Diario Cucine popolari – pagina 12

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

alcuni giorni fa le Cucine hanno pubblicato su Facebook un annuncio con cui chiedevamo aiuto per sostituire la lavastoviglie della Cucina del Centro Saffi, in via Berti. Si tratta di uno strumento professionale, indispensabile ma anche piuttosto costoso, per cui valeva la pena fare un appello pubblico. E’ bastato un quarto d’ora per ricevere la prima donazione, da parte di un prete. Altre sono seguite, più o meno generose, vi diciamo solo che hanno contribuito Stefano Benni, Manutencoop, il garante dei detenuti, un lavoratore dell’aeroporto e altri ancora. Una donazione molto generosa è arrivata da una signora anonima.
Grazie di cuore a tutti voi. Sì è trattato di una risposta eccezionale, una splendida espressione di fiducia e di condivisione del nostro progetto.


Abbiamo deciso di dedicare l’apertura di questa pagina del nostro diario alla risposta, generosa, al nostro appello per una nuova lavastoviglie, perché è la dimostrazione della quantità di energie e di risorse, umane e materiali, che sono disponibili a costruire qualcosa di buono per tutti noi.
In un periodo di spaesamento come quello che stiamo vivendo, nel quale l’individualismo e l’egoismo sembrano aver creato intorno a noi un deserto di relazioni popolato da diffidenza e paure, le Cucine stanno lavorando su un tessuto di valori e solidarietà ancora solido che pare aver bisogno solo di organizzazione e fiducia.

In pochi anni le Cucine popolari stanno diventando un esempio prezioso di welfare generativo, capace di mettere in rete risorse, coinvolgere realtà e attori diversi, e rispondere a molteplici esigenze, in primo luogo di cibo, ma anche di socialità, di dignità e di partecipazione.
Tra i riconoscimenti alle Cucine che vogliamo elencare c’è anche la cittadinanza onoraria conferita a Roberto Morgantini dal suo Comune natale, Villadossola, nella val d’Ossola, in Piemonte.
Villadossola è stata protagonista, durante la seconda guerra mondiale, di una delle prime insurrezioni contro i nazifascisti dopo l’armistizio, l’8 novembre del ’43. Ogni anno, in questi giorni, si tiene una cerimonia per ricordare la Repubblica partigiana dell’Ossola e quest’anno, proprio questo sabato, l’oratore ufficiale della commemorazione sarà il nostro Roberto che parlerà anche delle nostre Cucine.

Per questo motivo, dopo gli aggiornamenti e gli appuntamenti, nello spazio che normalmente dedichiamo alle interviste e agli approfondimenti, vi riportiamo alcuni passaggi del discorso che Roberto terrà questo sabato 10 novembre a Villadossola.

 

 

 

 

Ospiti e ospiti speciali

Il 6 novembre è venuto a trovarci, Stefano Benni, grande amico delle Cucine, avendo modo di verificare la situazione della famosa lavastoviglie (…e donare). E’ sempre un piacere averlo con noi (foto qui e qui).

L’8 novembre prima al Battiferro poi in via Berti, è venuto Moni Ovadia, poi ospite della CGIL al cinema Galliera (foto quiqui e qui) Attore, cantante, musicista, scrittore di origine ebraica, nato a Plovdiv, in Bulgaria ma cresciuto in Italia, anche Moni Ovadia è un grande amico di Bologna e delle Cucine popolari, ha voluto essere presente e portare un saluto alla cena Bologna abbraccia Borgo Panigale, il 21 settembre scorso.

Donazioni e finanziamenti
Oltre a quanto già detto, riportiamo tra le donazioni: 40 kg di roastbeef donateci dalla Conad, e imprecisati kg di mortadella, donateci dalla Mutua Salsamentari in occasione del Mortadella Day (qui le foto).

