Pastasciutta antifascista

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Diario delle Cucine popolari – pagina 8

Care volontarie e cari volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari

Siamo a luglio inoltrato e si avvicina il terzo compleanno delle Cucine popolari.
Sembra ieri, quando le Cucine Popolari erano ancora un desiderio, un progetto o forse solo una speranza… eppure sono trascorsi tre anni ed è bello sapere che nel frattempo si sono aggiunte altre due sorelle, e alla Cucina del Battiferro si sono affiancate quelle al Centro Italicus e al Centro Saffi.
Sono passati tre anni dal 21 luglio del 2015 in cui si è inaugurata la cucina del Battiferro. Quando grazie al matrimonio di Roberto ed Elvira si è riusciti a catalizzare il desiderio di solidarietà nella nostra Bologna e si è vinta la scommessa di raccogliere volontari e fondi attorno all’idea di una Cucina laica e popolare.
Questo venerdì sera festeggiamo a modo nostro, con una cena di autofinanziamento, il terzo compleanno delle Cucine popolari, a partire dalle ore 20:00 nel giardino del Centro sociale Fondo Comini, davanti al Battiferro, siete tutti invitati!
Per preparare questo compleanno abbiamo fatto due chiacchiere con Agata Tabuso, la persona che nel 2014 ha ideato e scritto il progetto delle Cucine e che ora si occupa della formazione dei volontari. Con lei abbiamo parlato di nuove e vecchie povertà, del ruolo delle Cucine e di quello che le rende uniche.
Cosa c’è in questa pagina
Come abbiamo già annunciato nell’ultima pagina del nostro diario le Cucine popolari non chiudono in estate, anzi, oltre alle normali aperture delle tre Cucine, oltre alle colazioni solidali partite già in tre diversi Centri sociali, tra gli appuntamenti in agenda troverete : lafesta del nostro terzo compleanno, questo venerdì, e, il 25 luglio, la spaghettata antifascista a Palazzo d’Accursio con Sindacati, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera.
Poi più in là: il 15 agosto il tradizionale pranzo di Ferragosto sempre a Palazzo d’Accursio, e il 25 e 26 agosto la due giorni di concerti in Piazza in ricordo di Padre Marella e per la solidarietà, organizzata da Hey Joe – Bologna suona insieme a Piazza Grande e Civibo.
Nel racconto delle cose fatte trovate; l’incontro con ICEA e la splendida cena con Ciro Ascione, con i link alle foto e il paginone di Repubblica dedicato al “nostro” cuoco in partenza per Lampedusa con Amnesty International.
Infine, è stata oggi stesso ospite a pranzo al Battiferro, la storia di Shireen Issawi, donna e avvocato palestinese, venuta in Italia per raccontare la sua esperienza di prigioniera nelle carceri israeliane.5X1000
Sono ormai gli ultimi giorni ma ee non avete ancora fatto la dichiarazione dei redditi ricordate che potete donare il vostro 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico.
L’idea dietro alle Cucine: rispondere al bisogno di relazioni Agata Tabuso è una delle due vicepresidenti di Civibo,  segue la formazione, ed è la persona che nel 2014 ha scritto il progetto delle Cucine popolari, trasformando un’ idea in un’azione concreta che ora è una realtà consolidata. A differenza della maggior parte degli altri volontari, lavora ancora come assistente sociale ed ha un punto di vista privilegiato sul disagio, sul ruolo e sul funzionamento delle Cucine.

Come è nata l’Idea?
L’idea delle Cucine è nata da un gruppo all’interno del direttivo di Piazza Grande e l’idea era quella di una mensa laica. Perché a Bologna le mense che c’erano erano la Caritas e l’Antoniano e quindi con una identità cattolica. Poi abbiamo costituito una nuova associazione per promuovere questo progetto. L’idea era non solo una mensa laica ma, entrando nel merito, una mensa che non stigmatizzasse, l’idea di una mensa non per il povero ma popolare, accessibile a tutti. Una mensa dove l’utenza non venisse ghettizzata né stigmatizzata, perché chi poteva pagava e pagava un po’ anche per gli altri, mentre chi non poteva non pagava. Questa era l’idea. Nel 2014, quando abbiamo fondato l’Associazione CIVIBO, il problema rimanevano i fondi e nel 2015 l’idea di Roberto di finanziare tutto con il matrimonio ci ha dato la possibilità di partire con il progetto.
Quale è la peculiarità delle Cucine?
La mensa non risponde solo a un bisogno alimentare ma a un bisogno relazionale che è ancora più forte, più sentito e che non ha risposte. Perché se i luoghi deputati alle persone in difficoltà sono dei luoghi che ghettizzano che stigmatizzano che cronicizzano la tua posizione di povero, come dire, non risolvono il vero problema che è poi quello della povertà relazionale, non tanto quella economica. A Bologna da mangiare non manca, esistono dei vademecum per chi vive in strada, vademecum che sono chiari che dicono dove andare a fare colazione, dove andare a lavarti, dove andare a mangiare, quindi diventa un po’ la professione di chi ogni giorno vive per strada, diventa un po’ un lavoro.
Anche per questo il progetto non voleva più rivolgersi alle persone in strada, quindi al disagio grave, e questo è stato un motivo per cui Piazza Grande lo ha considerato non prioritario. Volevamo rivolgerci a quella fascia così detta grigia che non aveva poi veramente delle risposte, quindi il cassaintegrato, il pensionato con un reddito basso, le famiglie numerose monoreddito, questa è un po’ la fascia a cui volevamo rispondere.
Puoi farci un quadro del bisogno, la povertà, la marginalità a Bologna?
Per quella che è la mia finestra, quello che riesco a vedere io: da un lato c’è appunto un disagio grave, che è quello delle persone che vivono in strada, e quello è forte e presente su Bologna, anche perché Bologna è un crocevia, è un posto di passaggio ed è un posto sopratutto che risponde a questi bisogni. Quindi diciamo che chi vive in strada e che ha il problema di non avere un tetto sa che una risposta a Bologna la trova. Poi c’è un’altra fascia di persone, mi viene tanto da pensare ai malati psichiatrici, che hanno delle pensioni bassissime, di 290€ al mese, e con quelle devono soddisfare tutti i loro bisogni… molti di loro ottengono gli alloggi dell’Acer ma tra gli affitti… e infatti penso che nelle nostre mense ce ne siano diversi di queste persone. E quindi c’è tutta questa fascia di persone con invalidità, con pensioni basse, un po’ quelli che indicavo prima: una fascia grigia che ha delle risposte standardizzate a volte che coprono il bisogno ma non risolvono il problema.
Sei impegnata ogni giorno in Comune come assistente sociale, come segui l’andamento delle Cucine?
Io mi occupo della formazione dei volontari, cerco di garantire che siano fatte le formazioni, sia quelle obbligatorie tenute dall’ASP sia quelle che servono per lavorare meglio. A ottobre partirà un corso di formazione per tutti i volontari: sulla relazione, il rapporto con l’utenza, il burrn out del volontario.
Come sarà organizzato questo corso?
Saranno 2 giornate formative fatte di sabato: la prima giornata sarà rivolta a tutti gli operatori, sala e cucina, e avrà come tema la relazione d’aiuto. La seconda giornata, invece, sarà rivolta solo a quelle persone che, avendo fatto la prima giornata di formazione, poi si sono rese disponibili a fare da faciliitatore.
Infatti il progetto iniziale prevedeva la presenza del facilitatole: il volontario che resta a tavola con le persone, mangia con loro e che si occupa di tessere relazioni, mettere in rete le persone, raccogliere eventuali disagi.Puoi parlarci della figura del facilitatore?
quali sono i rapporti su cui deve lavorare?

