Diario Cucine popolari – pagina 56

Carissime volontarie, carissimi volontari, amiche e amici delle Cucine popolari, si è da poco tenuta l’assemblea di CIVIBO con la presentazione del bilancio 2020 delle Cucine popolari. In questa pagina del nostro diario, trovate una sintesi del bilancio presentato e approvato dall’assemblea, il resoconto di quanto successo in questo caldo mese di giugno e gli appuntamenti del prossimo mese, tra cui a serata per festeggiare il nostro sesto compleanno, venerdì 23 luglio, e la pastasciutta antifascista, domenica 25 luglio.
A luglio parte ufficialmente anche una nuova iniziativa delle Cucine che si spingono in Appennino. Parte con una pastasciutta antifascista 17 e 18 luglio a Vado, Monzuno, ma seguirà molto altro.
Trovate anche i ringraziamenti per le tante e varie donazioni, le storie di volontari e amici e i nostri ultimi due testimonial per la campagna del 5×1000.
Chissà se riuscite a dirci a chi appartengono questi sguardi intriganti? amici in pectore delle Cucine popolari. Le Cucine popolari sono aperte tutto l’anno, in 3 diverse sedi a Bologna, 4 o 5 giorni alla settimana. Grazie ai contributi volontari, grandi e piccoli di amici e soci, da ormai 6 anni le Cucine preparano e distribuiscono gratuitamente pasti a chi ne ha bisogno.Ci sono tanti modi per contribuire alle Cucine popolari. Chi di voi non avesse ancora fatto la dichiarazione dei redditi, può scegliere di donare il suo 5×1000 alle Cucine popolari, è sufficiente indicare il codice fiscale che trovate qui sotto (o sopra).Un TFR per le Cucine popolari
Pubblichiamo la lettera aperta un’amica delle Cucine, partiamo dal P.S. che spiega il perché di questa lettera. Grazie di tutto, anche per le belle parole che hai dedicato alle Cucine.

p.s.: per Roberto e la redazione: preferisco che il mio nome non venga reso pubblico, non vorrei sembrasse che voglio personalmente guadagnare punti in classifica sociale e di notorietà né voglio diventare quella dei 10.000 euro, quindi questa lettera è mandata come anonima, ma se preferite chiuderla comunque con un nome diciamo che vi ha scritto “Giovanna” e va bene così. Non avevo pensato di scrivervi, ma poi Roberto mi ha fatto notare che il farlo avrebbe potuto servire da ispirazione e stimolo per altri, così per questo l’ho fatto. Un abbraccio a tutti. Dopo più di trenta anni di lavoro nell’azienda dove si è svolta la gran parte della mia vita lavorativa sono arrivata dunque alla pensione, c’è stato il licenziamento, e poi l’arrivo del TFR, di cui ho deciso di donarvi una parte.
Come vedrete, la cifra è consistente, sono 10.000 euro, che vi mando con piena avvertenza e deliberato consenso, cioè con convinzione, certa che li impiegherete al meglio nel vostro coraggioso progetto.
Ma li mando anche per me, per sapere, con me stessa, che anch’io ho contribuito a qualcosa che in questi tempi cupi rende migliore la mia città occupandosi di quelli di cui non si occupa nessuno, quelli che di solito sono definiti “degrado” e assimilati alle scritte sui muri, alle bottiglie per terra, ai sacchetti di immondizia fuori dai cassonetti.
Ora, nessuno si senta offeso, so bene che ci sono molte organizzazioni benemerite che si occupano e preoccupano di sostenere con mense e altri interventi assistenziali chi si trova scoperto delle minime tutele di vita, ma il vostro progetto mi è piaciuto molto perché non è solo dare un pasto ma parte dalla profonda certezza che tutti siamo cittadini di questa città, anche chi non ha casa, soldi, relazioni sociali, e quindi dare assistenza materiale sia certamente importantissimo ma non è tutto quel che serve, non basta.
Che le cucine siano quindi non una mensa dei poveri ma siano aperte a chiunque voglia mangiarci pagando uno spontaneo contributo, che i volontari siano impegnati non solo a distribuire cibo ma anche relazione umana, reciproco riconoscimento di dignità, dell’essere tutti viandanti in questa terra impegnati a vivere ognuno a suo modo per il tempo che avremo, questo riempie un vuoto di senso nel discorso mainstream sulla “emarginazione”, sulla “esclusione sociale”: qua, intendo qua nella società, non è “escluso” nessuno, facciamo tutti parte di, chi ha casa e chi no, chi ha cibo e chi no, e ogni cosa che accade ad ognuno ci coinvolge tutti, non c’è la società civile e poi quelli che ne sono caduti fuori e chissà perché, magari cadono sulla terra da Plutone, sono altro e non ci riguardano. Tutto ci riguarda, e ogni cosa non ci cade misteriosamente addosso dal cielo ma ha, si dovrebbe saperlo bene, delle cause.
Così, ora che posso, voglio per quel che riesco farmi carico anch’io della cura di quello che vedo come un progetto che attraverso l’impegno verso quelli che ne vengono poi coinvolti direttamente, si fa in realtà carico non solo di loro ma della città tutta, dando inoltre a chiunque la possibilità di partecipare a suo modo alla cura della vita comune, e chiamandoci all’assunzione di responsabilità nella relazione fra umani in questi tempi tristi di disinteresse sprezzante e feroce.
Non mi resta che ringraziarvi per quel che fate, augurandoci di poter tornare fra non troppo tempo a mangiare insieme alle cucine con le sale di nuovo aperte. 

