Diario delle Cucine popolari – pagina 4

Carissime volontarie, carissimi volontari,
amiche e amici delle Cucine popolari,

avevamo pensato di dedicare questa quarta pagina del nostro diario agli ospiti delle Cucine e alle loro storie. Infondo, ci siamo detti, sono loro la nostra ragione d’essere, è per loro che le Cucine sono nate ed esistono. Poi ci siamo accorti che prima ancora di raccontare le loro storie, di ascoltare le loro voci, era necessario fare un passaggio sul progetto da cui sono nate le Cucine e dire qualcosa sul contesto nel quale si inseriscono e in cui agiscono in collaborazione dinamica con attori sociali, servizi pubblici e soggetti privati.
Giovanni Melli, presidente di CIVIBO, ci è venuto incontro regalandoci una metafora bellissima: “le Cucine popolari sono come un aliante“, progettate come una organizzazione agile e leggera, che una volta portata in quota da un aereo a motore resta in volo grazie alla sua struttura essenziale e aerodinamica, in grado di sfruttare le correnti ascensionali per restare in quota.
In questa pagina del diario delle Cucine popolari
Troverete quindi, un’intervista a Giovanni Melli, presidente di Civibo, cuoco, volontario e colonna portante delle Cucine. Poi vi presenteremo la novità delle “colazioni solidali” rese possibili dalla collaborazione con Granarolo. Poi potete dare un’occhiata alla densa pagina di appuntamenti nel periodo do feste e ricorrenze che ci aspetta le Cucine non si risparmieranno, trafeste del 25 aprile e del 1 maggio ci scappa anche un ristorante da guida Michelin. Tra le cose fatte, una mini rassegna con i link a due bei servizi televisivi dedicati a noi, andati in onda sulla Rai. In chiusura, come al solito, come contribuire alle Cucine e come iscriversi o cancellarsi dall’elenco del diario.
5×1000
Prima di iniziare, visto che siamo nella stagione della dichiarazione dei redditi, vi ricordiamo che è possibile donare il vostro 5×1000 alle Cucine popolari, basta indicare il codice fiscale di CIVIBO Onlus: 91372820372 sul modelli 730 o Unico. Questa scelta non comporta una spesa per te perché è una quota d’imposta a cui rinuncia lo Stato.

La parola al Presidente 
Le cucine popolari sono come un aliante portato in alto da un propulsore (Roberto Morgantini con il suo matrimonio), che resta e plana in aria grazie alle correnti ascensionali: i volontari, i donatori di derrate alimentari,  gli amici che vengono a mangiare e lasciano un po’ di denaro, tanti sostenitori, anche ‘famosi’ come Benni, Bergonzoni …”
Con questa allegoria si presenta Giovanni Melli, il presidente di Civibo, l’associazione che gestisce le Cucine popolari.
Giovanni, presidente di Civibo da quasi un anno, ma anche cuoco, ma anche sostegno amicale soprattutto di chi è più in difficoltà, volontario o ospite che sia, è arrivato al progetto delle Cucine subito dopo le prime riunioni del gruppo di Piazza grande, assieme ad Alessandra.
“Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di cucinare e di saper organizzare una cucina. In più – dice Giovanni – io venivo da tante esperienze di volontariato, anche di dirigente di associazioni di volontariato, compreso il Forum del Terzo settore, l’Auser. Oggi, grazie al propulsore e ai tanti aiuti, siamo in volo, anzi, ci espandiamo. Siamo a tre mense e, all’orizzonte, bisogna dire un po’ lontano, cominciamo a intravedere anche un’altra mensa. Inoltre, stiamo per sperimentare, alla mensa dell’Italicus, anche l’offerta di una prima colazione. Il nostro motto è sempre quello: il riuso contro lo spreco. Le derrate alimentari che ci vengono donate vanno preparate e consumate in fretta perché sono vicine alla scadenza. Se non le usassimo, gran parte andrebbe a finire nel pattume”.