Intanto tra i commensali, capire se lo stato di bisogno di uno può essere colmato magari dallo stato di bisogno dell’altro. Faccio l’esempio dell’anziano che ha la pensione bassa e non riesce ad arrivare a fine mese e ha nello stesso tavolo la mamma con bambino che potrebbe ambire a un lavoro migliore però deve trovare chi gli tiene i bambini, perché magari sul territorio non ha nessuno, e quindi queste due esigenze, queste due povertà potrebbero incrociandosi diventare poi risorse per entrambe.
In un ottica di welfare generativo, è questo il contesto all’interno del quale nasce il progetto, cerare di mettere insieme le risorse, vedere le persone come risorse non come problemi e poi attraverso queste risorse e lavorando su questo generare… Il bisogno della persona non è più bisogno diventa risorsa e genera risorse per altri. Non è un generativo che per forza deve essere tra due persone. Se io faccio bene a una persona quella persona potrà fare del bene a un’altra persona fuori, che io non conosco. Il rapporto è un po’ questo.
Quindi all’interno dei commensali il ruolo del facilitatore è quello di riuscire a capire chi può aiutare chi e in che modo.
Poi anche con l’esterno: noi abbiamo dei volontari che sono ex professionisti, abbiamo il dirigente, l’ex direttore, l’insegnante, abbiamo insomma dei volontari che hanno a volte percorsi lavorativi anche molto importanti, persone che conoscono tante altre realtà tante persone e quindi potrebbero, perché no, mettere in contatto il commensale con qualcuno nella sua rete di conoscenze che potrebbe poi essere utile per…
Poi c’è il discorso dell’attivazione delle persone, l’idea di attivare rendere partecipi le persone (gli ospiti ndr) nelle azioni della mensa, anche questa cosa ha funzionato solo in parte perché anche lì è necessario capire bene come, come selezionate queste persone, come non selezionarle, come fare in modo che questa voglia di partecipare nasca dalla persona e in che modo, come stimolare.Hai parlato di welfare generativo, puoi spiegarci cos’è?
c’è tutto un filone, c’è la Fondazione Zancan che se ne sta occupando e che lo promuove da diversi anni, c’è stata anche una formazione a livello cittadino. Io mi ero occupata di welfare generativo già nel 2012, mi sono occupata di microcredito per diversi anni, e il microcredito è proprio un strategia di welfare generativo: io do a te, tu restituisci, quei soldi andranno a beneficio di altri. Questa cosa, il fatto di sapere che un azione, quindi anche la restituzione, possa essere un beneficio per altri è una cosa che stimola, da’ una forte motivazione.

Ci sono altri esempi di esperienze simili alle Cucine popolari?
Che io sappia no, quando dovevo buttare giù il progetto ho cercato su internet ma no, non ho trovato nulla. Solitamente le mense sono come quelle che avevamo già a Bologna, lo Stato rispetto a questo aspetto ha delegato tantissimo alla Chiesa.


Cosa è successo alle Cucine

– Lunedì 9 al Centro Saffi c’è stata la cena speciale preparata da Ciro Ascione, il cuoco del ristorante Casa Mia, ricorderete il menù preannunciato nella scorsa pagina del diario.
La serata è stata bella, una festa (per farvi un’idea trovate quiqui e qui le foto fatte da Andrea Fabbri Cossarini e da Mariagrazia De Siena) ma la cosa davvero straordinaria è la collaborazione nata con Ciro alle Cucine e che lo ha portato a scegliere di partecipare da volontario ad un campo organizzato da Amnesty International a Lampedusa a fine mese.Su Repubblica potete leggere una bella intervista fatta a Ciro sull’incontro con Morgantini e le Cucine popolari, sulla soddisfazione di “cucinare per chi ha fame” e sulla scelta di trascorrere parte delle vacanze a Lampedusa a fare il volontario con la sua famiglia, perché: “desidero che i miei figli vedano quello che succede”.
– Mercoledì 11 luglio, al Battiferro, abbiamo accolto i rappresentanti di ICEA per fare una chiacchierata su possibili collaborazioni. ICEA è un consorzio di enti, associazioni, imprese e organizzazioni della società civile  che si occupa di certificazione etica ed ambientale, ed appare molto interessata all’esperienza delle Cucine popolari. Ha già collaborato nella diffusione del volume Un ponte di colori, il cui ricavato va alle Cucine, ed è tra i nostri donatori di formaggi. Potrebbero nascere altre collaborazioni, vi aggiorneremo.

– Oggi stesso a pranzo è stata nostra ospite al Battiferro Shireen Issawi, donna e avvocato palestinese. E’ venuta in Italia per raccontare la sua esperienza di prigioniera nelle carceri israeliane, dove è stata rinchiusa per circa 3 anni in “detenzione amministrativa” senza incriminazione e senza processo, per aver denunciato da avvocato “le violazioni nelle carceri”. Trovate a questo link la sua testimonianza raccolta dall’agenzia Dire

Appuntamenti

– Venerdì prossimo, 20 luglio, come già annunciato, festeggeremo il compleanno delle Cucine, a partire dalle ore 20, nel giardino del Centro sociale Fondo Comini. Venite e fate girare la voce.

– il 25 luglio, ci sarà una spaghettata antifascista a Palazzo d’Accursio, organizzata dalle Cucine popolari insieme a CGIL, CISL e UIL, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera.

