Diario Cucine popolari – pagina 23

Come sapete le Cucine non stanno mai ferme e così anche questa nuova pagina del diario delle Cucine popolari è piena di notizie e sorprese, piena di energia, di cose che nascono e crescono in una opera collettiva che con l’apporto e il contributo di tanti continua a dare buoni frutti.
Scusateci se non sempre riusciamo a stare dietro a tutto.
Tra le cose successe trovate l’annuncio di un nuovo ciclo di incontri contoddi da Giuseppina Muzzarelli da tenersi dopo l’estate, visto il grande successo degli incontri sul rapporto tra donne e cibo nella storia.
Tra gli appuntamenti: la prima cena solidale presso la Camst di via Ugo Bassi a un mese dal lancio dell’iniziativa; la tagliatella antifascista il 25 lulgio con Alssandra Spisnile prove dell’Italiana ad Algeri al Teatro Comunale.
Infine, negli apporfondimenti, l’intervista al presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, condotta da Aldo Balzanelli.
Sì, perché anche in redazione abbiamo qualche novità, si sta costituendo un gruppo responsabile della comunicazione con tanti progetti, sui social, alla radio e altro ancora.
Un gruppo che coinvolge alcuni porfessionisti, ora in pensione, vicini alle Cucine, per cui speriamo di darvi presto altre buone notizie anche su questo fronte.

Intanto, se non avete ancora fatto la dichiarazione dei redditi, vi invitiamo a donare il 5×1000 a Civibo, l’associazione delle Cucine popolari. Le Cucine vivono grazie al vostro contributo!Cosa è successo– giovedì 6 giugno, giornata di raccolto nell’orto urbano dell’Ospedale Maggiore: bieta, sedano, lattuga e tanto altro, dall’orto urbano coltivato dall’Associazione di Volontariato Andromeda con gli studenti dell’Istituto Agrario Serpieri, alla tavola delle Cucine Popolari.
Qui il video della raccolta realizzato da Bologna in diretta.
– Venerdì 7 giungo le Cucine popolari hanno partecipato alla festa delle scuole elementari Federzoni nella Bolognina. Qui un video, piuttosto lungo in verità, della festa.- Domenica 9 giugno, in via Bentivogli indovina chi viene a pranzo ? la tradizionaletavolata multietnica, cui partecipano decine di associazioni di volontariato. Al banchetto multietnico le Cucine hanno partecipato con delle bolognesissime lasagne!
Festa sempre bella e partecipatissima, tante belle foto piene di amici delle Cucine.quiquiqui e qui.
Fra tutte abbiamo scelto di pubblicare una foto del nostro disegnatore preferito, nonché autore delle chine che pubblichiamo regolarmente in chiusura di newsletter, Ermanno Marco Mari.– Mercoledì 12 giugno a Villa Paradiso, all’interno della rassegna Andér in paradis in caroza”, golosa merenda delle Cucine popolari lo spettacolo “La sgnéra Cateréina e el fiancaresta” a cura del gruppo lettura San Vitale, all’interno della rassegna “Andare in paradiso in carrozza”. Trovate tante belle foto qui.

– Mercoledì 19 giugno si è conclusa nella Cucina di via Berti la seconda e ultimaconversazione della stagione pre-estiva su donne e cibo con Giuseppina Muzzarelli, docente di storia medioevale e di storia del costume e della moda all’Università si Bologna. Relazione fra donne e cibo: una storia secolare tra piacere, cura, seduzione, ribellione.

Sono stati incontri belli, vivaci, interessanti, molto partecipati entrambi, e a grande richiesta del pubblico presente, in autunno le conversazioni con Giuseppina Muzzarelli riprenderanno su nuovi filoni di approfondimento che potranno essere ancora legati al tema del cibo o altri temi di costume o di storia.
Appuntamenti– Mercoledì 3 luglio alle ore 19.30 al ristorante self-service Bass’otto 200 ospiti delle Cucine Popolari Battiferro, Saffi, Italicus saranno invitati al pranzo sospeso (in realtà cena) offerto da frequentatori del popolare ristorante self-service della Camst. Gli inviti saranno distribuiti agli ospiti di tutte e tre le Cucine popolari.
Un grande grazie coloro  che hanno pagato un pasto sospeso al Bass’otto e alla Camst che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa dei sospesi oltre ad aver offerto e ad offrire tante altre collaborazioni alle Cucine.Sapevamo che coinvolgere CAMST avrebbe significato un salto di qualità per i pasti sospesi ma siamo comunqe sorpresi delle dimensioni che sta assumento la cosa: sono425 i parti sospesi donati nel primo mese dai clienti della CAMST.
C’è interesse e attenzione verso questa iniziativa: a questo link trovate un articolo del Carlino,  qui un altro bell’articolo pubblicato sul sito di Lega Coop.
– sabato 6 luglio alle ore 18  presso il Fondo Comini (proprio di fronte alla Cucina Popolare BattiferroMaurizio, volontario alle Cucine, ha organizzato una speciale festa per un importante compleanno della sua compagna Anna. Maurizio ha invitato amiche e amici a un rinfresco al Fondo Comini, a partire dalle ore 18. Il rinfresco sarà preparato da volontarie e volontari della Cucina del Battiferro. Il regalo di Maurizio, oltre al rinfresco, sarà un contributo alle Cucine. Grazie Maurizio e tantissimi auguri ad Anna.- domenica 7 luglio, grazie ad una collaborazione con il teatro comunale, gli amici e i volontari delle Cucine popolari sono invitati ad assistere alle prove dell’opera di Rossini, l’italiana in Algeri, pagando un contributo simbolico di 2 euro. Chi è interessato può rivolgersi a Roberto.

