Diario Cucine popolari – pagina 57

Carissime volontarie, carissimi volontari, amiche e amici delle Cucine popolari, abbiamo una fine luglio intensa: la festa per il nostro sesto compleanno, la pastasciutta antifascista, la preparazione dell’iniziativa per il 2 agosto. Vi invitiamo a leggere questa pagina per sapere, tra l’altro,  cosa abbiamo fatto e a che iniziativa  collaboriamo  per non dimenticare le vittime della terribile strage del 2 agosto 1980. Troviamo di estrema importanza collaborare a tener viva la memoria di quanto accaduto.
E poi continuiamo, come sempre, a preparare e a dare in asporto i pasti nelle tre Cucine popolari Battiferro, Italicus e Saffi. I numeri sono sempre quelli, intorno ai 500 pasti ogni giorno considerando le tre Cucine. Sapete che riusciamo a fare questo grazie a voi e a tutto quello che fate: grazie ancora.
Ora vi lasciamo alla lettura di questo Diario e vi diamo appuntamento alla fine di agosto. Anche questa piccola redazione si prende un po’ di vacanza. Un abbraccio virtuale.

“Sampietrini della memoria”, installazione permanente per non dimenticare le vittime della strage del 2 agosto 1980
Sono 85, tanti come le vittime, i sampietrini della memoria che vengono installati lungo il percorso da Piazza Nettuno alla Stazione per ricordare le vittime della orrenda strage del 2 agosto 1980. Ogni anno, da quel terribile giorno, il 2 agosto, anniversario dell’attentato, familiari delle vittime, Istituzioni, tante e tanti semplici cittadine e cittadini percorrono in corteo via Indipendenza per continuare a chiedere verità e giustizia, anche riguardo ai mandanti. Quest’anno si è pensato a una iniziativa permanente. Organizzata da Cantiere Bologna, 6000 Sardine e Cucine popolari in collaborazione con il Comune di Bologna e l’Associazione familiari delle vittime, l’iniziativa prevede l’installazione permanente di 85 sampietrini che rappresentano il proseguimento ideale di quanto si fece il 2 agosto 2020. Lo scorso anno, il 2 agosto,  migliaia di persone videro, per una intera giornata, via Indipendenza teatro di testimonianze, performance artistiche e teatrali, presenza di tre totem multimediali che riproponevano i nomi, i volti, le storie delle 85 vittime. La giornata fu possibile grazie al lavoro di numerose volontarie e numerosi volontari e fu finanziata con una raccolta di fondi che prevedeva come “ricompensa” un braccialetto di silicone con scritto “Bologna non dimentica”. Il denaro rimasto da quella raccolta è stato investito nei sampietrini della memoria che, in una targa in ottone impiantata su una pietra, riportano nomi ed età delle 85 vittime. Ispirati alle “pietre d’inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig, grazie a un’idea del nostro carissimo amico, già responsabile di Repubblica Bologna, Aldo Balzanelli, sono stati disegnati con la collaborazione di studenti e studentesse dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Coltivare la memoria coinvolgendo anche le giovani generazioni: questo il senso dell’iniziativa.
I sampietrini della memoria sono  collocati a una distanza di circa 13 metri l’uno dall’altro in un percorso ideale che unisce la lapide in Piazza Nettuno  con la Stazione, sono posti sul lato sinistro di via Indipendenza e arrivano fino in Piazza Medaglie d’Oro, alla Stazione.
“La memoria è un processo collettivo – ha commentato il sindaco Virginio Merola – che ha sempre bisogno di essere stimolato e arricchito. Quando mi è stata proposta questa iniziativa ho pensato subito che avrebbe rappresentato un ulteriore modo per custodire la memoria di quello che è avvenuto il 2 agosto 1980, una strage terribile che non ha piegato Bologna e che questa città non può e non vuole dimenticare. Ringrazio Cantiere Bologna, 6000 Sardine e Cucine Popolari perché rappresentano perfettamente quel patrimonio di passione civica che è la cifra di Bologna. Questi ‘sampietrini della memoria’ permetteranno di non smarrire la strada e, a chi ci camminerà sopra, di chiedersi sempre chi erano quelle persone e per quale motivo hanno perso la vita.”

Anche il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 agosto, Paolo Bolognesi,  ha voluto “ringraziare Cantiere Bologna, 6000 Sardine e Cucine Popolari, e in particolare Aldo Balzanelli, per questa splendida iniziativa che ricorda le nostre vittime, che sono vittime che appartengono a tutti, e che contribuisce a tener viva la memoria di un evento per il quale da 40 anni ci battiamo ostinatamente chiedendo di conoscere tutta la verità su esecutori e mandanti”.