Vi anticipiamo fin da ora che in agosto  avremo:
– il 15 agosto il tradizionale pranzo di Ferragosto sempre a Palazzo d’Accursio.
– Il 25 e 26 agosto la due giorni di concerti in Piazza in ricordo di Padre Marella e per la solidarietà, organizzata da Hey Joe – Bologna suona insieme a Piazza Grande e Civibo.
Un altro ritratto di Ermano Marco Mari per la galleria degli amici delle Cucine popolari

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione. Questo è il nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Andando sul nostro sito, in alto a sinistra, potete scegliere di fare una donazione periodica usando PayPal.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online a questo link.
– fai conoscere il diario delle Cucine popolari, inoltra questa mail a amici che possono essere interessati, per iscriversi alla newsletter basta cliccare qui e inserire l’indirizzo e-mail..

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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Compleanno Cucine Popolari

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Diario delle Cucine popolari – pagina 7

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

Archiviata l’assemblea dei soci, in cui è stato presentato il bilancio 2017 e le previsioni per il 2018, con la promessa di arrivare il prossimo anno a presentare un vero e proprio bilancio sociale, torniamo a raccontare la vita delle Cucine; una vita che non si ferma mai, perché le Cucine rimangono aperte tutto l’anno, e che riserva sempre delle sorprese, perché succede sempre qualcosa come potrete verificare di persona o anche solo leggendo le pagine del nostro diario.
Abbiamo scelto di riprendere il nostro racconto intervistando Paola Marani, una delle nostre volontarie ma anche vicepresidente, una persona ricca di esperienza e di umanità, si occupa dell’accoglienza al Battiferro e ci ha parlato di uno dei segreti del successo delle Cucine: la cura delle relazioni.
In questa pagina del diario delle Cucine popolari
Oltre all’intervista a Paola Marani, in questa pagina trovate il resoconto delle tante cose successe in questa settimana, tra qui vi segnaliamo: l’inaugurazione delle Colazioni solidali a Villa Paradiso, i bambini del campo estivo del TPO in visita alla Cucina del Centro Saffi, ma anche la delegazione del governo tunisino servita dai sordi della Fondazione Gualandi.
Tra gli appuntamenti, da non perdere, la cena del 9 luglio preparata da Ciro Ascione, il cuoco del ristorante Casa Mia.
Nell’immagina qua sopra uno dei piatti su cui hanno raccolto i loro pensieri i bambini delle scuole elementari Grosso, se l’idea vi piace possiamo pubblicarne uno in ogni nuova pagina del diario.
5×1000 
Se non hai ancora fatto la dichiarazione dei redditi sei ancora in tempo a donare il tuo 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico.

Fai girare la voce
Fai conoscere le Cucine ad amici e parenti, inoltragli questa email e digli di iscriversi alla newsletter. Per iscriversi al diario delle Cucine popolari basta cliccare qui e inserire l’indirizzo e-mail.L’accoglienza degli ospiti
la parola a una volontaria, Paola Marani

Paola Marani è vicepresidente di Civibo, è volontaria al Battiferro, ha un trascorso di amministratrice pubblica, tra l’altro ha ricoperto la carica di Sindaco, di Consigliere provinciale e di Consigliere regionale eletta nelle file del Pci, del Pds e del Pd.  Ecco il suo racconto.

In cosa consiste il tuo lavoro qui alle Cucine?
All’inizio mi sono occupata soprattutto di fare quello di cui c’era bisogno, ho lavato piatti e tegami per un bel po’, poi, quando ci siamo meglio organizzati e il Battiferro è diventata una mensa dove ogni giorno ci sono circa 100 persone che vengono a mangiare, ho cominciato ad occuparmi di accoglienza. Ora il mio impegno è prevalentemente quello di seguire gli ospiti e di tenere i rapporti con assistenti sociali, parrocchie, con coloro che ci inviano gli ospiti.
La cosa più importante, tuttavia, sulla quale abbiamo già fatto passi avanti ma sulla quale dobbiamo lavorare ancora molto, è la relazione con gli ospiti. Noi all’accoglienza, con questo rapporto diretto, registriamo continuamente che chi viene qui a mangiare, nella stragrande maggioranza dei casi, ha anche bisogni fortissimi di relazione, di contatto… Sono molti gli ospiti, soprattutto quelli che sono qui da oltre due anni, che parlano con noi, raccontano le loro storie, chiedono consigli sul lavoro, sulle possibilità di trovare casa, sulle  loro difficoltà. Ci sono persone che hanno rotto le relazioni con i nuclei familiari, che hanno storie passate di drammi familiari e di fallimenti nelle attività, nella famiglia, nelle relazioni in generale.
Abbiamo intrecciato rapporti, ora sarebbe anche giusto cercare di creare situazioni di aiuto che vadano oltre il pasto, che possano contribuire, pur consapevoli delle grandi difficoltà, a ricostruire progetti di vita. In questo senso sono molto importanti i collegamenti con i Quartieri, con gli assistenti sociali, con le situazioni in cui i nostri ospiti vivono.

Sei riuscita a costruire rapporti personali che vanno anche oltre i bisogni materiali di cui mi stai parlando?
Sì, con molti. Ad esempio, domenica sera, una signora che viene qui da oltre due anni, mi ha telefonato a casa. E’  riuscita ad avere  il mio numero di cellulare e mi ha chiamato. Mi ha detto che in questo periodo non viene alla mensa perché è depressa e non riesce ad uscire di casa, un suo amico, al quale ho detto più volte di portarle i miei saluti, viene qui a prendere il cibo per lei. Mi ha telefonato perché aveva voglia di fare due chiacchiere:  “avevo voglia di sentirti perché avrai visto che è tanto che non vengo…”. Mi è sembrato molto importante che questa signora sia riuscita a superare la barriera della paura e a chiedermi come va, a dirmi che ora non se la sente ma che non vede l’ora di poter ricominciare a tornare da noi perché venire qui è una delle poche occasioni che ha di vedere altre persone. Mi ha raccontato della fatica di vivere che ogni tanto la prende così forte da non farle aver voglia di fare nulla, dei suoi problemi di salute… Insomma, il fatto che abbia preso il telefono e che mi abbia chiamato dimostra che si è sentita accolta. Un altro fatto, accaduto oggi: un ospite, del quale sapevo poco e che vedevo con una ragazza che viene a mangiare da molto tempo, mi ha  detto: “voglio assolutamente risolvere il mio problema economico perché ho bisogno di dare una mano a questa ragazza con la quale sto da 12-13 anni ma alla quale non sto dando nulla. Lei ha bisogno di una situazione più stabile per cui sto cercando di lavorare…”. Mi ha anche raccontato le strade che sta cercando di praticare. Ho citato solo due casi per dire quante potenzialità esprime la relazione e per ribadire il nostro obiettivo. Noi vogliamo partire da un bisogno primario come è il cibo per cercare di ricostruire quella comunità solidale che purtroppo non esiste più. Queste sono persone le cui sfortune di vita, anche se vivono in condomini o in situazioni dove attorno c’è tanta gente, le hanno relegate nella solitudine.
Avere già tre Cucine, in tre quartieri diversi, vuol dire aver creato punti di riferimento in tre territori e ne attiveremo altri in altri territori. Io credo che questa sia una cosa importantissima perché le persone non possono essere concentrate in luoghi dove si raccolgono gli emarginati, ci devono essere luoghi dove le persone sentono di non essere sole, dove c’è una comunità intorno che dà una mano. Vogliamo essere uno di questi luoghi.

