Diario Cucine popolari – pagina 35

Da quando è scoppiata l’emergenza virus, le possibilità di incontrarci, vederci, scambiare due chiacchiere tra noi e con le ospiti e gli ospiti delle Cucine, si son ridotte drasticamente, ci mancano, ma non per questo la solidarietà si ferma. Proprio in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo la nostra missione è ancora più importante, fondamentale per tante persone. Come confermato dalla capo area per il welfare del nostro Comune, Adele Mimmi:

… in questi giorni di grande difficoltà per tutti, ma in particolare per le persone e le famiglie che fanno riferimento ai servizi di mensa garantito da realtà come la vostra …, è necessaria la continuità del servizio, adottando le misure di precauzione previste.
Si tratta di persone in prevalenza in carico dei servizi sociali e per le famiglie a cui, con la chiusura delle scuole, è venuta meno anche la refezione scolastica.
Ringrazio ancora per la vostra preziosa presenza e fattiva disponibilità…

… e infattile Cucine popolari non si fermano.

Tuttavia, ci permettiamo di ricordarvi che le Cucine, per restare aperte, hanno bisogno, se potete,  anche del vostro contributo. Le spese, in particolare per le utenze, fanno sì che ci sia bisogno di un costante flusso di entrate. Come sapete abbiamo scelto di non ricorrere a finanziamenti pubblici e in più con il coronavirus non possiamo fare le nostre consuete iniziative per raccogliere fondi.
– Vi chiediamo, se nelle vostre disponibilità, di fare una donazione.
– Vi chiediamo di ricordarvi di noi in occasione della denuncia dei redditi (quando si farà), e di devolvere alle Cucine il 5 per mille. Basta indicare sul modello 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372.
Grazie davvero di cuore già da ora per quanto potrete fare.

Ora vi raccontiamo come funzioniamo in queste difficili settimane. Il direttivo e il presidente di Civibo Giovanni Melli si riuniscono ogni qualvolta c’è bisogno per decidere assieme il da farsi.
Vi proponiamo la lettera che, dopo il decreto del Governo 11 marzo 2020, il presidente Melli ha mandato a tutte e a tutti i volontari.

Al termine di una giornata un pò caotica è bene mettere un pò di ordine esplicitando alcune direttive or   ganizzative per ottemperare alle prescrizioni che sono state emanate dal Governo. In primo luogo va chiarita la natura della nostra attività; per questo ci siamo mossi rivolgendoci agli Assessori comunali competenti per avere indicazioni specifiche per le cucine popolari in relazione all’ultimo decreto. Tali indicazioni ci sono state fornite con una mail firmata dalla responsabile dei servizi sociali. Nel merito ci viene riconosciuto che il servizio che svolgiamo ha rilevanza sociale e che le Istituzioni pubbliche sono impossibilitate a mettere in campo misure alternative. Ciò significa che spetta a noi valutare se abbiamo tutte le condizioni, rispettando la salute delle volontarie e dei volontari, la loro libertà e le loro preoccupazioni, per garantire la prosecuzione del servizio ottemperando a tutte le norme di sicurezza.
La nostra valutazione è di garantire il servizio adottando tutte le misure precauzionali possibili.
Ricordiamo ad ogni volontario di portare sempre con sè la dichiarazione firmata dal Presidente riguardante l’attività di volontariato presso le Cucine Popolari e l’auto-dichiarazione riguardante le motivazioni della mobilità personale che nella fattispecie deve riferisi ad inderogabile attività di lavoro volontario presso le Cucine popolari.
Ulteriori  disposizioni organizzative:
All’esterno ed all’interno della mensa occorre mettere un cartello richiamando a tutti, ospiti e volontari le prescrizioni di tutela personale dettate dal Governo, in particolare lavarsi spesso le mani, mantenere la distanza di un metro.
Per  volontari/e: portare i guanti e mettersi il grembiule. Le mani vanno lavate anche con i guanti.
Nell’organizzazione della mensa occorre ridurre il numero delle volontarie e dei volontari all’essenziale per evitare affollamento.
Sulla base delle condizioni logistiche di ogni mensa va organizzato il servizio di asporto dei pasti diluito in un arco maggiore di tempo per evitare il più possibile affollamento. A tal fine è opportuno che un volontario controlli e regoli l’afflusso degli ospiti.
Vista la situazione in continuo movimento la Presidenza dell’Associazione unitamente ai responsabili delle mense e della gestione dei volontari sono impegnati a tener monitorate le condizioni operative sulla base di quanto ci viene indicato dalle autorità sanitarie ed Amministrative. Ogni cambiamento vi verrà  comunicato  tempestivamente ed in modo ufficiale per evitare confusione.
Occorre che ciascuno si attenga ai turni di attività che gli vengono assegnati da chi ha la responsabilità di gestione dei volontari di ogni mensa. Questo è necessario per evitare inutili affollamenti.
Infine vi comunico che stiamo continuamente sollecitando l’Ausl per la consegna di mascherine che per il momento non sono disponibili per la nostra attività. Comunque ne stiamo cercando. Non sono indispensabili ma ci rendiamo conto che tranquillizzano.
Vi ringrazio ancora una volta per il votro impegno e soprattutto per la vostra sensibilità sociale.
Il Presidente Giovanni  Melli

