Diventa volontario per un giorno

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Diventa anche tu volontario per un giorno!

Sabato 13 ottobre 2018 alcuni punti vendita Coop Alleanza 3.0 di Bologna e Castenaso ospiteranno una raccolta di beni di prima necessità per sostenere gli Empori Solidali di Case Zanardi, il Banco di Solidarietà Bologna, le Cucine Popolari – Bologna Social Food, la Mensa di Antoniano onlus e l’Opera Padre Marella.
Aiutaci a distribuire materiale informativo sulla raccolta, raccogliere i prodotti donati oppure impegnarti nella logistica. Sarà un’esperienza utile alla comunità e piacevole. Conoscerai nuove persone e potrai coinvolgere amici, parenti e colleghi a partecipare con te condividere insieme questa iniziativa che ha l’obiettivo di dare una speranza e uno stimolo in più ad alcune persone che si trovano in difficoltà socio-economica.
Contattaci allo 051-6352911 o tramite mail a info@auserbologna.it per dare la tua disponibilità e diventare volontario per un giorno.

Diario delle Cucine popolari – pagina 10

 

Un’altra storia dedicata agli appuntamenti, dopo il grande successo della cena per Borgo Panigale. Un successo che in buona parte poggia sulle solide spalle delle Cucine popolari, Ancescao e le altre realtà del volontariato che hanno aderito all’iniziativa del Comune: Bologna abbraccia Borgo.


Ci è stato chiesto di collaborare a realizzare un iniziativa per Borgo Panigale e per tutta la Città, un evento che riunisse la comunità attorno alle vittime, ai soccorritori, ai sanitari e a tutte le persone coinvolte nell’incidente del 6 agosto scorso. Le Cucine popolari hanno risposto a modo loro, cucinando, e mettendo a tavola, insieme ad Ancesaco e alla Comunità islamica, e grazie alle donazioni di Coop, 900 persone più oltre 200 volontari.
Il risultato è stata una serata impeccabile e indimenticabile, che è riuscita a coinvolgere cittadini e autorità, forze dell’ordine, vigili del fuoco, sanitari, rappresentanti del mondo economico, politici, artisti e tantissime altre persone. Persone che hanno deciso di aiutare a preparare o a servire, o semplicemente di partecipare.
Era importante, dopo lo shock e la paura seguiti all’incidente del 6 agosto, reagire e ritrovarsi come comunità che mostra la capacità di essere solidale nel momento del bisogno, perché “dalle difficoltà non si esce mai soli ma insieme”.

Appuntamenti
Ci sono tre diversi appuntamenti che coinvolgono le Cucine, che vogliamo segnalarvi e che speriamo possano interessarvi:

– Questo fine settimana, dal 28 al 30, alla Bolognina, nel piazzale Bassani – Masina, si tiene il Bolognina festival, una manifestazione promossa dalle realtà del territorio in collaborazione con il Quartiere Navile. La Bolognina è il quartiere in cui siamo nati come Cucine, qui abbiamo stretto tanti legami e avviato tanti progetti, non potevamo mancare, infatti come Cucine popolari partecipiamo al festival con un nostro Stand.
A questo link il programma del Bolognina Festival.

– Lunedì prossimo, alle 19, alle Cucine del centro Saffi si tiene la presentazione del libro di Massimo Vaggi “Kinshasa, storia di un’adozione”a seguire una cena, a menù speciale, preparata da Ciro Ascione, grande amico delle Cucine, e chef della Trattoria Casa Mia.

Massimo Vaggi è presidente di NOVA, un’associazione che si occupa di adozioni internazionali, nel suo libro racconta il blocco delle adozioni messo in atto nel 2013 dal governo del Congo e le storie dei bambini e delle famiglie coinvolte. Alla presentazione parteciperanno Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, e Giampiero Righisi, scrittore.

Ciro Ascione, oltre essere un ottimo chef e titolare della trattoria Casa mia di via Saragozza, è un amico e un volontario delle Cucine popolari. Ha trascorso parte delle vacanze estive con i figli a Lampedusa a cucinare per un campo lavoro di Amnesty International. Oltre a cucinare per un certo periodo al Battiferro, Ciro si è offerto come chef per organizzare cene a menù speciale per finanziare le Cucine.
Questo il menù della cena di lunedì. Antipasto: zuppa di funghi di stagione e chips di polenta fritta. Primo: tortelloni di zucca, mostarda e amaretto al ragù di prosciutto di Parma. Secondo: guancia di maiale brasata, al Lambrusco Grasparossa con patate ponte nuovo e cipolle in agrodolce. Dolce: fiordilatte all’amaretto.
Per prenotazioni: 335 7781663, oppure Sandrasoster@virgilio.it.

– Sabato 6 ottobre, ore 20, a Villa Paradiso, in via Emilia Levante 138, una serata musicale per ricordare Odette Righi, scrittrice, poetessa e staffetta partigiana, con il cantautore bolognese Fausto Carpani.

Villa Paradiso sarà presto la sede della quarta Cucina popolare, quella del quartiere Savena. In attesa dei lavori che dovranno rendere possibile l’apertura della cucina, il gruppo di volontari del Centro sociale e delle associazioni che vi fanno capo, tra cui Armonie e Auser, stanno organizzando una serie di iniziative per mantenere vivo il Centro e alta la partecipazione.

La prima di queste iniziative è dedicata a Odette Righi e vede la partecipazione di Fausto Carpani, cantante dialettale, grande amante di Bologna e della sua storia, oltre che amico di Odette.

Odette Righi fa parte della storia di Bologna, è una delle persone che con il loro impegno e la loro carattere hanno ispirato e fatto crescere la nostra comunità, dedicando una vita intera alla scuola, alla politica e alla società. Staffetta partigiana, insegnate, scrittrice e poetessa dialettale, attiva nel mondo del volontariato, dalle associazioni giovanili del Pratello, al movimento femminile, alle associazioni dialettali, è stata residente del quartiere Savena e ha lavorato da volontaria a Villa Paradiso, collaborando con Auser e Armonie a laboratori di scrittura creativa.

Cosa è successo 

abbiamo già parlato in apertura della cena per Borgo Panigale.
Il giorno prima partiva la collaborazione tra le Cucine popolari e l’associazione Andromeda, con la consegna Il 20 settembre del primo raccolto dell’orto biologico realizzato presso l’ospedale Maggiore dal progetto Seminare inclusione.
Si allarga così la rete della solidarietà bolognese: alle Cucine popolari andranno tutte le insalate, gli odori e gli ortaggi coltivati dai volontari dell’associazione Andromeda negli orti urbani realizzati presso i tre ospedali cittadini: Maggiore, Rizzoli e Sant’Orsola.

Come contribuire alle Cucine popolari

– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione. Questo è il nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Andando sul nostro sito, www.civibo.it, in alto a sinistra, potete scegliere di fare una donazione periodica usando PayPal.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online, a questo link.
– fai conoscere il diario delle Cucine popolari, inoltra questa mail a amici che possono essere interessati, per iscriversi alla newsletter è sufficiente cliccare qui e inserire l’indirizzo e-mail..

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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere a questo indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

La redazione del
diario delle Cucine popolari

Demetrio Collina e Marta Fin

Bologna Festival

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Diario delle Cucine popolari – pagina 9

Care volontarie e cari volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari

torniamo dopo un mese di assenza con una nuova pagina del diario delle Cucine popolari. Nuova pagina dettata dall’urgenza di comunicare gli importanti appuntamenti che ci attendono in questo mese di settembre. Tra questi spicca la cena Bologna abbraccia Borgo l’iniziativa promossa dal Comune e dal Quartiere per mettere insieme a tavola tutta la comunità colpita dalle conseguenze del terribile incidente sul raccordo autostradale del 6 agosto scorsoQuesta pagina del nostro diario risente però ancora degli impegni estivi della redazione, che in parte è in giro per il mondo e in parte presa dagli impegni familiari propri delle vacanze. Per questo motivo, una volta tanto, saremo sintetici e dopo avervi introdotto gli appuntamenti che vedono impegnate le Cucine in settembre, poi ci limiteremo a ripercorrere l’agosto appena trascorso con una galleria di foto delle iniziative che ci hanno visto coinvolti, una sorta di album con le più belle foto di un’estate piena di solidarietà, con le Cucine sempre protagoniste da un pranzo all’altro, da una piazza ad un’altra piazza.