Tu vieni da una storia  di impegno politico e sociale importante. Ci piacerebbe sapere cosa hai fatto fino adesso e che differenze trovi tra l’impegno politico diretto e quello che fai ora alle Cucine.
Mah, io ho iniziato a fare l’”amministratore pubblico” – e l’ho fatto per una vita, fino a 60 anni – come presidente di un manicomio con 700 ricoverati a San  Giovanni in Persiceto. E’ stato casuale: dopo lo studio a Bologna, rientrata nel paese dove abito, sono entrata nel consiglio di amministrazione del manicomio, poi sono stata eletta presidente. Mi piace riallacciarmi a questa prima esperienza  perché mi sembra che la mia storia personale ritorni da dove ero partita. Quella è  stata una esperienza forte, fatta ai tempi della legge Basaglia, dell’apertura dei manicomi. Ero molto giovane e forse avevo anche più utopie di quante ne ho oggi rispetto al disagio mentale, alla possibilità che tutte le persone  possano trovare nella società e nella comunità un loro posto. Da lì, il mio impegno, continuato per tanti anni come Sindaco di San Giovanni, poi come Consigliera provinciale e ancora come Consigliera regionale, è sempre stato sui temi del welfare, teso a fare in modo di passare da una idea di assistenza a una idea di promozione delle potenzialità delle persone.  Ad esempio, come consigliera regionale ho promosso la legge sui “care giver”, una legge credo importante per aiutare i familiari che si occupano di persone che hanno bisogno di assistenza, molto ostacolata da destra “non serve a niente”, e da sinistra “è lo Stato che deve occuparsi di tutto”. Io ho sempre pensato a un welfare ‘generativo’ dove le persone attivano le loro potenzialità, si mettono in gioco, partecipano, un welfare ancora più necessario in tempi come questi dove aumentano i bisogni e calano le risorse.  E qui alle Cucine per me c’è un po’ di questo welfare, ci sono degli ingredienti interessantissimi in proposito con diverse forme di volontariato: persone che hanno tempo libero da dedicare, persone che hanno dei problemi e che sono qui per misure alternative al carcere, per lavori socialmente utili, ospiti che sono anche volontari…
Qui, a mio parere, c’è anche modo di riflettere sulla burocrazia che spesso c’è dietro l’organizzazione dei servizi e sulla necessità di personalizzare le risposte ai bisogni. Mi spiego: quando si fanno regolamenti per buoni pasto, per contributi alle famiglie, per l’accesso alla casa pubblica … – e io ne ho esperienza anche come Sindaco – si pensa alle persone in modo molto astratto perché si comprende il bisogno, ma non si ha di fronte l’interlocutore. Qui ci confrontiamo direttamente con le persone, che hanno bisogni diversi e chiedono semplicemente i contributi che il pubblico dà in termini economici o di servizi. Le Cucine sono un luogo dove si può cominciare a misurarsi su come dovrebbe essere un sistema in grado di dare risposte personalizzate e di permettere alle persone di mettere in gioco le proprie risorse.

Dimmi, quello che ricevi da tutta questa ricchezza riesci a riportarlo nella ‘politica’? 
In questo momento io non sto praticando la politica intesa come lavoro in un partito o in una istituzione. Però. Le Cucine del Battiferro sono ospitate (pagando affitto e utenze ndr) in un circolo del Pd. Ho rapporti quotidiani con i compagni che frequentano ancora il circolo.  Ho pensato più volte che se in ogni circolo del Pd ci fosse una cucina popolare o un’altra esperienza di solidarietà, se si andasse a superare quella distanza che le persone – soprattutto quelle che stanno peggio – sentono dalla politica, questo potrebbe essere un modo non teorico per riannodare i famosi fili che si sono rotti tra la politica e le persone.

Cosa è successo alle Cucine

– E’ stata una bella cena quella organizzata da Assopace Palestina al Battiferro, martedì 12 giugno. Oltre 100 persone hanno partecipato e goduto delle preparazioni della chef Fida Abuhamdiya, venuta apposta da Ramallah. Il ricavato, circa 1700 euro al netto delle spese, è destinato alla costruzione del parco giochi esterno alla scuola per l’infanzia del villaggio Al Ma’sara, a sud di Betlemme.

–  Giovedì 21 giungo sono partire le colazioni solidali al Centro sociale di Villa Paradiso. L’esperimento partito alla Cucina del Centro sociale Italicus e proseguito presso il Centro Fondo Comini, davanti al Battiferro, si allarga ad un altro Centro sociale.
Pensate per chi è più in difficoltà ed ha magari passato una notte all’aperto, le colazioni solidali hanno l’obbiettivo di portare conforto e ristoro sin dalla prima mattina e creare un’occasione di incontro e di scambio che a volte manca durante i pranzi.
Nei Centri sociali Italicus e Fondo Comini le colazioni sono offerte nelle mattinate di martedì e giovedì, a Villa Paradiso il giovedì e il sabato. Questa nuova apertura è possibile grazie alla collaborazione tra Civibo, Centro Sociale Villa Paadiso, Ancescao, Auser, associazione Armonie e Quartiere Savena.
Oltre al nostro Roberto, all’inaugurazione erano presenti, Matteo Lepore, assessore comunale che segue sempre da vicino le attività delle Cucine, Marzia Benassi, presidente del Quartiere Savena, e diversi consiglieri del Quartiere (a questo link le foto).
Per chi non lo sa, Villa Paradiso è un’antica villa posta proprio sulla via Emilia, poco prima dell’incrocio con viale Lenin, ha un discreto parco, un ampio cortile, ed ospita da tanti anni un Centro sociale e diverse associazioni del territorio, tra cui Armonie. Si tratta di un’importante risorsa per il territorio e per il Quartiere, che nel quadro di un progetto di rilancio delle attività ha promosso la collaborazione tra Centro Sociale e Cucine Popolari: per ora con le colazioni solidali, in seguito, dall’inizio del 2019, con l’apertura di una nuova Cucina, la quarta!
Devono ancora partire i lavori per allestire la sala da pranzo e la cucina vera e propria, ma stiamo già raccogliendo le adesioni per i volontari. Lo slogan scelto dal Quartiere Savena ci piace molto: la ricetta della felicità, l’ingrediente segreto sei tu! 
Se sei residente nel quartiere Savena, scrivici per offrirti volontario, se hai conoscenti o amici nel Savena fagli sapere delle Cucine, sono tanti i modi in cui si può collaborare.- La rete delle Cucine popolari e della solidarietà è sempre più ampia e capillare: ciliege solidali made in UniBo sono arrivate sulle nostre tavole grazie a un’iniziativa organizzata dall’Azienda Agraria e dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Alma Mater.
Venerdì 22 giugno, presso i campi sperimentali dell’azienda “Il grillo” di Vignola, sì è tenuta una speciale giornata di raccolta dedicata alla solidarietà a cui hanno partecipato anche i volontari delle Cucine, con Roberto Morgantini e Stefano Marcacci di Auser:  centinaia di cestini, contenenti le ciliegie di alta qualità dell’Alma Mater, hanno raggiunto le tavole delle Cucine Popolari e di altre associazioni benefiche.
Qui trovate alcune foto della raccolta, qui un articolo uscito sul magazine dell’Università.
Cogliamo l’occasione per ringraziare in nostri amici in UniBo!

– Domenica 24 giugno a Piazza dei Colori si è tenuto il momento di chiusura di Diritto alla città, la biennale di Atlas of Transition, progetto europeo dedicato agli scambi interculturali.
l momento culminante della giornata è stata la bellissima performance del coreografo marocchino Taoufiq Izeddiou: “Cent pas presque“, un’esplosione di energia e di gioia, capace di coinvolgere, di spezzare il ritmo delle azioni della vita urbana e la nostra solitudine.
Dopo settimane in cui le polemiche sui profughi e l’accoglienza hanno aggiunto nuovi e infimi livelli, in cui ci pare di essere tornati indietro, come senso comune, di anni ed anni, le foto e i video di questa bella festa fanno tornare il sorriso, ci ricordano che l’incontro e lo scambio tra popoli e culture diverse sarà sempre più parte del nostro futuro e sta a noi lavorare perché sia una festa e non una tragedia.
Le foto della performance in Piazza dei Colori le trovate quiqui e qui, un video è visibile qui. Foto e video della performance di sabato in via Rizzoli qui e qui.
– Martedì 26 giugno è stata un’altra giornata di festa, questa volta per la Cucina in via Berti. Sono venuti a mangiare ma anche a servire ai tavoli i bambini del centro estivo “Tutta mia la città”, organizzato dal TPO. I bambini, di 8, 9 e 10 anni, accolti da Roberto Morgantini e i volontari del Centro Saffi, hanno riempito di allegria e confusione la Cucina, hanno servito ai tavoli, hanno mangiato, hanno approfittato dei gelati gentilmente offerti dalla Carpigiani ed alla fine hanno anche lasciato una sottoscrizione.
Giunto quest’anno è la seconda edizione, il Centro estivo è gestito dalla Polisportiva Hic Sun Leones, legata a TPO, in collaborazione con i quartieri Porto Saragozza e Navile, e accoglie gratuitamente dei bambini segnalati da Servizi sociali dei due quartieri.
– Doppio appuntamento mercoledì 27 alla Cucina di via del Battiferro: il servizio e la cucina sono stati assicurati dalla Fondazione Gualandi e dal gruppo di ragazzi sordi che partecipano al progetto pane e pomodoro che collabora con le Cucine da ormai due anni, vi abbiamo parlato di loro in altre pagine di questo diario, in particolare in questa paginatrovate la bella lettera del presidente della Fondazione sulla collaborazione con le Cucine.
Nello stesso giorno sono stati nostri ospiti, molto graditi, i rappresentanti del governo tunisino in delegazione in Emilia Romagna per una visita di studio organizzata dalla missione europea “Strategia di Inclusione Sociale e lotta alla povertá”. Li abbiamo fatti accogliere da Insaf Dimassi una volontaria delle Cucine, anche lei di origine tunisina.

Appuntamenti– Lunedì 2 luglio si terrà il corso di formazione sulla gestione degli alimenti per i volontari: infatti tutti i volontari delle Cucine Popolari, che operano in cucina ma anche in sala, devono essere muniti di attestato HACCP rilasciato dall’ASL.
Il corso di lunedì sarà dedicato in particolare, ma non esclusivamente, alla formazione dei nuovi volontari della Cucina che aprirà a Villa Paradiso. Se qualcuno dei volontari non è in possesso dell’attestato o l’ha conseguito nel 2015 può rivolgersi a Raffaele (raffaele.rubinelli@gmail.com).

– Lunedì 9 luglio, presso la Cucina del Centro sociale Saffi, è prevista una speciale cena di solidarietà con Ciro Ascione, il cuoco del ristorante “Casa mia”, in via Saragozza.
Sono già diversi mesi che Ciro collabora come volontario alla Cucina del Battiferro, venendo a cucinare nel suo giorno di riposo, il lunedì, e a volte anche il mercoledì. Per ringraziarlo, a modo nostro, e per festeggiare questa bella collaborazione, abbiamo deciso di organizzare una speciale cena di solidarietà e raccolta fondi: un menù davvero speciale per 40 ospiti delle Cucine e per altri 40 ospiti ad offerta (25 euro).
Per farvi venire l’acquolina in bocca e sollecitare le adesioni ( ‭chiamate o scrivete al 335 7781663‬), vi anticipiamo il menù:

Antipasti
– Tris di bufaline con barchetta di melone e prosciutto nostrano
– Fiori fritti con mousse di mortadella e crema di stracchino
Primi
– Passatelli mantecati con julienne di verdure su vellutata di pomodoro e pesto di basilico
– Ravioli ripieni di patate e rosmarino al ragù bianco di coniglio al profumo di limone
Secondi
– Piccola Cotoletta alla Bolognese
– Filetto di maiale in crosta di mandorle con patate Pontenuovo
Desset
– Pan di Spagna alla frutta in crema chantilly

Ci teniamo a ringraziare di cuore Ciro per il suo contributo e per il suo entusiasmo. Ricordiamo che a gennaio ha partecipato alla gara di solidarietà tra i ristoratori bolognesi, ospitando con il suo ristorante un pranzo di solidarietà che fu molto apprezzato.
Ciro parteciperà anche ad un’altra iniziativa di solidarietà in collaborazione con le Cucine: quando Amnesty International ci ha chiesto di indicargli un cuoco per la settimana sui diritti umani che si tiene a Lampedusa a fine luglio, abbiamo pensato a lui, che infatti ha aderito senza esitazione.
Così, dopo il messaggio portato da Mila Brollo, di cui vi abbiamo parlato in un altra pagina di questo diario, un altro pezzettino delle Cucine popolari andrà a Lampedusa, isola simbolo delle tragiche traversate dei profughi nel mediterraneo.