L’assemblea di bilancio Civibo, nel 2020 tantissime donazioni per far fronte alla crisi Covid  19
Si è tenuta lo scorso 16 giugno presso la Parrocchia S. Cristoforo (grazie a Don Isidoro) l’assemblea ordinaria delle socie e dei soci di Civibo (l’associazione che dà vita alle Cucine popolari) con all’odg il bilancio consuntivo 2020, approvato all’unanimità al termine della discussione.
Il 2020 è stato un anno “straordinario” a causa della pandemia da Covid 19 che ci ha costretto già a partire da mese di marzo a servire i pasti in asporto, ed ha visto un aumento dei pasti preparati, con una media nelle tre Cucine (Battiferro, Italicus, Saffi) che è arrivata a circa 500 pasti al giorno per 350 circa ospiti (sono tanti quelli che portavano e portano a casa il pasto alla famiglia). Numeri più che raddoppiati rispetto alla “normalità”.
A fronte di un aumento straordinario dei costi e di pasti erogati, c’è stata un’altrettanta straordinaria risposta di donatrici e di donatori sia in termini di denaro che di alimenti, e una straordinaria risposta di nuovi volontari, persone, giovani soprattutto, che hanno offerto (e offrono)  il loro lavoro volontario. Tutto questo ci ha permesso (e ci permette) di far fronte alla complessa situazione che perdura ancora oggi.

Il bilancio 2020 ha chiuso con un utile di esercizio di 531 euro; i ricavi sono stati 354.551 euro (in gran parte derivanti da straordinarie donazioni di privati e di imprese per circa 300.000 euro, dovuti all’incremento straordinario di donazioni registrate nell’anno. I costi totali ammontano a 354.020 euro (tra questi circa 87.000 per la produzione pasti, di cui oltre 40.000 per materiali di consumo in particolare per contenitori usa e getta per l’asporto), oltre 52.000 per gli affitti degli stabili dove sono le tre Cucine  e accantonamenti per investimenti pari a 180.000 euro da destinare all’apertura di  nuove Cucine popolari (la prima sarà Villa Paradiso), un magazzino con frigo e freezer (particolarmente urgente), l’organizzazione, la formazione, la comunicazione.

Un ringraziamento sentito, come ha detto anche il presidente Giovanni Melli nella relazione introduttiva a bilancio, va a donatrici, donatori, volontarie e volontari: grazie a voi abbiamo retto a un periodo pesante e complicato.

