Diario Cucine popolari – pagina 51

 Ormai è passato più di un anno da quando è scoppiata la pandemia da Coronavirus e ci siamo ancora dentro: dobbiamo resistere e fare tutto quello che le regole prevedono per evitare i contagi. E’ passato più di un anno e le Cucine Popolari, come dice la vicepresidente Paola Marani, non hanno mai, neanche per un giorno, interrotto il servizio. Ci siamo sempre stati e ci saremo, anche se dovremo per del tempo ancora servire pasti in asporto.
I numeri dei pasti e degli ospiti sono sempre molto alti: al Battiferro ci si è attestati intorno ai 300 pasti al giorno (quasi tre volte rispetto alla “normalità” pre coronavirus), a Italicus e a Saffi in queste ultime settimane si è spesso superato il centinaio di pasti al giorno. Volontarie e volontari sono sempre presenti, e tante e tanti si offrono: è un gran bel segno, significa che i sentimenti e le pratiche di solidarietà sono davvero reali tra tante persone.
Continuano anche le donazioni in denaro e in prodotti, ringraziamo di cuore e chiediamo, se possibile, di continuare. Tutte e tutti sapete che non abbiamo finanziamenti pubblici e che il nostro lavoro volontario si regge, appunto, su donazioni e volontariato. Pensateci anche quando fate la denuncia dei redditi se fate il modello 730: potete devolvere a noi il 5 per mille.
Un grande grazie e un abbraccio virtuale a tutte e a tutti.

Prima di passare a  lasciateci per una volta parlare di questa newsletter, che ormai da 3 anni vi mandiamo ogni 3 o 4 settimane per raccontarvi, informarvi e documentare tutto quello che succede alle Cucine popolari. Abbiamo da poco inviato la pagina 50 di questo diario e ne abbiamo raccontate veramente tante, perché queste Cucine non sanno stare ferme (neanche in tempo di pandemia). La passione per il cibo, per la solidarietà e il bene comune hanno permesso a queste Cucine di continuare a crescere così come continuano a crescere le amiche, gli amici, le sostenitrici, i sostenitori, le volontarie e i volontari delle Cucine. Abbiamo cercato di raccontarne più che potevamo, non è stato facile, tra appuntamenti, collaborazioni, occasioni speciali e serate. Qualche volta abbiamo dimenticato qualcuno, ci scusiamo ora con tutte e tutti coloro che non abbiamo ricordato o le cui storie non siamo riusciti a recuperare.
Sappiamo che siete in tante e in tanti a leggerci, sono quasi 800 le persone che decidono di dare almeno un’occhiata a queste pagine, e più di una volta vi abbiamo chiesto di scriversi di parlarci di voi. Questa volta vi chiediamo se avete voglia di collaborare alla redazione di questo diario. Stiamo cercando volontarie e volontari delle Cucine che abbiano voglia di raccogliere informazioni sulle Cucine in cui fanno volontariato e di aiutarci a comporre questa newsletter. Ci servono informazioni sugli appuntamenti, testimonianze su quello succede e le storie di chi frequenta le Cucine, ci servono anche foto (ma quanto ci piacciono le foto delle pietanze che serviamo!?).
Dunque, se l’idea vi piace e avete voglia di provare, scriveteci sempre al nostro indirizzo: diario.cucine.popolari@gmail.com
Aspettiamo vostre proposte, poi faremo un incontro on line per conoscerci meglio, anche se solo on line per il momento, e cercheremo di identificare, insieme a voi e tra voi, una persona che faccia da “refente-collettore” per Battiferro e per Saffi (per Italicus abbiamo già Susanna).

Il punto sulle Cucine Popolari
Abbiamo parlato con Paola Marani, vicepresidente di Civibo (l’associazione che gestisce le Cucine Popolari) per fare il punto su come sta andando dopo oltre un anno di pandemia, di prevenzione, di restrizioni, di pasti in asporto… “La prima cosa da dire è che non abbiamo mai, neanche per un giorno, interrotto il servizio che offriamo a chi è in difficoltà”, ha detto Paola “e questo – ha continuato – è un grande risultato che abbiamo ottenuto grazie alle misure piuttosto rigide che abbiamo adottato per difendere ospiti, volontarie e volontari dal rischio di infezione e grazie ovviamente alle tante volontarie e ai tanti volontari, anche giovani, che offrono la loro opera e alle tante e ai tanti che ci sostengono con denaro o prodotti”.
Non siamo ancora fuori dal tunnel; ancora per diverso tempo, non sappiamo quanto, dovremo usare tutte le misure precauzionali necessarie”,  ha detto Paola. Nelle tre Cucine Popolari – Battiferro, Italicus, Saffi –  cuciniamo e consegniamo ogni giorno circa 500 pasti, a volte qualcuno in più, a volte qualcuno in meno, cosa ci aspetta?  “per ora, la situazione è ormai stabilizzata su questi numeri, vedremo”, ha detto Paola. Riferendosi poi al Battiferro, la Cucina Popolare più grande, con il numero maggiore di ospiti e di pasti (300 pasti al giorno, dal lunedì al venerdì),  dove è presente e volontaria, Paola ha detto che  “non c’è più l’assalto che abbiamo registrato nelle prime due fasi della pandemia, arrivano ogni giorno persone nuove che abitano nel Quartiere Bolognina e noi le accogliamo; chi non abita nel Quartiere viene indirizzato alla Cucina Popolare del quartiere in cui abita o alle mense cittadine con cui siamo in relazione: Antoniano, Caritas, S. Egidio.

Riguardo alle misure di prevenzione, la nostra vicepresidente ha detto che “la guardia è sempre molto alta, in tutte e tre le Cucine Popolari.  Al Battiferro, per i numeri più alti che si registrano rispetto alle altre due Cucine – ha detto –  abbiamo anche la vigilanza che controlla che le ospiti e gli ospiti in fila abbiano la mascherina, entrino uno alla volta, si lascino provare la febbre, igienizzino le mani…. In tutte e tre le Cucine  volontarie e i volontari  agiscono con grande rigore, provano la febbre, fanno igienizzare le mani a ospiti, indossano la mascherina, il plexiglass, il grembiule bianco.. abbiamo una situazione ordinata, anche in cucina dove si preparano i pasti”.  Le Cucine Popolari non sono ovviamente un’isola felice riguardo al Covid “ma  – ha precisato Paola – possiamo dire che, nei rarissimi casi in cui c’è stato un rischio di positività o  positività (1 volontaria, 2 ospiti)  abbiamo immediatamente messo in atto quanto necessario per accertare le condizioni di salute: quarantena, tamponi oltre che per le o gli interessati anche per volontarie e volontari in turno che, per fortuna, sono sempre risultati tutti negativi”. “Insomma – ha concluso Paola – stiamo molto, molto attenti tutte e tutti, sappiamo quanto sia importante il nostro contributo. Speriamo di poterci presto vaccinare, vogliamo comunque far sapere a tutte le ospiti e a tutti gli ospiti che noi ci siamo e ci saremo, anche se dovremo continuare ancora a dare il pasto caldo in asporto”.

Punto di ascolto sulla salute con infermiere e infermieri di Labas 
Le ospiti e gli ospiti che hanno problemi di salute possono inziare ad affrontarli anche alla Cucina Popolare Battiferro. Continua infatti la collaborazione tra Cucine Popolari e Labas per offrire un punto di ascolto sulla salute. E’ cambiato il giorno, invece del mercoledì, è il lunedì, sempre al Battiferro, nella saletta adiacente la grande sala dove si mangia (ora si distribuisce solo il pranzo, ovviamente, a causa del coronavirus) dalle ore 10 alle ore 13,30,  infermiere e infermieri di Labas sono a disposizione per affrontare eventuali problemi di salute. Se necessario le ospiti e gli ospiti potranno anche essere indirizzati all’ambulatorio medico che Labas organizza nella propria sede in vicolo Bolognetti 2, ogni venerdì.

E’ l’ora delle semine e dei trapianti agli orti popolari, fatevi avanti
I terreni sono preparati, la primavera è dietro l’angolo, è ora di seminare e di trapiantare. Proponetevi, vi aspettano. Di cosa parliamo? degli orti popolari in zona Pilastro.
E’ una esperienza che sta andando avanti ormai da più di un anno, messa in campo da volontarie e volontari delle Sardine, in collaborazione con Caab e le Cucine Popolari, a cui partecipano anche cittadine e cittadine che non sono parte di associazioni.
Terreni incolti sono stati curati e sono diventati 35 orti produttivi (ognuno di 25 mt quadrati in cui lavorano due volontari) che forniscono anche un po’ di verdura fresca alle Cucine Popolari. Funziona così: chi cura l’orto trattiene per sè, se vuole, il 50% di ciò che coltiva, l’altro 50% lo dà alle CUcine Popolari. E’ un contributo al quale le Cucine Popolari tengono molto, atrriva con regolarità è utile e soprattutto è importante  perchè ci conferma che la solidarietà è un patrimonio condiviso.
Chiunque voglia unirsi al progetto *Orti Popolari* può scrivere a 6000sardinebo@gmail.com
Trovate poi le Sardine  agli *Orti Podere San Ludovico*, Via Francesco Fantoni, 47, 40127 Bologna
e, se volete, potete essere  aggiornati seguendo la loro pagina Facebook.