Il 18 luglio a Vado Appennino in festa, “anticipo” della pastasciutta antifascista, con le Cucine popolari
Due giorni di festa in Appennino a Vado, sabato 17 e domenica 18 luglio. Sabato sono state le volontarie e i volontari delle Cucine popolari a preparare ottime tagliatelle al cinghiale e altre prelibatezze, servite da ragazze e ragazzi di Vado e gustati da tante e tanti ospiti. Tra loro anche Mario Cucinella, amico carissimo delle Cucine popolari. La montagna vive momenti difficili, spopolamento, difficoltà economiche, mancanza di servizi, ma vive  anche di potenzialità per un turismo legato alla natura e a ritmi “umani”. La due giorni Appennino in festa, “anticipo” della  pastasciutta antifascista del 25 luglio, ha visto assieme Anpi, Sardine, Piazza Grande, Arci, Libera, Articolo 1, Cigl, Auser, Cucine popolari…

Un bel clima, sempre con un occhio attento al futuro, immaginandolo migliore. Sull’iniziativa e sulla giornata della pastasciutta antifascista ha scritto anche La Repubblica. E c’è anche un bel video di Trc, per vederlo clicca qui

Il 22 luglio a Teatri di vita “La città solidale”, tra gli interventi anche quello di Roberto Morgantini
La città solidale, organizzata da Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485 Bologna), consiste in “8 incontri sulla città, sulla politica, sulla società: otto occasioni di dialogo, confronto e riflessione – si legge nel sito di Teatri di vita – su temi caldissimi del dibattito attuale e su temi che è importante tornino ad essere caldi. Con una dedica a Rocco di Blasi, storico e rimpianto caporedattore de L’Unità dell’Emilia-Romagna negli anni ’80, recentemente scomparso”. Uno di questi incontri si è tenuto il 22 luglio alle ore 21. Con la conduzione di Daniela Camboni, il giornalista Rai Nelson Bova ha intervistato Rita Ghedini (presidente di Cooperare con libera terra, Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità), Roberto Morgantini (delle Cucine popolari), Raffaella Pannuti (presidente Ant Italia, impegnata nell’assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ad ammalati di tumore e nella prevenzione oncologica). Tutti e tre gli intervistati hanno rappresentato realtà impegnate per una città e una società che sceglie il valore della solidarietà nei confronti dei più deboli, di chi più ha bisogno. Una bella atmosfera e una bella partecipazione di pubblico.

Il 23 luglio Cucine popolari in festa per il 6° compleanno
E’ stata una bella festa con tante persone: volontarie e volontari, ospiti, amiche e amici, … davvero in tante e in tanti  ci siamo trovati al Centro Comini a festeggiare il 6° compleanno delle Cucine popolari  che in questo tempo di pandemia hanno visto più che raddoppiare, quasi triplicare, ospiti e pranzi serviti in asporto. Abbiamo gustato assieme buonissime crescentine preparate da volontarie e volontari delle Cucine, abbiamo fatto chiacchiere, abbiamo rispettato le norme anti covid ma siamo riusciti a stare assieme. E’ stato importante per tutte e per tutti.
Siamo contenti di essere arrivati fino qui e vogliamo continuare ad andare avanti. Lo abbiamo potuto fare e lo potremo ancora fare solo grazie al lavoro volontario di tante e tanti,  alle donazioni di denaro e prodotti, anche di “piatti sospesi”. Siamo davvero tutte e tutti molto grate e grati:  grazie a voi possiamo essere di aiuto a chi è più in difficoltà, possiamo fare qualcosa per rendere questa città più solidale e accogliente.
Sulle nostre pagine Facebook trovate un sacco di video girati durante la festa delle Cucine con interviste e balli: quiquiqui e qui

Il 25 luglio, nel cortile di Palazzo d’Accursio, pastasciutta antifascista per tutte e tutti
Anche quest’anno festeggeremo la caduta del fascismo. Domenica  25 luglio, alle ore 12,30, nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, tutte e tutti potranno gustare la pastasciutta antifascista, preparata da Alessandra Spisni e da aderenti alla sua associazione Le sfogline.  La manifestazione, organizzata da Anpi e Cucine popolari con Cgil, Cisl, Uil, Libera, Auser, le Sardine, Piazza Grande, Arci …., è una rievocazone di quanto la famiglia Cervi, nel reggiano, decise il 25 luglio 1943 per festeggiare la caduta del fascismo e l’arresto di Mussolini. Pur consapevoli che la guerra non era finita, si decise che la caduta del fascismo e l’arresto di Mussolini erano un momento da celebrare distribuendo alla popolazione di Campegine chili e chili di pasta. Da allora la tradizione della pastasciutta antifascista si è diffusa in tutto il Paese e anche noi di Cucine popolari siamo ormai dentro a questa tradizione.  Viva la libertà.

