Diario delle Cucine popolari – pagina 6

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

siamo arrivati alla sesta pagina del nostro diario. In queste prime cinque pagine abbiamo cercato di darvi un’idea più completa possibile di cosa siano le Cucine popolari, di rendere i diversi aspetti della loro vita, le soddisfazioni e le fatiche di far funzionare quelle che abbiamo chiamato le cucine più “buone” di Bologna. Abbiamo cercato di farlo dando la voce a voi: ai volontari, agi ospiti, ai partner, anticipando gli appuntamenti e rendendo conto di tutto, o quasi, quello che succede nelle Cucine.
Questa pagina è dedicata bilanci. Il 29 maggio, si è riunita l’Assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2017. E’ stato il momento per fermarsi a riflettere su quanto realizzato e fare previsioni per il futuro.
e Cucine sono una macchina complessa che, rubando le parole al presidente Melli, “è cresciuta in fretta”. Nel 2017 le Cucine popolari hanno preparato quasi 33.500 pasti (tra ospiti, volontari e eventi di raccolta fondi), nel 2018, dalle nostre previsioni, i pasti saranno più di 43.000. Ci vorrà l’impegno di tutti per far quadrare anche il bilancio del 2018, senza contare che è già in cantiere l’apertura di una quarta Cucina al quartiere Savena.
Insomma ci attendono grandi sfide e serviranno tanti contributi, grandi e piccoli.

In questa pagina del diario delle Cucine popolari

Come redazione del diario delle Cucine ci siamo ripromessi, dopo l’ultimo l’invio, di essere più concisi e mandare e-mail più brevi, tuttavia anche in questa pagina del diario le cose importanti da dire sono sempre tante.
Qui sotto trovate il resoconto dell’Assemblea dei soci con un sunto dei principali interventi. Poi, di seguito:
– tra le cose successe: l’assemblea a Villa Paradiso in cui si è parlato della quarta Cucina popolare; la visita di Gentiloni alle Cucine; la storia delle 4500 galline ovaiolefinite nei nostri piatti; i 100 anni della Trattoria il Meloncello, festeggiati con 100 ospiti delle Cucine sotto il portico del Meloncello; la visita al Battiferro dei bambini della scuola Grosso; l’incontro con Mila Brollo alla festa multietnica della Cirenaica.
– tra gli appuntamenti che ci aspettano: proprio domani, una cena palestinese al Battiferro; il 14 giungo al Battiferro  un gruppo Trekking Italia al termine di un giro della Bolognina; il 24 giugno in piazza dei colori la chiusura del festival Diritti alla Città.

5×1000 
Le Cucine popolari vivono grazie ai tanti contributi di volontari e amici, più sotto trovi tutti i nostri riferimenti. Se non hai ancora fatto la dichiarazione dei redditi sei ancora in tempo a donare il tuo 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico.

Fai girare la voce
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L’assemblea annuale con il resoconto 2017 e le previsioni per il futuro
Il 29 maggio scorso si è tenuta l’assemblea annuale di Civibo – l’associazione che gestisce le Cucine popolari – per analizzare il bilancio 2017 e le previsioni per il futuro. L’incontro è stato un vero momento di discussione tra presidenza, comitato direttivo dell’associazione, volontarie e volontari, tutte e tutti consapevoli della necessità di continuare a ricercare con molta forza contributi e donazioni, visto che su questi si regge la vita delle Cucine e considerando anche che il 2017 è stato un anno po’ problematico.
Il 2017, infatti, si è chiuso con un disavanzo di 14.000 euro, una cifra già ampiamente recuperata dalle iniziative promozionali di questi primi mesi del 2018 (una su tutte, i 30.000 euro donati dai Metallica, che hanno donato 1 euro ogni biglietto venduto nel loro concerto qui a Bologna nel febbraio scorso), ma che comunque “deve stimolare la ricerca di nuovi sottoscrittori”.

Giovanni, il presidente, nel presentare il resoconto 2017, ha ribadito innanzitutto lo scopo dell’associazione: “non solo dare cibo, ma favorire relazioni tra ospiti, tra ospiti e volontarie e volontari, tra volontari e volontarie”. Ha poi spiegato i motivi del disavanzo: l’aumento delle spese (il trasferimento della 2° cucina da via Larga al centro sociale Italicus in via Sacco, l’apertura della 3° mensa in via Berti al centro sociale Saffi), la riduzione drastica – da settembre a dicembre – dei conferimenti alimentari da parte di Coop (ora sta lentamente tornando ai livelli precedenti), le ridotte entrate da donazioni e sottoscrizioni.
Un componente del direttivo, Luciano, ha presentato alcuni indicatori utili a comprendere il bilancio: i pasti erogati nel 2017 sono stati 33.474 (di cui 7.282 da asporto), la previsione 2018 è di 43.116 (di cui 10.431 da asporto). La media degli ospiti ogni giorno, sempre considerando le tre cucine, nel 2017 è stata di 115 persone, nelle previsioni per il 2018 è di 128.
Ma al di là dei numeri, in assemblea abbiamo parlato di cosa fare in futuro, di come migliorare l’organizzazione, il rapporto con gli ospiti e tra volontarie e volontari, la raccolta fondi, partendo da quella che, ci permettiamo di dire, è già riconosciuta dagli stessi ospiti come una “buona attività”.
“Siamo cresciuti molto e in fretta” e “dobbiamo migliorare diffondendo meglio le responsabilità, affinando l’organizzazione, prevedendo formazione mirata soprattutto alle relazioni, sviluppando iniziative di raccolta fondi”, ha detto il presidente.
Paola, vicepresidente, ha detto che la crescita (3 cucine in pochi anni) ha prodotto una sorta di “crisi di crescita”. “Dobbiamo responsabilizzarci di più, migliorare il lavoro di squadra” (ogni giorno in ogni sede c’è una squadra di volontari e volontarie per la cucina, la sala, l’accoglienza) e soprattutto “dobbiamo migliorare la gestione del magazzino, tenendo presente in particolare la cucina del Battiferro, la più grande, che spesso fornisce di cibo anche alle altre due cucine. Dobbiamo utilizzare al meglio ciò che ci viene donato anche grazie al collegamento che sta diventando sempre più positivo tra magazzino e cucina, tra cuoche e cuochi tra loro”. Sul magazzino, un volontario che in questo ambito presta la sua opera, Maurizio, ha detto che è necessaria l’individuazione precisa di responsabilità per migliorare la gestione e il rapporto con gli affittuari. Altri aspetti da ordinare meglio, riportati da Paola, sono l’accoglienza e la gestione della sala. Infine Paola ha parlato della necessità di fare più incontri tra volontari e volontarie per scambi e confronti.
Come annunciato dal presidente, si è poi parlato di formazione:
Agata (altra vicepresidente di Civibo) ha elaborato un piano annuale della formazione che riguarda sia i comportamenti da tenere nella conservazione, preparazione, distribuzione dei cibi (corso tenuto dall’Ausl) sia le capacità relazionali “perché se ci limitassimo a erogare cibo avremmo fallito il nostro obiettivo. Dobbiamo continuare a lavorare sulla capacità relazionale di tutti e di tutte”.
Un volontario, Tino, a proposito delle strategie da mettere in atto per aumentare le donazioni (sia in denaro che in prodotti) ha parlato della necessità di elaborare una piccola brochure per presentare le Cucine a possibili fornitori e sottoscrittori per “fidelizzarli meglio”.
Il bilancio è stato votato all’unanimità, così come all’unanimità sono stati votati la modifica dello statuto (modifiche che, semplicemente, specificano meglio lo scopo dell’associazione) e l’ingresso di tre nuovi componenti nel direttivo dopo le dimissioni di un componente.
A conclusione di questo breve resoconto vale la pena riaffermare, sapendo di raccogliere le voci di tutte e tutti, che volontarie e volontari desiderano partecipare, discutere, confrontarsi perché le Cucine sono entrate nel cuore di ognuno e ognuno vuole fare al meglio la propria parte.
Cosa è successo successo alle Cucine

– Assemblea a Villa Paradiso
In una bella giornata di sole, sabato 26 maggio, a Villa Paradiso c’è stata la presentazione ai cittadini del quartiere del progetto per l’apertura di una nuova cucina popolare presso il Centro sociale anziani di Villa Paradiso. Partner del progetto oltre a CIVIBO, Auser Bologna, Armonie voci di donne, Ancescao Bologna, il Quartiere Savena e il Comune di Bologna (a questo link un servizio televisivo sull’incontro, qui alcune foto).
Se tutto va bene, la Cucina di Villa Paradiso dovrebbe aprire ad inizio 2019.
La collaborazione tra le Cucine e il Centro sociale è già avviata: dal 21 giugno partono anche a Villa Paradiso le colazioni solidali (per ora due giorni alle settimana: giovedì e sabato), e uno dei cuochi della futura cucina, Stefano, sta già facendo pratica al Battiferro.
La nostra promessa è stata quella di aprire una Cucina in ognuno dei sei quartiere di Bologna, con quella di Villa Paradiso arriveremo a quattro.
Iniziamo a cercare volontari, condivisioni e contributi.

– Mila Brollo alla festa della Cirenaica
Si è fatta trovare a Porta Lame, in attesa di altri amici amanti della bici, l’amica Mila Brollo, di cui vi abbiamo parlato nell’ultima pagina del diario, che con la sua bici sta percorrendo tutta l’Italia, da Lampedusa a Gemona del Friuli, con l’intento di abbattere i muri dell’indifferenza su psichiatria e immigrazione e che in questo viaggio porta con sé una bandierina con il simbolo delle nostre Cucine popolari.
L’abbiamo accompagnata alla festa multietnica organizzata ogni anno in Cirenaica e arrivata già alla sua ottava edizione. Profumi, sapori, musiche da tutto il mondo, centinaia di tavoli e gazebo, bancarelle e musica per assaggiare cibi e bevande da tutto il mondo e conoscere il mondo dell’associazionismo italiano e straniero. Trovate qui le foto fatte insieme.
Questi sono i contatti di Mila: il sito e facebook. In libreria il suo “Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’equilibrio”. In cui racconta come la passione per la bicicletta può diventare la cura per (quasi) tutti i mali.

– Piccole e piccoli volontari in via Battiferro
Sette ragazzine e diciassette ragazzini della classe V°A della Scuola primaria Grossosono arrivati lunedì’ 28 maggio alla cucina del Battiferro, ognuna e ognuno con un bel berretto da cameriere in testa e tanta voglia di cimentarsi. Hanno servito gli ospiti con gioia e hanno mangiato, ordinati, sorridenti, contenti. C’è chi ha voluto dire qualche parola sull’esperienza. Luna: “è bello, mi piace perché sto aiutando le persone bisognose”. Mina, che proprio in questo giorno compie 11 anni: “è bellissimo servire i poveri, mi sono divertita e vorrei farlo ancora”.  Franco: “a scuola sto bene, soprattutto per gli amici. Questa esperienza mi fa sentire un ‘pelino’ importante”. Leonardo: “sì, ho mangiato bene, mi è piaciuto fare il cameriere. Ci si sente un po’ importanti a servire persone che hanno bisogno “. Yaya  sussurra solo: “mi è piaciuto fare questo lavoro”  Manuela: “e’ la prima volta che faccio una esperienza come questa, mi è piaciuto aiutare le persone e vorrei rifarlo”.

Una delle due insegnanti, Patrizia, racconta come è maturata l’idea di venire alle cucine. “Abbiamo fatto un percorso sulla cittadinanza attiva. Siamo partiti dalla Costituzione, abbiamo parlato di diritti e di doveri, di rispetto delle regole, del senso di responsabilità, di tolleranza, e anche di solidarietà.  Abbiamo voluto far vedere ai bambini come si possa esercitare solidarietà anche qui, vicino a casa. Abbiamo proposto di verificare con mano cosa significa fare un’esperienza concreta. Abbiamo invitato a scuola Roberto e Giovanni che hanno raccontato ai bambini come sono nate le Cucine popolari… molto interessante è stato il discorso di lotta agli sprechi. I bimbi  hanno raccolto volentieri l’invito. Oggi mi pare che siano tutte e tutti molto contenti: stanno sperimentando ciò che anche in altre situazioni abbiamo verificato e cioè che quando si aiutano gli altri si sta bene, perché anche chi aiuta riceve, e forse più di quello che dà. Domani mattina, fino a che ‘il ferro è ancora caldo’ parleremo in classe di questa esperienza per mettere nero su bianco le impressioni, le valutazioni.. ma qui alla cucina del Battiferro non avrete nostalgie: domani arriverà un’altra classe…”
A questo link le belle foto di Mariagrazia da Siena, che, anche in questa occasione, ha documentato quanto succede alle Cucine.
– 4500 galline ovaiole
La solidarietà segue le sue strade ed alcune sono decisamente inusuali, come la donazione alle Cucine di 4500 galline ovaiole ormai giunte alla fine della loro vita produttiva. Siamo andati a prenderle e le abbiamo portate a Bologna da Serramazzoni, ma 4500 sono veramente tante anche per noi, quindi dopo averne lasciate una parte al macello che ce le ha preparate, le abbiamo distribuite tra le realtà bolognesi e modenesi che come noi combattono a fianco delle persone in difficoltà: Caritas, Auser, parrocchie e altre associazioni amiche.
E’ possibile che questa collaborazione diventi stabile, tra 6 mesi è già annunciato l’arrivo di un altro carico!


– Paolo Gentiloni a pranzo alle Cucine
Venerdì scorso è stata una giornata di festa per le nostre Cucine: Paolo Gentiloni, a pochi giorni dal passaggio di consegne con Conte, ha scelto Bologna per la sua prima uscita pubblica da ex-premier ed ha scelto, accompagnato dal presidente delle Regione Bonaccini, di venire a trovarci e di mangiare alle Cucine in via del Battiferro.

Gentiloni è rimasto con noi per circa un’ora ed non ha risparmiato le lodi alle Cucine: “Sono veramente contento di essere qui, penso che sia un modello perché ci sono già tre di questi luoghi dove si mischiano i volontari e tante persone – come ex parlamentari e imprenditori di fama – che vengono a dare una mano e organizzare pasti per chi ne ha bisogno ed è in difficoltà. Spero che questa esperienza si possa moltiplicare, non solo a Bologna ma anche in altri posti”.
Raccogliamo qui alcuni link, per chi ha voglia di rivivere la visita di Gentiloni: foto bellissime (grazie Mariagrazia), servizio televisivoaltro servizio.
Sembrerà una cosa da poco ma a noi piace sottolineare che l’ex-Premier non è semplicemente venuto in visita, sì è seduto a tavola e ha condiviso con noi volontari lo stesso pranzo che gli ospiti delle Cucine avevano appena finito di mangiare.
Si è trattato di un’apertura straordinaria per il Battiferro che di venerdì normalmente è chiuso, ne hanno beneficiato i nostri ospiti che per l’occasione hanno potuto gustare anche un’ottima torta.