IMG_0920“Il ruolo del presidente? E’ quello di tenere insieme – dice Giovanni – una realtà che si sta rapidamente ingrandendo e che proprio per questo ha bisogno di rivedere continuamente la sua capacità organizzativa, il come affrontare problematiche, responsabilità, modalità di relazione. Civibo non vuole essere un assemblaggio di disponibilità volontarie e basta. Vogliamo condividere un pensiero comune, vogliamo caratterizzare l’associazione come un ‘noi’ che sta in questa società. Non siamo muti e ciechi: vediamo la disgregazione che ha prodotto questa società ‘chi ce la fa, bene, gli altri possono restare indietro’; vediamo gli esiti negativi della crisi. Tuttavia, non ci interessa essere i tenutari della riserva indiana di chi non deve rompere … rivendichiamo un welfare dei diritti per tutti, che produca inclusione. Non vogliamo sostituici al welfare pubblico, cosa che sarebbe deleteria e che non fa parte della nostra cultura laica, vogliamo integrarci e produrre qualcosa in più in quello spazio che sta tra la persona e la rete dei servizi. La cultura che ci sforziamo di affermare come ‘noi’ associativo è quella della cittadinanza attiva responsabile. Abbiamo ricevuto tanto nella nostra vita. Io, ad esempio, sono il primo di 9 figli e ho ricevuto dal welfare, dalla realtà del paese in cui vivevo, dal padrone della fabbrica dove lavorava mio padre… Abbiamo ricevuto, perché non restituire qualcosa alla società?”
“Tra poco – continua Giovanni – presenteremo il bilancio 2017 con il dettaglio delle entrate e delle uscite, il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di arrivare a produrre un vero e proprio bilancio sociale, con il quale rendere conto anche dell’impatto sociale del nostro lavoro. La mole organizzativa è diventata imponente e ci basiamo esclusivamente sul volontariato. Siamo arrivati a un punto in cui, per andare oltre, abbiamo bisogno di una rete organizzativa un po’ più solida. Vogliamo anche riuscire a ringraziare più tempestivamente chi dona. Vogliamo migliorare ancora la relazione con gli  ospiti, i donatori, i Quartieri e le Parrocchie che ci inviano le persone. Questa newsletter è già una nuova modalità di relazione, ma vogliamo andare avanti”.

Ogni giorno in media al Battiferro si distribuiscono 130 pasti, al Saffi 35-40, all’Italicus 40-42 con punte  oltre 60 il venerdì (quando è l’unica cucina aperta), ma ‘chi sono’ gli ospiti?
“Il nostro gruppo di riferimento, fin dall’inizio – racconta Giovanni – è stato quello delle persone fragili, le persone che, temporaneamente, hanno problemi perché hanno perso il lavoro, perché non lo trovano, perché hanno avuto una malattia, perché sono sole: per loro non c’è nulla nella rete dei servizi.  Non ci siamo rivolti alle persone che appartengono alla cosiddetta “bassa soglia”, la povertà estrema, poiché quelle hanno comunque una rete di servizi pubblici, se pur piccola. L’idea è stata quella di progetti individualizzati a tempo, ‘mi metto di fianco a te, ti aiuto a fare un tratto di strada, dopo di che se riesci a tornare sopra il pelo dell’acqua, vai…’. In realtà, un po’ per la disperazione, un po’ per il passaparola perché, dicono, da noi si mangia bene, il tempo di frequenza delle persone ‘fragili’ si è dilatato e sono arrivate anche persone di ‘bassa soglia’, che ora rappresentano il 18-20% dei nostri ospiti, di cui la metà stranieri. In generale, l’età media degli ospiti è oltre i 50 anni, poi ci sono anche bambini e genitori. Circa il 40% è costituito da stranieri. C’è poi circa l’8% costituito da persone, per lo più anziane, che vivono sole: ricordiamoci che la solitudine non voluta è peggio di una malattia nel senso che fa crollare la qualità della vita… ecco, noi pensiamo che una mensa di comunità debba occuparsi anche di queste persone”.

12010598_1061169890568642_4437506868731409168_o“Ma scontiamo ancora un limite – dice Giovanni – : quello di non riuscire a fare rete con altre iniziative.  Ad esempio, con Case Zanardi (spazi di aiuto per chi rischia di scivolare nella povertà, dove ci sono, tra l’altro, empori della solidarietà) potremmo essere in rete e dare risposte diverse, in momenti diversi. Una persona potrebbe avere la possibilità di farsi da mangiare ma non avere le materie prime e in quel caso potrebbe andare al mercatino delle Case Zanardi, nel momento in cui dovesse trovarsi ad avere problemi maggiori, potremmo entrare in campo noi. Costruire questa rete è uno dei nostri obiettivi per il prossimo futuro. ““Vogliamo continuare a puntare sulla relazione, non solo sull’offerta di cibo. In questo senso, – continua Giovanni – per ora solo all’Italicus, stiamo sperimentando un ‘gruppo di ascolto’ per connettere tra loro ospiti, volontari, assistenti sociali. Io stesso ne faccio parte. Ogni 15 giorni, il martedì, dopo pranzo, ci riuniamo e parliamo, ci raccontiamo. Partecipano 8-10 persone, non sono poche per una mensa che ha in media 40-42 ospiti al giorno. Dopo pranzo, offriamo caffè e biscottini e parliamo, senza forzare nessuno. All’inizio parlavo di me, per sollecitare loro. Sono partito dal fatto che ero arrabbiato perché alla mensa mi avevano rubato il telefono… e da lì abbiamo iniziato lo scambio: una ragazza ha raccontato la sua malattia, la depressione, la perdita dei genitori, l’incontro con un altro ragazzo che, come lei, frequentava i servizi di igiene mentale; un altro ha fatto un racconto toccante e molto pesante, fatto di perdite; una ragazza ipercinetica ha parlato del suo fidanzato, del fatto che lo aveva lasciato… e il martedì seguente a questo racconto si è presentato anche lui e le ha fatto la dichiarazione davanti a tutti.””Vogliamo continuare in questa strada e per questo è importante per tutti noi volontari la formazione sulla relazione di aiuto, una relazione complessa in cui bisogna evitare di porsi con atteggiamento dall’alto verso il basso, bisogna mettersi accanto, condividere. Chiederemo un po’ di tempo ai volontari anche per questo”.

