Diario Cucine popolari – pagina 23

Come sapete le Cucine non stanno mai ferme e così anche questa nuova pagina del diario delle Cucine popolari è piena di notizie e sorprese, piena di energia, di cose che nascono e crescono in una opera collettiva che con l’apporto e il contributo di tanti continua a dare buoni frutti.
Scusateci se non sempre riusciamo a stare dietro a tutto.
Tra le cose successe trovate l’annuncio di un nuovo ciclo di incontri contoddi da Giuseppina Muzzarelli da tenersi dopo l’estate, visto il grande successo degli incontri sul rapporto tra donne e cibo nella storia.
Tra gli appuntamenti: la prima cena solidale presso la Camst di via Ugo Bassi a un mese dal lancio dell’iniziativa; la tagliatella antifascista il 25 lulgio con Alssandra Spisnile prove dell’Italiana ad Algeri al Teatro Comunale.
Infine, negli apporfondimenti, l’intervista al presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, condotta da Aldo Balzanelli.
Sì, perché anche in redazione abbiamo qualche novità, si sta costituendo un gruppo responsabile della comunicazione con tanti progetti, sui social, alla radio e altro ancora.
Un gruppo che coinvolge alcuni porfessionisti, ora in pensione, vicini alle Cucine, per cui speriamo di darvi presto altre buone notizie anche su questo fronte.

Intanto, se non avete ancora fatto la dichiarazione dei redditi, vi invitiamo a donare il 5×1000 a Civibo, l’associazione delle Cucine popolari. Le Cucine vivono grazie al vostro contributo!Cosa è successo– giovedì 6 giugno, giornata di raccolto nell’orto urbano dell’Ospedale Maggiore: bieta, sedano, lattuga e tanto altro, dall’orto urbano coltivato dall’Associazione di Volontariato Andromeda con gli studenti dell’Istituto Agrario Serpieri, alla tavola delle Cucine Popolari.
Qui il video della raccolta realizzato da Bologna in diretta.
– Venerdì 7 giungo le Cucine popolari hanno partecipato alla festa delle scuole elementari Federzoni nella Bolognina. Qui un video, piuttosto lungo in verità, della festa.- Domenica 9 giugno, in via Bentivogli indovina chi viene a pranzo ? la tradizionaletavolata multietnica, cui partecipano decine di associazioni di volontariato. Al banchetto multietnico le Cucine hanno partecipato con delle bolognesissime lasagne!
Festa sempre bella e partecipatissima, tante belle foto piene di amici delle Cucine.quiquiqui e qui.
Fra tutte abbiamo scelto di pubblicare una foto del nostro disegnatore preferito, nonché autore delle chine che pubblichiamo regolarmente in chiusura di newsletter, Ermanno Marco Mari.– Mercoledì 12 giugno a Villa Paradiso, all’interno della rassegna Andér in paradis in caroza”, golosa merenda delle Cucine popolari lo spettacolo “La sgnéra Cateréina e el fiancaresta” a cura del gruppo lettura San Vitale, all’interno della rassegna “Andare in paradiso in carrozza”. Trovate tante belle foto qui.

– Mercoledì 19 giugno si è conclusa nella Cucina di via Berti la seconda e ultimaconversazione della stagione pre-estiva su donne e cibo con Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale e di storia del costume e della moda all’Università si Bologna. Relazione fra donne e cibo: una storia secolare tra piacere, cura, seduzione, ribellione.

Sono stati incontri belli, vivaci, interessanti, molto partecipati entrambi, e a grande richiesta del pubblico presente, in autunno le conversazioni con Giuseppina Muzzarelli riprenderanno su nuovi filoni di approfondimento che potranno essere ancora legati al tema del cibo o altri temi di costume o di storia.
Appuntamenti– Mercoledì 3 luglio alle ore 19.30 al ristorante self-service Bass’otto 200 ospiti delle Cucine Popolari Battiferro, Saffi, Italicus saranno invitati al pranzo sospeso (in realtà cena) offerto da frequentatori del popolare ristorante self-service della Camst. Gli inviti saranno distribuiti agli ospiti di tutte e tre le Cucine popolari.
Un grande grazie coloro  che hanno pagato un pasto sospeso al Bass’otto e alla Camst che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa dei sospesi oltre ad aver offerto e ad offrire tante altre collaborazioni alle Cucine.Sapevamo che coinvolgere CAMST avrebbe significato un salto di qualità per i pasti sospesi ma siamo comunqe sorpresi delle dimensioni che sta assumento la cosa: sono425 i parti sospesi donati nel primo mese dai clienti della CAMST.
C’è interesse e attenzione verso questa iniziativa: a questo link trovate un articolo del Carlino,  qui un altro bell’articolo pubblicato sul sito di Lega Coop.
– sabato 6 luglio alle ore 18  presso il Fondo Comini (proprio di fronte alla Cucina Popolare BattiferroMaurizio, volontario alle Cucine, ha organizzato una speciale festa per un importante compleanno della sua compagna Anna. Maurizio ha invitato amiche e amici a un rinfresco al Fondo Comini, a partire dalle ore 18. Il rinfresco sarà preparato da volontarie e volontari della Cucina del Battiferro. Il regalo di Maurizio, oltre al rinfresco, sarà un contributo alle Cucine. Grazie Maurizio e tantissimi auguri ad Anna.- domenica 7 luglio, grazie ad una collaborazione con il teatro comunale, gli amici e i volontari delle Cucine popolari sono invitati ad assistere alle prove dell’opera di Rossini, l’italiana in Algeri, pagando un contributo simbolico di 2 euro. Chi è interessato può rivolgersi a Roberto.

– giovedì 25 luglio, si ripeterà l’iniziativa della spaghettata antifascista lanciata lo scorso anno da Cucine popolari insieme a CGIL, CISL e UIL, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera, e a cui quest’anno si aggiunge l’onlus Avvocato di strada.
Con la differenza che quest’anno sarà una tagliatellata antifascista: durante la mattinata infatti Alessandra Spisni, la cuoca ambasciatrice della cucina bolognese, insieme ad altre 6/7 sfogline tirerà la sfoglia per tutti i partecipanti.
Altre iniziative per la serata del 25 sono in preparazione nelle singole Cucine.

Le storie delle Cucine pololari

Gianpiero Calzolari è presidente della Granarolo, il colosso cooperativo del latte, da un decennio. Dal 2017 guida anche la Fiera di Bologna. Come è avvenuto il suo “contatto” con le Cucine Popolari?

E’ praticamente impossibile non entrare in contatto con Roberto Morgantini e con la sue straordinarie iniziative. Sapevo della sua idea di dar vita alle Cucine Popolari e ho seguito un po’ tutta l’avventura fin dall’inizio, fin dal primo finanziamento ottenuto grazie ai “regali di matrimonio”. Ci siamo incontrati e intorno a un tavolo abbiamo provato a pensare cosa potevamo fare insieme. Noi, come Granarolo, sosteniamo diverse associazioni di volontariato. Roberto ci ha spiegato che c’erano parecchie aziende che offrivano prodotti alimentari per le Cucine, ma che spesso c’erano problemi di conservazione. Per questo abbiamo deciso di donare alle Cucine un nostro camioncino-frigo. Questo consente di evitare che qualcosa vada sprecato e alle Cucine di conservare gli alimentari donati.

La Granarolo è presente in tutta Italia. Vi sono altre iniziative simili alle Cucine Popolari o si tratta di un’esperienza unica?

Ci sono sicuramente altre iniziative, penso alla rete della parrocchie, all’esperienza degli empori, dove chi è in difficoltà può acquistare a prezzi contenuti, ma secondo me questo approccio laico di Morgantini è tipicamente emiliano. Mi spiego. Qui da noi si dice “c’è un problema, ce ne facciamo carico e insieme lo risolviamo”. Cioè nelle esperienze di volontariato, che ci sono ovunque, l’Emilia ha questo tratto che secondo me ha molto a che fare con la cooperazione. Qui c’è ovunque un “co…” molto diffuso (cooperative, cooperatori, collaborazione) che è un po’ la cifra di questa terra.

E nel resto d’Italia?

Proviamo ad esportare il modello Emilia, che, è bene precisarlo, non è un modello ideologico. Quando Granarolo sbarcò a Milano ad esempio c’era molta diffidenza, molta preoccupazione. Arriva la coop rossa…Ora i nostri soci lombardi sono diventati i maggiori sostenitori del modello cooperativo.

Granarolo però assomiglia molto più a una grande impresa….

E’ vero, ma è organizzata secondo un modello economico cooperativo. Per noi contano moltissimo i due asset fondamentali: il rapporto quotidiano con i soci produttori e quello con i consumatori. E’ evidente che in mezzo c’è un mondo, soprattutto considerando le dimensioni dell’azienda, ma il rapporto con i consumatori per noi resta fondamentale. Anche per questo essere presenti nei luoghi della socialità, come possono essere le Cucine popolari, per noi è importante, perché sostiene la nostra “reputazione” e contribuisce ad affermare il ruolo sociale dell’impresa.

Ci sono altre ragioni che vi inducono a sostenere iniziative come le Cucine Popolari? Ma anche, per esempio, la Banca del latte del Sant’Orsola.

Sì. Un altro aspetto fondamentale per noi è il legame con il territorio. Abbiamo 19 stabilimenti in Italia e ovunque contribuiamo a progetti di responsabilità sociale che hanno lo scopo di rinsaldare il tessuto sociale in cui operiamo.

Cosa l’ha colpita in particolare dell’esperienza delle Cucine Popolari?