Le Cucine popolari hanno acquisito un peso importante nella città, ne siamo orgogliose e orgogliosi, così come lo sono donatrici, donatori, e anche ospiti. Come è stato ricordato nell’assemblea, siamo l’unica associazione che produce numeri così elevati basandosi solo su lavoro volontario. Certo è importante allargare la partecipazione ed essere in rete con chi si occupa delle persone più in difficoltà per aumentare la capacità di rispondere ai bisogni. Lo facciamo, con il Patto metropolitano per il contrasto della povertà alimentare, con gli Empori Zanardi, con tante associazioni, Caritas, Antoniano…

Andiamo avanti, per adesso continuando a  servire i pasti in asporto, ma presto contiamo di tornare “in presenza”, contiamo cioè di poter tornare a mangiare in sala, di poter far sedere le nostre e i nostri ospiti per perseguire il nostro obiettivo che è sì quello di fornire un buon pasto caldo ma è anche quello di rompere l’isolamento e di favorire lo scambio e  la socialità tra ospiti e tra ospiti e volontarie e volontari.

Molto bello e toccante il video realizzato da Carta Bianca sulle Cucine popolari andato in onda dieci giorni fa circa su Rai Tre e visibile ancora qui su Instagram.

Sei candeline sulla torta delle Cucine popolari
Sì, sono già sei, possono sembrare pochi, o tanti a seconda dei punti di vista vale comunque la pena di festeggiare tutti insieme.
Il 23 luglio a partire dalle ore 20, volontari, ospiti e amici delle Cucine popolari sono invitati al “Fondo Comini”, in via Battiferro 1, per una serata con musica e ottime crescentine. I friggitori sono già stati allertati, saranno i membri del Direttivo ad occuparsi  della distribuzione delle crescentine. L’obiettivo è ridurre al minimo il lavoro dei volontari perché si possa finalmente trascorrere una sera in compagnia.

Le Cucine popolari salgono in Appennino
Avremo modo di parlarne per bene con calma, intanto sappiate che le Cucine popolari stanno per sbarcare in Appennino, a Vado, frazione di Monzuno, per la precisione.
Come solo le Cucine sanno fare, stiamo tessendo una rete di relazioni e coinvolgendo tante realtà per far partire un progetto nato per reagire ad alcuni brutti segnali che arrivavano da quel territorio. Auser, Anni, Sardine, Arci, Piazza Grande, Valore Lavoro, la Quercia, Fondazione Una, Cigl, PD di Monzuno, Articolo Uno, Libera, Arci Caccia, Forno Calzolari, l’Associazione Piccolo Mondo Antico, sono alcune delle realtà che hanno aderito.
Il primo frutto di questa collaborazione è Appennino in Festa, un’occasione per valorizzare il territorio e fare solidarietà. Sabato 17 e domenica 18 luglio, cena e pranzo preparati dai volontari delle Cucine, musica dal vivo, con Federico Aicardi, e pastasciutta antifascista.

Pastasciutta antifascista antifascista
Un altro appuntamento diventato ormai tradizionale, siamo penso al quarto anno consecutivo.
Domenica 25 luglio alle ore 12:30 nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, si continua la tradizione inaugurata dai fratelli Cervi che inviarono tutto il paese a festeggiare con una pastasciutta la caduta del fascismo. Anche quest’anno con la preziosa collaborazione di Alessandra Spisni
Siete tutti invitati, non potete mancare.

Tante ciliegie da Silvano Rodolfi per tutte e tutti
Silvano Rodolfi è un signore molto in gamba di 88 anni, padre del nostro carissimo amico Riccardo, il consigliere, l’amico, il regista di un altro nostro carissimo amico, Alessandro Bergonzoni, con cui lavora fin dal nascere della Compagnia “I piccioni di piazza Maggiore” (nei primissimi anni ’80). Ancora oggi Alessandro e Riccardo sono una coppia formidabile, con un sentire solidale verso chi è in difficoltà davvero grande.  Silvano ha conosciuto le Cucine attraverso il figlio ed è diventato anche lui un nostro carissimo amico e anche donatore.
Assieme alla moglie ha una casa a Iano di Sasso Marconi con due ettari di terra che coltiva assieme a un signore che lo aiuta “perchè la terra è dura anche in montagna”. Ha un orto e 8 alberi di ciliegie. Che fare del raccolto? Di tutto questo ben di Dio? Un po’ si può mangiare, ma il resto? Ci sono le Cucine popolari che ne hanno sicuramente bisogno e accetterebbero volentierissimo,  gli ha suggerito Riccardo. E così Silvano Rodolfi ci ha portato il prodotto della sua terra. Ha già fatto 4 viaggi portando complessivamente 2 quintali tra ciliegie e duroni, oltre a un po’ di verdura. “Mi sarebbe dispiaciuto sprecare, ho pagato un signore per raccogliere le ciliegie (e i duroni), le ho portate giù alle Cucine e le ho regalate. So che lì ci sono persone che le mangiano volentieri. I volontari che mi hanno aiutato a scaricare hanno detto che alle ciliegie non c’è alcun ospite che dica di no.”