Ultima cosa prima di lasciarvi agli appuntamenti: grazie di cuore la tenuta Agricola Almerita che sostiene l’associazione Civibo destinando alle nostre Cucine il 10% di tutto l’olio che vendono (meraviglioso olio extravergine e DOP molisano). Giovedì scorso, il 30 agosto, hanno consegnato un primo carico del loro olio a Roberto Morgantini al Battiferro.
Hanno voluto ringraziare l’associazione e i volontari per il “profondo e complesso lavoro di inclusione e sostegno che svolgono tutti i giorni.” Inutile sottolineare che se alle Cucine va il 10% di quanto venduto, più l’Azienda agricola Almera vende, più olio arriverà alle Cucine 😉

APPUNTAMENTI– venerdì 7 settembre il PD offre un pranzo per gli ospiti di Cucine popolari e Caritas alla Festa dell’Unità provinciale, che quest’anno di tiene alla Fiera, ingressi su viale Aldo Moro e in viale della Fiera 20, il pranzo sarà presso lo stand del ristorante 100 passi, gestito da Libera;

– domenica 16 settembre, Cucine popolari partecipa a VOLONTASSOCIATE, la festa del volontariato bolognese, che quest’anno di terrà a FICO;

– martedì 18, una nostra volontaria festeggia il 25° anniversario di matrimonio presso le Cucine. Grazie Elena e Lorenzo per aver scelto di condividere con noi questo momento di festa, congratulazioni a voi e i nostri migliori auguri!

– mercoledì 19 settembre alle ore 18 presso la Cucina di via Berti 2/7, presentazione del libro ” Un posto dove abitare” di Salvatore Jemma, edizioni Bohumil. Dialogherà con l’autore Silvia Pagnotta. A seguire aperitivo.

– venerdì 21 settembre, Bologna abbraccia Borgo Panigale
Come tutti sappiamo Il 6 agosto scorso alle 14:40 un incidente stradale ha provocato una incredibile e terrificante esplosione sulla tangenziale bolognese, proprio nel punto in cui si interseca con la via Emilia a Borgo Panigale. L’esplosione ha provocato il crollo del ponte della stessa tangenziale e devastato tutta l’area circostante. Soltanto la fortuna e la prontezza ed efficienza dei soccorsi ha limitato il numero delle vittime al solo autista del camion che trasportava il materiale infiammabile.
Un evento come quello del 6 agosto scorso ricorda a tutti noi come siamo fragili, vulnerabili. Ci ricorda quanto la nostra Città abbia bisogno di cure e dell’amore dei suoi cittadini, di una comunità che la mantenga viva e gli dia un anima. Ci ricorda come ognuno di noi abbia a bisogno degli altri e come siano importanti la solidarietà e lo spirito che questa comunità è stata in grado di costruire nella sua storia.
L’incidente del 4 agosto riguarda tutti noi bolognesi, e per questo motivo le Cucine popolari hanno deciso partecipare alla cena di strada promossa dal Comune di Bologna e dal Quartiere Borgo Panigale per radunare una comunità ancora scossa da quanto successo e mettere attorno a un tavolo con le autorità cittadine i feriti e i loro famigliari, i soccorritori, dai vigili del fuoco alle forze dell’ordine ai sanitari, e tutti coloro che sono stati coinvolti nell’evento.
La cena di strada si terrà venerdì 21 settembre dalle 19:30, davanti alla sede del quartiere Borgo Panigale, in via Marco Emilio Lepido 25/2, e sarà aperta a tutta la cittadinanza. Sarà organizzata in collaborazione con Cucine popolari e i Centri sociali Ancescao di Bologna, associazioni cui andrà anche il ricavato della cena (la sottoscrizione minima richiesta è di 5€). Questo è il numero del Quartiere a cui prenotare: 051 6177838. Se volete partecipare vi consigliamo di affrettarvi perché l’affluenza si annuncia particolarmente alta.
Bologna abbraccia Borgo Panigale la pagina del sito del Comune di Bologna che presenta l’iniziativa.

Cucine popolari a San Giorgio di Piano
Nelle serate di sabato 22 e domenica 23 settembre, nel corso della tradizionale festa di paese di San Giorgio di Piano, festa dedicata a San Luigi Gonzaga, sarà possibile cenare presso lo stand di Cucina Etnica, situato nei pressi di porta Capuana, e degustare uno speciale menù etnico. L’utile dello stand andrà alle Cucine popolari per sostenere le persone in difficoltà.