Vania, volontaria a Saffi si racconta
Vania Zanotti insieme alla sorella gemella Katia fa volontariato alla Cucina popolare Saffi da quattro anni. Ha accettato con piacere di raccontare la sua esperienza. Le lasciamo la parola, ecco il suo racconto.

Il 26 ottobre 2017 sono entrata, per la prima volta come volontaria, alle Cucine Popolari Saffi.
Ora di pranzo. Sala piena di ospiti. Odore di ragu’ per condire piatti di pasta che un via e vai dI volontari distribuivano ai tavoli. Odore di peperoni che riposavano nelle teglie in compagnia di patate dorate. Odore di arrosto in attesa di essere servito.
Prima impressione: qui si mangia bene. Seconda impressione: desiderio famelico di mangiare quel piatto di pasta.
Alzo gli occhi dal cibo e mi viene incontro Sandra, amica da sempre e compagna di tante battaglie civili e per l’affermazione dei diritti delle donne, dei e delle più deboli. Che gioia abbracciarla! In cucina  la meraviglia di vedere altri amici e amiche, compagni di un tempo nel quale l’impegno pubblico era tanta parte del nostro stare in un mondo che volevamo cambiare. Poi, seduti ai tavoli, le e gli ospiti che quotidianamente frequentano le Cucine e che,  appena entrata, mi guardavano con curiosità.
Da quel 26 ottobre il volontariato alle Cucine Popolari è diventato, sempre più, parte della mia vita da pensionata che non ci pensa proprio di andare in pensione. Ormai sono quattro anni che frequento le cucine Saffi, aumentando di “grado” perché organizzo i turni dei e delle volontarie che  sempre più numerosi chiedono di essere impegnati alle Cucine Popolari.
Mi piace essere parte attiva di un’esperienza nata 6 anni fa. Così importante per i tanti e tante che la frequentano e per l’intera citta’. Mi piace per me, perché sto bene in quel luogo, perché ho trovato amici e amiche di un tempo, perché ho conosciuto nuove amiche e amici fra i volontari.
Poi ho incontrato persone che vedevo gironzolare per Bologna e dormire sotto qualche portico. Ho imparato a conoscerli, a chiamarli per nome   e loro hanno conosciuto me. Ho raccolto e raccolgo racconti di vite incredibilmente difficili, ma anche storie di piccoli riscatti, piccole resurrezioni che nella normalità paiono poca cosa, ma per loro sono conquiste importanti. Ho pianto la morte di ospiti ai quali mi ero molto affezionata e goduto quel giorno quando, grazie ad una donazione,  ho visto tanti con gli occhi felici per gli zaini che distribuivo. Di fatto donavo loro una casa.
Ecco, questo e’ un piccolo scorcio delle  Cucine Popolari, di come le vivo io e delle quali non posso fare a meno.
Franco Cenacchi: un amico caro che ci ha lasciato
Era un grande amico delle Cucine popolari, presente alle nostre iniziative, attento alla nostra attività. Se ne è andato in questi giorni caldi di luglio, per una grave malattia.
Seguendo il suo desiderio la famiglia proprio questa mattina durante le esequie ha raccolto una donazione per le Cucine popolari nella sala del commiato.

Grazie per tutto quello che hai fatto da parte di tutti noi delle Cucine.
Un grande, grandissimo abbraccio. Ciao Franco.

Come contribuire alle Cucine popolari
 fate una donazione, questi sono gli estremi del conto corrente delle Cucine: c.c. EmilBanca, intestato a CIVIBO Odv, IBAN: IT39 C 07072 02408 031000 182464. Grazie!
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari: sta per iniziare la stagione delle dichiarazioni dei redditi, ricordate di indicare il nostro codice fiscale nella casella del 5×1000: CIVIBO: 91372820372;
– regalate o regalatevi il libro “Mille e una notte… insonne – favole e cronache contemporanee da un genitore per grandi e piccini” di Luca De Poli, in due versioni, una per grandi e piccini, l’altra per i grandi. I proventi che arriveranno all’autore saranno poi interamente devoluti a Cucine Popolari e a Banco Alimentare;
 regalate o regalatevi il libro di poesie di Dino Palmieri “il Gheriglio”. Potete comperarlo alla Cucina popolare Battiferro oppure on line sui principali negozi online, i proventi vanno interamente alle Cucine.
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.

se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, rispondete a questa mail o scriveteci a questo indirizzo: diario.cucine.popolari@gmail.com

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Francesca Bartoli, Demetrio Collina, Marta Fin,
Maria Parracino e Susanna Zucchini

P.s.: ringraziamo per i contributi il fotografo Andrea Fabbri Cossarini, il disegnatore Ermanno Marco Mari e Massimiliano Cordeddu che cura il nostro canale YouTube.