– infine vi anticipiamo che il 21 luglio ci sarà la ormai tradizionale cena per l’anniversario dell’apertura delle Cucine.

Grazie a Ermano Marco Mari per la sua galleria di ritratti degli amici delle Cucine popolariCome contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi:
– puoi diventare volontario, contattaci;
– puoi contribuire economicamente, questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Oppure puoi fare una donazione periodica tramite PayPal (qui trovi come fare).
– puoi decidere di organizzare presso le Cucine il pranzo sociale, oppure la festa, della tua associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Anche in questo caso, contattaci, sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
– potete comperare il libro “Un ponte di colore” i cui proventi vanno alle Cucine popolari, è disponibile anche online a questo link.
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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Diario delle Cucine popolari – pagina 6

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

siamo arrivati alla sesta pagina del nostro diario. In queste prime cinque pagine abbiamo cercato di darvi un’idea più completa possibile di cosa siano le Cucine popolari, di rendere i diversi aspetti della loro vita, le soddisfazioni e le fatiche di far funzionare quelle che abbiamo chiamato le cucine più “buone” di Bologna. Abbiamo cercato di farlo dando la voce a voi: ai volontari, agi ospiti, ai partner, anticipando gli appuntamenti e rendendo conto di tutto, o quasi, quello che succede nelle Cucine.
Questa pagina è dedicata bilanci. Il 29 maggio, si è riunita l’Assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2017. E’ stato il momento per fermarsi a riflettere su quanto realizzato e fare previsioni per il futuro.
e Cucine sono una macchina complessa che, rubando le parole al presidente Melli, “è cresciuta in fretta”. Nel 2017 le Cucine popolari hanno preparato quasi 33.500 pasti (tra ospiti, volontari e eventi di raccolta fondi), nel 2018, dalle nostre previsioni, i pasti saranno più di 43.000. Ci vorrà l’impegno di tutti per far quadrare anche il bilancio del 2018, senza contare che è già in cantiere l’apertura di una quarta Cucina al quartiere Savena.
Insomma ci attendono grandi sfide e serviranno tanti contributi, grandi e piccoli.

In questa pagina del diario delle Cucine popolari

Come redazione del diario delle Cucine ci siamo ripromessi, dopo l’ultimo l’invio, di essere più concisi e mandare e-mail più brevi, tuttavia anche in questa pagina del diario le cose importanti da dire sono sempre tante.
Qui sotto trovate il resoconto dell’Assemblea dei soci con un sunto dei principali interventi. Poi, di seguito:
– tra le cose successe: l’assemblea a Villa Paradiso in cui si è parlato della quarta Cucina popolare; la visita di Gentiloni alle Cucine; la storia delle 4500 galline ovaiolefinite nei nostri piatti; i 100 anni della Trattoria il Meloncello, festeggiati con 100 ospiti delle Cucine sotto il portico del Meloncello; la visita al Battiferro dei bambini della scuola Grosso; l’incontro con Mila Brollo alla festa multietnica della Cirenaica.
– tra gli appuntamenti che ci aspettano: proprio domani, una cena palestinese al Battiferro; il 14 giungo al Battiferro  un gruppo Trekking Italia al termine di un giro della Bolognina; il 24 giugno in piazza dei colori la chiusura del festival Diritti alla Città.

5×1000 
Le Cucine popolari vivono grazie ai tanti contributi di volontari e amici, più sotto trovi tutti i nostri riferimenti. Se non hai ancora fatto la dichiarazione dei redditi sei ancora in tempo a donare il tuo 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico.

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L’assemblea annuale con il resoconto 2017 e le previsioni per il futuro
Il 29 maggio scorso si è tenuta l’assemblea annuale di Civibo – l’associazione che gestisce le Cucine popolari – per analizzare il bilancio 2017 e le previsioni per il futuro. L’incontro è stato un vero momento di discussione tra presidenza, comitato direttivo dell’associazione, volontarie e volontari, tutte e tutti consapevoli della necessità di continuare a ricercare con molta forza contributi e donazioni, visto che su questi si regge la vita delle Cucine e considerando anche che il 2017 è stato un anno po’ problematico.
Il 2017, infatti, si è chiuso con un disavanzo di 14.000 euro, una cifra già ampiamente recuperata dalle iniziative promozionali di questi primi mesi del 2018 (una su tutte, i 30.000 euro donati dai Metallica, che hanno donato 1 euro ogni biglietto venduto nel loro concerto qui a Bologna nel febbraio scorso), ma che comunque “deve stimolare la ricerca di nuovi sottoscrittori”.

Giovanni, il presidente, nel presentare il resoconto 2017, ha ribadito innanzitutto lo scopo dell’associazione: “non solo dare cibo, ma favorire relazioni tra ospiti, tra ospiti e volontarie e volontari, tra volontari e volontarie”. Ha poi spiegato i motivi del disavanzo: l’aumento delle spese (il trasferimento della 2° cucina da via Larga al centro sociale Italicus in via Sacco, l’apertura della 3° mensa in via Berti al centro sociale Saffi), la riduzione drastica – da settembre a dicembre – dei conferimenti alimentari da parte di Coop (ora sta lentamente tornando ai livelli precedenti), le ridotte entrate da donazioni e sottoscrizioni.
Un componente del direttivo, Luciano, ha presentato alcuni indicatori utili a comprendere il bilancio: i pasti erogati nel 2017 sono stati 33.474 (di cui 7.282 da asporto), la previsione 2018 è di 43.116 (di cui 10.431 da asporto). La media degli ospiti ogni giorno, sempre considerando le tre cucine, nel 2017 è stata di 115 persone, nelle previsioni per il 2018 è di 128.
Ma al di là dei numeri, in assemblea abbiamo parlato di cosa fare in futuro, di come migliorare l’organizzazione, il rapporto con gli ospiti e tra volontarie e volontari, la raccolta fondi, partendo da quella che, ci permettiamo di dire, è già riconosciuta dagli stessi ospiti come una “buona attività”.
“Siamo cresciuti molto e in fretta” e “dobbiamo migliorare diffondendo meglio le responsabilità, affinando l’organizzazione, prevedendo formazione mirata soprattutto alle relazioni, sviluppando iniziative di raccolta fondi”, ha detto il presidente.
Paola, vicepresidente, ha detto che la crescita (3 cucine in pochi anni) ha prodotto una sorta di “crisi di crescita”. “Dobbiamo responsabilizzarci di più, migliorare il lavoro di squadra” (ogni giorno in ogni sede c’è una squadra di volontari e volontarie per la cucina, la sala, l’accoglienza) e soprattutto “dobbiamo migliorare la gestione del magazzino, tenendo presente in particolare la cucina del Battiferro, la più grande, che spesso fornisce di cibo anche alle altre due cucine. Dobbiamo utilizzare al meglio ciò che ci viene donato anche grazie al collegamento che sta diventando sempre più positivo tra magazzino e cucina, tra cuoche e cuochi tra loro”. Sul magazzino, un volontario che in questo ambito presta la sua opera, Maurizio, ha detto che è necessaria l’individuazione precisa di responsabilità per migliorare la gestione e il rapporto con gli affittuari. Altri aspetti da ordinare meglio, riportati da Paola, sono l’accoglienza e la gestione della sala. Infine Paola ha parlato della necessità di fare più incontri tra volontari e volontarie per scambi e confronti.
Come annunciato dal presidente, si è poi parlato di formazione:
Agata (altra vicepresidente di Civibo) ha elaborato un piano annuale della formazione che riguarda sia i comportamenti da tenere nella conservazione, preparazione, distribuzione dei cibi (corso tenuto dall’Ausl) sia le capacità relazionali “perché se ci limitassimo a erogare cibo avremmo fallito il nostro obiettivo. Dobbiamo continuare a lavorare sulla capacità relazionale di tutti e di tutte”.
Un volontario, Tino, a proposito delle strategie da mettere in atto per aumentare le donazioni (sia in denaro che in prodotti) ha parlato della necessità di elaborare una piccola brochure per presentare le Cucine a possibili fornitori e sottoscrittori per “fidelizzarli meglio”.
Il bilancio è stato votato all’unanimità, così come all’unanimità sono stati votati la modifica dello statuto (modifiche che, semplicemente, specificano meglio lo scopo dell’associazione) e l’ingresso di tre nuovi componenti nel direttivo dopo le dimissioni di un componente.
A conclusione di questo breve resoconto vale la pena riaffermare, sapendo di raccogliere le voci di tutte e tutti, che volontarie e volontari desiderano partecipare, discutere, confrontarsi perché le Cucine sono entrate nel cuore di ognuno e ognuno vuole fare al meglio la propria parte.
Cosa è successo successo alle Cucine

– Assemblea a Villa Paradiso
In una bella giornata di sole, sabato 26 maggio, a Villa Paradiso c’è stata la presentazione ai cittadini del quartiere del progetto per l’apertura di una nuova cucina popolare presso il Centro sociale anziani di Villa Paradiso. Partner del progetto oltre a CIVIBO, Auser Bologna, Armonie voci di donne, Ancescao Bologna, il Quartiere Savena e il Comune di Bologna (a questo link un servizio televisivo sull’incontro, qui alcune foto).
Se tutto va bene, la Cucina di Villa Paradiso dovrebbe aprire ad inizio 2019.
La collaborazione tra le Cucine e il Centro sociale è già avviata: dal 21 giugno partono anche a Villa Paradiso le colazioni solidali (per ora due giorni alle settimana: giovedì e sabato), e uno dei cuochi della futura cucina, Stefano, sta già facendo pratica al Battiferro.
La nostra promessa è stata quella di aprire una Cucina in ognuno dei sei quartiere di Bologna, con quella di Villa Paradiso arriveremo a quattro.
Iniziamo a cercare volontari, condivisioni e contributi.

– Mila Brollo alla festa della Cirenaica
Si è fatta trovare a Porta Lame, in attesa di altri amici amanti della bici, l’amica Mila Brollo, di cui vi abbiamo parlato nell’ultima pagina del diario, che con la sua bici sta percorrendo tutta l’Italia, da Lampedusa a Gemona del Friuli, con l’intento di abbattere i muri dell’indifferenza su psichiatria e immigrazione e che in questo viaggio porta con sé una bandierina con il simbolo delle nostre Cucine popolari.
L’abbiamo accompagnata alla festa multietnica organizzata ogni anno in Cirenaica e arrivata già alla sua ottava edizione. Profumi, sapori, musiche da tutto il mondo, centinaia di tavoli e gazebo, bancarelle e musica per assaggiare cibi e bevande da tutto il mondo e conoscere il mondo dell’associazionismo italiano e straniero. Trovate qui le foto fatte insieme.
Questi sono i contatti di Mila: il sito e facebook. In libreria il suo “Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’equilibrio”. In cui racconta come la passione per la bicicletta può diventare la cura per (quasi) tutti i mali.

– Piccole e piccoli volontari in via Battiferro
Sette ragazzine e diciassette ragazzini della classe V°A della Scuola primaria Grossosono arrivati lunedì’ 28 maggio alla cucina del Battiferro, ognuna e ognuno con un bel berretto da cameriere in testa e tanta voglia di cimentarsi. Hanno servito gli ospiti con gioia e hanno mangiato, ordinati, sorridenti, contenti. C’è chi ha voluto dire qualche parola sull’esperienza. Luna: “è bello, mi piace perché sto aiutando le persone bisognose”. Mina, che proprio in questo giorno compie 11 anni: “è bellissimo servire i poveri, mi sono divertita e vorrei farlo ancora”.  Franco: “a scuola sto bene, soprattutto per gli amici. Questa esperienza mi fa sentire un ‘pelino’ importante”. Leonardo: “sì, ho mangiato bene, mi è piaciuto fare il cameriere. Ci si sente un po’ importanti a servire persone che hanno bisogno “. Yaya  sussurra solo: “mi è piaciuto fare questo lavoro”  Manuela: “e’ la prima volta che faccio una esperienza come questa, mi è piaciuto aiutare le persone e vorrei rifarlo”.