Cosa è successo alle Cucine
sono tante, come al solito, le cose successe alle Cucine nelle ultime settimane, e tante quelle in programma per le prossime. Iniziamo citandovi alcune uscite particolarmente gratificanti per il nostro progetto sui media nazionali: a questo link trovate la paginata dedicata il 3 aprile da Repubblica nazionale alle Cucine con un intervista a Roberto. Il 10 aprile, all’interno del programma di Bianca Berlinguer Cartabianca, è andato in onda un bel servizio sulle Cucine, potete vederlo qui, un altro bel servizio sulle Cucine è andato in onda Geo potete vederlo a questo link.
Ringraziamo l’Associazione Amici dal Ninen che il 14 aprile, nell’ambito della fiera Porcelli d’autore, dedicata al maiale e alla sua gastronomia, hanno offerto il pranzo ad una cinquantina di ospiti abituali della Caritas e delle Cucine Popolari. Tra i volontari che hanno servito ai tavoli anche un gruppo di giovanissimi ragazzi coinvolti in questo gesto di solidarietà. L’Associazione Amici dal Ninen è stata già in passato protagonista di azioni solidali nei confronti delle Cucine e dei nostri ospiti. Grazie quindi e lunga vita a questa collaborazione!

0924aa0d-c87f-4b75-8d83-455af611c6bdLa colazione solidale
Grazie alla collaborazione di Granarolo le Cucine stanno facendo partire un nuovo servizio rivolto alle persone in difficoltà. A partire dall’11 aprile per due giorni alla settimana, presso le Cucine del Centro sociale Italicus, dalle 9 di mattina agli ospiti delle Cucine viene offerta la colazione solidale: caffelatte, yougurt e biscotti. Per iniziare bene la giornata e per offrire una ulteriore occasione di vita sociale.
L’intenzione è quella di allargare le colazioni anche alle altre Cucine, anzi, siamo in grado di anticipare che dai primi giorni di maggio la colazione solidale aprirà anche in Bolognina presso il Centro Sociale Fondo Comini, proprio davanti alla Cucina del Battiferro.
Lasciamo la parola ai volontari dell’Italicus che ci hanno scritto per parlarci della novità:
Ciao sono Patrizia e volevo raccontare la nostra mattinata all’Italicus con le colazioni.
Oggi 11 aprile 2018 è partita l’iniziativa delle colazioni. Come primo giorno abbiamo avuto circa 10 persone ma decisamente motivate e felici della novità. Biscotti e pane con formaggio a disposizione ma geniale l’idea del self service delle bevande! Erano tutti molto più rilassati che a pranzo e hanno chiacchierato senza fretta servendosi da soli di latte e caffè caldi.
Abbiamo sentito tutti una nuova atmosfera e speriamo di avere dato loro un buon inizio di giornata.
Per noi lo è stata.
Saluti da Patrizia Italicus

