Dopo pranzo, offriamo caffè e biscottini e parliamo, senza forzare nessuno. All’inizio parlavo di me, per sollecitare loro. Sono partito dal fatto che ero arrabbiato perché alla mensa mi avevano rubato il telefono… e da lì abbiamo iniziato lo scambio: una ragazza ha raccontato la sua malattia, la depressione, la perdita dei genitori, l’incontro con un altro ragazzo che, come lei, frequentava i servizi di igiene mentale; un altro ha fatto un racconto toccante e molto pesante, fatto di perdite; una ragazza ipercinetica ha parlato del suo fidanzato, del fatto che lo aveva lasciato… e il martedì seguente a questo racconto si è presentato anche lui e le ha fatto la dichiarazione davanti a tutti.””Vogliamo continuare in questa strada e per questo è importante per tutti noi volontari la formazione sulla relazione di aiuto, una relazione complessa in cui bisogna evitare di porsi con atteggiamento dall’alto verso il basso, bisogna mettersi accanto, condividere. Chiederemo un po’ di tempo ai volontari anche per questo”.

Cosa è successo alle Cucine
sono tante, come al solito, le cose successe alle Cucine nelle ultime settimane, e tante quelle in programma per le prossime. Iniziamo citandovi alcune uscite particolarmente gratificanti per il nostro progetto sui media nazionali: a questo link trovate la paginata dedicata il 3 aprile da Repubblica nazionale alle Cucine con un intervista a Roberto. Il 10 aprile, all’interno del programma di Bianca Berlinguer Cartabianca, è andato in onda un bel servizio sulle Cucine, potete vederlo qui, un altro bel servizio sulle Cucine è andato in onda Geo potete vederlo a questo link.
Ringraziamo l’Associazione Amici dal Ninen che il 14 aprile, nell’ambito della fiera Porcelli d’autore, dedicata al maiale e alla sua gastronomia, hanno offerto il pranzo ad una cinquantina di ospiti abituali della Caritas e delle Cucine Popolari. Tra i volontari che hanno servito ai tavoli anche un gruppo di giovanissimi ragazzi coinvolti in questo gesto di solidarietà. L’Associazione Amici dal Ninen è stata già in passato protagonista di azioni solidali nei confronti delle Cucine e dei nostri ospiti. Grazie quindi e lunga vita a questa collaborazione!

0924aa0d-c87f-4b75-8d83-455af611c6bdLa colazione solidale
Grazie alla collaborazione di Granarolo le Cucine stanno facendo partire un nuovo servizio rivolto alle persone in difficoltà. A partire dall’11 aprile per due giorni alla settimana, presso le Cucine del Centro sociale Italicus, dalle 9 di mattina agli ospiti delle Cucine viene offerta la colazione solidale: caffelatte, yougurt e biscotti. Per iniziare bene la giornata e per offrire una ulteriore occasione di vita sociale.
L’intenzione è quella di allargare le colazioni anche alle altre Cucine, anzi, siamo in grado di anticipare che dai primi giorni di maggio la colazione solidale aprirà anche in Bolognina presso il Centro Sociale Fondo Comini, proprio davanti alla Cucina del Battiferro.
Lasciamo la parola ai volontari dell’Italicus che ci hanno scritto per parlarci della novità:
Ciao sono Patrizia e volevo raccontare la nostra mattinata all’Italicus con le colazioni.
Oggi 11 aprile 2018 è partita l’iniziativa delle colazioni. Come primo giorno abbiamo avuto circa 10 persone ma decisamente motivate e felici della novità. Biscotti e pane con formaggio a disposizione ma geniale l’idea del self service delle bevande! Erano tutti molto più rilassati che a pranzo e hanno chiacchierato senza fretta servendosi da soli di latte e caffè caldi.
Abbiamo sentito tutti una nuova atmosfera e speriamo di avere dato loro un buon inizio di giornata.
Per noi lo è stata.
Saluti da Patrizia Italicus