La solidarietà e l’accoglienza dunque non si fermano e, anche l’ultimo decreto del Governo (DPCM 11 marzo 2020 che stabilisce la chiusura di tutti i negozi e i locali, garantita apertura di alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccai, edicole, benzinai ) ci permette di continuare ad andare avanti.
Certo, seguendo ciò che il Governo, la Regione e il Comune ci indicano come obblighi e non come semplici indicazioni. Sono indicazioni e obblighi importanti, di cui siamo grati perchè davvero siamo chiamati, ognuno e ognuna, a fare ciò che viene chiesto per cercare di fermare questa pandemia.

Le nostre tre Cucine,  Battiferro, Italicus e Saffi,  sono quindi aperte le nostre e i nostri ospiti continuano a venire numerosi. In base delle nuove regole non possiamo mettereli a tavola (almeno fino al 3 aprile, poi si vedrà quali saranno le indicazioni), a tutte e a tutti diamo il pranzo da portare viaSi inizia alle 10,30. Niente assembramenti. Distanza di almeno un metro tra persone. Max due ospiti dentro la sala dove sono posti tavoli per tenere a distanza tutti, volontari e ospiti. Il pranzo viene consegnato in contenitori in alluminio forniti da noi, poi messo in un sacchetto con anche  frutta, pane, e via.

L’organizzazione delle volontarie e dei volontari è adeguata alla nuova – e speriamo il più breve possibile – modalità di operare  con le persone necessarie (e che possano stare ad adeguata distanza l’una dall’altra)  in cucina (dove ci sono comunque due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio), all’accoglienza e alla distribuzione. Come altre misure i precauzione tutte e tutti indossano guanti a perdere e continuano a lavarsi spesso le mani anche con i guanti.   I piani di appoggio su cui si mettono i cibi vanno sanificati con soluzioni alcoliche (alcol normale). Come si legge nella lettera del presidente Melli,  l’Ausl ha detto che le mascherine non sono per ora disponibili per la nostra attività, noi continuiamo comunque a chiederle, chi le ha le indossa. Il presidente Melli, intanto, ne ha trovate 200 che già da mercoledì saranno disponibili per volontarie e volontari.
Ovviamente, tutte le volontarie e volontari devono  sentirsi liberi di partecipare o meno alle attività, comunicando tempestivamente eventuali assenze e  sapendo che tutti siamo attenti a non mettere in pericolo la salute di ciascuno. Chi ha problemi di salute è invitato a non prendersi rischi inutili venendo in servizio.
Tutte queste regole seguono quanto indicato dalle Autorità. Sono state condivise e approvate dal direttivo di Civibo (l’associazione che gestisce le Cucine Popolari) e dal gruppo di volontarie e volontari che segue l’organizzazione.

Intanto le Cucine continuano a fare notizia. Qui sopra trovate un articolo uscito oggi su Repubblica Bologna.
E’ uscito in rete un bel video dedicato alle Cucine da Tiziana di Masi, attrice e autrice del Tg del Volontariato, che da anni dedica il suo lavoro a descrivere la società italiana. A dire il vero contiene alcune imprecisioni, licenze poetiche (non siamo aperti la domenica ma sempre nei giorni da lunedì a venerdì a seconda della Cucine, e non abbiamo lasciato a casa i volontari sopra i 65 anni bensì abbiamo ridotto il numero dei volontari per turno, permettendo di rimanere a casa a tutte le persone a rischio) ma il messaggio e il calore che trasmette ci sono piaciuti lo stesso e ve lo proponiamo con piacere: qui il link al video

Come contribuire alle Cucine popolari
– fate una donazione,
– donate il 5×1000 alle Cucine popolari. Basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus
– sono al momento sospese tutte le iniziative di raccolta fondi, altrimenti avreste potuto organizzate una festa o un pranzo presso le Cucine, rimandiamo a dopo la fine dell’emergenza.
– non è il momento migliore neppure per volontari, ma scrivete pure a info@civibo.it, vi faremo sapere se sorgono specifiche esigenze.

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Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin

Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari.