Diario Cucine popolari – pagina 25

Finalmente ci risentiamo dopo la lunga pausa estiva. Era nostra intenzione fare un numero con solo foto a metà agosto ma siamo arrivati lunghi, anzi lunghissimi, e quindi torniamo a scrivervi quando siamo già nel pieno delle attività e delle iniziative.
Subito qui sotto vi segnaliamo quattro appuntamenti che sono già vicinissimi. Di seguito trovate il resoconto di quanto successo dall’ultima newsletter.- Questa sera, martedì 17, alla Festa dell’Unità, Osteria Romana, la Fondazione 2000, con Cucine popolari, l’Auser e la CGIL, promuove una cena per finanziare la ristrutturazione della sede in via Battiferro. E’ la prima iniziativa di una campagna di raccolta fondi che porterà a ristrutturare completamente la sede della prima e più grande delle nostre Cucine.
Qui il link all’appuntamento su facebook.

– venerdì 20 settembre abbiamo a Battiferro una cena di solidarietà organizzata nell’ambito dell’evento nazionale  “Insolvenzfest – Il tempo dei debiti – Dialoghi pubblici per capire CRISI-DEBITI-DIRITTI”. La cena offerta dalla Fondazione Forense Bolognese, vedrà mescolarsi gli ospiti della Fondazione, avvocati, magistrati e giuristi, con gli ospiti delle Cucine, in tutto un centinaio di persone.

– Sabato prossimo, 21 settembre, alle 20:00 cena di autofinanziamento a Villa Paradiso, con il supporto dell’Osteria Vini d’italia 1954. Sarà anche l’occasione per incontrare associazioni e volontari del Centro e confrontarsi sui progetti in comune.Prenotazioni al numero 348 2506997.

– Sabato 28 settembre, alle ore 12:30, sotto i tigli del Quadriportico dell’ex Ospedale Roncati: “Buono da Matti”, pranzo organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna, e dalle Cucine Popolari. La collaborazione tra Cucine e Dipartimento è nata dalla constatazione di una utenza in parte comune ed ha già portato alla presentazione al Saffi del libro di Giovanni Rossi, “due tre cose che so di lei”.
Il pranzo di sabato 28 sarà una festa, una festa in un luogo bellissimo, che è stato un tempo luogo di tragedia ma che negli anni è stato aperto e recuperato, diventando luogo integrazione.
Chi desidera assaggiare le delizie preparate da volontarie e volontari delle Cucine Popolari in questo conteso così speciale, può prenotare, entro il 26 settembre con un messaggio al numero: 335 7781663.

Che cosa è successo 

– In tante e in tanti – tra i 400 e i 500 – hanno partecipato, il 25 luglio scorso, nel cortile di Palazzo d’Accursio alla pastasciutta  antifascista, organizzata anche da Cucine Popolari (non potevamo mancare!!) oltre che da diverse realtà istituzionali e non (Comune e Anpi per fare due esempi). Bella atmosfera,  voglia di difendere democrazia e umanità,  sentimenti di accoglienza, condivisione, solidarietà. Questo appuntamento è organizzato ogni anno per ricordare la pastasciutta offerta il 25 luglio 1943 dalla famiglia Cervi sulla Piazza di Campegine a Reggio Emilia, alla notizia che il duce era stato sfiduciato e dunque che il fascismo era caduto. Presenti a preparare e a servire volontarie e volontari delle Cucine.

Subito riportiamo l’interessante articolo di Ilaria Venturi uscito su Repubblica Bologna il 26 luglio, poi, per chi vuole, qui c’è una bella galleria di foto sull’iniziativa e qui il video di Bella ciao cantata dai volontari delle Cucine.
Tortelloni e “Bella ciao” l’antifascismo è servito
di Ilaria Venturi
Alle dodici e quaranta i tortelloni sono finiti. Tocca annunciarlo alle signore che li servono ai banconi e hanno davanti una fila ancora lunga. In tutta fretta si buttano giù dei maccheroni: è il ristorante ” Adesso pasta”, dove c’era lo storico Pasquini, a prepararli. Nell’attesa, Federico Aicardi intona con la chitarra “Bella ciao”; poi arriva la “Locomotiva” di Guccini, cantata da Antonio Mumolo, avvocato di strada. Sembra una sagra di paese nel cuore di Palazzo d’Accursio, è invece la celebrazione della caduta del fascismo il 25 luglio del ’ 43, ricordando quel piatto di pasta offerto 76 anni fa da papà Cervi in piazza a Campegine.
L’antifascismo sfida i 40 gradi, oltre al revisionismo di destra. « Essere qui oggi ha ancor più valore, perché non solo ci si ricorda di ciò che è stato, ma si denunciano i pericoli che stiamo vivendo » , avverte Roberto Morgantini, il papà delle Cucinepopolari che promuove il pranzo con l’Anpi. Mumolo parla di involuzione antidemocratica, e per questo allora, aggiunge frate Benito Fusco, pure una pastasciutta aiuta la causa, «e sostenere che l’antifascismo è divisivo vuol dire non riconoscere i valori della Costituzione», attacca il segretario dem Luigi Tosiani.
Partigiani con il fazzoletto al collo, giovani di Libera, madri e figlie, consiglieri comunali, sindacalisti. In 400 si sono messi in fila per i quaranta chili di tortelloni antifascisti preparati da Alessandra Spisni, lasfoglina che va in Rai alla “Prova del cuoco”. A questi si aggiungono i dieci chili di penne al sugo, sempre antifasciste, servite ieri sera anche al borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi e in tante realtà di provincia.
Il sindaco rende omaggio ai partigiani qualche ora prima, con la deposizione delle corone alla lapide che ricorda l’aggressione del 1920 al consiglio co
munale e al sacrario dei caduti. « Non credo che il fascismo tornerà – dice Virginio Merola – ma quello che dobbiamo ai partigiani è di continuare ad esser vigili, di reagireper dire che in una democrazia si salvano anzitutto le vite umane e poi si pensa ai confini», per opporsi a « questo mito del capo che torna d’improvviso a perseguitarci » . Al banchetto dell’Anpi in tanti sottoscrivono la tessera. « È il momento, perché l’Anpi sta mantenendo vivi quei valori fondanti della nostra democrazia, per i quali tanti sono morti » , spiega Marina Battistin, preside in pensione mentre firma. Catia, 56 anni, ammette: « È la mia prima tessera dell’Anpi, prima non l’ho fatta per pigrizia. Ora è necessaria, visto i tempi bui. Siamo in tanti a non riconoscerci in questo governo, io sono tornata in piazza per le donne, i migranti, per tutto: speravo di non doverlo più fare, invece… E’ doveroso esserci, più di prima». Andrea Corsini ricorda che «il fascismo è un virus mutante: può anche non essere una dittatura, ma essere una mentalità». Concorda Anna Cocchi, presidente dell’Anpi, che il 25 luglio festeggia anche il compleanno. «Una data, un destino».
A Palazzo d’Accursio il pranzo che ricorda la caduta del regime. Merola: ” Dobbiamo ai partigiani di allora la vigilanza di oggi”
– Il 4° compleanno delle Cucine Popolari
Sabato 27 luglio, a partire dalle 20, è stata festa grande, prima al Fondo Comini, poi di fronte al Fondo Comini, alla Cucina Popolare del Battiferro per una sontuosa cena di compleanno. Eh sì, le Cucine Popolari hanno festeggiato il 4° compleanno, un bel traguardo di solidarietà e di armonia per tutte e tutti, volontarie, volontari e ospiti. Godetevi la festa con queste immagini.

– Offerto dalla Camst, servito da volontarie e volontari delle Cucine Popolari, di Caritas, di Antoniano, il pranzo del ferragosto, nel cortile di Palazzo d’Accursio, è stata una festa per 200 ospiti che di solito vanno a mangiare (e a stare assieme) alle Cucine Popolari, alle  mense di Caritas e di Antoniano. Una bella atmosfera, bei volti sorridenti, anche allegria, come si puo’ vedere dalle foto.

Ci teniamo a far sapere che comunque anche per le ospiti e gli ospiti che non hanno voluto andare nel cortile di Palazzo d’Accursio, una alternativa c’è stata: la Cucina Popolare Italicus è stata aperta e ha servito il pasto a circa 50 ospiti.

– Anche le Cucine sono state in piazza con Hey Joe in festa per padre Marella. 
Sabato 24 e domenica 25 agosto, in Piazza Maggiore, si è tenuta la quindicesima edizione di “Hey Joe Bologna in festa per padre Marella il più amato”. L’iniziativa è ormai una tradizione, è sostenuta da Piazza Grande e dalle Cucine Popolari. Si sono esibiti circa 300 artisti. E domenica, a mezzogiorno la Camst ha offerto un mega pranzo  (assicurando tutto l’allestimento, dai tavoli ai piatti, alle posate, al cibo, al cuoco…) in Piazza Maggioreservito da volontarie e volontari delle Cucine Popolari al quale hanno partecipato circa 250 ospiti delle Cucine e di Caritas.  Volontarie e volontari delle Cucine sono stati in piazza nei due giorni in un gazebo, gestito dal nostro Tino Ferrari, dal quale hanno anche venduto magliette e distribuito volantini che hanno invitato a donare, anche poco, pochissimo, alle Cucine per contribuire a questa bella avventura di solidarietà.

Per altre foto cliccare  qui.
– Auguri Silvana, non lo facciamo sempre, questa volta parliamo di una persona  che è con noi  da tanto tempo, dall’inizio della nostra avventura: Silvana. Il 27 agosto è stato il suo compleanno. E allora, alla Cucina Popolare Saffi, dove Silvana presta la sua opera di volontaria preparando, assieme alle altre e agli altri,  manicaretti squisiti, il 27 agosto, dopo aver sfamato gli ospiti, volontarie e volontari del Saffi hanno improvvisato  una festicciola per lei:  torta e auguri di cuore  anche da tutte le volontarie e da tutti i volontari delle tre Cucine Popolari. Grande Silvana! auguri e grazie.

– L’11 settembre a pranzo si è tenuto alle Cucine Popolari di via del Battiferro un incontro con gli artefici del progetto di portierato di prossimità in Bolognina, qui le foto dell’incontro.

– il 13 settembre le Cucine erano presenti al 52° Incontro di studi su “mobilità sociale e democrazia”, promosso da ACLI Bologna.

All’incontro, tenutosi presso l’Auditorium Enzo Biagi in Sala Borsa, hanno partecipato personaggi illustri della politica, Romano ProdiDavid Sassoli e Maurizio Martina; della cultura, Ivano Marescotti; e della curia Monsignor Matteo Zuppi, ma l’apertura è stata lasciata alle Cucine popolari, con Roberto Morgantini che ha introdotto il dibattito. Le foto con tutti i personaggi qui.

– oggi, lunedì 16 settembre, siamo sul Carlino che dedica un bel titolone all’attività che da anni svolgono i nostri volontari e i nostri ospiti per ripulire muri nella Bolognina e non solo.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scrivete a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete organizzare una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ ancora tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;

Iscrizioni al diario delle Cucine popolari
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Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Una mano per la scuola

una-mano-per-lascuolaCERCHIAMO VOLONTARI PER UN GIORNO
Sabato 14 settembre 2019, dalle 9.00 alle 18.00, alle coop di Corticella, Meraville, viale della Repubblica e all’ipercoop di Borgo Panigale si svolgerà l’annuale raccolta di materiale didattico e prodotti di cancelleria per la scuola.
Ognuno potrà offrirsi per donare qualche ora del proprio tempo per aiutare nella logistica, per distribuire materiale informativo sull’iniziativa o per raccogliere i prodotti che verranno donati.
Contattaci allo 051-6352911 o tramite mail a info@auserbologna.it per dare la tua disponibilità e diventare volontario per un giorno.
L’iniziativa è promossa per aiutare concretamente i soggetti e le famiglie più in difficoltà.

Compleanno delle Cucine Popolari

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Diario Cucine popolari – pagina 24

In questi giorni ci è capitato di leggere una frase di Andrea Camilleri, che è girata in rete in occasione della sua recente scomparsa. La riportiamo per ricordare il grande scrittore scomparso e perché ci pare che riguardi molto le attività delle nostre Cucine:
“Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu rispetto all’altro, sei l’altro.”
Le Cucine vivono sull’incontro con l’altro/a, hanno bisogno dell’altro/a e letteralmente si cibano dei doni dell’altro/a. Gli altri/e sono gli ingredienti di queste nostre Cucine popolari, e così le pagine di questo diario sono piene di altri/e che decidono di donare qualcosa, di condividere con altri/e il proprio tempo, le proprie risorse, le proprie pene e le proprie gioie.
Così anche oggi, oltre al resoconto, le foto di quanto successo e agli appuntamenti che ci aspettano (mi raccomando il 25 la spaghettata antifascista e il 27 il nostro quarto compleanno), nella sezione dedicata alle nostre storie vi parleremo di altri e di altre: altri/e che donano, che donano olio, macchine per pulire i pavimenti e tanto altro. Splendidi esempi di un mondo che si scopre generoso.
Ma intanto rilanciamo l’appello lanciato alcuni giorni fa da Roberto Morganti sul Carlino:cerchiamo donatori di carne. Perché, come dice Roberto, la carne “ce la comperiamo noi, perché purtroppo non abbiamo ancora trovato nessuno che ce la regali e non si può mangiare sempre vegetariano”. La carne, insieme alle utenze, è una delle nostre voci di spesa più grosse e se qualcuno ci aiutasse, magari qualche distributore della zona, ci farebbe risparmiare un bel po‘”.Che cosa è successo

– il 27 giugno, la ditta che rifornisce Manutencoop ha consegnato al battiferro una pulitrice industriale per pavimenti. Il nuovo importante donatore ci ha chiesto di dirgli che cos’altro ci serve… tutto il necessario per la pulizia della cucina

– Mercoledì 3 luglio, a poco più di un mese dal lancio dei pranzi sospesi promossa da Camst in collaborazione con Cucine popolari si è tenuta la prima cena di solidarietà presso il ristorante self-service Bass’Otto in via Ugo Bassi. “In un mese sono stati donati 425 pasti sospesi – ha annunciato il presidente di Camst, Francesco Malaguti – è già in programma una seconda cena dopo l’estate”.


Questo il commento di una nostra volontaria: “La cena dei Pasti sospesi, il 3 luglio, offerti da tanti cittadini al Bassotto di via Ugo Bassi a favore degli ospiti delle Cucine popolari.Ho servito portate belle e buone a persone che, per l’occasione, avevano indossato i loro miglior vestiti ed il più dignitoso degli sguardi ed io ero fiera di essere al loro servizio. Soddisfazione e gioia nei visi di tutti, una bella serata, una bella atmosfera. Grazie a Roberto per darmi queste possibilità e grazie anche a Mattia per avermi spedito oggi questa foto ricordo. Alla prossima!”
Tante bellissime foto della serata qui e anche quiQui il video sulla serata realizzato da E’tvi

– domenica 7 luglio, grazie ad un accordo tra Cucine Popolari e Teatro Comunale(donando un contributo simbolico di 2 euro ciascuno), una cinquantina di persone, tra volontari e amici delle Cucine Popolari, hanno potuto gustarsi in anteprima l’opera buffa di Rossini in programmazione al Teatro Comunale di Bologna, assistendo alle prove di una italiana ad Algeri.
Questo il gruppo all’ingresso del teatro. Qui le altre foto scattate nell’occasione.

– Giovedì 11 luglio, si è tenuta la presentazione del progetto “Portierato di Comunità”, un percorso pilota presentato da Auser insieme a una molteplicità di realtà del territorio, per offrire numerose attività e servizi di ascolto e supporto a sostegno della comunità.
Anche noi come Cucine facciamo parte del progetto, metteremo a disposizione le sedi che diventeranno punti di riferimento per dare informazioni, contatti, creare socialità e riannodare i fili della comunità, come già fanno ora ma ancora meglio.

– il 12 luglio presso il Fondo Comini (proprio di fronte alla Cucina Popolare del Battiferro) c’è stata la cena sociale di Teorema, la società della CGIL  che  offre servizi fiscali e tributari.
A conclusione della campagna delle dichiarazioni dei redditi, Teorema ha invitato operatrici e operatori che hanno partecipato alla campagna per festeggiare insieme e anche per incontrare le volontarie e i volontari delle Cucine.
Nell’occasione Andrea Fabbri Cossarini (fotografo, amico e volontario delle Cucine), che ha ripreso con le sue foto operatrici e operatori nei momenti della campagna, ha mostrato il suo racconto fotografico per rivivere assieme i momenti più significativi di questa avventura che si ripete ogni anno incontrando migliaia di contribuenti iscritti e non alla CGIL.
Qui alcune foto della serata

Appuntamenti

– vi abbiamo accennato all’ipotesi di una trasmissione delle Cucine popolari a Radio Città del Capo, ci stiamo lavorando con l’aiuto di grandi amici delle Cucine, Giampiero Moscato e Aldo Balzanelli (già direttori delle redazioni di Ansa e Repubblica Bologna), Mario Gaiani (anche lui giornalista, in procinto di andare in pensione) Andrea Fabbri Cossarini (il “nostro” fotografo) e altre e altri.
Un primo numero zero della trasmissione è previsto per martedì prossimo 23 luglio in mattinata, sintonizzatevi.

– Giovedì 25 luglio76° anniversario della caduta del fascismo – data particolarmente importante in questi tempi così difficili dove c’è tanto bisogno di impegno per ribadire la vocazione democratica, antifascista, solidale, accogliente della nostra società –  a Bologna (come in tante altre città) si festeggia con la pastasciutta antifascista.
A preparare questa prelibatezza a Bologna sarà una grande cuoca, Alessandra Spisni(cuoca, scrittrice di cucina, protagonista di “La Prova del Cuoco”), aiutata da volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Si potrà mangiare a pranzo alle 12,30 nel cortile di  Palazzo d’Accursio e a cena alle 19,30 alla Cucina Popolare Saffi.
, c’è ancora bisogno di celebrare la caduta del fascismo ricordando come festeggiò papà Cervi quando, quel 25 luglio 1943, apprese della destituzione del duce e invitò tutti gli abitanti della sua Campegine a mangiare con lui una pastasciutta. Tanti hanno aderito: Libera, Auser, Arci, Anpi, Cgil-Cisl-Uil, Cucine Popolari….Pranzo e Cene sono aperte a tutte e a tutti.  Vi aspettiamo.


– La tradizione della pastasciutta antifascista si sta diffondendo in tutta la penisola e anche all’estero, ecco due belle iniziative per il 25 luglio a cui partecipiamo anche noi come Cucine popolari:

Uno dei nostri cuochi, Sabri, che porterà il contributo delle Cucine ai festeggiamenti organizzati per il 25 luglio da Amnesty internazional a Riace, il Comune calabrese diventato  modello di accoglienza a livello internazionale grazie all’operato dell’ex-sindaco Mimmo Lucano.

Questo il messaggio di Jal Ecovolis Kamping, organizzatore di una pastasciutta antifascista albanese in gemellaggio con Cucine e Anpi:

Memoria è parola complessa per il significato che prende di volta in volta a seconda di chi lo usa. Rimanere antifascisti in Albania ha a che fare con mantenere viva la memoria. Non vogliamo essere reazionari vogliamo diventare di nuovo antifascisti se qualcuno di fosse perso la memoria per strada. Per questo il 25 luglio festeggiamo in gemellaggio con Bologna, Cucine Popolari e Anpi, con una pastasciutta antifascista. In un paesino del sud tra odori mediterranei che ci ricordano quanto un mare può unire in questi tempi di confini, ci siederemo attorno ad una lunga tavolata per celebrare una memoria antifascista e festeggiare i nuovi antifascismi che stanno nascendo per un Europa internazionale contro ogni razzismo! Per chi trovasse da queste parti, gente di tutto il mondo, venite!
– Sabato 27 luglio, come tradizione festeggiamo il nostro compleanno. Questo anno sono quattro, quattro intensi anni di crescita vorticosa ed entusiasmante delle Cucine popolari.
Festeggiamo alle otto di sera mangiando insieme nel giardino del Centro sociale Comini, davanti al Battiferro, sono invitati tutti i nostri ospiti e tutti i nostri amici, che possono mangiare con un
 contributo.
– il 31 luglio, mercoledì, alla Cucina Popolare Battiferro ci sarà una cena, preparata da volontarie e da volontari delle Cucine, per salutare Yasmeen, la ragazza palestineseche, grazie alla Regione Emilia-Romagna che ha pagato la protesi e l’assistenza, alRotary Club che ha organizzato iniziative di raccolta fondi, e ad Assopace Palestina, che ha curato il suo arrivo e la sua permanenza per oltre un mese (a casa di volontari di Assopace Palestina e delle Cucine Popolari, a casa di amici,..), ha potuto cambiare la protesi alla gamba presso il Centro di Vigorso (Budrio).
Yasmeen ha perso la gamba a tre anni, investita da un camion, grazie ad aiuti è riuscita ad avere una protesi. E’ appassionata di montagna, avrebbe voluto scalare le colline vicino a casa sua ma l’esercito israeliano e i coloni lo hanno impedito. E così, dice Yasmeen nella bella cartolina che potete vedere qui sotto,  “ho scalato il Kilimanjaro” (dove ha piantato, orgogliosa, la bandiera palestinese). Ora, dopo questa conquista, Yasmeen ha un nuovo sogno che può realizzare grazie alla nuova protesi: scalare l’Everest. “Dentro ciascuno di noi  – scrive Yasmeen – vi è un picco che dobbiamo scalare, se non lo facessimo resteremmo in fondo per tutta la nostra vita”. E’ così anche per le Cucine Popolari che, con la cena, vogliono salutare questa straordinaria e coraggiosa ragazza. Alla cena sono invitati: Regione Emilia-Romagna, Rotary Club, Assopace Palestina. Ciao Yasmeen, è stato un onore averti con noi.

Le storie delle Cucine popolari

– Oblis Andrè, 18 anni, bolognese, ha appena partecipato all’Eurobasket femminile di Belgrado ed è stata la rivelazione azzurra dell’europeo. E’ la figlia di una nostra volontaria e siamo contenti e orgogliosi per lei.

– Un volontario delle Cucine Popolari Roberto Fioravanti ha avuto un pensiero molto dolce per le Cucine in un momento per lui doloroso e di grande tristezza. Sabato 6 luglio si è svolto il funerale della sua mamma e lui ha chiesto a chi ha partecipato di non portare fiori ma di fare una donazione alle Cucine popolari.  A Roberto, carissimo amico, le nostre condoglianze e un grande grazie per un gesto così generoso.

– Per il secondo anno consecutivo i fratelli Monachetti hanno portato una parte dell’olioprodotto dalla Tenuta Almerita in dono alle Cucine popolari.
Quando si è trattato di decidere cosa fare della “vecchia” tenuta di famiglia in Molise, Antonio, Michele e Pierluigi Monachetti, tutti e tre residenti a Bologna hanno deciso di riqualificare e rilanciare il loro olio, ottenendo la certificazione biologica e il riconoscimento del Dop Molisano. Ma non si sono fermati qui perché la gestione dell’azienda ha curato dal punto di vista etico tutta la filiera, dalle assunzioni, ai terzisti, ai fornitori, e lavora in collaborazione di altri produttori locali che ne condividono i principi e i valori per promuovere l’olio molisano come prodotto di qualità con un valore aggiunto per il proprio territorio.
E’ un impresa che va oltre le finalità economiche dell’azienda ed infatti ad ogni annata di olio è abbinata una campagna di solidarietà: nel 2018 hanno donato il 10% del venduto alle Cucine Popolari, quest’anno il 5% alla campagna di Libera contro il caporalato.
Tuttavia hanno deciso di venirci a trovare anche nel 2019: “Anche se quest’anno a beneficiare della campagna di solidarietà sarà l’associazione Libera Bologna, siamo tornati dagli amici di cucine popolari portando qualche dono… un po’ di olio non guasta mai.”
Ringraziamo i tre fratelli Monachetti e pubblichiamo una loro foto nella tenuta Tenuta Almerita.
A presto, tornateci a trovare!