– 100° compleanno della Trattoria Meloncello
Ve l’avevamo annunciata nell’ultima e-mail, sabato scorso, il 9 giugno, c’è stata un’altra grande festa di solidarietà: la Trattoria del Meloncello ha festeggiato i suoi primi cento anni di vita offrendo il pranzo a cento bisognosi, cominciando con i tre clochard che da anni vivono sotto il portico di San Luca e continuando con gli ospiti delle nostre Cucine popolari.
Si è trattato di un occasione straordinaria e meravigliosa, il banchetto è stato offerto proprio al Meloncello, sopra l’arco e sotto il portico di San Luca. Vi invitiamo a dare un’occhiata al video e alle foto.
A servire ai tavoli amici e clienti della trattoria tra cui l’attore comico Giovanni Cacioppo e, seduto a pranzare tra gli ospiti bisognosi, il cantante dei Pooh Dodi Battaglia.
Un saluto affettuoso al Vescovo, Matteo Zuppi, che è passato ad augurare buon appetito, e alla coppia di  sposi che, capitata per caso, ha reso l’atmosfera ancora più festosa.

Appuntamenti
– Domani sera, martedì 12 giugno, al Battiferro, le associazioni Assopace Palestina e Pop palestine cousine, vi invitano a gustare una cena palestinese cucinata dalla chef Fida Abuhamdiya, venuta appositamente da Ramallah. Il ricavato servirà per finanziare il parco giochi dell’asilo di Ma’sara.
– Il 14 giugno, giovedì prossimo, Trekking Italia Emilia-Romagna ha organizzato un escursione dal titolo “Bolognina un quartiere in continua svolta“. Il “trek”, che tocca i punti più significativi del quartiere, inizia dal ponte di Stalingrado, in nostro ponte dei colori, e terminerà al Battiferro, con pranzo e relativa offerta alle Cucine popolari. Per partecipare occorre essere iscritti a Trekking Italia, qui i contatti e i dettagli.

– Come anticipato sopra, il 21 giungo partono le colazioni solidali anche al Centro sociale di Villa Paradiso.

– il 24 giugno vi diamo di nuovo appuntamento a Piazza dei colori per la chiusura di Diritto alla città, biennale di Atlas of Transition. Si tratta di un progetto europeo su arti, migrazioni e cittadinanze che realizzerà un festival nella nostra città tra il 15 e il 24 giugno.
Il 24, in piazza dei Colori, pranzo di strada con 25 cucine dal mondo, alle 17:00, potremo assistere alla performance “100 passi quasi”, messa in scena dal coreografo marocchino Taoufiq Izeddiou in collaborazione con il musicista Said Ait El Moumen.

Come contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi:
– puoi diventare volontario, contattaci;
– puoi contribuire economicamente, questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Oppure puoi fare una donazione periodica tramite PayPal (qui trovi come fare).
– puoi decidere di organizzare presso le Cucine il pranzo sociale, oppure la festa, della tua associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Anche in questo caso, contattaci, sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
– potete comperare il libro “Un ponte di colore” i cui proventi vanno alle Cucine popolari, è disponibile anche online a questo link.
– fai conoscere il diario delle Cucine popolari, inoltra questa mail a amici che possono essere interessati, per iscriversi alla newsletter basta cliccare qui e inserire l’indirizzo e-mail..

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa e-mail, che poi è la stessa cosa.

La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario delle Cucine popolari – pagina 5

 

Indovina chi viene a pranzo

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Metti una sera a cena

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Diario delle Cucine popolari – pagina 4

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

avevamo pensato di dedicare questa quarta pagina del nostro diario agli ospiti delle Cucine e alle loro storie. Infondo, ci siamo detti, sono loro la nostra ragione d’essere, è per loro che le Cucine sono nate ed esistono. Poi ci siamo accorti che prima ancora di raccontare le loro storie, di ascoltare le loro voci, era necessario fare un passaggio sul progetto da cui sono nate le Cucine e dire qualcosa sul contesto nel quale si inseriscono e in cui agiscono in collaborazione dinamica con attori sociali, servizi pubblici e soggetti privati.
Giovanni Melli, presidente di CIVIBO, ci è venuto incontro regalandoci una metafora bellissima: “le Cucine popolari sono come un aliante“, progettate come una organizzazione agile e leggera, che una volta portata in quota da un aereo a motore resta in volo grazie alla sua struttura essenziale e aerodinamica, in grado di sfruttare le correnti ascensionali per restare in quota.
In questa pagina del diario delle Cucine popolari
Troverete quindi, un’intervista a Giovanni Melli, presidente di Civibo, cuoco, volontario e colonna portante delle Cucine. Poi vi presenteremo la novità delle “colazioni solidali” rese possibili dalla collaborazione con Granarolo. Poi potete dare un’occhiata alla densa pagina di appuntamenti nel periodo do feste e ricorrenze che ci aspetta le Cucine non si risparmieranno, trafeste del 25 aprile e del 1 maggio ci scappa anche un ristorante da guida Michelin. Tra le cose fatte, una mini rassegna con i link a due bei servizi televisivi dedicati a noi, andati in onda sulla Rai. In chiusura, come al solito, come contribuire alle Cucine e come iscriversi o cancellarsi dall’elenco del diario.
5×1000
Prima di iniziare, visto che siamo nella stagione della dichiarazione dei redditi, vi ricordiamo che è possibile donare il vostro 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico. Questa scelta non comporta una spesa per te perché è una quota d’imposta a cui rinuncia lo Stato.

La parola al Presidente 
Le cucine popolari sono come un aliante portato in alto da un propulsore (Roberto Morgantini con il suo matrimonio), che resta e plana in aria grazie alle correnti ascensionali: i volontari, i donatori di derrate alimentari,  gli amici che vengono a mangiare e lasciano un po’ di denaro, tanti sostenitori, anche ‘famosi’ come Benni, Bergonzoni …”
Con questa allegoria si presenta Giovanni Melli, il presidente di Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine popolari.
Giovanni, presidente di Civibo da quasi un anno, ma anche cuoco, ma anche sostegno amicale soprattutto di chi è più in difficoltà, volontario o ospite che sia, è arrivato al progetto delle Cucine subito dopo le prime riunioni del gruppo di Piazza grande, assieme ad Alessandra.
“Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di cucinare e di saper organizzare una cucina. In più – dice Giovanni – io venivo da tante esperienze di volontariato, anche di dirigente di associazioni di volontariato, compreso il Forum del Terzo settore, l’Auser. Oggi, grazie al propulsore e ai tanti aiuti, siamo in volo, anzi, ci espandiamo. Siamo a tre mense e, all’orizzonte, bisogna dire un po’ lontano, cominciamo a intravedere anche un’altra mensa. Inoltre, stiamo per sperimentare, alla mensa dell’Italicus, anche l’offerta di una prima colazione. Il nostro motto è sempre quello: il riuso contro lo spreco. Le derrate alimentari che ci vengono donate vanno preparate e consumate in fretta perché sono vicine alla scadenza. Se non le usassimo, gran parte andrebbe a finire nel pattume”.