Nel progetto Cucine Popolari c’è qualcosa in più di altre esperienze di volontariato che pur sono valide e importanti. C’è il sorriso con il quale i volontari accolgono gli ospiti delle Cucine e il rapporto che sanno stabilire con loro. A volte una chiacchierata, un sorriso appunto, vale di più di un pasto gratis, che pure è importante. Per la cooperazione il primo valore in assoluto è la dignità delle persone e per questo si è creata una naturale sintonia con le Cucine che immagino ci vedrà ancora a fianco in qualche nuovo progetto.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Stiamo cercando volontari per la Cucina del Centro Italicus, in San Donato. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete organizzare una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Aldo Balzanelli, Demetrio Collina
e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari

Diario delle Cucine popolari – pagina 22

Questo è tempo di bilanci e in questo Diario raccontiamo che anche il 2018 è stato un anno “pieno”: abbiamo chiuso i conti sostanzialmente in pareggio, abbiamo erogato quasi 48.000 pasti e pensiamo di erogarne 62.000 questo 2019. Si tratta di buoni risultati, tuttavia le volontarie e i volontari si impegneranno per migliorare ancora l’organizzazione e per contenere, per quanto possibile,  i costi delle utenze, molto elevate. Abbiamo poi un nuovo partner, di cui siamo molto contenti: Camst che, oltre a partecipare ai “pasti sospesi”, sarà un valido sostegno anche negli acquisti per ciò che non riusciamo ad avere in dono. In questa pagina raccontiamo anche quanto è successo e quali sono gli appuntamenti per i prossimi giorni.
Come sempre, vi invitiamo a farci conoscere le vostre opinioni, critiche e suggerimenti. Tutto è sempre molto utile e gradito.
Cosa è successo– dal 20 maggio scorso anche la Camst è entrata nella scommessa dei “sospesi” dando la possibilità ai clienti dei ristoranti C’entro e Bass’otto di pagare un pasto sospeso in favore di una persona in difficoltà. Camst ci ha comunicato che sono già arrivati a 250 pasti sospesi. Un grazie di cuore.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa dal presidente di Camst Francesco Malaguti, insieme al nostro Roberto Morgantini, alla vicesindaco Marilena Pillati e l’assessore Matteo Lepore, erano presenti anche il filosofo Stefano Bonaga e lo scrittore e blogger Danilo Masotti. Trovate alcune le foto qui e qui, qui il servizio di E’Tv e un altro breve video qui.

– mercoledì 22 maggio, promossa dalle Cucine Popolari (associazione CIVIBO), allaCucina Popolare Saffi si è tenuta la prima conversazione su “La relazione fra donne e cibo. Una storia plurisecolaree fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. La relatriceMaria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna, seguita con grande interesse, si è sofferrmata, con suggestivi riferimenti alla storia dell’arte e alla letteratura, su tre questioni: ordine sociale medioevale che prevedeva per le donne un atteggiamento subalterno di svogliatezza e moderazione nel rapporto con il cibo; le donne che con l’allattamento si fanno cibo trasformandosi in soggetto attivo: l’interesante e inquietante storia delle balie attraverso la monaca Ildegarda di Bingen e il suo libro di ricette sull’uso delle erbe, emerge la grande competenza delle donne nella conoscenza e cura del corpo e delle malattie, conoscenza e competenza che, con il divieto delle donne di accedere all’Università, verranno respinte. Prossimo appuntamento il 19 giugno, sempre alle Saffi.– sabato 1 giugnoRamadan, festa per la rottura del digiuno in via Torleone
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in via Torleone si è tenuta la cena di strada organizzata dalla Comunità Islamica Bolognese in occasione del Iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno durante il mese del Ramadan. La cena ha visto la partecipazione di tantissime persone e ha avuto l’obiettivo di promuovere il dialogo e la condivisione tra le culture. Hanno partecipato il sidaco Virginio Merola, gli assessori comunali Alberto Aitini e Davide Conte, il vescovo Matteo Zuppi e anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Parte dell’incasso sarà devoluto alle Cucine Popolari. Un enorme grazie fin da ora.
Qui vi portiamo un sunto dell’intervento tenuto da Roberto Morgantini durante la serata:
“E’ bello essere qui, ed è bello vedere questa strada piena. Piena di colori, di odori, di culture differenti ma non distanti.
Anche quest’anno siamo riusciti a rinnovare l’appuntamento che, oltre ad avere un importante significato religioso, rappresenta un momento per la città di Bologna di grande valore. I nostri tempi, questi giorni, sono probabilmente tra i più bui che la nostra Repubblica di questo nuovo secolo abbia vissuto…
…il futuro sembra davvero imprevedibile, è davvero difficile immaginarsi il domani.
Ma io voglio immaginarlo da qui il futuro, da via Torleone, dove non ci sono musulmani, cattolici, atei, italiani o altro, ma solo “umanità”: l’unica razza in via di estinzione per mano dello stesso uomo.
… E’ bello vedere Bologna riunita nelle sue strade, con i suoi cittadini in un abbraccio di confronto e integrazione.
E’ da qui che dobbiamo ripartire, da questa sera, da questi momenti che ridanno e speranza e futuro a tutta la cittadinanza bolognese.
Grazie di essere qui… Buona pace a tutti 

– sabato 1 giugno le Cucine Popolari sono state ospiti della puntata dedicata agli Eroidella trasmissione Pipol di Geppi Cucciari, andata in onda su Rai3. Tra gli ospiti in nostro Roberto Morgantini.
Questo il link per chi volesse vedere o rivedere la strasmissione, chi vuole vedere lo spassoso intervento di Roberto può andare direttamente al 49° minuto.

“- nel pomeriggio di domenica 2 giugnoFesta della Repubblica, in Piazza Nettuno, si è tenuta la celebrazione “L’altro 2 giugno. Festa dell’Italia che ripudia la guerra. Pace, Diritti, Comunità“. Una celebrazione molto partecipata, a cui hanno presenziato anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari.

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Appuntamenti

– giovedì 6 giugno, alle ore 18, alla Cucina Popolare Saffi ci sarà la presentazione dellibro “Due o tre cose che so di Lei. Ricettario per la salute mentale”Sarà presente l’autore, Giovanni Rossi, psichiatra e psicanalista. Ne parleranno con lui Angelo Fioritti, direttore Dipartimento salute mentale dell’Ausl di Bologna e Bruna Zani, presidente dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi. A seguire aperitivo preparato dalle volontarie e dai volontari della Cucina Saffi.

– venerdì 7 giugno, le Cucine popolari partecipano alla festa di fine anno della scuola primaria Federzoni (Via Di Vincenzo 11/2). Il ritrovo sarà alle ore 15. A seguire, i genitori delle bimbe e dei bimbi, provenienti da molte parti del mondo, prepareranno torte da consumare insieme. Nella giuria che giudicherà la torta migliore ci saranno anche in nostri Roberto Morgantini e Pasquale Loreto.
Questo il programma: dopo il ritrovo alle 15, alle 16:30 canti, danze, musica, poesie, mostra dei lavori dei bimbi, buffet multietnico offerto dai genitori, gara delle torte con giuria di gran valore, pesca finale.

– domenica 9 giugno, appuntamento in Via Bentivogli per la tradizionale tavolata multietnica – con degustazione di cibi da tante parti del mondo – “Indovina chi viene a pranzo“, giunta alla 9° edizione.

Le Cucine Popolari, oltre a uno stand gastronomico, fanno una interessanteproposta, in collaborazione con Trekking Italia: una passeggiata lungo le vie della Cirenaica per approfondire la conoscenza del quartiere, storica periferia popolare bolognese, destinata nei primi decenni del secolo scorso a celebrare nel nome delle sue vie la guerra di Libia, oggi dopo la reintitolazione a molti protagonisti della Liberazione, rappresenta un autentico manuale a cielo aperto della storia del movimento partigiano bolognese.


– mercoledì 19 giugno, alle ore 18, sempre alla Cucina Popolare Saffi, si tiene il secondo incontro su “La relazione tra donne e cibo. Una storia plurisecolare fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. Relatrice sempre Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna. La seconda conversazione ripartirà dal tema “Le streghe – venia et venenum (perdono e veleno). A seguire l’aperitivo preparato da volontarie e volontari della Cucina Saffi.

– la data non è ancora definita ma c’è già un accordo per un incontro tra Cucine Popolari e Banca Etica per discutere di modalità di collaborazione.

Le nostre storie

Assemblea annuale di Civibo, l’associazione che da’ vita alle Cucine Popolari
Si è chiusa con una sorpresa l’assemblea annuale dell’associazione Civibo: il presidente Giovanni Melli ha consegnato alcune pergamene e  piante da curare (come sono da curare le nostre Cucine) a volontarie e a un volontario che sono con noi da lunga data. Ma questo, graditissimo, è stato il finale, prima ci sono state, altrettanto gradite e partecipate, la  presentazione dei bilanci consuntivo 2018 e preventivo 2019, la presentazione e discussione su nuovi progetti di solidarietà, la discussione sulla nostra organizzazione. E su questi temi ci soffermiamo.Il bilancio del 2018 si è chiuso con un utile di esercizio di 1.355 euro, fatti gli accantonamenti per gli investimenti futuri. Anche nel 2018 l’attività delle Cucine è stata molto rilevante: sono quasi 48.000 i pasti erogati e la previsione nel 2019 è di arrivare a 62.000 (cifra stimata a partire dai pasti erogati nel primo quadrimestre). Buona anche la partecipazione alla colazione del mattino offerta al Battiferro (al Centro Comini proprio di fronte alla Cucina) e all’Italicus.
Siamo in affitto in tutte e tre le Cucine, oltre a ciò, il prossimo anno occorrerà fare investimenti per strumentazioni che permettano di abbattere i costi delle utenze, che attualmente sono molto alti.

Il presidente Giovanni Melli ha poi raccontato diffusamente  i progetti sui quali Civibo intende impegnarsi. Ne abbiamo parlato nella pagina del precedente del Diario e, per questo, ora li riportiamo solo per titoli: Portineriato socialeProgetto Savena, progetto presentato alla fondazione Cassa di risparmio (ora ribattezzato Rete empori solidali per la gestione delle eccedenze alimentari), Laboratori di cittadinanza. Per quest’ultimo progetto è già stato fissato il primo incontro di un piccolo gruppo di lavoro, sempre costituito da volontarie e volontari, coordinato Sandra Soster: il prossimo 26 giugno alla Cucina popolare Saffi. Inoltre Civibo parteciperà anche al progetto del Comune di Bologna per rilanciare e riqualificare i Centri anziani che diventeranno “Case di comunità”.

La discussione tra i soci è stata interessante e allargata alle diverse problematiche presenti: tutte e tutti hanno concordato sulla necessità di contenere le spese generali e di “alzare – ha detto il presidente Melli – il livello di applicazione delle norme igienico sanitarie” migliorando ancora l’attenzione sulla sanificazione degli ambienti (le pulizie), le modalità e gli strumenti di lavoro. Al riguardo è stato diffuso un manuale operativo che deve circolare di più tra le volontarie e i volontari.  E’ stata poi sottolineata la necessità diaumentare il numero di volontarie/i alla Cucina dell’Italicus, in San Donato. E’ una Cucina di cui, per ora, abbiamo parlato poco ma che è molto tranquilla e molto ben organizzata. Se avete amici e conoscenti volenterosi di dare una mano che abitano in quella zona, presentateceli, si troveranno bene.
Si è concordato sull’opportunità di allargare lo sguardo alle associazioni del territorio, e di chiedere anche a loro che ci segnalino le persone che si trovano in una situazione di bisogno, sia di natura economica sia dovuto alla solitudine e alla mancanza di socialità. Per ora infatti gli ospiti vengono segnalati dalle assistenti sociali dei Quartieri e dalle Parrocchie, ma nulla vieta di accogliere anche altre segnalazioni.
Importante anche continuare nella formazione per migliorare ancora il lavoro dei volontari/e, nella comprensione degli ospiti e nella comunicazione, per migliorare la conoscenza delle Cucine, per il fundraising e per migliorare la gestione di questo Diario, dei social, del sito internet. L’assemblea, dopo la sorpresa di pergamene e fiori,  si è chiusa con un piccolo buffet, gradito e partecipato da tutte e tutti.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Stiamo cercando volontari per la Cucina del Centro Italicus, in San Donato. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 21

Siamo a primavera e si avvicina il momento della assemblea annuale di Civibo, l’associazione che ha promosso e che gestisce le Cucine. Si tratta di una scadenza importante non solo perché si discute e si vota il bilancio di esercizio, ma anche perché ci si confronta sull’organizzazione, sulle modalità di miglioramento, su nuovi ambiti di attività solidale.
L’Assemblea annuale dei soci è fissata per giovedì 23 maggio, alle ore 16:00 alla Cucina del Centro Saffi.
Proprio in vista dell’Assemblea, in questa pagina del nostro diario, oltre al solito resoconto delle tante iniziative fatte e alla sezione dedicata ai prossimi appuntamenti, vogliamo soffermarci su alcune idee per nuovi progetti che sono stati presentati nel direttivo.

Vi lasciamo alla lettura e vi chiediamo, come  sempre, di seguirci e di inviarci vostri pareri: vogliamo essere un canale aperto con chi segue le Cucine per contribuire anche con questo diario alla condivisione di ciò che facciamo e anche al miglioramento delle attività.

Cosa è successo

– Sabato 20 aprile, Lorena (che ci aiuta anche per le donazioni di salmone) e Matilde, due volontarie di Clown 2.0, hanno portato alla mensa dell’Italicus oltre trenta uova di Pasqua donate loro attraverso un’iniziativa che hanno chiamato “uova sospese“.

Clown 2.0 è un’associazione di volontariato che attraverso la clownsofia (attraverso “il naso rosso”) promuove il buon umore al servizio dei minori ospedalizzati o in situazioni di disagio.
Quest’anno hanno lanciato l’iniziativa delle “Uova sospese” tra i sostenitori di Clown 2.0 ed hanno raccolto l’abbondante bottino di 30 uova, donate poi a Civibo, e distribuite ai nostri ospiti per addolcire la loro Pasqua con un bell’uovo di cioccolato.

– Martedì 23 aprile, Cucine popolari hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dal Quartiere Savena, intitolata “le parole della Liberazione“. Tre interventi, oltre all’introduzione della presidente Marzia Benassi: sulla Memoria, Robera Mira, dell’Anpi Savena, sui Diritti, Mirella Signoris, dello SPI Bologna, e sulla Solidarietà, Roberto Morgantini che ha parlato delle Cucine popolari.

– Il 25 aprile, aperitivo a Villa Paradiso, nel giardino della prossima Cucina popolare, con i volontari delle Cucine popolari e di tutte le associazioni che tengono vivo il Centro Sociale (qui le foto).


– Abbiamo celebrato il 1° maggio assieme alle lavoratrici e ai lavoratori, ai nostri ospiti, ai segretari generali di CGIL CISL UIL Landini, Furlan, Barbagallo, che quest’anno hanno partecipato alla manifestazione di Bologna (corteo numerosissimo e piazza strapiena con interventi dei tre segretari generali) e a tanti che hanno voluto restare con noi a pranzo. Volontarie e volontari delle Cucine Popolari, infatti,  hanno allestito, nel cortile di Palazzo d’Accursio, un ottimo pranzo a cui hanno partecipato otre 300 persone, tra loro una settantina di nostri ospiti, il sindaco, alcuni grandi amici delle Cucine e tanti che si sono prenotati attraverso le loro sigle sindacali. CGIL CISL UIL ci riconosceranno poi l’incasso nelle prossime settimane. Il pranzo è stato gioioso oltre che molto buono.


Altre foto quiqui,qui e qui,

– Sempre il 1° maggio, in via dei Muratori, le Cucine hanno curato il tradizionale pranzo rivolto ai soci della Cooperativa Risanamento. Una tradizione portata avanti dal vecchio presidente della Cooperativa, Sergio Mantovani, presidente per ben 12 anni, dopo quasi 30 passati da direttore dell’ufficio tecnico, di quella che risulta essere la più antica cooperativa della nostra provincia. Tradizione riproposta quest’anno dal figlio Francesco.

– 4 maggio al Teatro Manzoni: Change!
Le Cucine erano allo spettacolo del Coro Papageno, che si è esibito per la prima volta fuori dalle mura carcerarie accompagnati dal Trio del grande jazzista americao Uri Caine. Un concerto semplicemente spettacolare e carico di emozioni.

Il coro Papageno, diretto dal maestro Napolitano, è stato fondato nel 2011 da Claudio Abbado ed è composto da detenuti e da detenute della Casa Circondariale Rocco d’Amato di Bologna. Grazie ai biglietti sospesi, 50 posti erano riservati a ospiti e volontari delle Cucine Popolari.
Uno speciale ringraziamento a ad Alessandra Abbado presidente di Mozart 14, l’associazione che porta avanti i progetti educativi e sociali di Claudio Abbado
Qui foto e video della serata.

– Martedì 7 maggiotombola! al cinema Bellinzona, con Patrizio Roversi e Andrea Tolomelli.
Ve ne parliamo, perché si tratta di una bella iniziativa ma anche perché le Cucine Popolari hanno partecipato con il premio per la cinquina: un invito a pranzo per quattro persone presso le nostre Cucine.

E’ stata tombola bellissima iniziativa sia nelle intenzioni che nella realizzazione a cui abbiamo partecipato volentieri anche per far conoscere le Cucine e se, come crediamo, l’iniziativa verrà ripetuta a Bologna varrà sicuramente la pena esserci numerosi.


– Sempre il 7 maggio, presso il Battiferro, grande partecipazione alla presentazione del trailer del film documentario sulla Bolognina curato da Antonella Restrelli. C’erano tanti cittadini, tanti volontari di I love Bolognina, il presidente del Quartiere, Daniele Ara, e non è mancata una ottima cena a cura dei nostri volontari.

– Un lungo e bellissimo servizio sulle Cucine popolari è andato in onda l’8 maggio su TV 2000, all’interno del programma “Questa è vita”. Nel servizio interviste a volontari ospiti, cuochi, al presidente Melli e, in studio, a Roberto ed Elvira.
Foto qui foto e video qui.

– giovedì scorso, 9 maggio, nuove Cucine popolari nascono!
Giovanni Melli, il nostro presidente, Paola Marani e Roberto Morgantini sono andati a San Giovanni, ospiti del Circolo Arci Akkata a parlare dell’esperienza delle Cucine popolari e la possibilità che una nuova Cucina popolare nasca a San Giovanni.
Pubblichiamo qui il testo che Akkata ha diffuso dopo l’incontro:

Cucine popolari di Bologna ha incontrato il Circolo Accatà di San Giovanni Persiceto. Il progetto comune é la volontà di aprire anche a Persiceto una Cucina popolare con il sostegno e la collaborazione degli amici di Bologna.
Nella festa che si svolgerà nei prossimi due fine settimana sarà anche proposto un Pasto sospeso . Un primo passo per cominciare in tanti a creare una comunità attiva per il progetto !
l pasto sospeso è una modalità che permette a chiunque, lasciando un piccolo (o grande) contributo, di offrire una cena o un pranzo fuori a chi si trova in stato di necessità o difficoltà economica.
Abbiamo deciso di sperimentare questa iniziativa anche all’interno della nostra festa. Nel menu troverete, in alto a destra, la sezione “pasto sospeso”: la cifra che deciderete di lasciare verrà utilizzata per offrire la cena, l’ultima sera della festa, a persone che non potrebbero permettersela.
Ci sembra un atto semplice, di solidarietà, di aiuto concreto, applicabile in tante altre realtà (il teatro sospeso, il libro sospeso, il concerto sospeso…). Questo quindi potrebbe essere solo l’inizio.
Come capiamo chi ne ha realmente bisogno? Nel corso di questi anni abbiamo collaborato con varie realtà che si occupano di sociale, che seguono singoli o famiglie in stato di necessità. Ecco, chiederemo a loro di individuare i destinatari di questi pasti sospesi.
Rendete anche voi migliore questa festa, offrite un pasto sospeso!
Grazie a Morgantini, Melli, Marani per aver segnato questa bella strada e per continuare sostenendoci
– sempre il 9 maggio, alla Cucina del centro Saffi, si è parlato di migranti con la presentazione del libro di Enrico Gurioli: Migranti gente che sbarca. Oltre all’autore c’erano don Giovanni Nicolini, e il giornalista Massimo Gagliardi (qui tante belle foto della serata)

– il 10 aprile, come anche lo scorso anno, Franco Bottari ha festeggiato il suo compleano invitando gli amici alla Cucine di via Saffi, lo abbiamo ringraziato con questa bella torta.

– l’11 maggio, giornata di raccolta alimentare, anche le Cucine partecipano, fino a sera eravamo al Centro Lame (qui le foto)

Gli appuntamenti

– Il 15 maggio, Roberto Morgantini sarà al Festival del Fundraising a Lazise sul lago di Garda. Lui e le Cucine partecipano come finalisti al premio Italian Fundraising Award.
Un altro prezioso riconoscimento che arriva alle Cucine popolari.

– Lunedì 22 maggio, al Bassotto, di via Ugo Bassi, alle ore 11:00, la Camst terrà una conferenza stampa per annunciare, in collaborazione con le Cucine popolari, il pranzo sospeso, ovvero la possibilità di lasciare un pranzo pagato per chi ne ha bisogno, in alcune delle sue mense e dei i suoi ristoranti.

– Mercoledì 22 maggio, promossa dalle Cucine Popolari (associazione CIVIBO), si terrà la prima conversazione su “La relazione fra donne e cibo. Una storia plurisecolaree fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. Sarà con noi alla Cucina Popolare Saffi (Centro sociale Saffi, via Berti 2/8) Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna.
Si tratta del primo incontro di un piccolo ciclo, che vedrà un secondo appuntamento il 19 di giugno.
Alla conversazione seguirà poi un aperitivo preparato dalle volontarie e dai volontari della Cucina Saffi.

– Sabato 25 e domenica 26 maggio 2019, dalle 10 alle 17, a Villa Paradiso il mercato del baratto, come ogni anno organizzato da Armonie in collaborazione con tutte le associazioni che partecipano alla vita del Centro sociale Villa Serena, comprese le Cucine naturalmente.

– Sabato 1 giugno, dalle 18:30 alle 22:30, la comunità islamica di Bologna invita la cittadinanza alla terza edizione del Ramadan in città. Parte del ricavato della serata sarà devoluto alle nostre Cucine.

– Dopo la magnifica esperienza dello scorso anno, domenica 2 giugno dovrebbe tenersi, salvo intoppi burocratici, la seconda edizione del pranzo di solidarietà offerto dal Ristorante Meloncello, sotto le arcate del portico di San Luca.

Le nostre storie

Sarà giovedì 23 maggio alle ore 16:00, presso la Cucina Popolare Saffi  l’annuale assemblea dei soci Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine Popolari, assemblea convocata per discutere e votare il bilancio di esercizio 2018 e per parlare dell’organizzazione e del futuro: lo ha deciso il direttivo di Civibo, riunitosi lo scorso 10 aprile.  Del bilancio e degli sviluppi organizzativi delle Cucine parleremo nelle prossime  pagine di questo diario.
Ora vogliamo condividere alcune idee che sono state discusse nel direttivo per allargare lo sguardo dell’associazione a nuovi progetti. Come ha ricordato il presidente di Civibo Giovanni Melli l’obiettivo è sempre quello di rivitalizzare il contesto sociale del territorio della città  partecipando ad iniziative che coinvolgono reti di associazioni che condividono con le Cucine gli obiettivi di aiuto sociale alle persone fragili e a rischio di esclusione sociale.
Nel direttivo si è cominciato a ragionare su alcuni progetti che presentiamo per sommi capi essendo ancora in elaborazione.
Il primo riguarda il portineriato sociale. E’ un progetto che coinvolge diverse associazioni della Bolognina (compreso Civibo con la Cucina del Battiferro) che si strutturano in rete per essere punti di ascolto e di accoglienza per i diversi bisogni. La Cucina del Battiferro potrà  ricevere dalla rete la segnalazione di persone che potrebbero essere accolte a mangiare e, da parte sua, potrà  segnalare agli ospiti che vengono a mangiare le attività delle altre associazioni della rete.
Il secondo:  progetto Savena. Come noto,  a Villa Paradiso sarà aperta la 4° Cucina Popolare (i lavori sono già a buon punto) e Civibo intende partecipare a questo progetto rivolto alle associazioni del Quartiere Savena per la realizzazione della casa comunità Villa Paradiso (dove ci sarà anche la Cucina). Già volontarie e volontari di Civibo stanno rivitalizzando Villa Paradiso garantendo l’apertura del bar, in questo progetto la proposta è l’animazione di una settimana di attività che coinvolgano nonni e nipoti.
Il terzo è il progetto presentato dalla Cassa di Risparmio di Bologna per la costruzione di una rete integrata tra tutte le associazioni e gli enti che forniscono aiuti alimentari alle persone fragili,per ottimizzare le risorse alimentari raccolte  o donate mettendo in campo azioni concrete di contrasto allo spreco alimentare. Oltre alle Cucine popolari  –  che per un anno sperimenterà, il martedì pomeriggio alla Cucina del Battiferro, il trattamento di eccedenze alimentari da pre-trattare e da mettere poi a disposizione di tutta la rete –  sono coinvolti la mensa di Padre Marella, la mensa della Caritas, la rete degli empori, Casa Zanardi, scuole alberghiere.
Il quarto progetto riguarda laboratori di cittadinanza e prevede l’adesione di Civibo alla rete di associazioni che intende realizzare laboratori rivolti alla formazione di una nuova consapevolezza di cittadinanza. In elaborazione una proposta specifica di Civibo.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione, attenzione perché abbiamo un nuovo numero di conto corrente:
Associazione Civibo – BPER agenzia 9 – IBAN IT94X0538702409000003067519 – BPMOIT22XXX
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 20

Torniamo a scrivervi alla vigilia di Pasqua e delle altre feste della primavera che riempiono il nostro calendario e riempiranno le nostre giornate nelle prossime settimane.
Questa pagina del nostro diario è dedicata ai tanti appuntamenti programmati per il 25 aprile e il Primo maggio, si tratta di un grande sforzo per le volontarie e i volontari delle Cucine in queste giornate di festa.
Buona Pasqua un grande grazie tutti fin da ora!
Sempre in questa pagina del nostro diario trovate anche la cronaca di cosa è successoalle Cucine e, in fondo, nella sezione che abbiamo chiamato le nostre storie, il racconto di uno dei nostri ospiti e volontari, un giovane africano arrivato tre anni e mezzo fa su un barcone, una storia di liberazione dalla povertà e di riscatto per se e per la propria famiglia, una storia una che non è ancora terminata…

Siccome la primavera oltre che tempo di rinascita e di liberazione è tempo di dichiarazione dei redditi, vi ricordiamo di donare il vostro 5×1000 a CIVIBO, l’associazione delle Cucine popolari.

Cosa è successo 
– venerdì 29 marzo, bella cena di solidarietà per Associazione Cristina Gavioli. Un ringraziamento a tutte le volontarie ed i volontari per la riuscita (qui alcune foto della serata).

sabato 30 e domenica 31 marzo alla Cucina Popolare Saffi (grazie alla gentile concessione del Centro sociale Saffi) si è tenuta l‘assemblea nazionale di Assopace Palestina. Oltre 100 i partecipanti, un po’ stretti, cena per oltre 80 e pranzo per circa 70 preparati dalle volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Bel clima, interessantissimo confronto, saluti  e interventi da Moni Ovadia (in video), dall’ex sindaco di Valparaiso,Sergio Vuskovic con Leonardo Barcelo, entrambi perseguitati da Pinochet, di Naila Ayesh e Jamal Zakaout, moglie e marito, leader palestinesi e protagonisti del film Nalia and the uprising, sul ruolo delle donne nella prima intifada, e infine di Yasmeen Al Najjar, giovane palestinese che ha perso la gamba dx a 3 anni.

Yasmeen vive con una protesi ma questo non le ha impedito di scalare il Kilimanjaro, è a Bologna per cambiare la protesi, lo farà a Budrio in un centro specializzato, grazie agli sforzi di Assopace e della Regione Emilia-Romagna che sostiene i costi. Yasmeen è la prima donna al mondo, palestinese, ad aver scalato il Kilimanjaro e ora vuole andare sull’Everest, trovate la sua storia raccontata dal Corriere qui.
… insomma un bel week end e ottima ospitalità dalle Cucine Popolari.

– il 3 aprile alla Cucine energia e tanti freschi sorrisi al Battiferro con le ragazze e i ragazzi della Fondazione Gualandi a favore dei sordi che hanno preparato e servito il pranzo (qui trovate le foto)

– martedì 9 aprile sono venuti a trovarci al Battiferro i ragazzi della Cooperativa la Paranza, un gruppo di giovani napoletani del rione Sanità che dedicandosi alla cura dei beni comuni, riaprendo al pubblico le catacombe di San Gennaro, è riuscita a crearsi un lavoro e un futuro. Erano a Bologna per la presentazione del libro Vico Esclamativo – voci dal rione Sanità, scritto da Chiara Nicoletti. Un’esperienza preziosa, un’amicizia da approfondire.
Giovedì 11 aprile, al Battiferro,  Circolo 100 Passi, cena di solidarietà con l’Africa, organizzata dall’Associazione Gocce, Aiuti per l’Africa. A preparare anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Grande partecipazione, ottimi cibi con anche la presenza del Vescovo Monsignor Agapiti Ndorobo e di Padre Salutaris (tanzaniani) che si trovano in questo mese in Italia.

Venerdì 12 aprile sono stati consumati i 10 pasti sospesi pagati da clienti del ristorante A Casa mia di Ciro Ascione. A goderne sono stati ospiti delle Cucine Popolari Saffi e Battiferro.

– L’11 aprile al Battiferro hanno servito come camerieri otto dipendenti di intesa San Paolo, questo grazie ad un accordo aziendale che permette lori di prestare una giornata lavorativa presso associazioni di volontariato. Grazie di avere scelto noi!
– Venerdì 12 aprile, una delegazione delle Cucine Popolari è andata all’Interporto a visitare i magazzini della Camst che sono grandicelli: per fare un esempio, è arrivato un treno, non un tir, proprio un treno, di acqua minerale… La visita è stata l’occasione per un incontro ai vertici e per proporre, da parte delle Cucine, un sospeso da farsi nei self service Camst Bass’otto (Via Ugo Bassi)  e C’entro di Via Indipendenza. La Camst si è dimostrata assolutamente d’accordo e ha già messo una persona a lavorarci.

– Continua l’avventura dei sospesi, questa volta palando di Basket. Martedì 16 è venuto alle Cucine Popolari il presidente della Fortitudo, Christian Pavani, per parlare di un “biglietto sospeso” per andare a vedere le partite di Basket. Stesso discorso in corso con i rappresentanti della Virtus che verranno da noi la prossima settimana.

Gli appuntamenti
– il 25 aprile, nell’ambito delle iniziative per celebrare la Festa di Liberazione dal nazifascismo, a Villa Paradiso (via Emilia Levante, 138) dove avrà sede la 4° Cucina Popolare, si terrà un incontro “Donne e resistenza” con inizio alle  17:00. All’incontro, a cui interviene l’Anpi del Quartiere Savena, ci saranno letture di storie di donne nella resistenza e canzoni della lotta partigiana. A seguire un ottimo rinfresco preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari un aperitivo offerto dalla associazione i 94 Savena.

– il 25 aprile si celebra in tutto il Paese la Festa di Liberazione dal nazifascismo, e ci saremo anche noi delle Cucine Popolari.  Alle 12 alla Cucina popolare Saffi (via Berti 2/8), presso il Centro sociale Saffi, è organizzato un grande pranzo a cui partecipano anche circa 40 attivisti di Amnesty International assieme ai nostri ospiti abituali.  Alla sera, la cena, a cui partecipano gli attivisti di Amnesty,  sarà preparata da un cuoco di eccezione, Circo Ascione, titolare del ristorante A Casa Mia, amico delle Cucine Popolari e di Amnesty international (con Amnesty è stato nell’agosto del 2018 a Lampedusa a cucinare per i migranti). Festeggiamo quindi i partigiani, la libertà riconquistata e anche l’amicizia e la collaborazione tra le Cucine e Amnesty che il 25 aprile riunisce in un incontro nazionale a Bologna i suoi attivisti.

– il 1° maggio, la Festa dei Lavoratori, le Cucine Popolari festeggiano insieme a Cgil, Cisl, Uil che tengono la manifestazione nazionale in Piazza Maggiore a Bologna a cui partecipano quindi i tre segretari generali: Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) Carmelo Barbagallo (Uil). Cgil, Cisl, Uil  garantiscono poi il pranzo, preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari,  per 300 persone nel cortile di Palazzo d’Accursio: 50 saranno ospiti delle Cucine Popolari e 250 saranno le persone che si possono prenotare alle segreterie delle varie categorie di lavoratori di Cgil, Cisl, Uil (il costo del pranzo per i paganti è di 15 euro).

– sempre il 1° maggio per festeggiare i lavoratori di ieri, di oggi e di domani, ci sarà un pranzo alla Sala Sandro Pertini, Via Muratori 4/2, con lasagne al ragu’ di cinghiale, secondo a sorpresa, acqua vino e dolce,  preparato dalle volontarie e dai volontari delle Cucine Popolari. Il costo è di 15 euro.

– Giovedì 9 maggio alle ore 18:00, presso la Cucina del Centro Saffi, ospitiamo lapresentaizone del libro di Enrico Gurioli Migranti, Gente che sbarca, insieme al’autore ne parleranno don Giovani Nicolini, parroco della Dozza, e Massimo Gagliardi, giornalista. A seguire cena solidale mediterranea, alla cifra di 15€.

Grazie fin da ora a tutte e a tutti: viva la Resistenza, viva la Liberazione e viva il Primo Maggio!

Le nostre storie
E’ arrivato da lontano ed è stato con noi
In questo Diario raccontiamo la storia di un ragazzo che è arrivato in Italia dalla Guinea attraverso il mar Mediterraneo. E’ stato volontario alle Cucine Popolari del Battiferro. E’ una persona disponibile e gentile. In queste settimane non ha fatto volontariato perché è nel periodo di prova per un lavoro che lo impegna tutti i giorni. Se lo confermeranno, ne saremo solo felici. Vi proponiamo la sua storia così come ce l’ha raccontata. Una piccola premessa: non è il primo africano arrivato dal mare che viene alle Cucine, ce ne sono stati altri, anche per periodi con borsa lavoro; le Cucine infatti collaborano con Comune, Parrocchie, Associazioni e si sono sempre mostrate disponibili ad accogliere persone  anche come volontari o per borse lavoro. Ma ora sentiamo il nostro amico della Guinea.“Sono arrivato in Italia, in Sicilia. Il viaggio è durato poco meno di un anno.  Ero minorenne quando sono arrivato, avevo 17 anni, ora di anni ne ho quasi 22. Sono partito dalla Guinea, avevo pochi soldi, ho deciso di andare in Mali perché amici mi avevano detto che da lì si poteva passare per venire in Italia. Poi, con un autobus, sono arrivato in Burkina Faso  dove mi sono fermato perché non avevo soldi e senza soldi, mi dissero, non si poteva passare e andare in Niger, la tappa seguente. Un amico mi ha aiutato e in tre su una moto siamo arrivati in Niger dove abbiamo trovato un lavoro: scaricare il carbone. Dopo aver guadagnato un po’ di soldi con il lavoro, dalla capitale del Niger sono andato ad Agadez, dove inizia il deserto (e dove inizia un tratto di rotta nel deserto chiamato “la strada verso l’inferno” che tutti i migranti sono costretti ad affrontare per raggiungere la Libia, ndr). Sono stato lì alcuni giorni, ho fatto qualche lavoretto, alcuni amici mi hanno aiutato per i soldi e ho potuto salire su un pick-up dove eravamo in 17, strettissimi, avevamo cibo e acqua. Se c’erano altri guineani? No, solo io, altri venivano dal Gambia, dalla Nigeria, …no, non erano tutti minori. Dopo una settimana nel deserto, siamo riusciti ad arrivare in Libia, a Gatron, poi siamo andati a Sabah, poi a Trables dove è stata dura, non avevo soldi, ho iniziato a  cercare lavoro, una volta che ero uscito dal posto dove ero nascosto per cercare lavoro la polizia libica mi ha preso.
In Libia è dura, ti fanno lavorare e ti dicono zitto, non hai i soldi, se parli prendono la pistola… alcuni ti aiutano, altri ti vendono alla polizia e alcuni ancora ti prendono in barca, ma puoi essere ripreso dalla polizia e riportato in galera. La prima volta che ho cercato di venire in Italia  è successo questo: eravamo in un luogo vicino al mare da una settimana, in attesa di poter partire. Finalmente, un giorno, abbiamo preso la barca e siamo partiti. Quasi subito sono spuntati i libici, ci hanno preso tutti e portato in galera. Sì, hanno aspettato che uscisse la barca e poi sono venuti a prenderci, alcuni si erano buttati in acqua ma ci hanno ripreso tutti e portato in prigione: è stata dura, ho passato lì 6 mesi, da mangiare solo pane duro, per la doccia c’erano solo dei bidoni, bisognava fare i nostri bisogni lì dove stavamo e qualcuno doveva poi svuotare in altro posto, dovevamo stare lì e basta, capitava di dormire la sera e la mattina dopo vedere qualcuno vicino morto. I libici dicevano “prendetelo e buttatelo, poi tornate in prigione”.  Sono riuscito a scappare andando a lavorare di giorno. Funziona così: libici vanno alla prigione per cercare lavoratori per tutta la giornata,  prendono prigionieri la mattina e li riportano la sera. Io mi sono offerto, sono andato a lavorare, ho detto di avere fame, sono entrato in un posto per prendere cibo e sono riuscito a scappare. Sono andato a Tripoli, ho cercato soldi di nuovo, finalmente sono riuscito a partire con una barca dove eravamo in 137. Abbiamo passato un giorno in mare, poi verso le 6 di mattina del giorno dopo, in acque internazionali, abbiamo visto i salvatori, la nave, e in un altro giorno siamo arrivati in Sicilia.  Era l’8 dicembre 2015.
Mi hanno portato subito a Bologna
 con il pullman, con altri minori, ma non ce ne erano di quelli che erano con me in mare.  Ci hanno portato in via Mattei (dove c’è il Centro di accoglienza, ndr), c’erano persone di tante nazionalità, non solo africane. Mi hanno accolto, mi hanno fatto andare a scuola, sono stato lì cinque o sei mesi, poi  mi hanno trasferito a Casa Merlani, verso San Ruffillo, in un Centro di accoglienza. Sono stato lì tre mesi, sono andato a scuola, poi mi hanno trasferito in via Saragozza in un’altra comunità, e ancora dopo una famigia, all’interno del progetto Vesta (famiglie che accolgono i migranti minori, ndr), mi ha accolto in casa a Malalbergo.  Sono stato con loro un anno, ho finito la scuola e ho ottenuto il diploma di terza media. Sono  poi tornato a Bologna, ho cominciato a frequentare la scuola per diventare elettricista al Villaggio del fanciullo, ho fatto anche il tirocinio poi è scaduto il contratto e non me l’hanno rinnovato. Sono rimasto senza lavoro e ho il permesso di soggiorno scaduto. Mi hanno detto che dovrei tornare in Guinea per fare il passaporto oppure che dovrei avere un contratto.  Ma come faccio ad andare in Africa senza documenti per andare a prendere il passaporto?  Sono arrivato alle Cucine Popolari grazie a una signora che mi ha ospitato, nel progetto Vesta. Mi ha detto: fino a che non hai casa, non hai lavoro e stai fuori e dormi fuori, vieni qui a fare volontariato,  starai un po’ di tempo al caldo. Io soffrivo, fuori faceva freddo, pioveva, andavo in autostazione, ma lì non potevamo nemmeno sederci, dicevano di stare in piedi, se no di uscire: “non potete stare a sedere qua”, dicevano. Dormivo in autobus, ogni tanto prendevo la multa, non avevo i soldi per mangiare, pensa per pagare il biglietto…
Ora va un po’ meglio, ho avuto un lavoro per tre mesi e, due settimane fa, da Camelot, ho avuto una casa, un monolocale che poi dovrò dividere con un altro. Sono contento,  mi hanno salvato, anche se il lavoro sarà solo per tre mesi. Se non l’avessi avuto, come avrei fatto anche solo per comprare qualcosa da mangiare… Un po’ alla volta sto risolvendo i problemi.
In Africa ho lasciato mio padre, un fratello, una sorella che ora aiuto a studiare, due fratellini piccoli (che hanno un’altra mamma). Sì, sono stato bene alle Cucine, mi sono sentito accettato, mi hanno aiutato. Se tornerò a fare un po’ di volontariato, se potrò? Certo, come no. Qui ho trovato amici”.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione sul nostro conto corrente: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.
la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 19

Nessuno meglio di voi sa che le Cucine popolari sono solo molto di più di una mensa per le persone in difficoltà, sono un laboratorio di solidarietà, una cucina di relazioni, un luogo di recupero e di lotta allo spreco, una opportunità di partecipazione sempre aperta a confronti e collaborazioni.
Nelle pagine di questo Diario vi raccontiamo regolarmente quanto succede nelle tre, ormai quasi quattro, Cucine della nostra città, la grande rete di solidarietà di cui le Cucine fanno parte e che contribuiscono ad alimentare: gli ospiti, le serate, le preziose collaborazioni con le associazioni e le altre realtà di Bologna e non solo. Oggi vogliamo parlarvi dei “sospesi”, una pratica di solidarietà che nasce a Napoli, con il caffè sospeso, ma che in questi anni a Bologna sta prendendo piede assumendo tante forme diverse, dal pranzo, al panino al biglietto di teatro sospeso. Anche se non succedono direttamente dentro le cucine, le Cucine collaborano attivamente ai “sospesi” nel momento della loro distribuzione e promuovendoli tra amici e partner.

Ad oggi sono già diversi i posti in città che offrono la possibilità di fare il pranzo sospeso: la pizzeria Masaniello di via Pirandello, la Trattoria Casa mia di via Saragozza, il ristorante Pars di via Linnori, la Linea di piazza Re Enzo, il ristorante Africano Adal di via Vasari e il ristorante Il Meloncello di via Saragozza. Poi c’è Il Panino sospeso, di cui vi parleremo più tardi. Poi c’è il teatro sospeso dell’Arena del Sole che ha portato i nostri ospiti il 17 marzo a vedere il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini (su questo trovate un bell’articolo del Carlino qui e le foto qui).
Infine Roberto ci anticipa alcune interessanti e sorprendenti novità sono in arrivo nel prossimo futuro proprio in questo campo: sta lavorando per avere un sospeso anche per le squadre di basket, Virtus e Fortitudo, e per il ristorante della Camst su via Indipendenza.

Ma ora vi lasciamo agli appuntamenti e alla cronaca di quanto è successo in queste settimane.

Cosa è successo

– mercoledì 13 marzo aperitivo a Villa Paradiso, si è inaugurata la mostra fotografica “we are Savena”, e si sono festeggiati il si ai lavori della Sovrintendenza e il ritrovato gruppo di volontari!
Alcune foto quiquiqui e anche qui.

– Martedì 12 marzo il CDA della Camst al gran completo è venuto a pranzo al Battiferro, un’occasione per parlare della nostra collaborazione e di progetti futuri. Intanto un articolo sulle Cucine verrà distribuito a tutti i dipendenti Camst sul loro giornale interno, 14mila copie.

– il 17 marzo il Corriere della Sera ha presentato a Bologna, all’Antoniano, il suo inserto Buone Notizie. Nel numero dedicato alla nostra città grande è stato dato grande spazio alle nostre Cucine (gli articoli quiquiquiqui e qui).

– 21 marzo si è tenuta una riunione tra i volontari di Villa Paradiso, il rilancio del Centro passa attraverso l’apertura del bar gestito dai volontari, dalla ristrutturazione con la creazione della cucina e dal coinvolgimento delle associazioni del quartiere, per fare del Centro Sociale una Casa del quartiere.

– il 15 marzo Roberto Morgantini era a Ferrara a portare l’esperienza delle Cucine popolari a “Ferrara città aperta” (qui un lungo articolo di approfondimenti su FerraraItalia.it).

– Mercoledì 20 marzo , studenti del Fomal alla Cucina del Centro Saffi, gli studenti delcorso per operatori della ristorazione dell’Ente di formazione hanno lavorato sia in cucina che in sala: è andata benissimo, esperienza da rifare assolutamente.

– 19 marzo al Battiferro, per la festa del papà, un enorme cuore di tagliatelle, 100 uova e 10 kg di farina, dedicato ai tanti papà soli senza famiglia/senza soldi/senza amore.
E’ opera delle nostre amiche sfogline dell’Accademia della Sfoglia che nella loro Missione Solidale Matterello hanno raccolto fondi per le Cucine per il secondo anno di seguito e nel giorno della festa del papà ci hanno consegnato un assegno da 1.200€ (tante belle foto qui e qui)

– mercoledì’ 27 marzo al Battiferro (foto qui)

– Sempre il 27 marzo, l’Associazione Cafè Philosophique è venuta al Battiferro per incontrarci, abbiamo pensato che si ragionasse meglio con lo stomaco pieno e n’è uscita una Cena Solidale molto partecipata (qui le foto). Riportiamo qui le righe di ringraziamento della Presidente dell’associazione:

Cara Paola …a te a Roberto e a Giovanni Melli il ringraziamento mio non solo, ma di tutto il nostro gruppo, per la stupenda serata che ci avete fatto vivere in vostra compagnia.  Avete condiviso con noi la vostra bellissima esperienza di vita con parole che hanno toccato il cuore di tutti, e con i fatti tangibili del vostro operare…  Sono certa che potranno nascere altre belle esperienze insieme e mi adopererò perche ciò possa avvenire … un grande abbraccio.
Giovanna

– Nei giorni scorsi sono arrivate  alle Cucine la bellezza 100.000 capsule di caffè, sono un dono di Co.Ind. ditta di Castel Maggiore legata a Coop Alleanza. Si tratta di un contatto attivato da Acabo, acronimo per “aiuta chi aiuta Bologna”, un gruppo di amici che hanno scelto di fare solidarietà restando dietro le quinte, facendo volontariato e aiutando chi già opera sul terreno. Ringraziamo Co.Ind. e Acabo.
Le capsule dei caffè non resteranno tutte alle Cucine, abbiamo già iniziato a distribuirle un po’ a tutta la rete di solidarietà con cui siamo in contatto. Inoltre abbiamo coinvolto il carcere di Bologna e Ferrara per farle avere ai detenuti. Qui è doveroso aprire una parentesi: chi arriva in carcere si trova spesso a non avere nulla, ma proprio nulla, una volta entrato, così le direttrici dei due penitenziari, con cui siamo in contatto attraverso il Garante dei detenuti, ci hanno fatto una lista di prodotti di prima necessità che raccolgono per i detenuti più poveri: igiene intima, sapone, shampo, dentifrici, spazzolini, bustine di zucchero e caffè.
Domenica 31 marzo, al quartiere Savena, Si parlerà della nuova cucina a Villa Paradiso

– Sabato 6 aprile, alle 18:00, nel teatro del Centro Sociale Saffi concerto del Gruppo Emiliano, seguito da cena solidale. Tortelloni, tonnè di lombo, tortino di castagne al cioccolato alla modica cifra di 15€. Prenotare al numero 335 7781663.

Anticipazioni

– Il 25 Aprile organizzeremo un pranzo speciale con Amnesty International Ciro Asicone 

– il 1 maggio, le Cucine prepareranno in collaborazione con Cgil Cisl e Uil un pranzo per 300 persone nel cortile di Palazzo d’Accursio.

Le nostre storie

Il “panino sospeso” ha cominciato subito a volare
Ci sono già diversi “sospesi” in città, come abbiamo annunciato nelle righe di apertura di questo Diario.  Vogliamo raccontare una delle prime esperienze, e ne parliamo con due amici straordinari delle Cucine Popolari, Antonio Desè e Raffaele Marseglia, pugliesi arrivati a Bologna rispettivamente 20 e 5 anni fa, che sono i titolari de Il Panino, un locale a due passi da via Indipendenza (praticamente di fronte all’ex cinema Capitol). Prima di sentire il racconto di Antonio, dobbiamo subito ringraziare un altro amico grandissimo delle Cucine Popolari, Michele Ammendola, titolare della pizzeria Masaniello al Pilastro, che per primo a Bologna ha portato i “sospesi” ed è praticamente il babbo della iniziativa de Il Panino.

Antonio racconta che il locale Il Panino è stato aperto da suo zio con un socio il 3 marzo 2014. Nel 2017 lo zio è morto. “Raffaele ed io – dice Antonio –  abbiamo preso in mano l’attività e la gestiamo così come hanno fatto mio zio e il suo socio.  Non abbiamo cambiato nulla, abbiamo solo aggiunto una iniziativa che abbiamo potuto intraprendere grazie al rapporto che abbiamo con Roberto Morgantini e Michele Ammendola, che per primo ha portato “il sospeso” a Bologna, inaugurando questa bella iniziativa di solidarietà con la “pizza sospesa”.
Spieghiamo cosa si intende per sospeso: l’idea è nata a Napoli con “il caffè sospeso”: una persona entra nel locale (anche la biglietteria del teatro..) può pagare per sé (se vuole) o anche solo per un “sospeso”, cioè per qualcuno che potrà usufruire del caffè, del panino, della pizza, del pranzo, del teatro… grazie a qualcuno/a che non conosce e che ha pagato per lui/lei. E’ una bella iniziativa che, a Bologna, si affianca a quella delle Cucine Popolari e ne condivide lo spirito: essere un punto di riferimento per chi ha bisogno.
“Noi conosciamo Michele, il quale,  con il suo entusiamo, ci ha coinvolto grazie alla amicizia con Roberto Morgantini.  – dice Antonio  – Abbiamo approfondito cosa significano “il sospeso” e l’economia etica e siamo partiti, con grande partecipazione, il 21 febbraio 2018”.

L’iniziativa è partita subito bene grazie alle conoscenze di Roberto e anche di Michele”, aggiunge Antonio citando tanti articoli e servizi giornalistici (Repubblica, il Resto del Carlino, la Rai, … ).  “Abbiamo anche un altro grande amico comune che era con noi il giorno dell’inaugurazione, il giornalista “di strada” Sandro Ruotolo. Il passa parola è partito subito e di panini sospesi ne abbiamo fatti tanti, non c’è stato bisogno di tanta pubblicità, l’iniziativa si è subito radicata e qualcuno viene anche solo per fare il sospeso, senza consumare nulla”.

Ma come vengono distribuiti “i panini sospesi”? “La fruibilità è una parte importante di questa iniziativa – spiega Antonio – Non diamo direttamente il panino alle persone, a volte sì, ma è raro.  Con Roberto Morgantini li portiamo direttamente nei luoghi dove sono i senza tetto, i migranti, nelle strutture di rifugio notte o di emergenza freddo, a Iperbole, l’associazione di servizio sociale del Comune. Oggi in bacheca ci sono già più di 35 “panini sospesi, quando saranno 40 chiameremo Roberto, il quale ci dirà chi ha più bisogno e, insieme, li porteremo”.
“Ci ha convinto subito  l’idea che si potesse fare solidarietà e crescere come azienda – spiega ancora Antonio -. Perché è chiaro, noi vendiamo comunque, e cresciamo.  L’economia etica comprende questa idea di far crescere l’azienda nel territorio e al contempo fare solidarietà; dunque si tratta di una buona cosa anche noi.  L’iniziativa è in mano al cliente, noi mettiamo “lo strumento” per regalare un pasto, un sorriso. Siamo molto contenti per questo”.
Il “panino sospeso” ha da poco compiuto un anno. Siamo curiosi di sapere come è andata. “E’ andata bene, in un anno abbiamo fatto un centinaio di sospesi. E continiamo… . Mo’ devo scrivere a Roberto – dice Antonio in chiusura – per sapere dove portiamo questi che sono già in bacheca.”
Per chi vuole approfondire i “sospesi” della città cliccare qui.

 Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

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la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario Cucine popolari – pagina 18

Eccoci con una nuova pagina diario delle Cucine popolari: non possiamo che iniziare dallaconsegna del titolo di Commendatore della Repubblica da parte del capo dello StatoSergio Mattarella al nostro Roberto Morgantini, anima instancabile delle Cucine Popolari.
Roberto è tornato da Roma contento, pensiamo anche orgoglioso e, ci ha detto, anche un po’ emozionato. “E’ stata una bella esperienza: ho sentito tante storie di solidarietà, tutte molto semplici e questo è ciò che le fa ancora più belle. Il presidente Mattarella è stato grande, ho sentito il suo calore e la sua partecipazione. L’ho invitato a Bologna e non è detto che ciò non accada. Mi ha detto: Bologna? non si sa, magari …e io, tornato a casa, gli ho già scritto una lettera formale di invito“.

Per chi ha voglia di rivedere video e foto, ecco una breve carrellata link: la cerimonia descritta da Repubblica, il video della nomina, le foto della consegna qui e qui, , ifesteggiamenti al ritorno, le Avventure di Morgantini, l’incontro dei due super eroi Mattarella e Morgantini.

La rete delle Cucine popolari è arrivata sino al Quirinale ma abbiamo tante altre cose da raccontare e da annunciare, vi invitiamo a leggerci sempre e a scriverci: i vostri suggerimenti sono per noi preziosi. Nelle prossime righe parliamo di cervedi camionche arrivano pieni di regali culinari, parliamo di Auser e di multinazionali, e di ciò che si sta facendo per l’apertura della nuova Cucina Popolare di Villa Paradiso, di ciò che è successo e di ciò che succederà.

Ma prima vogliamo riportare alcuni stralci di una bellissima lettera di Luciano, l’amico di Roma che per festeggiare il 60° compleanno della moglie Lucilla ci ha donato 500 euro chiedendo che gli ospiti pranzassero con la moglie nel giorno del compleanno, anche se “a distanza”.
La lettera si apre citando l’articolo 2 della Costituzione: “Quando ho conosciuto le Cucine Popolari e la loro straordinaria esperienza ho pensato che Roberto e gli altri magnifici volontari stavano giorno dopo giorno  mettendo in pratica quel principio costituente, stavano mettendo il combustibile nella “macchina Costituzione” di cui parlava Calamandrei. Il progetto delle Cucine Popolari mi è subito piaciuto, combattere solitudine ed emarginazione promuovendo l’incontro, il dialogo, la convivialità, mi è sembrata una grande intuizione. Su questo non credo ci siano parole più belle di quelle di Enzo Bianchi: “convivialità a tavola significa spazio, tessuto, mosaico di parole scambiate … lì tutti sono uguali, con le stesse possibilità di prendere cibo e di intervenire con la parola: bambini e vecchi, uomini e donne, invitanti e invitati. L’uno parla, l’altro ascolta mentre si mangia: parole che si intrecciano fino a superare ogni diffidenza”. Così quando ho iniziato a pensare al regalo da donare a mia moglie in occasione  del suo sessantesimo compleanno mi sono venute subito in mente le Cucine Popolari. … Donare una sorta di “pasti sospesi” alle Cucine Popolari mi è sembrato il regalo giusto… Quando ha ricevuto la comunicazione da Roberto, Lucilla si è commossa e mi ha detto “mi hai fatto il più bel regalo di sempre. Proprio quello che desideravo”.

Cosa è successo

– 28 febbraio al Battiferro grandiosa e gustosa cena bio organizzata da Centro Antartide e da Cucine popolari per promuovere la Rete Humus: cibo sano, nutriente ma anche consapevolezza del valore etico e sociale del cibo. Durante la serata anche lo spettacolare del taglio di una forma di parmigiano, qui il video.

– Il’1 marzo le Cucine hanno partecipato con un loro stand in Sala Borsa ai “tre giorni del welfare”, manifestazione sulle politiche sociali organizzata dal Comune di Bologna, qui le foto.

– Alla Cucina del Battiferro, il tardo pomeriggio del 1° marzo è stato dedicato al cinema, con il regista Augusto Contento che sta girando un documentario sul significato del cinema di Marco Bellocchio,  improntato, con enorme maestria, sull’impegno civile e sociale. Alle 17,30 si è proiettato uno spezzone del film di Bellocchio Buongiorno Notte. A seguire uno scambio con i volontari e anche con alcuni ospiti su ciò  che hanno significato il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro per le singole esperienze soggettive e per i cambiamenti nel Paese. Dibattito interessante a cui è seguita la cena molto apprezzata.   foto qui.

– La sera del 4 marzo al Centro sociale Fondo Comini si è festeggiato il secondo compleanno di We love Bolognina, si è approfittato dell’occasione per festeggiare Roberto Morgantini alla vigilia del suo viaggio a Roma per andare al Quirinale, qui il video di TRC dedicato alla serata, qui le foto.- Pienone in via Berti per la Festa della donna. Ringraziamo Francesca Ciampi e Elisa Dorso per la performance coinvolgente. Cuochi e camerieri esclusivamente uomini, guidati dal grande chef, Giovanni Melli (qui le foto di cena e spettacolo).

– Il 9 marzo, Roberto Morgantini e Mattia Fontanella, di Coop Alleanza, hanno consegnato la lettera di solidarietà al Vescovo Zuppi condivisa in rete da centinaia di Cittadini. La raccolta di firme è partita dopo la rivelazione delle minacce ricevute dal Vescovo per la sua posizione sull’apertura di una moschea a Bologna. Trovate la notizia, la lettera e la mail per aderire a questo link.

– il 9 marzo, alla sera, alla Cucina Popolare Saffi c’è stata una bella cena per la Rete della pace che ha fatto la sua assemblea nazionale a Bologna.

– l’11 marzo la Cucina Popolare del Battiferro  ha visto tra i camerieri quattro studenti (1 ragazza e 3 ragazzi) del Liceo Laura Bassi. Hanno servito gli ospiti e sono stati poi a mangiare e a chiacchierare con i volontari e le volontarie dopo il servizio.

– In questi giorni sta partendo la collaborazione tra le Cucine e la Scuola media dei Salesiani in Bolognina. Il presidente Melli ha partecipato ad un incontro con gli studenti delle terze e presto sarà messa in calendario la visita degli studenti al Battiferro.

– Nel frattempo stiamo organizzando degli incontri rivolti agli ospiti per spiegare come ottenere il reddito di cittadinanza. Sono diverse infatti le difficoltà che si possono incontrare nell’ottenimento, introdotte dal Governo con l’intento di escludere i cittadini stranieri, e ci pare doveroso fare in modo che un provvedimento di contrasto alla povertà arrivi a che ne ha realmente bisogno.

Appuntamenti

– Mercoledì 13 marzo alle 17:00 a Villa Paradiso, aperitivo e mostra fotografica “we are Savena”. Si festeggia la recente approvazione da parte della Sovrintendenza dei lavori per la nuova Cucina, e parte l’apertura del bar del Centro un’ora, dalle 14,30 alle 17,30, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

– venerdì 15 marzo ci sarà una trasferta a Ferrara  di Roberto Morgantini e Paola Marani. Andranno a parlare dell’esperienza di Cucine Popolari nel corso di un evento “Ferrara città aperta”, organizzato da Assemblee civiche di Ferrara, a partire dalle 20,30, Sala Macchine Factory Grisu, in via  Poledrelli.

– mercoledì 20 marzo, alla Cucina Popolare Saffi saranno gli studenti del Centro di formazione professionale Fomal a cucinare e a servire agli ospiti. Cinque studenti, compreso lo chef, saranno in cucina, 10 in sala a servire agli ospiti. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività di tirocinio, in questo caso da farsi in una realtà di solidarietà, in una mensa dedicata a chi ha più bisogno.

 mercoledì 27 marzo, alla Cucina Popolare del Battiferro si terrà un incontro di “Cafè Philosophique“, associazione fondata, tra gli altri, da Paola Cenacchi, primaria anatomopatologa al Policlinico Sant’Orsola, che ci ha contattato  per tenere uno degli incontri mensili che il club fa da tempo nella Cucina del Battiferro. L’associazione è interessata a conoscerci e a finanziarci: per chi parteciperà, la cena prevede un contributo di 30 euro che sarà donato alle Cucine. Il presidente Giovanni Melli sarà in cucina e, dopo cena, in sala a portare il proprio saluto.

– venerdì 29 marzo al Battiferro, si tiene una cena di raccolta fondi con l’Associazione Cristina Gavioli. Si tratta di un’Associazione che organizza laboratori creativi e percorsi di autonomia rivolti a persone con disagio mentale in collaborazione con strutture pubbliche, private, famiglie e scuole.
La collaborazione con le Cucine è nata grazie a Maria Pirri, volontaria alla Cucina dell’Italicus ma anche dell’Associazione Gavioli, e la cena servirà a finanziare una breve vacanza, una settimana o un week end lungo al mare, per gli utenti dell’associazione.
La quota è di 20€, bevande incluse, ​prenotare al 338 8968029 entro il 25 marzo.


– 30 e 31 marzo si terrà a Bologna l’assemblea nazionale di Assopace Palestina, impegnata nel sostegno non violento dei diritti del popolo palestinese. L’assemblea sarà alla Cucina Popolare Saffi, in via Lodovico Berti 2/8 per gentile concessione del Centro sociale Saffi. Prevista anche la presenza di Naila Ayesh e Jamal Zakout, due donne palestinesi impegnate, in modi diversi, nella resistenza popolare non violenta per la libertà del loro popolo e della loro terra.Le nostre storie

Una cerva per le Cucine
Quasi non ci si crede. Abbiamo una cerva per le tre Cucine, già tagliata a pezzi e messa nel  freezer al Battiferro. Il merito è di una volontaria, Patrizia Santoli, la quale, attraverso un suo carissimo amico, Virgilio Donati, responsabile Zona caccia agli ungulati, nell’area di Camugnano le ha trovato un cacciatore, Paolo Gotta, che ha cacciato la cerva. “Bisogna fare un passo indietro – dice Patrizia – e ricordare che c’è un controllo molto accurato riguardo a questi ungulati. Sono in un numero eccessivo e a Paolo era stato assegnato l’abbattimento di un esemplare. Ecco come ci è arrivata la cerva che pesa più di 70 kg”. “La carne è ottima – continua Patrizia – è stata controllata dall’Azienda Usl, tutto il percorso è documentato. Mi è stata consegnata da operatori dell’Urca, gentilissimi. Il nostro presidente e cuoco Giovanni Melli e il nostro volontario cuoco Andrea Rigotti hanno poi preparata per fare ragù e spezzatino e così fare felici i nostri ospiti”.
Ma come hai fatto? Chiediamo a Patrizia. “Virgilio Donati è un amico di famiglia, gli ho raccontato la nostra avventura delle Cucine e lui è stato ben felice di darci una mano. Ma mi muovo anche in altre direzioni: ho mandato molte email ai responsabili di Monterenzio e anche da lì sono arrivati regali: cinghiali ad esempio, attraverso l’amico Aleotti. Mi sono specializzata: in cervi (da questa volta), in cinghialima anche in salmoni“. Come? Chiediamo. “Sì, – dice Patrizia – ho una amica veterinaria che lavora in una ditta di import export di salmoni, la quale, quando hanno salmoni in eccesso, mi telefona. Quando succede, io e altri volontari partiamo con il furgone refrigerato che ci ha donato Granarolo alla volta di Verona per ritirare i salmoni. Siamo già stati a Verona tre volte: 4.500 kg di salmone la prima volta, 2.500 la seconda, 2000 la terza. Per intenderci, 4.500 kg di salmone corrispondono a 6000 euro, non male come regalo”.
Patrizia, oltre a procurarci questi bellissimi regali (la carne e il pesce sono le materie prime più costose e quando sono regalate sono una manna), presta la sua opera di volontariato alla Cucina Popolare che all’apertura era in Via Larga e ora è all’Italicus in Via Sacco. “Mi trovo molto bene – dice – abbiamo un po’ di carenza di volontari in cucina. Se per caso ci sono candidature… La nostra Cucina funziona così: il lunedì prepariamo le basi, da martedì a venerdì apriamo la Cucina agli ospiti.”
Ma non basta, Patrizia è anche impegnata nella nuova Cucina che aprirà a Villa Paradiso. Il bar del Centro sociale (dove sarà la Cucina) era chiuso per mancanza di volontari e così Patrizia e altri si sono offerti di  “prendere in mano” il bar per tenerlo aperto e favorire così la vita del Centro sociale. “Siamo al bar in turni di due, e garantiamo l’apertura dalle 14,30 alle 17,30 dal lunedì al venerdì”.

Auser è uno dei pilastri delle Cucine:  cibo, logistica, volontari
“Arriva un po’ di tutto: pasta, latte, olio, tonno, fagioli, giovedì scorso sono arrivati due pallet pieni, non ho ancora  capito il tipo di regolarità, ma da qui in avanti dovrebbero arrivare quantitativi di cibo da una ditta che li cede ad Auser nazionale, la quale li fa avere a noi delle Cucine.” Di questa importante novità ce ne parla Stefano Marcacci, volontario di Auser, associazione di invecchiamento attivo che ha sedi in tutta Italia, lui è di Auser Bologna e volontario delle Cucine Popolari. Questa è la genesi di questo nuovo regalo: Auser nazionale ha deciso di donare alle Cucine Popolari l’eccedenza di cibo che arriva ad Auser dalla Dussman, una grossissima multinazionale di servizi con sedi in tutta Europa e in tutta Italia. In base alla legislzione nazionale, quando una ditta partecipa ad appalti per mense nel Pubblico, deve avere uno sponsor che garantisce il ritiro dell’eccedenza del cibo che prepara. “Dussman – dice Stefano – ha scelto Auser nazionale, Auser nazionale ci ha chiesto un rapporto sulle Cucine Popolari, l’abbiamo mandato spiegando anche che tanti nostri associati sono qui a fare volontariato, che abbiamo una collaborazione molto stretta, che il presidente delle Cucine (Civibo) Giovanni Melli è anche socio di Auser ed è stato presidente regionale di Auser, che siamo stati tra i fondatori delle Cucine, che siamo praticamente noi ad occuparci della logistica… e Auser nazionale ha fatto la sua scelta”. Giovanni spiegache, in futuro, saranno le eccedenze del cibo per le Caserme militari ad arrivare alle Cucine.
Questa  novità ci permette di parlare con Stefano di Auser Bologna e della sua collaborazione con le Cucine.
Auser di Bologna ha la pretesa di avere messo in campo, attraverso le conoscenze di ognuno nel momento in cui lavorava, la possibilità di avere un rapporto con il mercato ortofrutticolo e con altre realtà che possono donare cibo. Siamo praticamente noi quelli che tutti i martedì vanno a prendere frutta e verdura a Villa Pallavicini, dove arriva la frutta e la verdura dell’Agea”. “Occorre ricordare – continua Stefano – che nelle altre regioni questa “eccedenza” di frutta e verdura viene distrutta, in Emilia-Romagna non si distrugge niente ma si divide tra le associazioni che si occupano di povertà.  Abbiamo inoltre allacciato una serie di contatti con magazzini della provincia dove andiamo regolarmente. Ad esempio andiamo in un magazzino a Calderara, vicino all’aeroporto, che fa movimentazione pallet e una o due volte al mese possiamo avere una camionata di derrate: vino, birra, pomodoro, olio, tutte cose a lunga conservazione. Altro esempio: il mercoledì pomeriggio andiamo a prendere delle patate in un magazzino di Minerbio… Sono iniziative che nascono da passa parola: amici danno indicazioni, si va a farsi conoscere, si fanno accordi  e si parte. Prossimamente devo andare a prendere 12 mila galline vive.”  Come? Dodicimila galline vive? “Sì, dobbiamo andare a Serramazzoni per il ritiro quando saranno pronte, ma intanto abbiamo organizzato tutta la filiera come abbiamo già fatto per le 4500 che siamo andati a prendere  a Castel Nuovo Rangone mesi fa: il macello per la preparazione, noi per l’imballaggio secondo le regole previste: cassetta a norma, tracciabilità della carne, lo scudettino per ogni gallina da riporre in un sacchetto che può anche essere surgelato. La volta scorsa in una mattina abbiamo sistemato 4500 galline a Castel Nuovo Rangone in un magazzino che ci ha trovato un pastore evangelico. Il giorno dopo abbiamo distribuito tutte le galline confezionate alle tre Cucine Popolari e ad altre associazioni con cui siamo in rete”.

Dunque, oltre a questa importante collaborazione per il cibo, quale apporto fornisce Auser alle Cucine?
“Beh, un po’ in tutti i settori, ad esempio la logistica è in capo a Auser, camerieri, cuochi, il presidente stesso, Giovanni Melli, è di Auser. Ecco penso che più della metà dei volontari sia di Auser”.
Voi siete con noi dall’inizio. “Siamo tra i fondatori. Io  – dice Stefano – mi occupo della logistica, gestisco i camion, sia dell’Auser, che della Parrocchia, che delle Cucine”.
Torniamo alle 12mila galline… “Saranno preparate e poi saranno distribuite come l’altra volta in tutta la provincia di Bologna alle associazioni. Le galline che restano, perché stavolta sono tante, le porteremo al Banco Alimentare con cui abbiamo già un accordo, i volontari le surgeleranno e ce le ridaranno man mano che serviranno.”
Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

 

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina, Marta Fin

un ringraziamento ai fotografi: Mariagrazia de Siena e Andrea Fabbri Cossarini, e a Ermanno Marco Mari per le china “amici delle Cucine popolari”