Luciano Tabarroni coordinatore della Cucina del Centro sociale Italicus:
Alcuni mesi fa Giovanni, Roberto ed io ci siamo trovati a pranzo al Battiferro con Piero Calzolari, Presidente di Granarolo, e Myriam Finocchiaro, Responsabile relazioni esterne, sempre di Granarolo. Obiettivo passare del buon tempo assieme, con un buon cibo, in un ambiente congeniale a tutti per parlare delle tante cose che ci accomunano nell’ambito della solidarietà.
Myriam, con l’occhio benevolo di Piero, alla fine dell’incontro, elencò una serie di obiettivi che dovevamo porci per consolidare le relazioni fra Granarolo e le Cucine popolari, e prese questi 3 impegni: Granarolo ci avrebbe donato, non appena disponibile, un furgone a temperatura controllata che avrebbe aiutato a risolvere i nostri problemi di conservazione e trasporto di prodotti deperibili; inoltre avrebbe previsto una donazione di prodotti a cadenze regolari per permetterci di pianificare le nostre attività in cucina; infine, Granarolo voleva offrire a tutti i soci di CIVIBO la possibilità di accedere allo spaccio aziendale a Cadriano, dove si acquista a prezzi scontati.
Sono passati alcuni mesi: il furgone l’abbiamo!! Le donazioni regolari anche, proprio grazie alla regolarità delle donazioni abbiamo potuto aprire per le colazioni del mattino alla Cucina dell’Italicus! ed ora si è aperta anche la possibilità per tutti i nostri soci, semplicemente esibendo la tessera della nostra associazione di comprare i prodotti Granarolo e non solo, presso i punti vendita del Buon Casale, uno dei quali a Cadriano.

Ancora una volta grazie Myriam , grazie Piero!!
bfccbcb3-c818-473c-80f9-0a4f893e0535Appuntamenti
21, 25, 29 aprile e 1 maggio con le Cucine

Siamo alla vigilia delle feste del 25 aprile e del 1 maggio, feste che celebrano le origini laiche e sociali della nostra Repubblica, le Cucine popolari non potevano certo mancare. Ecco un nutrito calendario (è proprio il caso di dirlo) di appuntamenti per questi giorni di festa:

– domenica 22 aprile, dalle 10 alle 20, in piazza dei Colori, fuori Massarenti, un arcipelago di associazioni vicine alle nostre Cucine organizzano “Liberazione a colori, per l’antifascismo, contro il razzismo – a zugher insieme nella piazza”, giochi, laboratori, musica e tante altre cose (qui il volantino). Un gruppo di volontari, tra cui alcuni ospiti delle Cucine popolari, hanno lavorato alla pulizia dei muri della piazza da tag e imbrattamenti;

– il 25 aprile, dalle 12:00 alle 13:30, alle Cucine popolari del Centro Saffi di via L. Berti e alle Cucine di via del Battiferro, pranzo del 25 aprile per celebrare insieme la Liberazione, prenotazioni al Centro Saffi al 335 7781663, prenotazioni al Battiferro al 335 7456877. La formula è quella consolidata per le giornate di festa, pranzo aperto agli ospiti, gratuitamente, e alla cittadinanza, su offerta. Vi anticipiamo che in entrambe le Cucine come in ogni “pranzo di festa” non ci faremo mancare nulla, ma al Battiferro in particolare sono previste pappardelle al cinghiale.

Qui la bella lettera di invito mandataci da Sandra Soster, coordinatrice della Cucina del Centro Saffi:
Il 25 aprile è una festa molto importante, per noi delle Cucine popolari (e quel “noi”, come avrete imparato a capire, è proprio un soggetto plurale: ospiti, volontari, sostenitori, amici degli ospiti e dei volontari, tutti insieme appassionatamente, con “selvaggia allegria” come ha detto qualcuno).
Festeggiamo, come tutti, una Liberazione che c’è stata – dai nazisti, come quelli di Marzabotto – e che tanto è costata, ma ci ha reso possibile vivere ora in pace e in democrazia in questo pezzo di mondo. Ma c’è anche una “liberazione” attesa, ancora tutta da conquistare, che rappresenta la nostra ragione sociale, il senso del nostro stare insieme. Da un fascismo forse risorgente intorno a noi e dal razzismo, che respinge le persone apparentemente un po’ diverse senza neppure conoscerle. Ma c’è anche una liberazione invocata da tanti di noi, e specialmente da chi è un po’ più scalognato: dal bisogno o dalla solitudine, dalla sofferenza perché nessuno si accorge di te, dalla rabbia o dalla malinconia per come sta andando il mondo. Per poter vivere serenamente, in modo retto e consapevole, ma anche con gioia i nostri giorni. Facciamo del nostro meglio, insieme, con questa aspirazione.
Dunque ritorniamo alle parole chiave: festa e insieme, e quindi con i piedi sotto un tavolo, magari di fronte a una tagliatella. Dove? Alla Cucina popolare del Centro Saffi in via L. Berti 2/10, dalle 12 alle 13.30, dopo la manifestazione in piazza. Se è bel tempo nel giardino. Prenotatevi al 335 7781663. Vi aspettiamo!