– giovedì 25 luglio, si ripeterà l’iniziativa della spaghettata antifascista lanciata lo scorso anno da Cucine popolari insieme a CGIL, CISL e UIL, ANPI, ARCI, AUSER, Piazza Grande e Libera, e a cui quest’anno si aggiunge l’onlus Avvocato di strada.
Con la differenza che quest’anno sarà una tagliatellata antifascista: durante la mattinata infatti Alessandra Spisni, la cuoca ambasciatrice della cucina bolognese, insieme ad altre 6/7 sfogline tirerà la sfoglia per tutti i partecipanti.
Altre iniziative per la serata del 25 sono in preparazione nelle singole Cucine.

Le storie delle Cucine pololari

Gianpiero Calzolari è presidente della Granarolo, il colosso cooperativo del latte, da un decennio. Dal 2017 guida anche la Fiera di Bologna. Come è avvenuto il suo “contatto” con le Cucine Popolari?

E’ praticamente impossibile non entrare in contatto con Roberto Morgantini e con la sue straordinarie iniziative. Sapevo della sua idea di dar vita alle Cucine Popolari e ho seguito un po’ tutta l’avventura fin dall’inizio, fin dal primo finanziamento ottenuto grazie ai “regali di matrimonio”. Ci siamo incontrati e intorno a un tavolo abbiamo provato a pensare cosa potevamo fare insieme. Noi, come Granarolo, sosteniamo diverse associazioni di volontariato. Roberto ci ha spiegato che c’erano parecchie aziende che offrivano prodotti alimentari per le Cucine, ma che spesso c’erano problemi di conservazione. Per questo abbiamo deciso di donare alle Cucine un nostro camioncino-frigo. Questo consente di evitare che qualcosa vada sprecato e alle Cucine di conservare gli alimentari donati.

La Granarolo è presente in tutta Italia. Vi sono altre iniziative simili alle Cucine Popolari o si tratta di un’esperienza unica?

Ci sono sicuramente altre iniziative, penso alla rete della parrocchie, all’esperienza degli empori, dove chi è in difficoltà può acquistare a prezzi contenuti, ma secondo me questo approccio laico di Morgantini è tipicamente emiliano. Mi spiego. Qui da noi si dice “c’è un problema, ce ne facciamo carico e insieme lo risolviamo”. Cioè nelle esperienze di volontariato, che ci sono ovunque, l’Emilia ha questo tratto che secondo me ha molto a che fare con la cooperazione. Qui c’è ovunque un “co…” molto diffuso (cooperative, cooperatori, collaborazione) che è un po’ la cifra di questa terra.

E nel resto d’Italia?

Proviamo ad esportare il modello Emilia, che, è bene precisarlo, non è un modello ideologico. Quando Granarolo sbarcò a Milano ad esempio c’era molta diffidenza, molta preoccupazione. Arriva la coop rossa…Ora i nostri soci lombardi sono diventati i maggiori sostenitori del modello cooperativo.

Granarolo però assomiglia molto più a una grande impresa….

E’ vero, ma è organizzata secondo un modello economico cooperativo. Per noi contano moltissimo i due asset fondamentali: il rapporto quotidiano con i soci produttori e quello con i consumatori. E’ evidente che in mezzo c’è un mondo, soprattutto considerando le dimensioni dell’azienda, ma il rapporto con i consumatori per noi resta fondamentale. Anche per questo essere presenti nei luoghi della socialità, come possono essere le Cucine popolari, per noi è importante, perché sostiene la nostra “reputazione” e contribuisce ad affermare il ruolo sociale dell’impresa.

Ci sono altre ragioni che vi inducono a sostenere iniziative come le Cucine Popolari? Ma anche, per esempio, la Banca del latte del Sant’Orsola.

Sì. Un altro aspetto fondamentale per noi è il legame con il territorio. Abbiamo 19 stabilimenti in Italia e ovunque contribuiamo a progetti di responsabilità sociale che hanno lo scopo di rinsaldare il tessuto sociale in cui operiamo.

Cosa l’ha colpita in particolare dell’esperienza delle Cucine Popolari?

Nel progetto Cucine Popolari c’è qualcosa in più di altre esperienze di volontariato che pur sono valide e importanti. C’è il sorriso con il quale i volontari accolgono gli ospiti delle Cucine e il rapporto che sanno stabilire con loro. A volte una chiacchierata, un sorriso appunto, vale di più di un pasto gratis, che pure è importante. Per la cooperazione il primo valore in assoluto è la dignità delle persone e per questo si è creata una naturale sintonia con le Cucine che immagino ci vedrà ancora a fianco in qualche nuovo progetto.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Stiamo cercando volontari per la Cucina del Centro Italicus, in San Donato. Scriveteci a info@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari;
– potete donare il 5×1000 alle Cucine popolari. E’ tempo di dichiarazione dei redditi, basta indicare sul modelli 730 o Unico della dichiarazione dei redditi il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372;
– potete organizzare una festa o un pranzo presso le Cucine, per una vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione o per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà un modo per contribuire alle Cucine e anche un modo per presentarci ad amici e conoscenti;

Scriveteci
Se avete domande, commenti o volete farci conoscere la storia che vi lega alle Cucine, scriveteci!
Basta rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo: info@civibo.it.

la redazione del
diario delle Cucine popolari
Aldo Balzanelli, Demetrio Collina
e Marta Fin
Ringraziamo per i contributi i fotografi, Andrea Fabbri Cossarini e Mariagrazia de Siena, e il disegnatore Ermanno Marco Mari