Iniziative e appuntamenti
Caldarroste a offerta libera, alle 20:00 di sabato 10 novembre a Villa Paradiso (qui il volantino).Nel pomeriggio, alle 15:30 è possibile partecipare alla passeggiata, con lezione di nordic walking, e all’incontro del progetto lettura organizzate da Armonie e M’over walking asd (qui il volantino). Le due iniziative sono parte delle azioni di rilancio del Centro sociale Villa Paradiso, che dal prossimo anno ospiterà la Cucina popolare del quartiere Savena.

Lunedì 12 e martedì 20 novembre, al Battiferro si terranno le due cene sociali di Coop Alleanza 3.0. Cene sociali, feste, anniversari, anche questo è un modo per contribuire alle Cucine popolari.
Coop è da lungo tempo uno dei partner più generosi di Cucine popolari. Le due cene di questo mese saranno l’occasione per tornare ad incontrare tutte le persone che in Coop collaborano e aiutano le Cucine.

Mercoledì 13 novembre, ore 17:30, al Battiferro, l’Istituto Cattaneo, nell’ambito delle giornate sulle disuguaglianze, organizza un incontro sul tema “L’accoglienza dei migrnati va cambiata?” (qui il volantino), ne discutono Stefano Allievi (Università di Padova), Giancarlo Blangiardo (ISMU), Mario Morcone (Consiglio Italiano Rifugiati) e Andrea Stuppini (AUSL Bologna), conduce Pier Giorgio Ardeni, presidente dell’Istituto Cattaneo. A seguire cena etnica solidale, il contributo per la cena andrà alle Cucine popolari.

Martedì 20 novembre, un gruppo di studenti della residenza ERGO di via Berti verrà a farci visita alla Cucina del Centro Saffi, sono interessati a diventare volontari e stiamo pensando a nuove forme di collaborazione.

Venerdì 23 l’Associazione filippina, Liwanag, organizza al Battiferro una cena di solidarietà per raccogliere fondi per le zone colpite dal tifone Mangkhut, che si è abbattuto sulla costa nordorientale delle Filippine

DALLA RESISTENZA ALLE CUCINE POPOLARI
Come anticipato vi proponiamo alcuni estratti dal discorso che Roberto Moragantini terrà alla commemorazione della Repubblica partigiana dell’Ossola a VIlladossola, questa domenica.
Si parla di Resistenza, Costituzione e Cucine popolari.
sono nato e cresciuto in questa Valle dell’Ossola, le mie radici sono immerse in questa terra sapiente e segnate dagli eventi della resistenza che ha visto come protagonisti, operai, contadini, uomini, donne ,giovani, intellettuali imprenditori con idee politiche diverse,  ma unite contro l’occupazione nazista ed il fascismo, per conquistare libertà e giustizia, Nonostante la mia bolognesità adottiva, le mie radici sono qui in questa terra della Val D’Ossola.
Tornarci, ogni volta, è un arricchimento del cuore e della mente: si riaffacciano i ricordi, riemergono le voci dei miei cari, rivedo le strade della mia gioventù e i volti di quanti a casa, a scuola, in piazza, raccontavano l’allegria della repubblica partigiana  e poi l’amaro della sconfitta, ma poi ancora la resistenza e la liberazione, e di come la Repubblica fosse non solo contro il fascismo ed il nazismo ma per la costruzione di una nuova società ed una nuova cultura.

Da anni nel mio piccolo, cerco – con molteplici sforzi e numerose peripezie – di mettere assieme tutte le pagine che negli anni ho raccolto dalla scuola di vita di mio padre e di mia madre,di mia sorella, di mio fratello,  dalla mia attività di sindacalista e da tutto il panorama di solidarietà e volontariato che ho conosciuto a Bologna. Ho capito che l’antifascismo non può essere un sentimento da catechismo scolastico da tramandare alle nuove generazioni. L’antifascismo è una ricerca incessante, uno strumento scientifico che va approfondito e configurato alle nuove problematiche che hanno, nel loro gene, i batteri del fascismo. La “nuova Resistenza” non si combatte sulle montagne in clandestinità, bisogna intraprenderla per le strade delle nostre città, nei luoghi pubblici, sui posti di lavoro, negli autobus, tra i banchi di scuola con le armi della condivisione, della cultura, del confronto democratico, della vicinanza concreta ai bisogni delle persone.