– Domenica 29 aprile, dalle 12:30 alle 14:00, sempre alla Cucina del Centro Saffi, pranzo di pesce offerto dal ristorante Sale Grosso di Marco Giardini.
Molti di voi ricorderanno Marco Giardini perché ex-assessore in Comune ed ex-presidente di Arci, ora gestisce, insieme alla moglie, il ristorante Sale Grosso di vicolo de Facchini 4. Si sono specializzati in cucina mediterranea di pesce e da 5 anni sono sulla guida Michelin su Bologna. Insieme hanno deciso di portare i loro cuochi alle Cucine del Centro Saffi per offrire in solidarietà un pranzo interamente di pesce. Anche in questo caso, oltre che agli ospiti delle Cucine, il pranzo è aperto a tutti, è previsto un contributo di 25€ e il ricavato andrà interamente alle Cucine Popolari, per prenotare: 335 7781663.

– 1 maggiopranzo della CGIL-CISL-UIL nel cortile di Palazzo d’Accursio.
Come ogni anno i Sindacati organizzano per la Festa del Lavoro un pranzo in cui invitano Autorità e personalità pubbliche, come ormai tradizione da quando siamo nati noi di Civibo, 100-120 posti sono riservati agli ospiti delle Cucine popolari. Il pranzo è organizzato dalle Cucine, CGIL copre tutte le spese, il ricavato va alle Cucine. Per unirsi ai volontari che servono in piazza il 1 maggio, contattare Carmela: 338 6444774.

8b933709-c51b-4e4a-8cec-55195f9429c0Altri appuntamenti
– il 4 maggio, alle ore 19, presso la Cucina popolare del Centro sociale Saffi in via L. Berti 2/10, cena solidale e presentazione del libro “una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”
Francesca Ciampi intervista Carlo Zucchini, coautore assieme a S. Sbarbati del libro recentemente pubblicato da Corraini edizioni “Una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”. Segue una cena liberamente ispirata alle ricette della madre e delle sorelle del grandissimo pittore bolognese. Il ricavato andrà a sostenere l’attività delle Cucine popolari. E’ gradita la prenotazione al numero 335 7781663.

– il 5 maggio, come già annunciato, le Case Zanardi organizzano una colletta alimentare, si cercano volontari per formare piccoli gruppi che distribuiscano il materiale informativo e raccolgano i prodotti donati fuori dai supermercati Coop coinvolti nell’iniziativa. La colletta è un modo per sostenere diversi progetti che si occupano di povertà a Bologna tra cui naturalmente anche le Cucine popolari. Trovate tutte le informazioni per partecipare come volontari su questa pagina del nostro sito.

Come al solito prima di chiudere, una nuova cartolina degli amici delle Cucine popolari, oggi: Nafta, alias Marco Cigarini, chi non lo conoscesse può dare un’occhiata qui.

Come contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi ed è anche sempre possibile inventarsene dei nuovi:
– si può diventare volontario: veniteci a trovare o scriveteci dando la vostra disponibilità, vi metteremo in contatto con chi segue i volontari.
– Si può contribuire economicamente con un versamento, per un bonifico questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464 Intestazione: Associazione Civibo.
– E’ possibile fare una donazione, o impostare una donazione periodica, conPayPal passando dalla homepage del nostro sito.
– In occasione della denuncia dei redditi è possibile indicare le Cucine popolari come destinatarie del proprio 5×1000. Il Codice fiscale è 91372820372, la ragione sociale, il nome dell’associazione, CIVIBO onlus.
– Comperare il libro “Un ponte di colore” i cui proventi vanno alle Cucine popolari, potete acquistarlo per voi oppure per fare un regalo, è disponibile anche online a questo link.
– Se siete un’associazione o un gruppo di amici potete decidere di organizzare presso le Cucine il vostro pranzo sociale, oppure la vostra festa. Sarà un modo per contribuire e anche un modo per far conoscere le Cucine.
– Ci sono le collette alimentari organizzate fuori dai supermercati, si può andare come volontari oppure semplicemente contribuire. Ve ne daremo notizia per tempo.
– Se sei un ristoratore puoi organizzare un pranzo solidale.
– Infine ci sono le pizze e i panini sospesi.
Ci sembra già tanto ma se avete altre idee fateci sapere.

Scriveteci
Graditi, come sempre,i vostri commenti, i consigli e le vostre storie.  Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa email, che poi è la stessa cosa.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Ci siamo presi la libertà di iscrivere al diario tutti i volontari e i donatori delle Cucine popolari, ma, se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, vi chiediamo scusa per il disturbo, potete cancellare l’iscrizione cliccando qui sotto alla voce unsubscribe.

Fate girare la voce. 
Se ti è piaciuto quello che hai letto e vuoi far conoscere le Cucine popolari ad un amico, inoltragli questa email, per iscriversi alla newsletter cliccare qui.

La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario delle Cucine popolari – pagina 3

Carissime volontarie, carissimi volontari, amiche e amici delle Cucine popolari,

c’è qualcosa nelle nostre Cucine che non è facile o immediato spiegare a chi ci legge senza mai essere venuto a mangiare da noi, qualcosa di cui siamo orgogliosi e che pensiamo faccia la differenza.
Ma prima, come augurio di buona Pasqua, vi dedichiamo questo bel piatto di tagliatelle preparato dall’associazione Miss…ione Matterello (associazione di cui vi racconteremo più sotto).

2a951710-3f81-479e-bbd1-800d1aff8163La socialità
Abbiamo già detto che alle Cucine si mangia bene. Abbiamo già detto che i volontari si fermano dopo il pranzo degli ospiti e mangiano insieme le stesse cose che hanno preparato e servito per gli ospiti. Abbiamo già detto che è possibile organizzare pranzi o feste sociali per gruppi o associazioni presso le Cucine. Come forse avrete intuito, questa terza pagina del diario delle Cucine è dedicata alle occasioni di socialità e di festa.
Avere a che fare con la povertà, con le persone fragili e bisognose, non è facile, si può andare incontro allo sconforto, cedere al pessimismo o alla tristezza ma è incredibile la magia che si sviluppa attorno ad un buon pranzo mangiato in compagnia, specialmente se buono, specialmente se donato.
Le Cucine non sono solo un posto in cui riempirsi la pancia o fare un po’ di volontariato, sono un luogo di incontro, di scoperta, di scambio, sono un luogo in cui succedono un sacco di cose. Non è un caso che le Cucine siano nate ufficialmente con una festa, una grande festa il cui eco ha fatto il giro d’Italia: il matrimonio di Roberto Morgantini ed Elvira Segreto.
In questa terza pagina del diario delle Cucine popolari, come promesso da qualche tempo, vi racconteremo la storia di quel matrimonio, e poi le storie, più piccine ma non troppo, delle occasioni di festa che si sono verificate in queste 3 settimane dall’invio dell’ultima pagina del diario.

Il matrimonio di Roberto e Elvira
Elvira e Roberto stanno insieme dal ’76 ed hanno due figli già grandi quando decidono di sposarsi nel 2015.
“Ci siamo sposati perché volevamo regolarizzare la nostra situazione avendo visto fallire Pacs, Dico e quant’altro – dice Elvira – e perché, sposandoci, potevamo contribuire alla nascita delle Cucine popolari, un’ ipotesi che ci è piaciuta molto, mi è piaciuta molto. Fino a quel momento – continua Elvira – le mense erano gestite solo da cattolici, cosa che va benissimo ben inteso, ma, ci chiedevamo, noi che siamo laici, dobbiamo solo dire “è compito dello Stato” o possiamo fare anche noi qualcosa per chi è in difficoltà? Ne parlavamo sempre. Quando ho capito quanti soldi servivano per aprire una cucina, ho pensato che sarebbe stato impossibile farlo, ma Roberto osa dove osano le aquile, e ha insistito. Abbiamo così deciso di sposarci e di chiedere, a chi voleva, denaro per aprire le Cucine, al posto di regali.” “Le Cucine – interviene Roberto – sono state una prospettiva che ad un certo punto è diventata una vera esigenza: fare qualcosa che potesse dare un segnale, fare qualcosa di concreto dal basso”. Per il matrimonio arrivarono 65 mila euro, una cifra molto, molto importante. “La cosa bella – dice Elvira – è che questa somma è stata raccolta attraverso una vera e propria sottoscrizione popolare. Mi ricordo con commozione una email che ci è arrivata da una signora del Veneto che ha mandato 10 euro. Non ci conosceva, ma aveva sentito parlare del progetto, credo in Tv”.
Dunque è dal matrimonio dei Morgantini che ha potuto prendere il via la prima Cucina popolare: quella del Battiferro dove, ora, ogni giorno dal lunedì al giovedì si dà da mangiare a un centinaio di persone, alcune delle quali portano anche a casa il cibo per la sera (e, il giovedì, forse anche per il giorno dopo).
”Eravamo un gruppo di volontari di Piazza Grande – dice Roberto – l’associazione dei senza fissa dimora, e lì abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di dare una risposta diversa. Abbiamo ragionato a lungo, per un anno e mezzo, mancava il denaro, mancava la garanzia di poter dare continuità per almeno un anno, non volevamo creare illusioni. Avevamo bisogno di un capitale iniziale di 20-30 mila euro poi, dicevamo, si vedrà. I soldi, con il matrimonio, arrivarono. Con molta gratitudine devo dire che hanno partecipato diverse centinaia di persone sparse in tutta Italia, e anche persone dall’estero, dalla Palestina, dalla Germania, dal Perù”.
Il denaro, Roberto e Elvira pensano, sarebbe arrivato comunque, anche senza il loro matrimonio, solo ci sarebbe voluto più tempo. ”Ci saremmo arrivati – dice Elvira – ma ci avremmo messo altri anni e forse avremmo dovuto attingere a contributi di Istituzioni, di Cooperative .., non sarebbe stata la stessa cosa”. “Volevamo un progetto laico – interviene Roberto – poi abbiamo incontrato il parroco del quartiere Navile (della Parrocchia di San Cristoforo), una persona eccezionale, e i volontari della parrocchia, ancora più eccezionali. Ci siamo detti: non vogliamo ideologizzare nessuno, la Chiesa non deve benedire nessuno, proviamo a mettere al centro la persona che ha bisogno? Laici e cattolici possono lavorare assieme?Sì. Oggi possiamo dire che è riuscito anche un secondo matrimonio, ancora più bello del nostro. C’è una integrazione totale, volutamente non abbiamo chiesto alcun finanziamento pubblico: ci tenevamo a dimostrare che se le persone si mettono assieme, è possibile portare avanti iniziative come questa, nata dal basso”.
Il denaro raccolto con il matrimonio (e in seguito con altre iniziative) viene utilizzato per le spese correnti (acqua, luce, gas…) e anche per la messa a norma delle cucine, ad esempio al Battiferro è servito anche per comprare “un abbattitore di temperatura, del costo di 10 mila euro che prima non sapevo nemmeno cosa fosse”, dice Roberto. Inoltre il denaro serve per comprare quello che non arriva – la carne in particolare – dalle diverse realtà che donano prodotti: le Cooperative, la Caritas, le Parrocchie e tanti altri.
Oggi nelle tre Cucine popolari lavorano circa un centinaio di volontari e si distribuiscono circa 250 pasti al giorno. Per il loro funzionamento servono 90 mila euro all’anno. Bisogna lavorare sodo per raccoglierli, non avendo alcun finanziamento.
Roberto è un vulcano di idee e di progetti per far conoscere le Cucine e per raccogliere fondi: “Novantamila euro all’anno hanno la coda lunga, ma – dice Roberto – anche la fantasia ha la coda lunga”. “E poi – continua – c’è la forza che deriva dal fatto che il progetto è condiviso da tutti. Se fallisse, non sarebbe una perdita solo per i nostri ospiti, ma anche per noi, per chi ogni giorno ci mette energie, tempo, passione.” “Se non ci fosse una squadra, non ce la potremmo fare, però è vero– interviene Elvira – che l’idea originale delle iniziative, spesso, parte da lui. Faccio un esempio: anni fa andai in Argentina e vidi i cartoneros (libri fatti con i cartoni trovati per strada, dipinti e arricchiti con piccole storie), ne presi uno per farglielo vedere. Dopo anni, il Battiferro era aperto da qualche mese, Roberto ha ripreso quell’idea per fare “Nel Cartone”, libri con copertina di cartone disegnata o dipinta con racconti di scrittori, poeti, intellettuali, che sono stati venduti per finanziare le Cucine popolari e Piazza grande.
“I volontari – dice Roberto – sono i protagonisti di questo progetto. Ci sono pensionati, ma anche giovani e, lo dico senza esagerare, vorrebbero esserci anche dei bimbi. Lo dicevano quelli di una scuola elementare che sono venuti a fare i camerieri la scorsa settimana… e poi pensiamo che, mentre i volontari ovunque mancano, da noi c’è una lista di attesa per fare il volontario”.
Una riflessione: non deve essere facile conciliare la vita di coppia, la famiglia (ora Elvira e Roberto hanno anche due nipoti) con questo grande impegno delle Cucine. “Corriamo sempre -dice Elvira- Roberto è spesso fuori, io faccio un po’ da gazzettino per i figli e i nipoti, ci parliamo molto e cerchiamo anche di vederci spesso. I figli sono molto attenti perché stimano molto quello che si fa per le Cucine.” “Ci siamo un po’ divisi i ruoli, – aggiunge Roberto – certo, lei ha il peso più grande, prima parlavamo di energia: lei ne ha tanta.”
“Nel futuro? Andremo avanti, – dice Roberto – e, come abbiamo progettato, riusciremo ad aprire una cucina in ogni quartiere, siamo a metà strada, ci metteremo un po’, ma arriveremo a raggiungere il nostro obiettivo”.
Elvira è andata in pensione da poco, ma lavora ancora tanto. Chissà se la vedremo in cucina o in sala. “Volontaria alle Cucine? C’è la lista di attesa, mi metterò in fila come gli altri..”.

05663a8f-45c4-4e88-9379-7b9871a7b165Bambini alle Cucine popolari 
Mercoledì 14 marzo gli allievi di due classi delle scuole elementari Federzoni, nell’ambito di un progetto sulla cittadinanza giunto ora al secondo anno, sono venuti per un giorno a servire alle Cucine. Il giorno prima sono stati Roberto e Pasquale ad andare alle Federzoni a raccontare cosa sono le Cucine, a ragionare con i bambini su chi sono, cosa sono i poveri, la povertà, i bisogni. Mercoledì sono stati gli allievi della 3°E e della 3°F delle Federzoni a presentarsi alle Cucine, insieme agli insegnanti ed alcuni genitori, e a portare l’allegria, la confusione, i sorrisi e la spontaneità di 45 bambini di 8/9 anni.
Una sferzata di vita, di freschezza e di belle speranze come testimoniano i disegni che hanno preparato e consegnato a Roberto: “ma è vero che sei Babbo Natale?” con i loro disegni ci hanno consegnato anche le loro aspettative e ci hanno ricordato una responsabilità: i bambini ci guardano.
Guardando quei bambini è difficile non notare che hanno provenienze le più varie, da tutto il mondo, e che l’Italia del futuro non è quella di quando a scuola eravamo noi, genitori o nonni di quei bambini.
I bambini ci guardano e noi siamo chiamati a dare l’esempio. Le Cucine, nella loro concretezza, sono un esempio e regalano a quei bambini oltre all’esempio anche un sogno, un sogno che è stato regalato anche a noi quando eravamo bambini: il sogno di una società giusta, solidale. Una società in cui chi ha di più, chi ha più soldi, più tempo, più capacità, aiuta chi ha di meno, in cui la persona ha un valore in quanto persona, anche se povero, anche se nella vita ha fatto delle scelte sbagliate o semplicemente sfortunate, e naturalmente anche se straniero o anche se diverso.

Qui sopra le Cucine popolari disegnate dai bambini delle Federzoni, le foto dei bambini in visita alle Cucine le potete vedere a questo link, qui il servizio realizzato da èTv.

Cosa, altro, è successo alle cucine

30a26247-6460-47df-8eaf-84921375b421– Iniziamo ringraziando i Club della tifoseria Rossoblu che nella cena del 14 marzo scorso hanno raccolto e donato alle Cucine popolari 1500 €. La cena di solidarietà organizzata dai tifosi del Bologna ha raccolto ben 400 persone e finanziato anche altri due progetti del territorio.

– Il 19 marzo è stata un’altra giornata di festa alle Cucine in via del Battiferro. L’abbiamo chiamata tagliatellata solidale: prima, corso di sfoglia per i volontari della cucina, poi, per tutti, ospiti e volontari, tagliatelle e ragù appena fatti dalle sfogline dell’associazione Miss…ione Mattarello e dai volontari della Mutua Salsamentari.
La Mutua Salsamentari è uno dei partner delle Cucine popolari, all’insegna della solidarietà e della gastronomia, e avremo modo di parlare di nuovo.
Dell’associazione Miss…ione Matterello vogliamo parlarvi brevemente subito, perché la loro storia ha molto in comune con la nostra, partendo dal cibo e dalla solidarietà. Miss…ione Matterello nasce a Finale Emilia all’indomani del terremoto. Rina Poletti, presidente dell’associazione, insieme ad altri 3/4 volontari inizia a organizzare eventi di solidarietà a base di pasta sfoglia. Le scuole del territorio sono state riaperte ma sono vuote, mancano attrezzature e materiali, così loro, le sfogline di Miss…ione Matterello, una sfoglia dopo l’altra, raccolgono fondi e ogni anno consegnano assegni da sei, cinque, otto mila euro alle amministrazioni dei comuni colpiti dal terremoto. Lavorano tutte le settimane e finita la ricostruzione, nel 2017 decidono di abbracciare il progetto delle Cucine popolari. Nel frattempo hanno battuto il record della sfoglia più grande, 100 uova per 10 metri di lunghezza.
La scelta di reagire alle avversità e di combattere la rassegnazione ci accomuna con questa associazione di sfogline, che speriamo di avere accanto a noi in tante altre occasioni.
Il 19 marzo, prima della tagliatellata, è stato consegnato alle Cucine un contributo di 2.500 Euro, frutto delle iniziative 2017 svolte nell’ambito di GOLA presso il Caseificio Olmi&Centomo di Anzola Emilia (Associato Salsamentari) in collaborazione con la Mutua Salsamentari 1876 e Miss…ione Mattarello. Qui un bel servizio sulla tagliatellata del 19 marzo. Grazie, grazie a tutti, per il grande cuore e per le tagliatelle.- C’è un altro avvenimento che dobbiamo ricordare in questa pagina, prima di arrivare agli appuntamenti: il 22 marzo Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo, era alle Cucine Popolari di via del Battiferro per consegnare un camioncino refrigerante con cui i volontari del progetto potranno andare nelle aziende e raccogliere gli alimenti freschi. “Ci fa piacere che il nostro logo sia accostato a quello delle Cucine Popolari-ha detto Calzolari rimirando il camioncino-,perché questa è un’iniziativa di solidarietà come non se ne erano mai viste finora in città. Fa piacere perché ha avuto un successo importante legato alla storia di Bologna. E’ una cosa insieme molto moderna e molto legata alla tradizione di questa terra, e noi siamo vicini idealmente a questa esperienza.”
Grazie, grazie e ancora grazie.
– Ultimissimo, mercoledì scorso, il 28 marzo, i ragazzi della Fondazione Gualandi a favore dei sordi coinvolti nel progetto Pane e pomodoro hanno cucinato e servito per la seconda volta alle Cucine Popolari di via del Battiferro 2. Non abbiamo ora lo spazio di approfondire il discorso su questo progetto fatto di inclusione, solidarietà e lotta ai pregiudizi, troveremo il modo di farlo in seguito, chi vuole saperne di più può andare sul sito della Fondazione Gualandi: quiqui e qui.Appuntamenti– Martedì 10 aprile, alle ore 18, la Cucina di via Berti ospita la presentazione del libro “Per un’etica dell’ospitalità” di Francesco Piantoni, con l’autore discuteranno don Giovanni Nicolini e il professor Ivano Dionigi, modera Caterina Giusberti, giornalista.- Sabato 14 aprile a Parco nord, nell’ambito di Porcelli d’autore, manifestazione dedicata al maiale e alla sua gastronomia, il ristorante dell’associazione Amici dal Ninen offre un pranzo di solidarietà in collaborazione con la Caritas diocesana e Cucine Popolari: oltre 100 coperti per le persone in difficoltà.
Le eccedenze alimentari dei quattro giorni di festa saranno messe a disposizione della Caritas e di Cucine Popolari per essere usate nelle loro mense. Un modo concreto per lottare contro lo spreco alimentare.- Il 22 aprile è in programma una festa, che stiamo organizzando insieme ad altre 40 associazioni, per ora non riusciamo a dirvi altro se non che sarà in piazza dei Colori.

– Il 5 maggio prossimo le Case Zanardi organizzano una colletta alimentare e stanno cercando dei volontari. La colletta è un modo per sostenere diversi progetti che si occupano di povertà a Bologna tra cui naturalmente anche le Cucine popolari. Trovate tutte le informazioni per partecipare come volontari su questa pagina del nostro sito.

Prima di chiudere vi regaliamo la nuova cartolina degli amici delle Cucine popolari realizzata in china da Ermanno Marco Mari. Vi diamo appuntamento a tra 2/3 settimane, a seconda delle cose da raccontare e della disponibilità che avremo.

Scriveteci
Come sempre aspettiamo i vostri commenti, i consigli e le vostre storie.  Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa email, che poi è la stessa cosa.Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Ci siamo presi la libertà di iscrivere al diario tutti i volontari e i donatori delle Cucine popolari, ma, se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, vi chiediamo scusa per il disturbo, potete cancellare l’iscrizione cliccando qui.Fate girare la voce. 
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by Demetrio Collina

Il 5 maggio diventa volontario per un giorno!

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Sabato 5 maggio 2018 alcuni punti vendita Coop Alleanza 3.0 di Bologna e Castenaso ospiteranno una raccolta di beni di prima necessità per sostenere gli Empori Solidali di Case Zanardi, il Banco di Solidarietà di Bologna, le Cucine Popolari, la Mensa dell’Antoniano di Bologna e quella dell’Opera Padre Marella. Ti invitiamo a partecipare all’iniziativa diventando volontario per un giorno!

Potrai distribuire materiale informativo sulla raccolta, raccogliere i prodotti donati oppure impegnarti nella logistica. Sarà un’esperienza utile alla comunità e piacevole. Conoscerai nuove persone e potrai coinvolgere amici, parenti e colleghi a partecipare con te condividere insieme questa iniziativa che ha l’obiettivo di dare una speranza e uno stimolo in più ad alcune persone che si trovano in difficoltà socio-economica.

Per aderire basta compilare il modulo on-line https://goo.gl/PhNPrJ

L’iniziativa è promossa dall’Istituzione per l’inclusione sociale e comunitaria “don Paolo Serra Zanetti” del Comune di Bologna, dall’Associazione Emporio Bologna Pane e Solidarietà, dal Banco di Solidarietà di Bologna, dall’Antoniano di Bologna, dall’Associazione CIVIBO, dall’Opera Padre Marella e dall’AUSER Bologna in collaborazione con VOLABO– Centro Servizi per il Volontariato di Bologna.

Alcune date intermedie da segnare in agenda:

– entro mercoledì 2 maggio sarai contattato per confermare l’orario ed il punto vendita assegnati
– giovedì 3 maggio alle 18.00 in via Capo di Lucca, 37, presso l’Emporio solidale, si terrà un incontro info-formativo per tutti i volontari che parteciperanno alla colletta. La partecipazione è caldamente consigliata

Per informazioni e per un contatto diretto:

Enrico Dionisio | dal lunedì al venerdì 9.30-17.00 | 051.2193581 | 335.6352325

Per saperne di più sui progetti che sosterrà “la raccolta” del 5 maggio 2018:

Gli Empori Solidali di Case Zanardi sono dei “negozi” aperti in via Capo di Lucca, via Abba e via della Beverara a Bologna dove 5 volte alla settimana un gruppo di volontari accoglie più di 135 famiglie con bambini residenti a Bologna che stanno provando ad uscire dalla loro condizione di povertà con il supporto dei Servizi Sociali Territoriali. Negli Empori Solidali queste famiglie possono fare una spesa settimanale gratuita di generi alimentari, beni per l’igiene personale e per la casa con una tessera a punti mensile che vale 6 mesi, rinnovabile per altri 6. Gli Empori Solidali sono co-gestiti dal Comune di Bologna e dall’Associazione Pane e Solidarietà.

Banco di Solidarietà di Bologna è un’associazione che persegue il fine della solidarietà sociale con assenza di ogni finalità di lucro svolgendo la propria attività gratuita a favore di persone in difficoltà, di soggetti svantaggiati e di nuclei familiari disagiati, per favorire la cultura e le opere della carità e della condivisione. Ad oggi aiuta più di 950 persone distribuendo a domicilio beni alimentari.

CIVIBO – Cucine Popolari gestisce a Bologna 3 mense in via del Battiferro, via Sacco e via dello Scalo che accolgono settimanalmente più di 250 persone che a loro volta beneficiano di pasti offerti da volontari in collaborazione con parrocchie, associazioni, enti e imprese del territorio. Il progetto vuole integrare, ottimizzare e orientare l’utilizzo delle risorse, evitando dispersioni e sprechi, ma soprattutto intende attrarre nuove risorse economiche, umane e strumentali, attraverso la costruzione e la “manutenzione”di relazioni sociali.

La Mensa dell’Antoniano di Bologna nasce nel 1954 ad opera di Padre Ernesto che, tornato dall’esperienza dei lager nazisti, decide di dedicare la sua vita ai poveri e offre quotidianamente il pasto e altre forme di sostegno a oltre 120 persone.

L’Opera Padre Marella si occupa dell’accoglienza di italiani e stranieri in difficoltà sociale ed abitativa oltre che del recupero di risorse (alimenti, mobili, vestiti, suppellettili) mettendole a disposizione delle persone in condizione di esclusione sociale.