– nei giorni 28-29-30 settembre, le Cucine popolari vi aspettano al Bolognina Festival, una manifestazione promossa dalle realtà del territorio in collaborazione con il Quartiere Navile. Tre giornate di musica, cultura gastronomia e aggregazione per valorizzare la Cittadinanza attiva e il volontariato che si terranno in vari punti della zona: a partire dal Piazzale della trilogia Navile tra via Bassani e Masina, in cui saranno fissi da sabato alle 17:00 per tutta la durata del Festival, insieme a quello delle Cucine, stand gastronomici, banchetti, spettacoli e concerti; sono previsti appuntamenti itineranti in vari punti della Bolognina, momenti di confronto sul volontariato e sulla storia del territorio, pranzi di solidarietà e tanto altro ancora.
Il festival verrà inaugurato venerdì 28 con i saluti di Monsignor Zuppi e alle 20:45 l’attrice Tiziana Di Masi proporrà lo spettacolo “ Io Siamo” , la rappresentazione di tante storie di volontariato in tutta Italia ideata per dare voce a tutti i volti di donne e uomini che ogni giorno si adoperano per chi ha bisogno.
La Bolognina è il quartiere in cui sono nate le Cucine, quello in cui abbiamo la presenza più importante, non potevamo mancare.

COSA E’ SUCCESSO
Album dei ricordi – l‘estate delle Cucine popolari

Anche in estate, grazie alla forza e all’impegno dei suoi volontari, le Cucine continuano a fornire un servizio prezioso alle persone in difficoltà della nostra città, un servizio fatto di sostanza e di relazioni, di cibo per il corpo e per l’anima. Le Cucine sono anche state protagoniste di tre grosse iniziative il 25 luglio, il 15 agosto e il 26 agosto.
Ve ne facciamo un resoconto per immagini con le foto che abbiamo trovato sui social. Ringraziamo come al solito i fotografi, tra cui Mariagrazia de Siena e Andrea Fabbri Cossarini.

25 luglio 2018 – spaghettata antifascista
200 piatti andati via in pochi minuti e tanti, tantissimi amici

Pranzo di ferragosto
200 persone su 2 diversi turni al Battiferro che ha sostituito il cortile di Palazzo d’Accursio, indisponibile per problemi logistici. Menu tradizionale e piatti etnici offerti dai ristoranti delle comunità straniere.
Qui un bel video di presentazione

26 Agosto – Hey Joe Bologna suona
200 pasti offerti da Camst, in collaborazione con Cucine popolari e Piazza Grande, alle persone svantaggiate in occasione della 2 giorni di musica di Hey Joe Bologna suona, manifestazione in ricordo di Padre Marella
Qui il servizio di TRC sul pranzo in piazza maggiore

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione. Questo è il nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Andando sul nostro sito, www.civibo.it, in alto a sinistra, potete scegliere di fare una donazione periodica usando PayPal.
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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Pastasciutta antifascista

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Diario delle Cucine popolari – pagina 8

Care volontarie e cari volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari

Siamo a luglio inoltrato e si avvicina il terzo compleanno delle Cucine popolari.
Sembra ieri, quando le Cucine Popolari erano ancora un desiderio, un progetto o forse solo una speranza… eppure sono trascorsi tre anni ed è bello sapere che nel frattempo si sono aggiunte altre due sorelle, e alla Cucina del Battiferro si sono affiancate quelle al Centro Italicus e al Centro Saffi.
Sono passati tre anni dal 21 luglio del 2015 in cui si è inaugurata la cucina del Battiferro. Quando grazie al matrimonio di Roberto ed Elvira si è riusciti a catalizzare il desiderio di solidarietà nella nostra Bologna e si è vinta la scommessa di raccogliere volontari e fondi attorno all’idea di una Cucina laica e popolare.
Questo venerdì sera festeggiamo a modo nostro, con una cena di autofinanziamento, il terzo compleanno delle Cucine popolari, a partire dalle ore 20:00 nel giardino del Centro sociale Fondo Comini, davanti al Battiferro, siete tutti invitati!
Per preparare questo compleanno abbiamo fatto due chiacchiere con Agata Tabuso, la persona che nel 2014 ha ideato e scritto il progetto delle Cucine e che ora si occupa della formazione dei volontari. Con lei abbiamo parlato di nuove e vecchie povertà, del ruolo delle Cucine e di quello che le rende uniche.
Cosa c’è in questa pagina
Come abbiamo già annunciato nell’ultima pagina del nostro diario le Cucine popolari non chiudono in estate, anzi, oltre alle normali aperture delle tre Cucine, oltre alle colazioni solidali partite già in tre diversi Centri sociali, tra gli appuntamenti in agenda troverete : lafesta del nostro terzo compleanno, questo venerdì, e, il 25 luglio, la spaghettata antifascista a Palazzo d’Accursio con Sindacati, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera.
Poi più in là: il 15 agosto il tradizionale pranzo di Ferragosto sempre a Palazzo d’Accursio, e il 25 e 26 agosto la due giorni di concerti in Piazza in ricordo di Padre Marella e per la solidarietà, organizzata da Hey Joe – Bologna suona insieme a Piazza Grande e Civibo.
Nel racconto delle cose fatte trovate; l’incontro con ICEA e la splendida cena con Ciro Ascione, con i link alle foto e il paginone di Repubblica dedicato al “nostro” cuoco in partenza per Lampedusa con Amnesty International.
Infine, è stata oggi stesso ospite a pranzo al Battiferro, la storia di Shireen Issawi, donna e avvocato palestinese, venuta in Italia per raccontare la sua esperienza di prigioniera nelle carceri israeliane.5X1000
Sono ormai gli ultimi giorni ma ee non avete ancora fatto la dichiarazione dei redditi ricordate che potete donare il vostro 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico.
L’idea dietro alle Cucine: rispondere al bisogno di relazioni Agata Tabuso è una delle due vicepresidenti di Civibo,  segue la formazione, ed è la persona che nel 2014 ha scritto il progetto delle Cucine popolari, trasformando un’ idea in un’azione concreta che ora è una realtà consolidata. A differenza della maggior parte degli altri volontari, lavora ancora come assistente sociale ed ha un punto di vista privilegiato sul disagio, sul ruolo e sul funzionamento delle Cucine.