Con la Casa di Quartiere Katia Bertasi per famiglie in difficoltà
La Casa di Quartiere Katia Bertasi, nell’ambito del progetto “Navile solidale”,  ha promosso una raccolta di fondi per distribuire buoni spesa a famiglie in difficoltà a seguito della pandemia che abitano nel Quartiere dove noi siamo presenti con la nostra prima e più grande Cucina popolare, in via del Battiferro 2.
Le Cucine popolari hanno aderitoa questa campagna collaborando per rendere la comunità del Quartiere Navile  ancora più coesa e solidale, una comunità che sappia farsi carico di chi ha pagato più duramente i prezzi della crisi provocata dalla pandemia.
Aiutiamoli: l’obiettivo è riuscire a raggiungere con buoni spesa almeno 25 famiglie in difficoltà. Questo è il link per contribuire alla raccolta fondiQualsiasi contributo è importante, grazie per quello che riuscirete a fare.

Ringraziamo fin da ora chi potrà donare anche per questa iniziativa che il presidente di Civibo (l’associazione che dà vita alle Cucine popolari) Giovanni Melli ha così commentato:
“Le Cucine popolari sono cresciute non solo rispetto al numero delle persone assistite (mediamente al giorno 350 con una media di 3,1 pasti a persona) e dei pasti erogati (88.352  nel 2020, circa 500 al giorno ancora oggi),  ma nella capacità di intercettare e rappresentare le nuove e vecchie povertà che la pandemia ha prepotentemente messo in evidenza. In particolare abbiamo incrociato l’impoverimento drammatico di intere famiglie alle prese con problematiche serie a cui non erano preparate e che i Servizi sociali non sono ancora in grado di prendere in carico. Per affrontare queste problematiche si sta cercando di creare nuovi servizi attraverso la costruzione sul territorio di reti solidali. Come Cucine popolari siamo impegnati in questa direzione attraverso la partecipazione al progetto di raccolta fondi per poter sostenere economicamente famiglie bisognose del Quartiere Navile ed anche partecipando alla gestione della Casa di Quartiere “Nuova Katia Bertasi” con l’intento di sviluppate attività che producano attività concrete di solidarietà rivolte al contrasto alla povertà”.
13 giugno a Villa Angeletti
Bella serata e tante belle foto il 13 giugno a Bologna Alive, a Villa Angeletti, con il banchetto delle Cucine popolari e la presentazione del libro “Io siamo” di Tiziana Di Masi Andrea Guolo.

Una serata di festa e di musica organizzata insieme a I love Bolognina  con amiche e amici musicisti e cantanti: Federico AicardiPaolo SuconiHey Joe,  Gloria Bonaveri, Silvia Parma e tante amiche e tanti amici delle Cucine popolari.

SPI CGIL Terre d’Acqua
Il 17 giugno una delegazione di  SPI CGIL di Terre d’Acqua ha fatto visita alla Cucina Battiferro consegnando le donazioni raccolte in memoria di Bruno Pizzica, amico e compagno che mai dimenticheremo.
Grazie a tutti!!!

Corto Maltese alle Cucine popolari
Si è tenuta martedì 22 giugno alle 18:30, presso il Centro Comini la presentazione del libro “Corto Maltese dietro le quinte”. Qui un breve video fatto nell’occasione con l’autore, Augusto Q. Bruno, Giampiero Moscato e Roberto Morgantini.

Box permanente per le Cucine al Pianeta
E’ sempre più salda la collaborazione dei volontari delle Cucine con il centro commerciale Conad il Pianeta di via Larga. Grazie alla collaborazione e all’aiuto del direttore Gianfranco Luce abbiamo adesso un nuovo box permanente, con un successo sempre crescente in termini di cibo raccolto.
Grazie di cuore a Conad e ai volontari!

La testimonianza di una volontaria del Battiferro
Marinella ci racconta di come ha conosciuto le Cucine e dell’impatto al suo arrivo al Battiferro un anno fa in piena pandemia. Grazie di aver condiviso con noi la tua esperienza:

Da quando ho sentito parlare delle Cucine Popolari, questo progetto mi ha interessato moltissimo. A parlarmene Roberta amica e volontaria. Allora lavoravo ed ero molto impegnata ma, appena deciso di andare in pensione, la mia idea è stata subito chiara e decisa “voglio partecipare e dare il mio contributo a questa bellissima iniziativa”.
La cosa che mi ha affascinato è stata innanzitutto la partenza, un matrimonio, quello di Morgantini e sua moglie, che non era un atto privato di una coppia ma che serviva a raccogliere i fondi per realizzare una bellissima visione. Aiutare e dare dignità alle persone in difficoltà a Bologna. Tutto questo in un contesto assolutamente laico. Il coinvolgimento è stato immediato.
La realtà di quando sono entrata, a giugno del 2020, era dura e diversa dal progetto originale, date le condizioni dettate dalla pandemia. Un momento estremamente delicato, caratterizzato anche da tensioni per gli ospiti, per i volontari in prima linea e soprattutto per chi si adoperava per organizzare al meglio come affrontare una situazione totalmente nuova e che metteva in discussione l’approccio e la struttura.
Io stessa ho vissuto momenti di sconcerto, ma ho capito in breve come l’attività di ognuno fosse spinta dallo spirito di condivisione e dalla voglia di offrire il migliore servizio possibile agli ospiti.
Oggi è poco più di un anno che partecipo come volontaria nella sede di Battiferro, lavorando fin dall’inizio in distribuzione e, da poco, nel cosiddetto “retrobottega”. Ho avuto il piacere di incontrare e conoscere nel tempo gli ospiti che, nonostante le loro difficoltà spesso sono capaci di regalare un sorriso, una battuta, un consiglio, un racconto.
Lo stesso vale per i volontari, tante persone disponibili verso gli altri, decise a donare il loro tempo e a contribuire alla realizzazione giorno per giorno di questo sogno di solidarietà. Insomma mi sento di essere entrata in una grande comunità. Come tutte le comunità si condivide un obiettivo comune su cui ci si confronta. Le idee possono essere diverse.
La voglia è quella di fare sempre meglio! Un abbraccio a tutti gli amici delle Cucine Popolari. 
Buongiorno Mondo da Anzola dell’Emilia
Lo scorso 30 giugno i volontari delle Cucine popolari si sono riuniti per cenare tutti insieme da Cristian e Tania, titolari della ‘Furzeina Cineina’ di Anzola dell’Emilia. Il ristorante, infatti, è stato il primo a lanciare e proporre la bellissima e lodevole iniziativa del ‘piatto sospeso’ a favore dei nostri ospiti, raccogliendo in pochi mesi circa 2600 euro.
I volontari hanno gustato dei prelibati primi e altri piatti della tradizione enogastronomica dell’Emilia-Romagna. Alla cena ha partecipato anche Tiziana  Cannone, presidente della A.v.s.g di San Giacomo del Martignone e Luigi Zocca, presidente dell’associazione ‘Amarcord’ di Castelleto di Anzola che insieme hanno raccolto circa 2000 euro di ‘piatti sospesi’. L’assessore del Comune di Anzola dell’Emilia, Danilo Zacchiroli, ha ribadito, inoltre, l’importanza della solidarietà di un’intera comunità che ha partecipato con entusiasmo all’appello lanciato dai titolari della ‘Furzeina Cineina’.
Roberto Morgantini a nome delle Cucine Popolari ha ringraziato tutti i volontari presenti ed elogiato lo spirito di solidarietà che contraddistingue i benefattori di Anzola dell’Emilia. La serata è stata organizzata dalla instancabile Sonia Borsarini.

Finalmente un medico di base per i clochard

“Si è alzato un po’ di vento e di giustizia, credo mi sia andato a finire un sorriso negli occhi.” Così Roberto Morgantini ha commentato la notizia del disco verde della Commissione Sanità Emilia Romagna al progetto di legge del consigliere Antonio Mumolo (PD): una “piccola rivoluzione” visto che le persone senza fissa dimora non hanno un medico di riferimento, non possono curarsi e, anche in caso di malattie infettive come il Covid, possono usufruire solo dei servizi del Pronto Soccorso. Questo comporta non solo l’impossibilità per le persone di curarsi tempestivamente e di fare prevenzione, ma anche un costo molto alto per la sanità regionale. La proposta di Mumolo, invece, prevede che gli homeless, a seguito di segnalazione dei servizi sociali, possano iscriversi alle liste Ausl e avere un medico di base di propria fiducia, prenotare esami e visite specialistiche.
Questo il commento di Antonio Mumolo, primo firmatario della proposta di legge:
Questa è la prima legge regionale in Italia in questo senso: se qualcosa il Coronavirus ci ha insegnato è l’importanza della salute intesa come diritto collettivo e non solo individuale perché se non si curano tutte le persone ne soffriamo tutti e non solo chi non riesce a ottenere le cure. L’obiettivo di questa legge è quella di ampliare la platea di coloro che possono esercitare il diritto alla salute e anche quella di razionalizzare l’uso delle risorse pubbliche visto che i costi per il sistema sanitario sono esponenzialmente molto più alti se gli homeless devono rivolgersi al Pronto Soccorso piuttosto che a un medico di base. La pandemia in corso ci ha poi insegnato che il diritto alla salute è un diritto collettivo oltre che individuale; dare un medico anche alle persone senza dimora garantirà la loro salute e quella di tutti noi”.
Un mazzo di carte molto speciale
Il nostro caro amico Ermanno Marco Mari, il disegnatore che ha realizzato la lunga serie di cartoline sugli “amici delle Cucine popolari”, cartoline che pubblichiamo regolarmente su questo diario, ha appena realizzato un mazzo di carte dedicate ad un’altra sua passione, la musica Soul e il Porretta soul festival.
Qui Ermanno insieme al sindaco di Porretta mentre consegna il primo esemplare della prima serie di Soul Cards, le cards con i ritratti degli artisti che hanno partecipato al Porretta Soul Festival, a Ragini Gupta, Console Generale presso il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze.

​In questo caso le Cucine non c’entrano direttamente, ma diffondiamo volentieri l’iniziativa di un amico affezionato. Grazie ancora a Ermanno per le splendide chine.

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione, questo è il nostro numero di conto corrente: EMILBANCA IBAN: IT39 C 07072 02408 031000 182464, in questo periodo in cui non è possibile organizzare iniziative di autofinanzimento, stiamo andando avanti grazie alle vostre donazioni. Grazie!
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari: sta per iniziare la stagione delle dichiarazioni dei redditi, ricordate di indicare il nostro codice fiscale nella casella del 5×1000: CIVIBO: 91372820372;
– regalate o regalatevi il libro “Mille e una notte… insonne – favole e cronache contemporanee da un genitore per grandi e piccini” di Luca De Poli, in due versioni, una per grandi e piccini, l’altra per i grandi. I proventi che arriveranno all’autore saranno poi interamente devoluti a Cucine Popolari e a Banco Alimentare;
– regalate o regalatevi il libro di poesie di Dino Palmieri “il Gheriglio“. Potete comperarlo alla Cucina popolare Battiferro oppure on line sui principali negozi online, i proventi vanno interamente alle Cucine.
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.

Fate conoscere le Cucine popolari

Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, rispondete a questa mail o scriveteci a questo indirizzo: diario.cucine.popolari@gmail.com

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Francesca Bartoli, Demetrio Collina, Marta Fin,
Maria Parracino e Susanna Zucchini

P.s.: ringraziamo per i contributi il fotografo Andrea Fabbri Cossarini, il disegnatore Ermanno Marco Mari e Massimiliano Cordeddu che cura il nostro canale YouTube.