IMG_0920“Il ruolo del presidente? E’ quello di tenere insieme – dice Giovanni – una realtà che si sta rapidamente ingrandendo e che proprio per questo ha bisogno di rivedere continuamente la sua capacità organizzativa, il come affrontare problematiche, responsabilità, modalità di relazione. Civibo non vuole essere un assemblaggio di disponibilità volontarie e basta. Vogliamo condividere un pensiero comune, vogliamo caratterizzare l’associazione come un ‘noi’ che sta in questa società. Non siamo muti e ciechi: vediamo la disgregazione che ha prodotto questa società ‘chi ce la fa, bene, gli altri possono restare indietro’; vediamo gli esiti negativi della crisi. Tuttavia, non ci interessa essere i tenutari della riserva indiana di chi non deve rompere … rivendichiamo un welfare dei diritti per tutti, che produca inclusione. Non vogliamo sostituici al welfare pubblico, cosa che sarebbe deleteria e che non fa parte della nostra cultura laica, vogliamo integrarci e produrre qualcosa in più in quello spazio che sta tra la persona e la rete dei servizi. La cultura che ci sforziamo di affermare come ‘noi’ associativo è quella della cittadinanza attiva responsabile. Abbiamo ricevuto tanto nella nostra vita. Io, ad esempio, sono il primo di 9 figli e ho ricevuto dal welfare, dalla realtà del paese in cui vivevo, dal padrone della fabbrica dove lavorava mio padre… Abbiamo ricevuto, perché non restituire qualcosa alla società?”
“Tra poco – continua Giovanni – presenteremo il bilancio 2017 con il dettaglio delle entrate e delle uscite, il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di arrivare a produrre un vero e proprio bilancio sociale, con il quale rendere conto anche dell’impatto sociale del nostro lavoro. La mole organizzativa è diventata imponente e ci basiamo esclusivamente sul volontariato. Siamo arrivati a un punto in cui, per andare oltre, abbiamo bisogno di una rete organizzativa un po’ più solida. Vogliamo anche riuscire a ringraziare più tempestivamente chi dona. Vogliamo migliorare ancora la relazione con gli  ospiti, i donatori, i Quartieri e le Parrocchie che ci inviano le persone. Questa newsletter è già una nuova modalità di relazione, ma vogliamo andare avanti”.

Ogni giorno in media al Battiferro si distribuiscono 130 pasti, al Saffi 35-40, all’Italicus 40-42 con punte  oltre 60 il venerdì (quando è l’unica cucina aperta), ma ‘chi sono’ gli ospiti?
“Il nostro gruppo di riferimento, fin dall’inizio – racconta Giovanni – è stato quello delle persone fragili, le persone che, temporaneamente, hanno problemi perché hanno perso il lavoro, perché non lo trovano, perché hanno avuto una malattia, perché sono sole: per loro non c’è nulla nella rete dei servizi.  Non ci siamo rivolti alle persone che appartengono alla cosiddetta “bassa soglia”, la povertà estrema, poiché quelle hanno comunque una rete di servizi pubblici, se pur piccola. L’idea è stata quella di progetti individualizzati a tempo, ‘mi metto di fianco a te, ti aiuto a fare un tratto di strada, dopo di che se riesci a tornare sopra il pelo dell’acqua, vai…’. In realtà, un po’ per la disperazione, un po’ per il passaparola perché, dicono, da noi si mangia bene, il tempo di frequenza delle persone ‘fragili’ si è dilatato e sono arrivate anche persone di ‘bassa soglia’, che ora rappresentano il 18-20% dei nostri ospiti, di cui la metà stranieri. In generale, l’età media degli ospiti è oltre i 50 anni, poi ci sono anche bambini e genitori. Circa il 40% è costituito da stranieri. C’è poi circa l’8% costituito da persone, per lo più anziane, che vivono sole: ricordiamoci che la solitudine non voluta è peggio di una malattia nel senso che fa crollare la qualità della vita… ecco, noi pensiamo che una mensa di comunità debba occuparsi anche di queste persone”.

12010598_1061169890568642_4437506868731409168_o“Ma scontiamo ancora un limite – dice Giovanni – : quello di non riuscire a fare rete con altre iniziative.  Ad esempio, con Case Zanardi (spazi di aiuto per chi rischia di scivolare nella povertà, dove ci sono, tra l’altro, empori della solidarietà) potremmo essere in rete e dare risposte diverse, in momenti diversi. Una persona potrebbe avere la possibilità di farsi da mangiare ma non avere le materie prime e in quel caso potrebbe andare al mercatino delle Case Zanardi, nel momento in cui dovesse trovarsi ad avere problemi maggiori, potremmo entrare in campo noi. Costruire questa rete è uno dei nostri obiettivi per il prossimo futuro. ““Vogliamo continuare a puntare sulla relazione, non solo sull’offerta di cibo. In questo senso, – continua Giovanni – per ora solo all’Italicus, stiamo sperimentando un ‘gruppo di ascolto’ per connettere tra loro ospiti, volontari, assistenti sociali. Io stesso ne faccio parte. Ogni 15 giorni, il martedì, dopo pranzo, ci riuniamo e parliamo, ci raccontiamo. Partecipano 8-10 persone, non sono poche per una mensa che ha in media 40-42 ospiti al giorno. Dopo pranzo, offriamo caffè e biscottini e parliamo, senza forzare nessuno. All’inizio parlavo di me, per sollecitare loro. Sono partito dal fatto che ero arrabbiato perché alla mensa mi avevano rubato il telefono… e da lì abbiamo iniziato lo scambio: una ragazza ha raccontato la sua malattia, la depressione, la perdita dei genitori, l’incontro con un altro ragazzo che, come lei, frequentava i servizi di igiene mentale; un altro ha fatto un racconto toccante e molto pesante, fatto di perdite; una ragazza ipercinetica ha parlato del suo fidanzato, del fatto che lo aveva lasciato… e il martedì seguente a questo racconto si è presentato anche lui e le ha fatto la dichiarazione davanti a tutti.””Vogliamo continuare in questa strada e per questo è importante per tutti noi volontari la formazione sulla relazione di aiuto, una relazione complessa in cui bisogna evitare di porsi con atteggiamento dall’alto verso il basso, bisogna mettersi accanto, condividere. Chiederemo un po’ di tempo ai volontari anche per questo”.

Cosa è successo alle Cucine
sono tante, come al solito, le cose successe alle Cucine nelle ultime settimane, e tante quelle in programma per le prossime. Iniziamo citandovi alcune uscite particolarmente gratificanti per il nostro progetto sui media nazionali: a questo link trovate la paginata dedicata il 3 aprile da Repubblica nazionale alle Cucine con un intervista a Roberto. Il 10 aprile, all’interno del programma di Bianca Berlinguer Cartabianca, è andato in onda un bel servizio sulle Cucine, potete vederlo qui, un altro bel servizio sulle Cucine è andato in onda Geo potete vederlo a questo link.
Ringraziamo l’Associazione Amici dal Ninen che il 14 aprile, nell’ambito della fiera Porcelli d’autore, dedicata al maiale e alla sua gastronomia, hanno offerto il pranzo ad una cinquantina di ospiti abituali della Caritas e delle Cucine Popolari. Tra i volontari che hanno servito ai tavoli anche un gruppo di giovanissimi ragazzi coinvolti in questo gesto di solidarietà. L’Associazione Amici dal Ninen è stata già in passato protagonista di azioni solidali nei confronti delle Cucine e dei nostri ospiti. Grazie quindi e lunga vita a questa collaborazione!

0924aa0d-c87f-4b75-8d83-455af611c6bdLa colazione solidale
Grazie alla collaborazione di Granarolo le Cucine stanno facendo partire un nuovo servizio rivolto alle persone in difficoltà. A partire dall’11 aprile per due giorni alla settimana, presso le Cucine del Centro sociale Italicus, dalle 9 di mattina agli ospiti delle Cucine viene offerta la colazione solidale: caffelatte, yougurt e biscotti. Per iniziare bene la giornata e per offrire una ulteriore occasione di vita sociale.
L’intenzione è quella di allargare le colazioni anche alle altre Cucine, anzi, siamo in grado di anticipare che dai primi giorni di maggio la colazione solidale aprirà anche in Bolognina presso il Centro Sociale Fondo Comini, proprio davanti alla Cucina del Battiferro.
Lasciamo la parola ai volontari dell’Italicus che ci hanno scritto per parlarci della novità:
Ciao sono Patrizia e volevo raccontare la nostra mattinata all’Italicus con le colazioni.
Oggi 11 aprile 2018 è partita l’iniziativa delle colazioni. Come primo giorno abbiamo avuto circa 10 persone ma decisamente motivate e felici della novità. Biscotti e pane con formaggio a disposizione ma geniale l’idea del self service delle bevande! Erano tutti molto più rilassati che a pranzo e hanno chiacchierato senza fretta servendosi da soli di latte e caffè caldi.
Abbiamo sentito tutti una nuova atmosfera e speriamo di avere dato loro un buon inizio di giornata.
Per noi lo è stata.
Saluti da Patrizia Italicus

Luciano Tabarroni coordinatore della Cucina del Centro sociale Italicus:
Alcuni mesi fa Giovanni, Roberto ed io ci siamo trovati a pranzo al Battiferro con Piero Calzolari, Presidente di Granarolo, e Myriam Finocchiaro, Responsabile relazioni esterne, sempre di Granarolo. Obiettivo passare del buon tempo assieme, con un buon cibo, in un ambiente congeniale a tutti per parlare delle tante cose che ci accomunano nell’ambito della solidarietà.
Myriam, con l’occhio benevolo di Piero, alla fine dell’incontro, elencò una serie di obiettivi che dovevamo porci per consolidare le relazioni fra Granarolo e le Cucine popolari, e prese questi 3 impegni: Granarolo ci avrebbe donato, non appena disponibile, un furgone a temperatura controllata che avrebbe aiutato a risolvere i nostri problemi di conservazione e trasporto di prodotti deperibili; inoltre avrebbe previsto una donazione di prodotti a cadenze regolari per permetterci di pianificare le nostre attività in cucina; infine, Granarolo voleva offrire a tutti i soci di CIVIBO la possibilità di accedere allo spaccio aziendale a Cadriano, dove si acquista a prezzi scontati.
Sono passati alcuni mesi: il furgone l’abbiamo!! Le donazioni regolari anche, proprio grazie alla regolarità delle donazioni abbiamo potuto aprire per le colazioni del mattino alla Cucina dell’Italicus! ed ora si è aperta anche la possibilità per tutti i nostri soci, semplicemente esibendo la tessera della nostra associazione di comprare i prodotti Granarolo e non solo, presso i punti vendita del Buon Casale, uno dei quali a Cadriano.

Ancora una volta grazie Myriam , grazie Piero!!
bfccbcb3-c818-473c-80f9-0a4f893e0535Appuntamenti
21, 25, 29 aprile e 1 maggio con le Cucine

Siamo alla vigilia delle feste del 25 aprile e del 1 maggio, feste che celebrano le origini laiche e sociali della nostra Repubblica, le Cucine popolari non potevano certo mancare. Ecco un nutrito calendario (è proprio il caso di dirlo) di appuntamenti per questi giorni di festa:

– domenica 22 aprile, dalle 10 alle 20, in piazza dei Colori, fuori Massarenti, un arcipelago di associazioni vicine alle nostre Cucine organizzano “Liberazione a colori, per l’antifascismo, contro il razzismo – a zugher insieme nella piazza”, giochi, laboratori, musica e tante altre cose (qui il volantino). Un gruppo di volontari, tra cui alcuni ospiti delle Cucine popolari, hanno lavorato alla pulizia dei muri della piazza da tag e imbrattamenti;

– il 25 aprile, dalle 12:00 alle 13:30, alle Cucine popolari del Centro Saffi di via L. Berti e alle Cucine di via del Battiferro, pranzo del 25 aprile per celebrare insieme la Liberazione, prenotazioni al Centro Saffi al 335 7781663, prenotazioni al Battiferro al 335 7456877. La formula è quella consolidata per le giornate di festa, pranzo aperto agli ospiti, gratuitamente, e alla cittadinanza, su offerta. Vi anticipiamo che in entrambe le Cucine come in ogni “pranzo di festa” non ci faremo mancare nulla, ma al Battiferro in particolare sono previste pappardelle al cinghiale.

Qui la bella lettera di invito mandataci da Sandra Soster, coordinatrice della Cucina del Centro Saffi:
Il 25 aprile è una festa molto importante, per noi delle Cucine popolari (e quel “noi”, come avrete imparato a capire, è proprio un soggetto plurale: ospiti, volontari, sostenitori, amici degli ospiti e dei volontari, tutti insieme appassionatamente, con “selvaggia allegria” come ha detto qualcuno).
Festeggiamo, come tutti, una Liberazione che c’è stata – dai nazisti, come quelli di Marzabotto – e che tanto è costata, ma ci ha reso possibile vivere ora in pace e in democrazia in questo pezzo di mondo. Ma c’è anche una “liberazione” attesa, ancora tutta da conquistare, che rappresenta la nostra ragione sociale, il senso del nostro stare insieme. Da un fascismo forse risorgente intorno a noi e dal razzismo, che respinge le persone apparentemente un po’ diverse senza neppure conoscerle. Ma c’è anche una liberazione invocata da tanti di noi, e specialmente da chi è un po’ più scalognato: dal bisogno o dalla solitudine, dalla sofferenza perché nessuno si accorge di te, dalla rabbia o dalla malinconia per come sta andando il mondo. Per poter vivere serenamente, in modo retto e consapevole, ma anche con gioia i nostri giorni. Facciamo del nostro meglio, insieme, con questa aspirazione.
Dunque ritorniamo alle parole chiave: festa e insieme, e quindi con i piedi sotto un tavolo, magari di fronte a una tagliatella. Dove? Alla Cucina popolare del Centro Saffi in via L. Berti 2/10, dalle 12 alle 13.30, dopo la manifestazione in piazza. Se è bel tempo nel giardino. Prenotatevi al 335 7781663. Vi aspettiamo!

– Domenica 29 aprile, dalle 12:30 alle 14:00, sempre alla Cucina del Centro Saffi, pranzo di pesce offerto dal ristorante Sale Grosso di Marco Giardini.
Molti di voi ricorderanno Marco Giardini perché ex-assessore in Comune ed ex-presidente di Arci, ora gestisce, insieme alla moglie, il ristorante Sale Grosso di vicolo de Facchini 4. Si sono specializzati in cucina mediterranea di pesce e da 5 anni sono sulla guida Michelin su Bologna. Insieme hanno deciso di portare i loro cuochi alle Cucine del Centro Saffi per offrire in solidarietà un pranzo interamente di pesce. Anche in questo caso, oltre che agli ospiti delle Cucine, il pranzo è aperto a tutti, è previsto un contributo di 25€ e il ricavato andrà interamente alle Cucine Popolari, per prenotare: 335 7781663.

– 1 maggiopranzo della CGIL-CISL-UIL nel cortile di Palazzo d’Accursio.
Come ogni anno i Sindacati organizzano per la Festa del Lavoro un pranzo in cui invitano Autorità e personalità pubbliche, come ormai tradizione da quando siamo nati noi di Civibo, 100-120 posti sono riservati agli ospiti delle Cucine popolari. Il pranzo è organizzato dalle Cucine, CGIL copre tutte le spese, il ricavato va alle Cucine. Per unirsi ai volontari che servono in piazza il 1 maggio, contattare Carmela: 338 6444774.

8b933709-c51b-4e4a-8cec-55195f9429c0Altri appuntamenti
– il 4 maggio, alle ore 19, presso la Cucina popolare del Centro sociale Saffi in via L. Berti 2/10, cena solidale e presentazione del libro “una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”
Francesca Ciampi intervista Carlo Zucchini, coautore assieme a S. Sbarbati del libro recentemente pubblicato da Corraini edizioni “Una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”. Segue una cena liberamente ispirata alle ricette della madre e delle sorelle del grandissimo pittore bolognese. Il ricavato andrà a sostenere l’attività delle Cucine popolari. E’ gradita la prenotazione al numero 335 7781663.

– il 5 maggio, come già annunciato, le Case Zanardi organizzano una colletta alimentare, si cercano volontari per formare piccoli gruppi che distribuiscano il materiale informativo e raccolgano i prodotti donati fuori dai supermercati Coop coinvolti nell’iniziativa. La colletta è un modo per sostenere diversi progetti che si occupano di povertà a Bologna tra cui naturalmente anche le Cucine popolari. Trovate tutte le informazioni per partecipare come volontari su questa pagina del nostro sito.

Come al solito prima di chiudere, una nuova cartolina degli amici delle Cucine popolari, oggi: Nafta, alias Marco Cigarini, chi non lo conoscesse può dare un’occhiata qui.

Come contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi ed è anche sempre possibile inventarsene dei nuovi:
– si può diventare volontario: veniteci a trovare o scriveteci dando la vostra disponibilità, vi metteremo in contatto con chi segue i volontari.
– Si può contribuire economicamente con un versamento, per un bonifico questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464 Intestazione: Associazione Civibo.
– E’ possibile fare una donazione, o impostare una donazione periodica, conPayPal passando dalla homepage del nostro sito.
– In occasione della denuncia dei redditi è possibile indicare le Cucine popolari come destinatarie del proprio 5×1000. Il Codice fiscale è 91372820372, la ragione sociale, il nome dell’associazione, CIVIBO onlus.
– Comperare il libro “Un ponte di colore” i cui proventi vanno alle Cucine popolari, potete acquistarlo per voi oppure per fare un regalo, è disponibile anche online a questo link.
– Se siete un’associazione o un gruppo di amici potete decidere di organizzare presso le Cucine il vostro pranzo sociale, oppure la vostra festa. Sarà un modo per contribuire e anche un modo per far conoscere le Cucine.
– Ci sono le collette alimentari organizzate fuori dai supermercati, si può andare come volontari oppure semplicemente contribuire. Ve ne daremo notizia per tempo.
– Se sei un ristoratore puoi organizzare un pranzo solidale.
– Infine ci sono le pizze e i panini sospesi.
Ci sembra già tanto ma se avete altre idee fateci sapere.

Scriveteci
Graditi, come sempre,i vostri commenti, i consigli e le vostre storie.  Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa email, che poi è la stessa cosa.

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Ci siamo presi la libertà di iscrivere al diario tutti i volontari e i donatori delle Cucine popolari, ma, se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, vi chiediamo scusa per il disturbo, potete cancellare l’iscrizione cliccando qui sotto alla voce unsubscribe.

Fate girare la voce. 
Se ti è piaciuto quello che hai letto e vuoi far conoscere le Cucine popolari ad un amico, inoltragli questa email, per iscriversi alla newsletter cliccare qui.

La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario delle Cucine popolari – pagina 3

Carissime volontarie, carissimi volontari, amiche e amici delle Cucine popolari,

c’è qualcosa nelle nostre Cucine che non è facile o immediato spiegare a chi ci legge senza mai essere venuto a mangiare da noi, qualcosa di cui siamo orgogliosi e che pensiamo faccia la differenza.
Ma prima, come augurio di buona Pasqua, vi dedichiamo questo bel piatto di tagliatelle preparato dall’associazione Miss…ione Matterello (associazione di cui vi racconteremo più sotto).

2a951710-3f81-479e-bbd1-800d1aff8163La socialità
Abbiamo già detto che alle Cucine si mangia bene. Abbiamo già detto che i volontari si fermano dopo il pranzo degli ospiti e mangiano insieme le stesse cose che hanno preparato e servito per gli ospiti. Abbiamo già detto che è possibile organizzare pranzi o feste sociali per gruppi o associazioni presso le Cucine. Come forse avrete intuito, questa terza pagina del diario delle Cucine è dedicata alle occasioni di socialità e di festa.
Avere a che fare con la povertà, con le persone fragili e bisognose, non è facile, si può andare incontro allo sconforto, cedere al pessimismo o alla tristezza ma è incredibile la magia che si sviluppa attorno ad un buon pranzo mangiato in compagnia, specialmente se buono, specialmente se donato.
Le Cucine non sono solo un posto in cui riempirsi la pancia o fare un po’ di volontariato, sono un luogo di incontro, di scoperta, di scambio, sono un luogo in cui succedono un sacco di cose. Non è un caso che le Cucine siano nate ufficialmente con una festa, una grande festa il cui eco ha fatto il giro d’Italia: il matrimonio di Roberto Morgantini ed Elvira Segreto.
In questa terza pagina del diario delle Cucine popolari, come promesso da qualche tempo, vi racconteremo la storia di quel matrimonio, e poi le storie, più piccine ma non troppo, delle occasioni di festa che si sono verificate in queste 3 settimane dall’invio dell’ultima pagina del diario.