Luciano Tabarroni coordinatore della Cucina del Centro sociale Italicus:
Alcuni mesi fa Giovanni, Roberto ed io ci siamo trovati a pranzo al Battiferro con Piero Calzolari, Presidente di Granarolo, e Myriam Finocchiaro, Responsabile relazioni esterne, sempre di Granarolo. Obiettivo passare del buon tempo assieme, con un buon cibo, in un ambiente congeniale a tutti per parlare delle tante cose che ci accomunano nell’ambito della solidarietà.
Myriam, con l’occhio benevolo di Piero, alla fine dell’incontro, elencò una serie di obiettivi che dovevamo porci per consolidare le relazioni fra Granarolo e le Cucine popolari, e prese questi 3 impegni: Granarolo ci avrebbe donato, non appena disponibile, un furgone a temperatura controllata che avrebbe aiutato a risolvere i nostri problemi di conservazione e trasporto di prodotti deperibili; inoltre avrebbe previsto una donazione di prodotti a cadenze regolari per permetterci di pianificare le nostre attività in cucina; infine, Granarolo voleva offrire a tutti i soci di CIVIBO la possibilità di accedere allo spaccio aziendale a Cadriano, dove si acquista a prezzi scontati.
Sono passati alcuni mesi: il furgone l’abbiamo!! Le donazioni regolari anche, proprio grazie alla regolarità delle donazioni abbiamo potuto aprire per le colazioni del mattino alla Cucina dell’Italicus! ed ora si è aperta anche la possibilità per tutti i nostri soci, semplicemente esibendo la tessera della nostra associazione di comprare i prodotti Granarolo e non solo, presso i punti vendita del Buon Casale, uno dei quali a Cadriano.

Ancora una volta grazie Myriam , grazie Piero!!
bfccbcb3-c818-473c-80f9-0a4f893e0535Appuntamenti
21, 25, 29 aprile e 1 maggio con le Cucine

Siamo alla vigilia delle feste del 25 aprile e del 1 maggio, feste che celebrano le origini laiche e sociali della nostra Repubblica, le Cucine popolari non potevano certo mancare. Ecco un nutrito calendario (è proprio il caso di dirlo) di appuntamenti per questi giorni di festa:

– domenica 22 aprile, dalle 10 alle 20, in piazza dei Colori, fuori Massarenti, un arcipelago di associazioni vicine alle nostre Cucine organizzano “Liberazione a colori, per l’antifascismo, contro il razzismo – a zugher insieme nella piazza”, giochi, laboratori, musica e tante altre cose (qui il volantino). Un gruppo di volontari, tra cui alcuni ospiti delle Cucine popolari, hanno lavorato alla pulizia dei muri della piazza da tag e imbrattamenti;

– il 25 aprile, dalle 12:00 alle 13:30, alle Cucine popolari del Centro Saffi di via L. Berti e alle Cucine di via del Battiferro, pranzo del 25 aprile per celebrare insieme la Liberazione, prenotazioni al Centro Saffi al 335 7781663, prenotazioni al Battiferro al 335 7456877. La formula è quella consolidata per le giornate di festa, pranzo aperto agli ospiti, gratuitamente, e alla cittadinanza, su offerta. Vi anticipiamo che in entrambe le Cucine come in ogni “pranzo di festa” non ci faremo mancare nulla, ma al Battiferro in particolare sono previste pappardelle al cinghiale.

Qui la bella lettera di invito mandataci da Sandra Soster, coordinatrice della Cucina del Centro Saffi:
Il 25 aprile è una festa molto importante, per noi delle Cucine popolari (e quel “noi”, come avrete imparato a capire, è proprio un soggetto plurale: ospiti, volontari, sostenitori, amici degli ospiti e dei volontari, tutti insieme appassionatamente, con “selvaggia allegria” come ha detto qualcuno).
Festeggiamo, come tutti, una Liberazione che c’è stata – dai nazisti, come quelli di Marzabotto – e che tanto è costata, ma ci ha reso possibile vivere ora in pace e in democrazia in questo pezzo di mondo. Ma c’è anche una “liberazione” attesa, ancora tutta da conquistare, che rappresenta la nostra ragione sociale, il senso del nostro stare insieme. Da un fascismo forse risorgente intorno a noi e dal razzismo, che respinge le persone apparentemente un po’ diverse senza neppure conoscerle. Ma c’è anche una liberazione invocata da tanti di noi, e specialmente da chi è un po’ più scalognato: dal bisogno o dalla solitudine, dalla sofferenza perché nessuno si accorge di te, dalla rabbia o dalla malinconia per come sta andando il mondo. Per poter vivere serenamente, in modo retto e consapevole, ma anche con gioia i nostri giorni. Facciamo del nostro meglio, insieme, con questa aspirazione.
Dunque ritorniamo alle parole chiave: festa e insieme, e quindi con i piedi sotto un tavolo, magari di fronte a una tagliatella. Dove? Alla Cucina popolare del Centro Saffi in via L. Berti 2/10, dalle 12 alle 13.30, dopo la manifestazione in piazza. Se è bel tempo nel giardino. Prenotatevi al 335 7781663. Vi aspettiamo!