Dal 2015, la mia “brigata partigiana” si chiama: Cucine Popolari, combatte tutti giorni a suon di pentole e piatti, la fame ma soprattutto la solitudine di centinaia di persone afflitte da mancanza di lavoro, di restrizioni economiche e sociali, sfidano i giorni per sopravvivere, per recuperare un piatto di minestra e un po’ di compagnia. Con l’aiuto di numerosi volontari e con il coinvolgimento di diverse associazioni laiche e religiose, ad oggi, siamo riusciti a garantire, in tre diversi quartieri della città, l’opportunità per queste persone di ricevere – non in una modalità elemosinata, bensì familiare e  conviviale –  un piatto caldo e un po’ di normalità. Ai nostri tavoli si innescano straordinarie relazioni, si creano opportunità, si confrontano le vicissitudini  e si comprende quanta bellezza c’è nella diversità e di come la traiettoria del futuro può avere una strada agevole se solo si ha voglia di ascoltare e scoprire “l’altro” lontano dai pregiudizi e dalla stupida retorica. La mia, la “nostra” Resistenza, perché la difesa dei diritti e della libertà non si fa da soli, si combatte tutti assieme, è finalizzata a ridare non tanto la speranza, che quella devono promuoverla  la politica o la fede per chi ne ha una, quanto piuttosto la DIGNITA’. E’ questo il principio che ogni giorno mi dà coraggio e forza di riprendere la Costituzione tra le mani e di dirmi: “tutto quello che è scritto qui dentro va difeso e tutelato”, e lo faccio alle Cucine Popolari, pensando alla mia famiglia, a questa terra, a queste valli , alla possibilità di pensare che un altro mondo è possibile e che un uomo può sentirsi tale solo se ha dignità.
La straordinarietà di questo esperimento è la partecipazione attiva dei cittadini alle Cucine Popolari: in poco tempo sono sorte squadre di volontari con storie diverse, nazionalità diverse, motivazioni diverse, professioni diverse, tutte unite dalla voglia di tendere la mano a chi è rimasto indietro, a chi ha perso l’immaginazione del futuro, smarrendo per sempre la dignità, perché da soli non si va da nessuna parte.

Concludo, ringraziandovi ancora per avermi fatto sentire parte di questa speciale famiglia che rappresenta, come ANPI, un vero patrimonio per la cultura antifascista e per la memoria storica e democratica dell’Italia, con una frase che Sandro Pertini rilasciò in occasione del 40° anniversario della Repubblica dell’Ossola: «la Repubblica dell’Ossola è ben più di un lontano episodio consegnato ai libri di storia. Essa vive nel perenne patrimonio ideale della nostra gente, simbolo incorruttibile di generosità e di riscatto». A tutti noi la responsabilità di non solo custodirne i suoi valori, ma di realizzarli.


Come contribuire alle Cucine popolari
– potete diventare volontari. Scriveteci a bolognasocialfood@civibo.it, vi metteremo in contatto con i referenti dei volontari.
– potete fare una donazione al C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464, intestato a; Associazione Civibo.
– potete organizzare presso le Cucine la festa o il pranzo sociale della vostra associazione o di un gruppo di amici, per la pensione, per un compleanno, ogni occasione è buona. Sarà anche un modo per far conoscere le Cucine.
– potete comperare il libro “Un ponte di colore”, i cui proventi vanno alle Cucine popolari. E’ disponibile anche online, a questo link.

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La redazione del
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Demetrio Collina e Marta Fin