Il matrimonio di Roberto e Elvira
Elvira e Roberto stanno insieme dal ’76 ed hanno due figli già grandi quando decidono di sposarsi nel 2015.
“Ci siamo sposati perché volevamo regolarizzare la nostra situazione avendo visto fallire Pacs, Dico e quant’altro – dice Elvira – e perché, sposandoci, potevamo contribuire alla nascita delle Cucine popolari, un’ ipotesi che ci è piaciuta molto, mi è piaciuta molto. Fino a quel momento – continua Elvira – le mense erano gestite solo da cattolici, cosa che va benissimo ben inteso, ma, ci chiedevamo, noi che siamo laici, dobbiamo solo dire “è compito dello Stato” o possiamo fare anche noi qualcosa per chi è in difficoltà? Ne parlavamo sempre. Quando ho capito quanti soldi servivano per aprire una cucina, ho pensato che sarebbe stato impossibile farlo, ma Roberto osa dove osano le aquile, e ha insistito. Abbiamo così deciso di sposarci e di chiedere, a chi voleva, denaro per aprire le Cucine, al posto di regali.” “Le Cucine – interviene Roberto – sono state una prospettiva che ad un certo punto è diventata una vera esigenza: fare qualcosa che potesse dare un segnale, fare qualcosa di concreto dal basso”. Per il matrimonio arrivarono 65 mila euro, una cifra molto, molto importante. “La cosa bella – dice Elvira – è che questa somma è stata raccolta attraverso una vera e propria sottoscrizione popolare. Mi ricordo con commozione una email che ci è arrivata da una signora del Veneto che ha mandato 10 euro. Non ci conosceva, ma aveva sentito parlare del progetto, credo in Tv”.
Dunque è dal matrimonio dei Morgantini che ha potuto prendere il via la prima Cucina popolare: quella del Battiferro dove, ora, ogni giorno dal lunedì al giovedì si dà da mangiare a un centinaio di persone, alcune delle quali portano anche a casa il cibo per la sera (e, il giovedì, forse anche per il giorno dopo).
”Eravamo un gruppo di volontari di Piazza Grande – dice Roberto – l’associazione dei senza fissa dimora, e lì abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di dare una risposta diversa. Abbiamo ragionato a lungo, per un anno e mezzo, mancava il denaro, mancava la garanzia di poter dare continuità per almeno un anno, non volevamo creare illusioni. Avevamo bisogno di un capitale iniziale di 20-30 mila euro poi, dicevamo, si vedrà. I soldi, con il matrimonio, arrivarono. Con molta gratitudine devo dire che hanno partecipato diverse centinaia di persone sparse in tutta Italia, e anche persone dall’estero, dalla Palestina, dalla Germania, dal Perù”.
Il denaro, Roberto e Elvira pensano, sarebbe arrivato comunque, anche senza il loro matrimonio, solo ci sarebbe voluto più tempo. ”Ci saremmo arrivati – dice Elvira – ma ci avremmo messo altri anni e forse avremmo dovuto attingere a contributi di Istituzioni, di Cooperative .., non sarebbe stata la stessa cosa”. “Volevamo un progetto laico – interviene Roberto – poi abbiamo incontrato il parroco del quartiere Navile (della Parrocchia di San Cristoforo), una persona eccezionale, e i volontari della parrocchia, ancora più eccezionali. Ci siamo detti: non vogliamo ideologizzare nessuno, la Chiesa non deve benedire nessuno, proviamo a mettere al centro la persona che ha bisogno? Laici e cattolici possono lavorare assieme?Sì. Oggi possiamo dire che è riuscito anche un secondo matrimonio, ancora più bello del nostro. C’è una integrazione totale, volutamente non abbiamo chiesto alcun finanziamento pubblico: ci tenevamo a dimostrare che se le persone si mettono assieme, è possibile portare avanti iniziative come questa, nata dal basso”.
Il denaro raccolto con il matrimonio (e in seguito con altre iniziative) viene utilizzato per le spese correnti (acqua, luce, gas…) e anche per la messa a norma delle cucine, ad esempio al Battiferro è servito anche per comprare “un abbattitore di temperatura, del costo di 10 mila euro che prima non sapevo nemmeno cosa fosse”, dice Roberto. Inoltre il denaro serve per comprare quello che non arriva – la carne in particolare – dalle diverse realtà che donano prodotti: le Cooperative, la Caritas, le Parrocchie e tanti altri.
Oggi nelle tre Cucine popolari lavorano circa un centinaio di volontari e si distribuiscono circa 250 pasti al giorno. Per il loro funzionamento servono 90 mila euro all’anno. Bisogna lavorare sodo per raccoglierli, non avendo alcun finanziamento.
Roberto è un vulcano di idee e di progetti per far conoscere le Cucine e per raccogliere fondi: “Novantamila euro all’anno hanno la coda lunga, ma – dice Roberto – anche la fantasia ha la coda lunga”. “E poi – continua – c’è la forza che deriva dal fatto che il progetto è condiviso da tutti. Se fallisse, non sarebbe una perdita solo per i nostri ospiti, ma anche per noi, per chi ogni giorno ci mette energie, tempo, passione.” “Se non ci fosse una squadra, non ce la potremmo fare, però è vero– interviene Elvira – che l’idea originale delle iniziative, spesso, parte da lui. Faccio un esempio: anni fa andai in Argentina e vidi i cartoneros (libri fatti con i cartoni trovati per strada, dipinti e arricchiti con piccole storie), ne presi uno per farglielo vedere. Dopo anni, il Battiferro era aperto da qualche mese, Roberto ha ripreso quell’idea per fare “Nel Cartone”, libri con copertina di cartone disegnata o dipinta con racconti di scrittori, poeti, intellettuali, che sono stati venduti per finanziare le Cucine popolari e Piazza grande.
“I volontari – dice Roberto – sono i protagonisti di questo progetto. Ci sono pensionati, ma anche giovani e, lo dico senza esagerare, vorrebbero esserci anche dei bimbi. Lo dicevano quelli di una scuola elementare che sono venuti a fare i camerieri la scorsa settimana… e poi pensiamo che, mentre i volontari ovunque mancano, da noi c’è una lista di attesa per fare il volontario”.
Una riflessione: non deve essere facile conciliare la vita di coppia, la famiglia (ora Elvira e Roberto hanno anche due nipoti) con questo grande impegno delle Cucine. “Corriamo sempre -dice Elvira- Roberto è spesso fuori, io faccio un po’ da gazzettino per i figli e i nipoti, ci parliamo molto e cerchiamo anche di vederci spesso. I figli sono molto attenti perché stimano molto quello che si fa per le Cucine.” “Ci siamo un po’ divisi i ruoli, – aggiunge Roberto – certo, lei ha il peso più grande, prima parlavamo di energia: lei ne ha tanta.”
“Nel futuro? Andremo avanti, – dice Roberto – e, come abbiamo progettato, riusciremo ad aprire una cucina in ogni quartiere, siamo a metà strada, ci metteremo un po’, ma arriveremo a raggiungere il nostro obiettivo”.
Elvira è andata in pensione da poco, ma lavora ancora tanto. Chissà se la vedremo in cucina o in sala. “Volontaria alle Cucine? C’è la lista di attesa, mi metterò in fila come gli altri..”.