– Nel mese scorso la Cucina del Battiferro ha avuto tra i volontari anche un giovane faentino di soli 18 anni,
Nicolò Casadio, gli abbiamo chiesto un commento a chiusura del periodo da noi:

Ho iniziato alla mensa di via Battiferro senza troppe aspettative, avevo solo voglia di fare una nuova esperienza (già da quasi un anno stavo pensando di iniziare un’attività di volontariato). Sin dal primo giorno mi sono trovato molto bene, i colleghi volontari mi hanno seguito e aiutato le prime volte a svolgere alcune mansioni.
Ciò che mi rimarrà impresso di più di quest’esperienza è di sicuro vedere i visi degli ospiti della mensa, nonostante le loro difficoltà riescono quasi sempre a strapparti un sorriso o renderti feliceun loro “grazie” vale veramente tanto, e questa a mio parere è una delle parti migliori dell’attività.
Spero di riuscire a riprendere nei prossimi mesi il volontariato presso la mensa.
Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scrivete a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ ancora tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete fare una donazione. Tutti i dati li trovi qui nel sito.
– potete organizzare una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti.Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
bolognasocialfood@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.

Diario Cucine popolari – pagina 23

Come sapete le Cucine non stanno mai ferme e così anche questa nuova pagina del diario delle Cucine popolari è piena di notizie e sorprese, piena di energia, di cose che nascono e crescono in una opera collettiva che con l’apporto e il contributo di tanti continua a dare buoni frutti.
Scusateci se non sempre riusciamo a stare dietro a tutto.
Tra le cose successe trovate l’annuncio di un nuovo ciclo di incontri contoddi da Giuseppina Muzzarelli da tenersi dopo l’estate, visto il grande successo degli incontri sul rapporto tra donne e cibo nella storia.
Tra gli appuntamenti: la prima cena solidale presso la Camst di via Ugo Bassi a un mese dal lancio dell’iniziativa; la tagliatella antifascista il 25 lulgio con Alssandra Spisnile prove dell’Italiana ad Algeri al Teatro Comunale.
Infine, negli apporfondimenti, l’intervista al presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, condotta da Aldo Balzanelli.
Sì, perché anche in redazione abbiamo qualche novità, si sta costituendo un gruppo responsabile della comunicazione con tanti progetti, sui social, alla radio e altro ancora.
Un gruppo che coinvolge alcuni porfessionisti, ora in pensione, vicini alle Cucine, per cui speriamo di darvi presto altre buone notizie anche su questo fronte.

Intanto, se non avete ancora fatto la dichiarazione dei redditi, vi invitiamo a donare il 5×1000 a Civibo, l’associazione delle Cucine popolari. Le Cucine vivono grazie al vostro contributo!Cosa è successo– giovedì 6 giugno, giornata di raccolto nell’orto urbano dell’Ospedale Maggiore: bieta, sedano, lattuga e tanto altro, dall’orto urbano coltivato dall’Associazione di Volontariato Andromeda con gli studenti dell’Istituto Agrario Serpieri, alla tavola delle Cucine Popolari.
Qui il video della raccolta realizzato da Bologna in diretta.
– Venerdì 7 giungo le Cucine popolari hanno partecipato alla festa delle scuole elementari Federzoni nella Bolognina. Qui un video, piuttosto lungo in verità, della festa.- Domenica 9 giugno, in via Bentivogli indovina chi viene a pranzo ? la tradizionaletavolata multietnica, cui partecipano decine di associazioni di volontariato. Al banchetto multietnico le Cucine hanno partecipato con delle bolognesissime lasagne!
Festa sempre bella e partecipatissima, tante belle foto piene di amici delle Cucine.quiquiqui e qui.
Fra tutte abbiamo scelto di pubblicare una foto del nostro disegnatore preferito, nonché autore delle chine che pubblichiamo regolarmente in chiusura di newsletter, Ermanno Marco Mari.– Mercoledì 12 giugno a Villa Paradiso, all’interno della rassegna Andér in paradis in caroza”, golosa merenda delle Cucine popolari lo spettacolo “La sgnéra Cateréina e el fiancaresta” a cura del gruppo lettura San Vitale, all’interno della rassegna “Andare in paradiso in carrozza”. Trovate tante belle foto qui.

– Mercoledì 19 giugno si è conclusa nella Cucina di via Berti la seconda e ultimaconversazione della stagione pre-estiva su donne e cibo con Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale e di storia del costume e della moda all’Università si Bologna. Relazione fra donne e cibo: una storia secolare tra piacere, cura, seduzione, ribellione.