Smontato il bosco in Sala Borsa, gli introiti della vendita di alberi alle Cucine  Popolari
Non sappiamo ancora quanto arriverà, ma sappiamo che è andata  bene la vendita di alberi che hanno costituito dall’1 al 6 marzo un bosco realizzato in Sala Borsa a Bologna da RadioImmaginaria per seguire il Festival di Sanremo. Gli alberi acquistati in un’asta on line sono stati già recapitati a chi li ha acquistati, il ricavato arriverà alle Cucine Popolari. Questo infatti è stato il senso dell’iniziativa: ragazze e ragazzi di RadioImmaginaria che di solito si recavano a Sanremo per seguire il festival. Quest’anno, non potendo muoversi per il coronavirus, hanno pensato di allestire la Sala Borsa e di dare il ricavato della vendita degli alberi alle Cucine Popolari.
Radioimmaginaria è un network europeo di adolescenti dagli 11 ai 17 anni, l’iniziativa in Sala Borsa è stata in collaborazione con Bologna Biblioteche, Officina Adolescenti e  Cucine Popolari.

Non sappiamo quanto arriveranno ma sappiamo che tra gli acquirenti ci sono anche alcuni di voi, amiche e amici delle Cucine. Qui il messaggio di un gruppo di acquisto molto speciale che ha voluto scriverci:

Ciao Roberto, insieme ad un gruppo di amici abbiamo appena acquistato una pianta da RadioImmaginaria che pianteremo a Bosco Albergati, nel modenese in un luogo caro ad un’amica che non c’è più: Lisa.
Con una donazione per cucine popolari (€155 per pianta €170 per trasporto e piantumazione €275 per Cucine Popolari).
Lisa ti sarebbe piaciuta molto. Come me è venuta a vivere a Bologna a causa del terremoto che ci siamo entrambe prese in pieno a Mirandola. Una donna fortissima, ultima segretaria FGCI nella sezione della bassa modenese. Una femminista molto tosta. Si è ammalata appena giunta a Bologna e ho avuto il privilegio di starle accanto fino al suo ultimo giorno imparando molto dalla sua forza. pianteremo questo bel cespuglio presto in sua memoria, che inizia a fiorire nel periodo del suo anniversario. Ti stimava molto.
Cristina Ceretti

80 anni di Padre Gabriele
Tra pochi giorni è il compleanno di Padre Gabriele che ha portato avanti l’eredità di Padre Marella ed è attualmente direttore dell’Opera Padre Marella. Le Cucine popolari insieme ad alcuni amici, sostenitori e devoti hanno deciso di fargli un regalo speciale in questa ricorrenza, ispirati dall’asta di alberi tenuta in Sala Borsa hanno scelto di regalargli un bell’albero, da frutto. Sabato 27, con un piccolo gruppo pensavamo di andare a fargli gli auguri ma, ahimè, lui, insieme ad un piccolo gruppo di persone dell’Opera, è risultato positivo al Covid. Facciamo quindi in nostri auguri di in bocca al lupo a Padre Gabriele e i suoi confratelli!

Colombe Etruria per le Cucine popolari
A partire da lunedì 22 marzo fino a venerdì 2 aprile, vigilia di Pasqua, per ogni colomba venduta sul sito www.E-Truria.it verrà donata gratuitamente una colomba alle Cucine popolari… e noi le serviremo ai nostri ospiti per le feste di Pasqua.
Etruria è un consorzio di produttori artigianali e commercializza solo prodotti di altissima qualità. Etruria è anche il fornitore ufficiale del Bologna FC. e le colombe che arriveranno alle Cucine sono proprio quelle con sopra scudetto del Bologna.
Grazie, grazie, grazie!

8 marzo alle Cucine popolari
Tanti messaggi, tanti auguri: l’8 marzo le volontarie delle Cucine popolari che erano in turno, hanno fatto il loro lavoro come sempre, tutte hanno comunque sentito in questa comunità delle Cucine Popolari un sentimento di vicinanza e di rispetto vero, non rituale e un po’ vuoto.
Vogliamo  condividere un augurio, scritto da una volontaria, che parla anche della mimosa, il fiore “simbolo” dell’8 marzo.

“La mimosa era il fiore che i partigiani donavano alle partigiane. Fiore primaverile, profumato, solare. Dura un solo giorno, poi sfiorisce. E’ diventato il simbolo dell’8 marzo, fiore scelto da tre donne per affermare i diritti di tutte le donne del mondo. Non ci siamo ancora riuscite. Ce la faremo quando, soprattutto nel pensare  e agire degli uomini, l’8 marzo è tutti i giorni dell’anno”.

Esercenti e ristoratori per le Cucine: pacchi di alimenti e pasti caldi al Battiferro
Pacchi di prodotti alimentari ma anche pasti caldi già pronti preparati da chef di ristoranti cittadini: lo scorso 9 marzo Jack Bonora (lavoratore dello spettacolo, come tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, in grande crisi a causa della pandemia), accompagnato, tra gli altri, dallo chef Giampiero Castaldo (del ristorante La Lanterna, che come i bar, i locali, è molto in crisi sempre a causa del coronavirus) sono andati alla Cucina Popolare del Battiferro per portare la loro concreta solidarietà alle ospiti e gli ospiti delle Cucine Popolari. E’ davvero molto importante che persone che comunque risentono in modo pensantissimo della crisi in atto si preoccupino di chi ha ancora più problemi. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato Esercenti di Bologna e dal Comitato Tutela ristoranti di Bologna, organizzata grazie a Chiara Poluzzi. Ringraziamo moltissimo tutte e tutti e qui proponiamo il bel servizio che Uno Mattina (Rai 1) ha trasmesso sull’iniziativa.

Buoni Coop alle Cucine Popolari da Piazza grande
Lunedì 15 marzo  è stato proprio un buon lunedì, nonostante tutto, nonostante la pandemia continui ad obbligarci al pasto in asporto e ad osservare tutte le precauzioni necessarie contro l’infezione da coronavirus. Volontari e volontarie di Piazza grande hanno consegnato alle Cucine Popolari dei buoni Coop per un valore di 3.000 euro. Grazie a Coop e a Piazza grande anche a nome delle e dei nostri ospiti.

Arance a Italicus grazie alle Cooperative ‘Mani e terra’ di Rosarno e Camilla di Bologna
La Cooperativa CamillaEmporio di Comunità autogestito, è una bella realtà bolognese, che si avvale di produttori locali e non, allo scopo di garantire ai soci prodotti buoni in tutti i sensi. Uno di questi produttori è la Cooperativa “Mani e Terra” di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, evoluzione della Campagna SOS Rosarno, che nasce dalla volontà di migliorare le condizioni di lavoro dei braccianti della zona.
Grazie anche al volontario della Cucina Popolare Italicus Claudio, i soci della Cooperativa Camilla hanno regalato alle Cucine 153 chili di arance tarocco, acquistate proprio dai produttori di Rosarno.
A tutti, compreso il nostro volontario Giampiero che le ha scaricate, va il nostro grazie, sia per il dono che per il loro lavoro, vicino idealmente a quello delle Cucine Popolari. Non abbiamo una foto delle arance di Rosarno e allora speriamo vi piaccia Guttuso.

Un salvadanaio per le Cucine Popolari da Mila Brollo
Mila Brollo è un’amica cara delle Cucine Popolari e non solo. E’ parte dell’associazione “FareAssieme” di Gemona che riunisce familiari e persone con disagio psichico, tutte e tutti amici nostri. Mila Brollo è molto attiva. Ricorderete la sua missione a Lampedusa, per testimoniare la vicinanza alle e ai migranti e a chi di loro si prende cura, dove è andata in bicicletta partendo da Gemona in Friuli, passando da Bologna e dalle Cucine popolari. Ci ha sempre dimostrato grande vicinanza e solidarietà e questa volta ci ha donato un salvadanaio, una sua opera d’arte. Ora ci tocca riempirlo!
Grazie.

Angelo, volontario a Italicus  racconta
Continuiamo a conoscerci meglio. In questa pagina ospitiamo il racconto di Angelo, prima solo ospite poi anche volontario alla Cucina Popolare Italicus.

“La mia storia….beh, la mia storia alle Cucine Popolari inizia nel 2018 per esigenza di un pasto veloce e pronto all’ora in cui mettere qualcosa nella pancia è necessario.  Tornavo ogni giorno da un tirocinio in un paese in provincia di Bologna: grazie a Maria Parracino, una volontaria delle Cucine, sono riuscito ad avere questo pasto caldo ogni giorno, anzi, dirò di più, mi aspettavano anche cinque minuti oltre l’orario per farmi mangiare.  Ho trovato sempre persone cordiali e in quel periodo si poteva sedersi a un tavolo e a volte trovavo anche compagnia per condividere il pranzo.
Nel 2020, sempre grazie alla stessa volontaria,  ho chiesto se potevo contribuire pure io a questa iniziativa di solidarietà. Beh, che dire, il pasto non lo fanno mancare neanche a me, però adesso contribuisco pure io attivamente a questa opera. Quando imbusto i pasti penso che sto facendo una  azione  semplice, poco faticosa, utile.
Ieri ho avuto la mia gioia: io non sono una persona che si commuove per un piccolo lavoretto, ma ieri ho avuto la conferma che il mio contributo è necessario. Leggendo la pagina delle Cucine Popolari (crediamo l’ultimo diario n.d.r.) mi sono commosso. C’è molta gente che si impegna e io sono uno di questi. E poi dicono che il volontariato è roba da poco; io dico che la gioia che ho provato ieri vale la pena di dedicare  ore della mia giornata agli altri.
Insomma ricevere e dare fa bene, anche dare solamente fa bene e dico che questa esperienza a me fa bene e spero di poterla fare per molto tempo anche in futuro.

Nadia, volontaria a Saffi racconta la sua esperienza sulla rivista della Spi-Cgil
Nadia C. è volontaria delle Cucine Popolari, in particolare presta la sua opera gratuita alla Cucina Popolare Saffi, in Via Berti. La rivista della Spi-Cgil le ha chiesto di raccontare la sua esperienza in un momento così difficile per tutte e per tutti ma soprattutto per chi è più in difficoltà. L’intervista è stata pubblicata su La Spinta n. 2 febbraio 2021. Lasciamo la parola a lei e alla Spi-Cgil (speriamo riusciate a leggere, non siamo riusciti a fare meglio ndr).

Aperitivo virtuale: un’idea di successo a Saffi
Da quando il Covid ha fatto la sua comparsa, ormai più un anno fa, non è più stato possibile organizzare eventi per autofinanziamento.
All’avvicinarsi del Natale dello scorso anno, ad Adriana, una volontaria della Cucina Popolare Saffi, è venuta un’idea geniale: organizzare il 26 dicembre un aperitivo virtuale per fare conoscere le attività delle Cucine Popolari e nello stesso tempo offrire ai partecipanti momenti di alto intrattenimento grazie alla disponibilità di grandi e generosi artisti: il sassofonista Barend Midhellof che insegna jazz al Conservatorio di Bologna, il violinista Giacomo Tesini, cofondatore del progetto Spira mirabilis e Gabriella Ghermandi attrice, cantante e scrittrice. Intervallate alle esibizioni degli artisti, le testimonianze di alcune volontarie e di alcuni volontari di Saffi che hanno raccontato la loro esperienza e cercato di illustrare le nuove sfide che la pandemia ha imposto alle Cucine Popolari.
La generosità dei partecipanti all’aperitivo non è stata inferiore a quella degli artisti intervenuti e l’iniziativa ha anche portato nelle nostre casse una bella donazione:  1700 euro.
Un grazie di cuore a tutte e tutti e, naturalmente, un grazie speciale ad Adriana.

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione, questo è il nostro numero di conto corrente: EMILBANCA IBAN: IT39 C 07072 02408 031000 182464, in questo periodo in cui non è possibile organizzare iniziative di autofinanzimento, stiamo andando avanti grazie alle vostre donazioni. Grazie!
– regalate o regalatevi il disco degli Alzheimer Rock Band, il ricavato delle offerte va interamente alle Cucine popolari: potete averne una copia recandovi in una delle tre Cucine Popolari Battiferro, Italicus, Saffi, oppure telefonando ad Andrea al numero: 334 7573535;
– regalate o regalatevi il libro “Mille e una notte… insonne – favole e cronache contemporanee da un genitore per grandi e piccini” di Luca De Poli, in due versioni, una per grandi e piccini, l’altra per i grandi. I proventi che arriveranno all’autore saranno poi interamente devoluti a Cucine Popolari e a Banco Alimentare;
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari: sta per iniziare la stagione delle dichiarazioni dei redditi, ricordate di indicare il nostro codice fiscale nella casella del 5×1000: CIVIBO: 91372820372;
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.

Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, rispondete a questa mail o scriveteci a questo indirizzo: diario.cucine.popolari@gmail.com

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

P.s.: ringraziamo per i contributi il fotografo Andrea Fabbri Cossarini, il disegnatore Ermanno Marco Mari.