05663a8f-45c4-4e88-9379-7b9871a7b165Bambini alle Cucine popolari 
Mercoledì 14 marzo gli allievi di due classi delle scuole elementari Federzoni, nell’ambito di un progetto sulla cittadinanza giunto ora al secondo anno, sono venuti per un giorno a servire alle Cucine. Il giorno prima sono stati Roberto e Pasquale ad andare alle Federzoni a raccontare cosa sono le Cucine, a ragionare con i bambini su chi sono, cosa sono i poveri, la povertà, i bisogni. Mercoledì sono stati gli allievi della 3°E e della 3°F delle Federzoni a presentarsi alle Cucine, insieme agli insegnanti ed alcuni genitori, e a portare l’allegria, la confusione, i sorrisi e la spontaneità di 45 bambini di 8/9 anni.
Una sferzata di vita, di freschezza e di belle speranze come testimoniano i disegni che hanno preparato e consegnato a Roberto: “ma è vero che sei Babbo Natale?” con i loro disegni ci hanno consegnato anche le loro aspettative e ci hanno ricordato una responsabilità: i bambini ci guardano.
Guardando quei bambini è difficile non notare che hanno provenienze le più varie, da tutto il mondo, e che l’Italia del futuro non è quella di quando a scuola eravamo noi, genitori o nonni di quei bambini.
I bambini ci guardano e noi siamo chiamati a dare l’esempio. Le Cucine, nella loro concretezza, sono un esempio e regalano a quei bambini oltre all’esempio anche un sogno, un sogno che è stato regalato anche a noi quando eravamo bambini: il sogno di una società giusta, solidale. Una società in cui chi ha di più, chi ha più soldi, più tempo, più capacità, aiuta chi ha di meno, in cui la persona ha un valore in quanto persona, anche se povero, anche se nella vita ha fatto delle scelte sbagliate o semplicemente sfortunate, e naturalmente anche se straniero o anche se diverso.

Qui sopra le Cucine popolari disegnate dai bambini delle Federzoni, le foto dei bambini in visita alle Cucine le potete vedere a questo link, qui il servizio realizzato da èTv.

Cosa, altro, è successo alle cucine

30a26247-6460-47df-8eaf-84921375b421– Iniziamo ringraziando i Club della tifoseria Rossoblu che nella cena del 14 marzo scorso hanno raccolto e donato alle Cucine popolari 1500 €. La cena di solidarietà organizzata dai tifosi del Bologna ha raccolto ben 400 persone e finanziato anche altri due progetti del territorio.

– Il 19 marzo è stata un’altra giornata di festa alle Cucine in via del Battiferro. L’abbiamo chiamata tagliatellata solidale: prima, corso di sfoglia per i volontari della cucina, poi, per tutti, ospiti e volontari, tagliatelle e ragù appena fatti dalle sfogline dell’associazione Miss…ione Mattarello e dai volontari della Mutua Salsamentari.
La Mutua Salsamentari è uno dei partner delle Cucine popolari, all’insegna della solidarietà e della gastronomia, e avremo modo di parlare di nuovo.
Dell’associazione Miss…ione Matterello vogliamo parlarvi brevemente subito, perché la loro storia ha molto in comune con la nostra, partendo dal cibo e dalla solidarietà. Miss…ione Matterello nasce a Finale Emilia all’indomani del terremoto. Rina Poletti, presidente dell’associazione, insieme ad altri 3/4 volontari inizia a organizzare eventi di solidarietà a base di pasta sfoglia. Le scuole del territorio sono state riaperte ma sono vuote, mancano attrezzature e materiali, così loro, le sfogline di Miss…ione Matterello, una sfoglia dopo l’altra, raccolgono fondi e ogni anno consegnano assegni da sei, cinque, otto mila euro alle amministrazioni dei comuni colpiti dal terremoto. Lavorano tutte le settimane e finita la ricostruzione, nel 2017 decidono di abbracciare il progetto delle Cucine popolari. Nel frattempo hanno battuto il record della sfoglia più grande, 100 uova per 10 metri di lunghezza.
La scelta di reagire alle avversità e di combattere la rassegnazione ci accomuna con questa associazione di sfogline, che speriamo di avere accanto a noi in tante altre occasioni.
Il 19 marzo, prima della tagliatellata, è stato consegnato alle Cucine un contributo di 2.500 Euro, frutto delle iniziative 2017 svolte nell’ambito di GOLA presso il Caseificio Olmi&Centomo di Anzola Emilia (Associato Salsamentari) in collaborazione con la Mutua Salsamentari 1876 e Miss…ione Mattarello. Qui un bel servizio sulla tagliatellata del 19 marzo. Grazie, grazie a tutti, per il grande cuore e per le tagliatelle.- C’è un altro avvenimento che dobbiamo ricordare in questa pagina, prima di arrivare agli appuntamenti: il 22 marzo Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo, era alle Cucine Popolari di via del Battiferro per consegnare un camioncino refrigerante con cui i volontari del progetto potranno andare nelle aziende e raccogliere gli alimenti freschi. “Ci fa piacere che il nostro logo sia accostato a quello delle Cucine Popolari-ha detto Calzolari rimirando il camioncino-,perché questa è un’iniziativa di solidarietà come non se ne erano mai viste finora in città. Fa piacere perché ha avuto un successo importante legato alla storia di Bologna. E’ una cosa insieme molto moderna e molto legata alla tradizione di questa terra, e noi siamo vicini idealmente a questa esperienza.”
Grazie, grazie e ancora grazie.
– Ultimissimo, mercoledì scorso, il 28 marzo, i ragazzi della Fondazione Gualandi a favore dei sordi coinvolti nel progetto Pane e pomodoro hanno cucinato e servito per la seconda volta alle Cucine Popolari di via del Battiferro 2. Non abbiamo ora lo spazio di approfondire il discorso su questo progetto fatto di inclusione, solidarietà e lotta ai pregiudizi, troveremo il modo di farlo in seguito, chi vuole saperne di più può andare sul sito della Fondazione Gualandi: quiqui e qui.Appuntamenti– Martedì 10 aprile, alle ore 18, la Cucina di via Berti ospita la presentazione del libro “Per un’etica dell’ospitalità” di Francesco Piantoni, con l’autore discuteranno don Giovanni Nicolini e il professor Ivano Dionigi, modera Caterina Giusberti, giornalista.- Sabato 14 aprile a Parco nord, nell’ambito di Porcelli d’autore, manifestazione dedicata al maiale e alla sua gastronomia, il ristorante dell’associazione Amici dal Ninen offre un pranzo di solidarietà in collaborazione con la Caritas diocesana e Cucine Popolari: oltre 100 coperti per le persone in difficoltà.
Le eccedenze alimentari dei quattro giorni di festa saranno messe a disposizione della Caritas e di Cucine Popolari per essere usate nelle loro mense. Un modo concreto per lottare contro lo spreco alimentare.- Il 22 aprile è in programma una festa, che stiamo organizzando insieme ad altre 40 associazioni, per ora non riusciamo a dirvi altro se non che sarà in piazza dei Colori.

– Il 5 maggio prossimo le Case Zanardi organizzano una colletta alimentare e stanno cercando dei volontari. La colletta è un modo per sostenere diversi progetti che si occupano di povertà a Bologna tra cui naturalmente anche le Cucine popolari. Trovate tutte le informazioni per partecipare come volontari su questa pagina del nostro sito.

Prima di chiudere vi regaliamo la nuova cartolina degli amici delle Cucine popolari realizzata in china da Ermanno Marco Mari. Vi diamo appuntamento a tra 2/3 settimane, a seconda delle cose da raccontare e della disponibilità che avremo.

Scriveteci
Come sempre aspettiamo i vostri commenti, i consigli e le vostre storie.  Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa email, che poi è la stessa cosa.Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
Ci siamo presi la libertà di iscrivere al diario tutti i volontari e i donatori delle Cucine popolari, ma, se avete ricevuto questa mail per errore o comunque non volete più riceverla, vi chiediamo scusa per il disturbo, potete cancellare l’iscrizione cliccando qui.Fate girare la voce. 
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by Demetrio Collina