Una delle due insegnanti, Patrizia, racconta come è maturata l’idea di venire alle cucine. “Abbiamo fatto un percorso sulla cittadinanza attiva. Siamo partiti dalla Costituzione, abbiamo parlato di diritti e di doveri, di rispetto delle regole, del senso di responsabilità, di tolleranza, e anche di solidarietà.  Abbiamo voluto far vedere ai bambini come si possa esercitare solidarietà anche qui, vicino a casa. Abbiamo proposto di verificare con mano cosa significa fare un’esperienza concreta. Abbiamo invitato a scuola Roberto e Giovanni che hanno raccontato ai bambini come sono nate le Cucine popolari… molto interessante è stato il discorso di lotta agli sprechi. I bimbi  hanno raccolto volentieri l’invito. Oggi mi pare che siano tutte e tutti molto contenti: stanno sperimentando ciò che anche in altre situazioni abbiamo verificato e cioè che quando si aiutano gli altri si sta bene, perché anche chi aiuta riceve, e forse più di quello che dà. Domani mattina, fino a che ‘il ferro è ancora caldo’ parleremo in classe di questa esperienza per mettere nero su bianco le impressioni, le valutazioni.. ma qui alla cucina del Battiferro non avrete nostalgie: domani arriverà un’altra classe…”
A questo link le belle foto di Mariagrazia da Siena, che, anche in questa occasione, ha documentato quanto succede alle Cucine.
– 4500 galline ovaiole
La solidarietà segue le sue strade ed alcune sono decisamente inusuali, come la donazione alle Cucine di 4500 galline ovaiole ormai giunte alla fine della loro vita produttiva. Siamo andati a prenderle e le abbiamo portate a Bologna da Serramazzoni, ma 4500 sono veramente tante anche per noi, quindi dopo averne lasciate una parte al macello che ce le ha preparate, le abbiamo distribuite tra le realtà bolognesi e modenesi che come noi combattono a fianco delle persone in difficoltà: Caritas, Auser, parrocchie e altre associazioni amiche.
E’ possibile che questa collaborazione diventi stabile, tra 6 mesi è già annunciato l’arrivo di un altro carico!


– Paolo Gentiloni a pranzo alle Cucine
Venerdì scorso è stata una giornata di festa per le nostre Cucine: Paolo Gentiloni, a pochi giorni dal passaggio di consegne con Conte, ha scelto Bologna per la sua prima uscita pubblica da ex-premier ed ha scelto, accompagnato dal presidente delle Regione Bonaccini, di venire a trovarci e di mangiare alle Cucine in via del Battiferro.

Gentiloni è rimasto con noi per circa un’ora ed non ha risparmiato le lodi alle Cucine: “Sono veramente contento di essere qui, penso che sia un modello perché ci sono già tre di questi luoghi dove si mischiano i volontari e tante persone – come ex parlamentari e imprenditori di fama – che vengono a dare una mano e organizzare pasti per chi ne ha bisogno ed è in difficoltà. Spero che questa esperienza si possa moltiplicare, non solo a Bologna ma anche in altri posti”.
Raccogliamo qui alcuni link, per chi ha voglia di rivivere la visita di Gentiloni: foto bellissime (grazie Mariagrazia), servizio televisivoaltro servizio.
Sembrerà una cosa da poco ma a noi piace sottolineare che l’ex-Premier non è semplicemente venuto in visita, sì è seduto a tavola e ha condiviso con noi volontari lo stesso pranzo che gli ospiti delle Cucine avevano appena finito di mangiare.
Si è trattato di un’apertura straordinaria per il Battiferro che di venerdì normalmente è chiuso, ne hanno beneficiato i nostri ospiti che per l’occasione hanno potuto gustare anche un’ottima torta.

– 100° compleanno della Trattoria Meloncello
Ve l’avevamo annunciata nell’ultima e-mail, sabato scorso, il 9 giugno, c’è stata un’altra grande festa di solidarietà: la Trattoria del Meloncello ha festeggiato i suoi primi cento anni di vita offrendo il pranzo a cento bisognosi, cominciando con i tre clochard che da anni vivono sotto il portico di San Luca e continuando con gli ospiti delle nostre Cucine popolari.
Si è trattato di un occasione straordinaria e meravigliosa, il banchetto è stato offerto proprio al Meloncello, sopra l’arco e sotto il portico di San Luca. Vi invitiamo a dare un’occhiata al video e alle foto.
A servire ai tavoli amici e clienti della trattoria tra cui l’attore comico Giovanni Cacioppo e, seduto a pranzare tra gli ospiti bisognosi, il cantante dei Pooh Dodi Battaglia.
Un saluto affettuoso al Vescovo, Matteo Zuppi, che è passato ad augurare buon appetito, e alla coppia di  sposi che, capitata per caso, ha reso l’atmosfera ancora più festosa.

Appuntamenti
– Domani sera, martedì 12 giugno, al Battiferro, le associazioni Assopace Palestina e Pop palestine cousine, vi invitano a gustare una cena palestinese cucinata dalla chef Fida Abuhamdiya, venuta appositamente da Ramallah. Il ricavato servirà per finanziare il parco giochi dell’asilo di Ma’sara.
– Il 14 giugno, giovedì prossimo, Trekking Italia Emilia-Romagna ha organizzato un escursione dal titolo “Bolognina un quartiere in continua svolta“. Il “trek”, che tocca i punti più significativi del quartiere, inizia dal ponte di Stalingrado, in nostro ponte dei colori, e terminerà al Battiferro, con pranzo e relativa offerta alle Cucine popolari. Per partecipare occorre essere iscritti a Trekking Italia, qui i contatti e i dettagli.

– Come anticipato sopra, il 21 giungo partono le colazioni solidali anche al Centro sociale di Villa Paradiso.

– il 24 giugno vi diamo di nuovo appuntamento a Piazza dei colori per la chiusura di Diritto alla città, biennale di Atlas of Transition. Si tratta di un progetto europeo su arti, migrazioni e cittadinanze che realizzerà un festival nella nostra città tra il 15 e il 24 giugno.
Il 24, in piazza dei Colori, pranzo di strada con 25 cucine dal mondo, alle 17:00, potremo assistere alla performance “100 passi quasi”, messa in scena dal coreografo marocchino Taoufiq Izeddiou in collaborazione con il musicista Said Ait El Moumen.

Come contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi:
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– puoi contribuire economicamente, questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo. Oppure puoi fare una donazione periodica tramite PayPal (qui trovi come fare).
– puoi decidere di organizzare presso le Cucine il pranzo sociale, oppure la festa, della tua associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Anche in questo caso, contattaci, sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;
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