– Domenica 29 aprile, dalle 12:30 alle 14:00, sempre alla Cucina del Centro Saffi, pranzo di pesce offerto dal ristorante Sale Grosso di Marco Giardini.
Molti di voi ricorderanno Marco Giardini perché ex-assessore in Comune ed ex-presidente di Arci, ora gestisce, insieme alla moglie, il ristorante Sale Grosso di vicolo de Facchini 4. Si sono specializzati in cucina mediterranea di pesce e da 5 anni sono sulla guida Michelin su Bologna. Insieme hanno deciso di portare i loro cuochi alle Cucine del Centro Saffi per offrire in solidarietà un pranzo interamente di pesce. Anche in questo caso, oltre che agli ospiti delle Cucine, il pranzo è aperto a tutti, è previsto un contributo di 25€ e il ricavato andrà interamente alle Cucine Popolari, per prenotare: 335 7781663.

– 1 maggiopranzo della CGIL-CISL-UIL nel cortile di Palazzo d’Accursio.
Come ogni anno i Sindacati organizzano per la Festa del Lavoro un pranzo in cui invitano Autorità e personalità pubbliche, come ormai tradizione da quando siamo nati noi di Civibo, 100-120 posti sono riservati agli ospiti delle Cucine popolari. Il pranzo è organizzato dalle Cucine, CGIL copre tutte le spese, il ricavato va alle Cucine. Per unirsi ai volontari che servono in piazza il 1 maggio, contattare Carmela: 338 6444774.

8b933709-c51b-4e4a-8cec-55195f9429c0Altri appuntamenti
– il 4 maggio, alle ore 19, presso la Cucina popolare del Centro sociale Saffi in via L. Berti 2/10, cena solidale e presentazione del libro “una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”
Francesca Ciampi intervista Carlo Zucchini, coautore assieme a S. Sbarbati del libro recentemente pubblicato da Corraini edizioni “Una straordinaria normalità. Cucina e ricette in casa Morandi”. Segue una cena liberamente ispirata alle ricette della madre e delle sorelle del grandissimo pittore bolognese. Il ricavato andrà a sostenere l’attività delle Cucine popolari. E’ gradita la prenotazione al numero 335 7781663.

– il 5 maggio, come già annunciato, le Case Zanardi organizzano una colletta alimentare, si cercano volontari per formare piccoli gruppi che distribuiscano il materiale informativo e raccolgano i prodotti donati fuori dai supermercati Coop coinvolti nell’iniziativa. La colletta è un modo per sostenere diversi progetti che si occupano di povertà a Bologna tra cui naturalmente anche le Cucine popolari. Trovate tutte le informazioni per partecipare come volontari su questa pagina del nostro sito.

Come al solito prima di chiudere, una nuova cartolina degli amici delle Cucine popolari, oggi: Nafta, alias Marco Cigarini, chi non lo conoscesse può dare un’occhiata qui.

Come contribuire alle Cucine popolari
E’ possibile contribuire alle Cucine popolari in tanti modi ed è anche sempre possibile inventarsene dei nuovi:
– si può diventare volontario: veniteci a trovare o scriveteci dando la vostra disponibilità, vi metteremo in contatto con chi segue i volontari.
– Si può contribuire economicamente con un versamento, per un bonifico questo è il numero del nostro C/C: IBAN: IT39 C070 7202 4080 3100 0182 464 Intestazione: Associazione Civibo.
– E’ possibile fare una donazione, o impostare una donazione periodica, conPayPal passando dalla homepage del nostro sito.
– In occasione della denuncia dei redditi è possibile indicare le Cucine popolari come destinatarie del proprio 5×1000. Il Codice fiscale è 91372820372, la ragione sociale, il nome dell’associazione, CIVIBO onlus.
– Comperare il libro “Un ponte di colore” i cui proventi vanno alle Cucine popolari, potete acquistarlo per voi oppure per fare un regalo, è disponibile anche online a questo link.
– Se siete un’associazione o un gruppo di amici potete decidere di organizzare presso le Cucine il vostro pranzo sociale, oppure la vostra festa. Sarà un modo per contribuire e anche un modo per far conoscere le Cucine.
– Ci sono le collette alimentari organizzate fuori dai supermercati, si può andare come volontari oppure semplicemente contribuire. Ve ne daremo notizia per tempo.
– Se sei un ristoratore puoi organizzare un pranzo solidale.
– Infine ci sono le pizze e i panini sospesi.
Ci sembra già tanto ma se avete altre idee fateci sapere.

Scriveteci
Graditi, come sempre,i vostri commenti, i consigli e le vostre storie.  Per raggiungerci basta scrivere a bolognasocialfood@civibo.it, oppure rispondere a questa email, che poi è la stessa cosa.

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La redazione del
diario delle Cucine popolari
Demetrio Collina e Marta Fin