Sono stati incontri belli, vivaci, interessanti, molto partecipati entrambi, e a grande richiesta del pubblico presente, in autunno le conversazioni con Giuseppina Muzzarelli riprenderanno su nuovi filoni di approfondimento che potranno essere ancora legati al tema del cibo o altri temi di costume o di storia.
Appuntamenti– Mercoledì 3 luglio alle ore 19.30 al ristorante self-service Bass’otto 200 ospiti delle Cucine Popolari Battiferro, Saffi, Italicus saranno invitati al pranzo sospeso (in realtà cena) offerto da frequentatori del popolare ristorante self-service della Camst. Gli inviti saranno distribuiti agli ospiti di tutte e tre le Cucine popolari.
Un grande grazie coloro  che hanno pagato un pasto sospeso al Bass’otto e alla Camst che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa dei sospesi oltre ad aver offerto e ad offrire tante altre collaborazioni alle Cucine.Sapevamo che coinvolgere CAMST avrebbe significato un salto di qualità per i pasti sospesi ma siamo comunqe sorpresi delle dimensioni che sta assumento la cosa: sono425 i parti sospesi donati nel primo mese dai clienti della CAMST.
C’è interesse e attenzione verso questa iniziativa: a questo link trovate un articolo del Carlino,  qui un altro bell’articolo pubblicato sul sito di Lega Coop.
– sabato 6 luglio alle ore 18  presso il Fondo Comini (proprio di fronte alla Cucina Popolare BattiferroMaurizio, volontario alle Cucine, ha organizzato una speciale festa per un importante compleanno della sua compagna Anna. Maurizio ha invitato amiche e amici a un rinfresco al Fondo Comini, a partire dalle ore 18. Il rinfresco sarà preparato da volontarie e volontari della Cucina del Battiferro. Il regalo di Maurizio, oltre al rinfresco, sarà un contributo alle Cucine. Grazie Maurizio e tantissimi auguri ad Anna.- domenica 7 luglio, grazie ad una collaborazione con il teatro comunale, gli amici e i volontari delle Cucine popolari sono invitati ad assistere alle prove dell’opera di Rossini, l’italiana in Algeri, pagando un contributo simbolico di 2 euro. Chi è interessato può rivolgersi a Roberto.

– giovedì 25 luglio, si ripeterà l’iniziativa della spaghettata antifascista lanciata lo scorso anno da Cucine popolari insieme a CGIL, CISL e UIL, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera, e a cui quest’anno si aggiunge l’onlus Avvocato di strada.
Con la differenza che quest’anno sarà una tagliatellata antifascista: durante la mattinata infatti Alessandra Spisni, la cuoca ambasciatrice della cucina bolognese, insieme ad altre 6/7 sfogline tirerà la sfoglia per tutti i partecipanti.
Altre iniziative per la serata del 25 sono in preparazione nelle singole Cucine.

Le storie delle Cucine pololari

Gianpiero Calzolari è presidente della Granarolo, il colosso cooperativo del latte, da un decennio. Dal 2017 guida anche la Fiera di Bologna. Come è avvenuto il suo “contatto” con le Cucine Popolari?

E’ praticamente impossibile non entrare in contatto con Roberto Morgantini e con la sue straordinarie iniziative. Sapevo della sua idea di dar vita alle Cucine Popolari e ho seguito un po’ tutta l’avventura fin dall’inizio, fin dal primo finanziamento ottenuto grazie ai “regali di matrimonio”. Ci siamo incontrati e intorno a un tavolo abbiamo provato a pensare cosa potevamo fare insieme. Noi, come Granarolo, sosteniamo diverse associazioni di volontariato. Roberto ci ha spiegato che c’erano parecchie aziende che offrivano prodotti alimentari per le Cucine, ma che spesso c’erano problemi di conservazione. Per questo abbiamo deciso di donare alle Cucine un nostro camioncino-frigo. Questo consente di evitare che qualcosa vada sprecato e alle Cucine di conservare gli alimentari donati.

La Granarolo è presente in tutta Italia. Vi sono altre iniziative simili alle Cucine Popolari o si tratta di un’esperienza unica?

Ci sono sicuramente altre iniziative, penso alla rete della parrocchie, all’esperienza degli empori, dove chi è in difficoltà può acquistare a prezzi contenuti, ma secondo me questo approccio laico di Morgantini è tipicamente emiliano. Mi spiego. Qui da noi si dice “c’è un problema, ce ne facciamo carico e insieme lo risolviamo”. Cioè nelle esperienze di volontariato, che ci sono ovunque, l’Emilia ha questo tratto che secondo me ha molto a che fare con la cooperazione. Qui c’è ovunque un “co…” molto diffuso (cooperative, cooperatori, collaborazione) che è un po’ la cifra di questa terra.

E nel resto d’Italia?

Proviamo ad esportare il modello Emilia, che, è bene precisarlo, non è un modello ideologico. Quando Granarolo sbarcò a Milano ad esempio c’era molta diffidenza, molta preoccupazione. Arriva la coop rossa…Ora i nostri soci lombardi sono diventati i maggiori sostenitori del modello cooperativo.

Granarolo però assomiglia molto più a una grande impresa….

E’ vero, ma è organizzata secondo un modello economico cooperativo. Per noi contano moltissimo i due asset fondamentali: il rapporto quotidiano con i soci produttori e quello con i consumatori. E’ evidente che in mezzo c’è un mondo, soprattutto considerando le dimensioni dell’azienda, ma il rapporto con i consumatori per noi resta fondamentale. Anche per questo essere presenti nei luoghi della socialità, come possono essere le Cucine popolari, per noi è importante, perché sostiene la nostra “reputazione” e contribuisce ad affermare il ruolo sociale dell’impresa.

Ci sono altre ragioni che vi inducono a sostenere iniziative come le Cucine Popolari? Ma anche, per esempio, la Banca del latte del Sant’Orsola.

Sì. Un altro aspetto fondamentale per noi è il legame con il territorio. Abbiamo 19 stabilimenti in Italia e ovunque contribuiamo a progetti di responsabilità sociale che hanno lo scopo di rinsaldare il tessuto sociale in cui operiamo.

Cosa l’ha colpita in particolare dell’esperienza delle Cucine Popolari?

Nel progetto Cucine Popolari c’è qualcosa in più di altre esperienze di volontariato che pur sono valide e importanti. C’è il sorriso con il quale i volontari accolgono gli ospiti delle Cucine e il rapporto che sanno stabilire con loro. A volte una chiacchierata, un sorriso appunto, vale di più di un pasto gratis, che pure è importante. Per la cooperazione il primo valore in assoluto è la dignità delle persone e per questo si è creata una naturale sintonia con le Cucine che immagino ci vedrà ancora a fianco in qualche nuovo progetto.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Stiamo cercando volontari per la Cucina del Centro Italicus, in San Donato. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete organizzare una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Aldo Balzanelli, Demetrio Collina
e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari

Diario delle Cucine popolari – pagina 22

Questo è tempo di bilanci e in questo Diario raccontiamo che anche il 2018 è stato un anno “pieno”: abbiamo chiuso i conti sostanzialmente in pareggio, abbiamo erogato quasi 48.000 pasti e pensiamo di erogarne 62.000 questo 2019. Si tratta di buoni risultati, tuttavia le volontarie e i volontari si impegneranno per migliorare ancora l’organizzazione e per contenere, per quanto possibile,  i costi delle utenze, molto elevate. Abbiamo poi un nuovo partner, di cui siamo molto contenti: Camst che, oltre a partecipare ai “pasti sospesi”, sarà un valido sostegno anche negli acquisti per ciò che non riusciamo ad avere in dono. In questa pagina raccontiamo anche quanto è successo e quali sono gli appuntamenti per i prossimi giorni.
Come sempre, vi invitiamo a farci conoscere le vostre opinioni, critiche e suggerimenti. Tutto è sempre molto utile e gradito.
Cosa è successo– dal 20 maggio scorso anche la Camst è entrata nella scommessa dei “sospesi” dando la possibilità ai clienti dei ristoranti C’entro e Bass’otto di pagare un pasto sospeso in favore di una persona in difficoltà. Camst ci ha comunicato che sono già arrivati a 250 pasti sospesi. Un grazie di cuore.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa dal presidente di Camst Francesco Malaguti, insieme al nostro Roberto Morgantini, alla vicesindaco Marilena Pillati e l’assessore Matteo Lepore, erano presenti anche il filosofo Stefano Bonaga e lo scrittore e blogger Danilo Masotti. Trovate alcune le foto qui e qui, qui il servizio di E’Tv e un altro breve video qui.

– mercoledì 22 maggio, promossa dalle Cucine Popolari (associazione CIVIBO), allaCucina Popolare Saffi si è tenuta la prima conversazione su “La relazione fra donne e cibo. Una storia plurisecolaree fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. La relatriceMaria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna, seguita con grande interesse, si è sofferrmata, con suggestivi riferimenti alla storia dell’arte e alla letteratura, su tre questioni: ordine sociale medioevale che prevedeva per le donne un atteggiamento subalterno di svogliatezza e moderazione nel rapporto con il cibo; le donne che con l’allattamento si fanno cibo trasformandosi in soggetto attivo: l’interesante e inquietante storia delle balie attraverso la monaca Ildegarda di Bingen e il suo libro di ricette sull’uso delle erbe, emerge la grande competenza delle donne nella conoscenza e cura del corpo e delle malattie, conoscenza e competenza che, con il divieto delle donne di accedere all’Università, verranno respinte. Prossimo appuntamento il 19 giugno, sempre alle Saffi.– sabato 1 giugnoRamadan, festa per la rottura del digiuno in via Torleone
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in via Torleone si è tenuta la cena di strada organizzata dalla Comunità Islamica Bolognese in occasione del Iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno durante il mese del Ramadan. La cena ha visto la partecipazione di tantissime persone e ha avuto l’obiettivo di promuovere il dialogo e la condivisione tra le culture. Hanno partecipato il sidaco Virginio Merola, gli assessori comunali Alberto Aitini e Davide Conte, il vescovo Matteo Zuppi e anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari. Parte dell’incasso sarà devoluto alle Cucine Popolari. Un enorme grazie fin da ora.
Qui vi portiamo un sunto dell’intervento tenuto da Roberto Morgantini durante la serata:
“E’ bello essere qui, ed è bello vedere questa strada piena. Piena di colori, di odori, di culture differenti ma non distanti.
Anche quest’anno siamo riusciti a rinnovare l’appuntamento che, oltre ad avere un importante significato religioso, rappresenta un momento per la città di Bologna di grande valore. I nostri tempi, questi giorni, sono probabilmente tra i più bui che la nostra Repubblica di questo nuovo secolo abbia vissuto…
…il futuro sembra davvero imprevedibile, è davvero difficile immaginarsi il domani.
Ma io voglio immaginarlo da qui il futuro, da via Torleone, dove non ci sono musulmani, cattolici, atei, italiani o altro, ma solo “umanità”: l’unica razza in via di estinzione per mano dello stesso uomo.
… E’ bello vedere Bologna riunita nelle sue strade, con i suoi cittadini in un abbraccio di confronto e integrazione.
E’ da qui che dobbiamo ripartire, da questa sera, da questi momenti che ridanno e speranza e futuro a tutta la cittadinanza bolognese.
Grazie di essere qui… Buona pace a tutti 

– sabato 1 giugno le Cucine Popolari sono state ospiti della puntata dedicata agli Eroidella trasmissione Pipol di Geppi Cucciari, andata in onda su Rai3. Tra gli ospiti in nostro Roberto Morgantini.
Questo il link per chi volesse vedere o rivedere la strasmissione, chi vuole vedere lo spassoso intervento di Roberto può andare direttamente al 49° minuto.

“- nel pomeriggio di domenica 2 giugnoFesta della Repubblica, in Piazza Nettuno, si è tenuta la celebrazione “L’altro 2 giugno. Festa dell’Italia che ripudia la guerra. Pace, Diritti, Comunità“. Una celebrazione molto partecipata, a cui hanno presenziato anche volontarie e volontari delle Cucine Popolari.

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Appuntamenti

– giovedì 6 giugno, alle ore 18, alla Cucina Popolare Saffi ci sarà la presentazione dellibro “Due o tre cose che so di Lei. Ricettario per la salute mentale”Sarà presente l’autore, Giovanni Rossi, psichiatra e psicanalista. Ne parleranno con lui Angelo Fioritti, direttore Dipartimento salute mentale dell’Ausl di Bologna e Bruna Zani, presidente dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi. A seguire aperitivo preparato dalle volontarie e dai volontari della Cucina Saffi.

– venerdì 7 giugno, le Cucine popolari partecipano alla festa di fine anno della scuola primaria Federzoni (Via Di Vincenzo 11/2). Il ritrovo sarà alle ore 15. A seguire, i genitori delle bimbe e dei bimbi, provenienti da molte parti del mondo, prepareranno torte da consumare insieme. Nella giuria che giudicherà la torta migliore ci saranno anche in nostri Roberto Morgantini e Pasquale Loreto.
Questo il programma: dopo il ritrovo alle 15, alle 16:30 canti, danze, musica, poesie, mostra dei lavori dei bimbi, buffet multietnico offerto dai genitori, gara delle torte con giuria di gran valore, pesca finale.

– domenica 9 giugno, appuntamento in Via Bentivogli per la tradizionale tavolata multietnica – con degustazione di cibi da tante parti del mondo – “Indovina chi viene a pranzo“, giunta alla 9° edizione.

Le Cucine Popolari, oltre a uno stand gastronomico, fanno una interessanteproposta, in collaborazione con Trekking Italia: una passeggiata lungo le vie della Cirenaica per approfondire la conoscenza del quartiere, storica periferia popolare bolognese, destinata nei primi decenni del secolo scorso a celebrare nel nome delle sue vie la guerra di Libia, oggi dopo la reintitolazione a molti protagonisti della Liberazione, rappresenta un autentico manuale a cielo aperto della storia del movimento partigiano bolognese.


– mercoledì 19 giugno, alle ore 18, sempre alla Cucina Popolare Saffi, si tiene il secondo incontro su “La relazione tra donne e cibo. Una storia plurisecolare fra piacere, cura, seduzione, ribellione”. Relatrice sempre Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale, di storia del costume e della moda all’Università di Bologna. La seconda conversazione ripartirà dal tema “Le streghe – venia et venenum (perdono e veleno). A seguire l’aperitivo preparato da volontarie e volontari della Cucina Saffi.

– la data non è ancora definita ma c’è già un accordo per un incontro tra Cucine Popolari e Banca Etica per discutere di modalità di collaborazione.

Le nostre storie

Assemblea annuale di Civibo, l’associazione che da’ vita alle Cucine Popolari
Si è chiusa con una sorpresa l’assemblea annuale dell’associazione Civibo: il presidente Giovanni Melli ha consegnato alcune pergamene e  piante da curare (come sono da curare le nostre Cucine) a volontarie e a un volontario che sono con noi da lunga data. Ma questo, graditissimo, è stato il finale, prima ci sono state, altrettanto gradite e partecipate, la  presentazione dei bilanci consuntivo 2018 e preventivo 2019, la presentazione e discussione su nuovi progetti di solidarietà, la discussione sulla nostra organizzazione. E su questi temi ci soffermiamo.Il bilancio del 2018 si è chiuso con un utile di esercizio di 1.355 euro, fatti gli accantonamenti per gli investimenti futuri. Anche nel 2018 l’attività delle Cucine è stata molto rilevante: sono quasi 48.000 i pasti erogati e la previsione nel 2019 è di arrivare a 62.000 (cifra stimata a partire dai pasti erogati nel primo quadrimestre). Buona anche la partecipazione alla colazione del mattino offerta al Battiferro (al Centro Comini proprio di fronte alla Cucina) e all’Italicus.
Siamo in affitto in tutte e tre le Cucine, oltre a ciò, il prossimo anno occorrerà fare investimenti per strumentazioni che permettano di abbattere i costi delle utenze, che attualmente sono molto alti.

Il presidente Giovanni Melli ha poi raccontato diffusamente  i progetti sui quali Civibo intende impegnarsi. Ne abbiamo parlato nella pagina del precedente del Diario e, per questo, ora li riportiamo solo per titoli: Portineriato socialeProgetto Savena, progetto presentato alla fondazione Cassa di risparmio (ora ribattezzato Rete empori solidali per la gestione delle eccedenze alimentari), Laboratori di cittadinanza. Per quest’ultimo progetto è già stato fissato il primo incontro di un piccolo gruppo di lavoro, sempre costituito da volontarie e volontari, coordinato Sandra Soster: il prossimo 26 giugno alla Cucina popolare Saffi. Inoltre Civibo parteciperà anche al progetto del Comune di Bologna per rilanciare e riqualificare i Centri anziani che diventeranno “Case di comunità”.

La discussione tra i soci è stata interessante e allargata alle diverse problematiche presenti: tutte e tutti hanno concordato sulla necessità di contenere le spese generali e di “alzare – ha detto il presidente Melli – il livello di applicazione delle norme igienico sanitarie” migliorando ancora l’attenzione sulla sanificazione degli ambienti (le pulizie), le modalità e gli strumenti di lavoro. Al riguardo è stato diffuso un manuale operativo che deve circolare di più tra le volontarie e i volontari.  E’ stata poi sottolineata la necessità diaumentare il numero di volontarie/i alla Cucina dell’Italicus, in San Donato. E’ una Cucina di cui, per ora, abbiamo parlato poco ma che è molto tranquilla e molto ben organizzata. Se avete amici e conoscenti volenterosi di dare una mano che abitano in quella zona, presentateceli, si troveranno bene.
Si è concordato sull’opportunità di allargare lo sguardo alle associazioni del territorio, e di chiedere anche a loro che ci segnalino le persone che si trovano in una situazione di bisogno, sia di natura economica sia dovuto alla solitudine e alla mancanza di socialità. Per ora infatti gli ospiti vengono segnalati dalle assistenti sociali dei Quartieri e dalle Parrocchie, ma nulla vieta di accogliere anche altre segnalazioni.
Importante anche continuare nella formazione per migliorare ancora il lavoro dei volontari/e, nella comprensione degli ospiti e nella comunicazione, per migliorare la conoscenza delle Cucine, per il fundraising e per migliorare la gestione di questo Diario, dei social, del sito internet. L’assemblea, dopo la sorpresa di pergamene e fiori,  si è chiusa con un piccolo buffet, gradito e partecipato da tutte e tutti.

Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Stiamo cercando volontari per la Cucina del Centro Italicus, in San Donato. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.