Come è nata l’Idea?
L’idea delle Cucine è nata da un gruppo all’interno del direttivo di Piazza Grande e l’idea era quella di una mensa laica. Perché a Bologna le mense che c’erano erano la Caritas e l’Antoniano e quindi con una identità cattolica. Poi abbiamo costituito una nuova associazione per promuovere questo progetto. L’idea era non solo una mensa laica ma, entrando nel merito, una mensa che non stigmatizzasse, l’idea di una mensa non per il povero ma popolare, accessibile a tutti. Una mensa dove l’utenza non venisse ghettizzata né stigmatizzata, perché chi poteva pagava e pagava un po’ anche per gli altri, mentre chi non poteva non pagava. Questa era l’idea. Nel 2014, quando abbiamo fondato l’Associazione CIVIBO, il problema rimanevano i fondi e nel 2015 l’idea di Roberto di finanziare tutto con il matrimonio ci ha dato la possibilità di partire con il progetto.
Quale è la peculiarità delle Cucine?
La mensa non risponde solo a un bisogno alimentare ma a un bisogno relazionale che è ancora più forte, più sentito e che non ha risposte. Perché se i luoghi deputati alle persone in difficoltà sono dei luoghi che ghettizzano che stigmatizzano che cronicizzano la tua posizione di povero, come dire, non risolvono il vero problema che è poi quello della povertà relazionale, non tanto quella economica. A Bologna da mangiare non manca, esistono dei vademecum per chi vive in strada, vademecum che sono chiari che dicono dove andare a fare colazione, dove andare a lavarti, dove andare a mangiare, quindi diventa un po’ la professione di chi ogni giorno vive per strada, diventa un po’ un lavoro.
Anche per questo il progetto non voleva più rivolgersi alle persone in strada, quindi al disagio grave, e questo è stato un motivo per cui Piazza Grande lo ha considerato non prioritario. Volevamo rivolgerci a quella fascia così detta grigia che non aveva poi veramente delle risposte, quindi il cassaintegrato, il pensionato con un reddito basso, le famiglie numerose monoreddito, questa è un po’ la fascia a cui volevamo rispondere.
Puoi farci un quadro del bisogno, la povertà, la marginalità a Bologna?
Per quella che è la mia finestra, quello che riesco a vedere io: da un lato c’è appunto un disagio grave, che è quello delle persone che vivono in strada, e quello è forte e presente su Bologna, anche perché Bologna è un crocevia, è un posto di passaggio ed è un posto sopratutto che risponde a questi bisogni. Quindi diciamo che chi vive in strada e che ha il problema di non avere un tetto sa che una risposta a Bologna la trova. Poi c’è un’altra fascia di persone, mi viene tanto da pensare ai malati psichiatrici, che hanno delle pensioni bassissime, di 290€ al mese, e con quelle devono soddisfare tutti i loro bisogni… molti di loro ottengono gli alloggi dell’Acer ma tra gli affitti… e infatti penso che nelle nostre mense ce ne siano diversi di queste persone. E quindi c’è tutta questa fascia di persone con invalidità, con pensioni basse, un po’ quelli che indicavo prima: una fascia grigia che ha delle risposte standardizzate a volte che coprono il bisogno ma non risolvono il problema.
Sei impegnata ogni giorno in Comune come assistente sociale, come segui l’andamento delle Cucine?
Io mi occupo della formazione dei volontari, cerco di garantire che siano fatte le formazioni, sia quelle obbligatorie tenute dall’ASP sia quelle che servono per lavorare meglio. A ottobre partirà un corso di formazione per tutti i volontari: sulla relazione, il rapporto con l’utenza, il burrn out del volontario.
Come sarà organizzato questo corso?
Saranno 2 giornate formative fatte di sabato: la prima giornata sarà rivolta a tutti gli operatori, sala e cucina, e avrà come tema la relazione d’aiuto. La seconda giornata, invece, sarà rivolta solo a quelle persone che, avendo fatto la prima giornata di formazione, poi si sono rese disponibili a fare da faciliitatore.
Infatti il progetto iniziale prevedeva la presenza del facilitatole: il volontario che resta a tavola con le persone, mangia con loro e che si occupa di tessere relazioni, mettere in rete le persone, raccogliere eventuali disagi.Puoi parlarci della figura del facilitatore?
quali sono i rapporti su cui deve lavorare?

Intanto tra i commensali, capire se lo stato di bisogno di uno può essere colmato magari dallo stato di bisogno dell’altro. Faccio l’esempio dell’anziano che ha la pensione bassa e non riesce ad arrivare a fine mese e ha nello stesso tavolo la mamma con bambino che potrebbe ambire a un lavoro migliore però deve trovare chi gli tiene i bambini, perché magari sul territorio non ha nessuno, e quindi queste due esigenze, queste due povertà potrebbero incrociandosi diventare poi risorse per entrambe.
In un ottica di welfare generativo, è questo il contesto all’interno del quale nasce il progetto, cerare di mettere insieme le risorse, vedere le persone come risorse non come problemi e poi attraverso queste risorse e lavorando su questo generare… Il bisogno della persona non è più bisogno diventa risorsa e genera risorse per altri. Non è un generativo che per forza deve essere tra due persone. Se io faccio bene a una persona quella persona potrà fare del bene a un’altra persona fuori, che io non conosco. Il rapporto è un po’ questo.
Quindi all’interno dei commensali il ruolo del facilitatore è quello di riuscire a capire chi può aiutare chi e in che modo.
Poi anche con l’esterno: noi abbiamo dei volontari che sono ex professionisti, abbiamo il dirigente, l’ex direttore, l’insegnante, abbiamo insomma dei volontari che hanno a volte percorsi lavorativi anche molto importanti, persone che conoscono tante altre realtà tante persone e quindi potrebbero, perché no, mettere in contatto il commensale con qualcuno nella sua rete di conoscenze che potrebbe poi essere utile per…
Poi c’è il discorso dell’attivazione delle persone, l’idea di attivare rendere partecipi le persone (gli ospiti ndr) nelle azioni della mensa, anche questa cosa ha funzionato solo in parte perché anche lì è necessario capire bene come, come selezionate queste persone, come non selezionarle, come fare in modo che questa voglia di partecipare nasca dalla persona e in che modo, come stimolare.Hai parlato di welfare generativo, puoi spiegarci cos’è?
c’è tutto un filone, c’è la Fondazione Zancan che se ne sta occupando e che lo promuove da diversi anni, c’è stata anche una formazione a livello cittadino. Io mi ero occupata di welfare generativo già nel 2012, mi sono occupata di microcredito per diversi anni, e il microcredito è proprio un strategia di welfare generativo: io do a te, tu restituisci, quei soldi andranno a beneficio di altri. Questa cosa, il fatto di sapere che un azione, quindi anche la restituzione, possa essere un beneficio per altri è una cosa che stimola, da’ una forte motivazione.

Ci sono altri esempi di esperienze simili alle Cucine popolari?
Che io sappia no, quando dovevo buttare giù il progetto ho cercato su internet ma no, non ho trovato nulla. Solitamente le mense sono come quelle che avevamo già a Bologna, lo Stato rispetto a questo aspetto ha delegato tantissimo alla Chiesa.


Cosa è successo alle Cucine

– Lunedì 9 al Centro Saffi c’è stata la cena speciale preparata da Ciro Ascione, il cuoco del ristorante Casa Mia, ricorderete il menù preannunciato nella scorsa pagina del diario.
La serata è stata bella, una festa (per farvi un’idea trovate quiqui e qui le foto fatte da Andrea Fabbri Cossarini e da Mariagrazia De Siena) ma la cosa davvero straordinaria è la collaborazione nata con Ciro alle Cucine e che lo ha portato a scegliere di partecipare da volontario ad un campo organizzato da Amnesty International a Lampedusa a fine mese.Su Repubblica potete leggere una bella intervista fatta a Ciro sull’incontro con Morgantini e le Cucine popolari, sulla soddisfazione di “cucinare per chi ha fame” e sulla scelta di trascorrere parte delle vacanze a Lampedusa a fare il volontario con la sua famiglia, perché: “desidero che i miei figli vedano quello che succede”.
– Mercoledì 11 luglio, al Battiferro, abbiamo accolto i rappresentanti di ICEA per fare una chiacchierata su possibili collaborazioni. ICEA è un consorzio di enti, associazioni, imprese e organizzazioni della società civile  che si occupa di certificazione etica ed ambientale, ed appare molto interessata all’esperienza delle Cucine popolari. Ha già collaborato nella diffusione del volume Un ponte di colori, il cui ricavato va alle Cucine, ed è tra i nostri donatori di formaggi. Potrebbero nascere altre collaborazioni, vi aggiorneremo.

– Oggi stesso a pranzo è stata nostra ospite al Battiferro Shireen Issawi, donna e avvocato palestinese. E’ venuta in Italia per raccontare la sua esperienza di prigioniera nelle carceri israeliane, dove è stata rinchiusa per circa 3 anni in “detenzione amministrativa” senza incriminazione e senza processo, per aver denunciato da avvocato “le violazioni nelle carceri”. Trovate a questo link la sua testimonianza raccolta dall’agenzia Dire

Appuntamenti

– Venerdì prossimo, 20 luglio, come già annunciato, festeggeremo il compleanno delle Cucine, a partire dalle ore 20, nel giardino del Centro sociale Fondo Comini. Venite e fate girare la voce.

– il 25 luglio, ci sarà una spaghettata antifascista a Palazzo d’Accursio, organizzata dalle Cucine popolari insieme a CGIL, CISL e UIL, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera.

Vi anticipiamo fin da ora che in agosto  avremo:
– il 15 agosto il tradizionale pranzo di Ferragosto sempre a Palazzo d’Accursio.
– Il 25 e 26 agosto la due giorni di concerti in Piazza in ricordo di Padre Marella e per la solidarietà, organizzata da Hey Joe – Bologna suona insieme a Piazza Grande e Civibo.
Un altro ritratto di Ermano Marco Mari per la galleria degli amici delle Cucine popolari

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione. Questo è il nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Andando sul nostro sito, in alto a sinistra, potete scegliere di fare una donazione periodica usando PayPal.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online a questo link.
– fai conoscere il diario delle Cucine popolari, inoltra questa mail a amici che possono essere interessati, per iscriversi alla newsletter basta cliccare qui e inserire l’indirizzo e-mail..

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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin